Archivi categoria: Cultura e sport

Attrattività del territorio: finanziati otto progetti nella provincia di Bergamo

Sono molto soddisfatto per il finanziamento regionale di otto progetti della provincia di Bergamo in gara per il bando per l’attrattività territoriale sostenibile e gli interventi per la promozione turistica. In tutto sono state finanziate 33 delle 64 richieste di contributo presentate. Le proposte bergamasche costituiscono il risultato del lavoro sinergico tra aggregazioni di comuni, come nel caso di Gate (Green Attractivity Territory for Expo),
Bassa Pianura Bergamasca, Fontium e Mercatorum, Distretto dell’attrattività del Lemine, La Valle dei Sapori, Isola Bergamasca, Valli in Famiglia, Area All in one. Inserito in graduatoria e, per ora, finanziabile ma non finanziato il progetto “Viaggio alla scoperta della pianura bergamasca” con capofila il comune di Cividate al Piano.
I comuni beneficiari devono garantire ora la realizzazione di misure di incentivazione delle imprese del commercio e del turismo e, non di meno, l’apporto delle risorse necessarie di cofinanziamento per parte comunale.
Mi complimento con le aggregazioni di comuni bergamaschi che hanno presentato i progetti per il buon lavoro svolto e per i risultati ottenuti in termini di finanziamenti.
Spero ne potranno uscire azioni utili alla valorizzazione e alla promozione del nostro territorio.

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Per difendere la ristorazione tipica serve una normativa chiara

Si è parlato dello spiedo, di polenta e osei e della loro sopravvivenza, ieri sera, in Consiglio regionale, dove è stata approvata una mozione, sottoscritta anche da me.
L’ho sostenuta convintamente perché è un intervento a difesa della ristorazione tradizionale delle valli bergamasche; il documento manifesta la necessità di una normativa chiara, sia a livello regionale che nazionale, rispetto all’utilizzo della selvaggina nell’ambito della ristorazione, in particolare nei piatti tipici come lo spiedo o la polenta e osei.

Questi due piatti tipici non vanno confusi con il tema della caccia, che a sua volta dovrà trovare momenti di chiarezza, né con il tentativo di mascherare attività illegali. Anzi, norme chiare e non da interpretare sono alla base di comportamenti leciti e trasparenti.

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Lavorare in sinergia, facendo rete sui territori e razionalizzare il sistema normativo: ecco la ricetta per il turismo lombardo.

Voto positivo del PD alle due risoluzioni per aggiornare la normativa del turismo in Lombardia, presentate ieri in occasione della seduta dedicata ad Expo.
Per Expo e perché la manifestazione sia il punto di partenza per uno sviluppo del settore turistico in Lombardia occorre lavorare coinvolgendo tutto il territorio, le associazioni che in Lombardia si occupano di turismo e di cultura e i diversi portatori d’interesse. Servono azioni concrete di razionalizzazione e semplificazione da fare subito per colmare una serie di lacune, da quelle sull’ospitalità a quelle infrastrutturali, come abbiamo chiesto nelle risoluzioni che abbiamo approvato oggi.

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Segretario della Commissione Cultura

Oggi sono stato eletto Consigliere Segretario della VII Commissione Consiliare Cultura, Istruzione, Formazione, Comunicazione e Sport, presieduta da Luca Daniel Ferrazzi della lista Maroni Presidente, sostituendo il collega Fabio Pizzul che è diventato presidente della Commissione Affari Istituzionali.

L’Ufficio di Presidenza della commissione risulta, quindi, così composto:

Presidente Luca Daniel Ferrazzi (Maroni Presidente)

Vicepresidente Anna Lisa Baroni (PdL)

Consigliere Segretario Mario Barboni (Pd)

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Cultura e sport: nozze coi fichi secchi

Non riesco a trovare un altro commento al Programma regionale di sviluppo della X Legislatura alla voce Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport.

Ne abbiamo discusso giovedì nell’omonima commissione: le proposte ci sono e noi potremmo aggiungerne a volontà, perché è facile pensare quanto di buono si potrebbe fare sul fronte della cultura o dello sport per i giovani.

Peccato, però, che poi il piatto pianga lacrime disperate: per cultura e sport si parla di poche centinaia di migliaia di euro. Con queste cifre tutti i buoni propositi vengono meno…

Insieme alla collega Laura Barzaghi abbiamo provato a farci sentire, ed alzeremo ancora la voce: il depauperamento avviene su capitoli che negli ultimi anni, in tempi non sospetti, erano già stati pesantemente tagliati per primi, rispetto ad altri che sono stati ridimensionati solo ora.

