Archivi categoria: Ambiente e agricoltura

Montagna: approvati in bilancio 50 milioni di euro per il dissesto idrogeologico

Cinquanta milioni di euro per il dissesto idrogeologico che andranno in gran parte a coprire le necessità dei territori montani. È la cifra approvata ieri dal Consiglio regionale della Lombardia dentro l’assestamento del bilancio, grazie al maxi mutuo che la Regione potrà accendere in seguito allo sblocco degli investimenti consentito dal Governo Renzi.

Alla luce di questo non si può certo parlare di tagli da parte del Governo centrale, ma di opportunità che vengono date a Regioni come la Lombardia dove è possibile utilizzare questi fondi per opere di investimento. Grazie a questi soldi, assieme a quelli che arrivano dall’Europa, per i territori montani sarà possibile fare interventi attesi da tempo e quindi consentire che l’economia possa continuare ed evolversi in maniera più positiva.

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Attrattività del territorio: finanziati otto progetti nella provincia di Bergamo

Sono molto soddisfatto per il finanziamento regionale di otto progetti della provincia di Bergamo in gara per il bando per l’attrattività territoriale sostenibile e gli interventi per la promozione turistica. In tutto sono state finanziate 33 delle 64 richieste di contributo presentate. Le proposte bergamasche costituiscono il risultato del lavoro sinergico tra aggregazioni di comuni, come nel caso di Gate (Green Attractivity Territory for Expo),
Bassa Pianura Bergamasca, Fontium e Mercatorum, Distretto dell’attrattività del Lemine, La Valle dei Sapori, Isola Bergamasca, Valli in Famiglia, Area All in one. Inserito in graduatoria e, per ora, finanziabile ma non finanziato il progetto “Viaggio alla scoperta della pianura bergamasca” con capofila il comune di Cividate al Piano.
I comuni beneficiari devono garantire ora la realizzazione di misure di incentivazione delle imprese del commercio e del turismo e, non di meno, l’apporto delle risorse necessarie di cofinanziamento per parte comunale.
Mi complimento con le aggregazioni di comuni bergamaschi che hanno presentato i progetti per il buon lavoro svolto e per i risultati ottenuti in termini di finanziamenti.
Spero ne potranno uscire azioni utili alla valorizzazione e alla promozione del nostro territorio.

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Raccolta funghi: unanime parere negativo. Ora al più presto modifiche che rispettino le autonomie locali.

I consiglieri regionali commissari dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale hanno deciso, in modo univoco, di dare parere negativo sulle “Modalità di rilascio del tesserino regionale quinquennale per la raccolta funghi in Lombardia” proposte dalla Giunta, in attuazionea quanto previsto dall’articolo 97 della legge regionale 31/2008, così come modificato in Aula, a luglio scorso, nelle more del collegato alla finanziaria.

Tutti contrari alla formulazione così come approvata in Consiglio. Tutti d’accordo sull’istituzione di un tavolo di lavoro per riformulare la proposta e riportare la legge allo spirito originario.
Prendiamo atto della proposta della maggioranza che ha condiviso con noi il giudizio negativo sulla legge, riparando ad un suo stesso errore. Ora al più presto ripristiniamo il vecchio testo di legge, se possibile migliorandolo, in modo da mettere