In questo modo non si può certo programmare interventi seri, duraturi, veramente interessanti, ma solo sostegni spot ad alcune iniziative.

E meno male che istruzione e formazione hanno una voce di bilancio a se stante: almeno fino a quando non si taglierà anche qui, come pare sia il nuovo orientamento, dopo la decisione, avvallata anche da Regione Lombardia, di ridurre l’orario scolastico su 5 giorni pure per le scuole superiori non per un preciso obiettivo didattico, ma per un mero risparmio sui costi di riscaldamento.

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Legge sport: necessaria, ma più attenzione all’aspetto educativo

Dopo un lungo dibattito con una trentina di emendamenti presentati, e sebbene il risultato che abbiamo ottenuto sia sicuramente perfettibile, ieri non abbiamo comunque avuto dubbi ad approvare il progetto di legge sul “Riordino normativo in materia di attività motorie e sportive”.

 L’approvazione della legge è un fatto positivo, perché è un buon tentativo di semplificazione delle norme e di risposta alle esigenze dello sport lombardo. Tuttavia, non basta una legge tutto sommato buona: è necessario che vengano ripristinati congrui finanziamenti a bilancio, anche perché sui territori ci sono sempre meno sponsorizzazioni da parte delle aziende private, visto il momento di crisi economica.

Il rischio è che le scelte fatte non valorizzino abbastanza lo sport di base e dilettantistico, mentre per noi del Pd rimane prioritario e fondamentale tutelare l’aspetto sociale ed educativo dell’attività sportiva.

Ad ogni modo, sono molto contento che la Commissione abbia deciso di inserire un nostro emendamento riguardo “un’attenzione particolare allo sport praticato in carcere”.

Per quanto concerne le attività sportive praticate sulla neve, avremmo preferito una maggior attenzione nei confronti degli enti di promozione sportiva dilettantistici e amatoriali e verso coloro che praticano discipline come lo scialpinismo, che non devono essere penalizzati nelle proprie attività da un’eccessiva rigidità dei gestori di strutture sciistiche e di impianti.

 Sempre grazie ad un emendamento del Pd è stata recepita una preoccupazione, espressa soprattutto dal Cai, sulla possibile limitazione della libertà di praticare attività come lo scialpinismo o l’escursionismo fuori pista.

 In sintesi salutiamo con favore l’approvazione della nuova legge, che verrà definitivamente ratificata dal Consiglio nella seduta del 9 ottobre, e ci auguriamo che la Giunta sia conseguente e, ribadisco, metta a disposizione del settore sportivo le risorse che nel 2011 e 2012 sono progressivamente scomparse dal bilancio. Lo sport lombardo è stufo di ricevere complimenti, premi e pacche sulle spalle ma chiede di essere sostenuto concretamente.

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Istruzione, cultura e sport a secco nel Bilancio 2012

E’ chiaro a noi tutti consiglieri del PD che per l’istruzione, la cultura e lo sport  la legge finanziaria 2012 e il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 – presentati ieri, in VII Commissione consiliare, alla presenza dell’assessore regionale allo Sport Monica Rizzi – la Giunta Regionale ha lasciato le briciole.

Il bilancio presentato, infatti, è di sole spese obbligatorie. E’ in crisi l’intera programmazione per i settori formazione, istruzione, cultura e sport. Questo si ripercuote con violenza sulle realtà territoriali e sulla loro sostenibilità, come nel caso delle associazioni sportive. Lo stesso assessore ha affermato che lo sport lombardo subirà un contraccolpo mortale con una manovra regionale così impostata, se non verranno reintegrati i fondi almeno pari allo scorso anno. Inoltre, la variabile tempo è fondamentale per chi opera sul territorio, perché avere la consapevolezza di risorse da gestire può essere un elemento di programmazione e sviluppo. Averli in ritardo e con incertezza blocca interamente il sistema di programmazione per comuni, enti e associazioni.

E proprio nel giorno in cui si scopre che intere poste di bilancio rimarranno all’asciutto, la Lega si sveglia e si accorge che Dote scuola rischia di essere usata per fare la spesa, anziché per sostenere i ragazzi nel loro percorso didattico: finalmente il Carroccio si è accorto dei possibili abusi di questo strumento regionale per il diritto allo studio!

Infine, la ciliegina sulla povera torta di Regione Lombardia: come se non bastasse tutto il resto, nel bilancio di previsione sono scomparsi i fondi per le materne paritarie e per il diritto allo studio.

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Lega e crocifisso: solo una suppellettile

La VII commissione Cultura del consiglio regionale ha approvato oggi il disegno di legge che prevede l’esposizione del crocifisso in tutti gli stabili di Regione Lombardia. Nonostante le insistenze del Partito Democratico e il parere critico del servizio assistenza legislativa e legale del Consiglio, che hanno sottolineano i possibili problemi di costituzionalità e la non competenza legislativa della regione in questa materia (riservata dall’art. 117 della Costituzione allo Stato), Lega e Pdl hanno voluto approvare una legge che prevede che la Regione stanzi 2500 euro per l’acquisto di crocifissi da esporre in tutti gli stabili di proprietà della regione. L’obiettivo, si legge nel testo, è di “riconoscere i valori storico-culturali e sociali e le radici giudaico-cristiane” di Regione Lombardia.

Sottolineando che la Regione ha il diritto di esporre ciò che vuole nei suoi locali, come avviene per la Rosa Camuna o altri simboli civili, la Lega ha inteso promuovere la presenza del crocifisso come simbolo laico  di fratellanza e tolleranza, spogliandolo di gran parte del suo significato religioso e identificandolo come simbolo identitario e tradizionale.

La sensazione è che ci sia stata una pervicace volontà di approvare una legge non necessaria, e forse anche al di fuori delle competenze della Regione unicamente per marcare una primogenitura nella difesa di valori che andrebbero vissuti più che solamente proclamati e che non possono certo essere promossi con la semplice esposizione di quello che la legge rischia di trasformare in un semplice elemento di arredo. Va anche sottolineato come non sia necessaria una legge regionale per prevedere l’esposizione del crocifisso nei locali della Regione, sarebbe bastata una circolare della Giunta o della Presidenza del Consiglio ma che evidentemente non avrebbe però avuto lo stesso valore mediatico.

Al di là del fatto che l’esposizione del crocifisso non faccia del male a nessuno, rimangono tutti i dubbi relativamente allo strumento e alla modalità scelte per portare a casa questo risultato: fin qui lo Stato ha sempre agito con disposizioni regolamentari e il fatto che in Lombardia si sia scelto la legge crea più di un dubbio riguardo alla cultura istituzionale, al rispetto delle competenze, al riconoscimento della laicità dello Stato e alla effettiva volontà di rispettare il crocifisso più che di condurre una battaglia ideologico politica. Lo stesso inserimento della frase “radici giudaico-cristiane” (della Lombardia!) nell’articolo 1 della legge è una spia di queste possibili derive.

Il Pd ha votato contro per sottolineare il disagio rispetto alla scarsa attenzione ai possibili problemi costituzionali e istituzionali e per evidenziare come una generica definizione del crocifisso come simbolo storico-culturale rischi di depotenziarne il significato e di trasformarlo in una sorta di suppellettile legata a una tradizione che non si è in grado o non si vuole rendere attuale con l’unica cosa che davvero conta, ovvero la testimonianza concreta dei valori che il crocifisso porta con sé e che non sempre sembra siano stati presenti nella storia della Lega.

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Montagne Lombarde protagoniste

Montagne lombarde protagoniste: il 10 luglio l’iniziativa “150 Vette d’Italia”, il 17 luglio la quinta edizione di “Orobie Skyraid”

Si salirà su vette di ogni livello, dal Monte Ubione (895 metri, sopra Clanezzo)  e dal Canto Alto (appena fuori Bergamo, colle simbolo della Città dei Mille con i suoi 1.146 metri, sul quale saliranno i rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali), alle cime dei tre “giganti delle Orobie”: il Pizzo Coca (3.052 metri), il Pizzo Redorta (3.038 metri) e il Pizzo Scais (3.039 metri). In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità nazionale, per domenica 10 luglio il Cai (Club Alpino Italiano) organizza la contemporanea ascesa a 150 vette orobiche lombarde. L’iniziativa, ribattezzata “150 Vette d’Italia” e presentata questa mattina in Consiglio regionale, vedrà il coinvolgimento di tutte le sezioni del Cai bergamasco e la partecipazione contemporanea di oltre un migliaio di soci e appassionati escursionisti; un gruppo di disabili salirà inoltre sulle cime che sovrastano il rifugio Tagliaferri oltre 2.400 metri di quota. Complessivamente saranno 176 le montagne da scalare, con l’obiettivo di raggiungere almeno 150 vette: tre le cime sopra i 3mila metri, 56 quelle comprese tra i 2500 e i 3mila metri, solo una inferiore ai mille metri e 13 inferiori ai 1500 metri.
“Una grande festa della montagna –l’ha definita il past-president del Cai di Bergamo Paolo Valoti- racchiusa, in questo caso più che mai, nel concetto “una montagna per tutti”. Ognuno di coloro che saliranno domenica verso una delle cime prescelte –ha aggiunto Valoti-  sarà dotato di un gps analogico ed ecologico fatto di grinta, passione e solidarietà, che si nasconde in ciascuno di noi e che la montagna dà a tutti la possibilità di scoprire”.
Alla presentazione dell’iniziativa è intervenuto il Presidente del Comitato regionale per il 150° dell’Unità d’Italia Carlo Saffioti (PdL), che ha evidenziato come “questa iniziativa promuove il patrimonio storico dei 150 anni di storia della nostra nazione coniugandolo con i valori della montagna, dove sacrificio, passione e attaccamento alla propria terra sono i tratti distintivi”. Carlo Saffioti guiderà la rappresentanza regionale verso una delle cime prescelte, sulla base delle assegnazioni e delle indicazioni degli organizzatori.
“Una iniziativa straordinaria –ha aggiunto il Consigliere regionale Mario Barboni (PD)- che unisce il valore storico e culturale a quello più propriamente sportivo: l’ascesa verso una vetta è sinonimo di fatica, e la gioia di raggiungerla è probabilmente simile a quella che provarono gli italiani che lottarono e conquistarono l’indipendenza e l’unità nazionale”.
Ma le iniziative che in questo mese vedranno protagonista la montagna bergamasca non si esauriscono qui: la domenica successiva, 17 luglio, sarà di scena la quinta edizione della Orobie Skyraid, corsa d’alta quota resa celebre dalla straordinaria impresa compiuta da Mario Poletti nel 2007, capace di percorrere gli 84 chilometri del Sentiero delle Orobie in 8 ore e 52 minuti.
Quest’anno, come ha spiegato in conferenza stampa Mario Poletti, la Orobie Skyraid prevede novità assolute: niente più staffetta a tre sull’intero percorso, ma prova singola di 27 chilometri con partenza e arrivo al Passo delle Presolana, in località Donico. Il percorso toccherà Malga Cassinelli, Cappella Savina, il rifugio Rino Olmo, il Passo Scagnello, il rifugio Albani, il Passo della Porta e Cima Visolo, per quella che si preannuncia già come un’altra grande giornata di festa per amanti e appassionati della montagna. Tra gli eventi collaterali resta confermata la Family Run di 6 chilometri per grandi e piccoli, che vedrà la partecipazione di testimonial d’eccezione, e che prenderà il via alle 9.40, dieci minuti dopo la partenza della gara agonistica che sarà riservata a un numero massimo di 250 atleti.
“Anche questa manifestazione –hanno evidenziato Carlo Saffioti e Mario Barboni-  costituisce un ulteriore, importante biglietto da visita per promuovere e valorizzare le bellezze delle montagne lombarde. Dopo aver scalato la settimana prima 150 cime, questa volta si renderà invece omaggio esclusivo alla Presolana, non a caso ribattezzata la regina delle Orobie”.

Conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa

Conferenza stampa di presentazione

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Preserviamo il santuario di Caravaggio

Santuario di Caravaggio

Santuario di Caravaggio

Sulla nuova zona produttiva di 160 mila metri quadrati individuata dal Pgt del Comune di Misano nell’area a ridosso del Santuario di Caravaggio, ho presentato presentato nelle settimane scorse un’interrogazione al Presidente Roberto Formigoni ed all’assessore al territorio Daniele Belotti insieme ai consiglieri bergamaschi Gabriele Sola (Idv – primo firmatario), Maurizio Martina e ai colleghi dell’Italia dei Valori Stefano Zamponi, Francesco Patitucci e Giulio Cavalli. Nell’interrogazione chiediamo al Presidente Formigoni e all’assessore competente se a loro avviso un insediamento di quelle dimensioni, proprio a ridosso del Santuario di Caravaggio, non sia incompatibile con il concetto di buon governo del territorio e con le indicazioni del Piano territoriale regionale (PTR). Quindi non ci pare opportuno né tanto meno strategico per il territorio bergamasco l’insediamento di sito produttivo in così ampia misura che, considerata l’importanza naturalistica e ambientale della zona interessata, comprometterebbe seriamente il paesaggio adiacente al Santuario Mariano di Caravaggio, meta incessante di fedeli provenienti da ogni parte d’Italia.

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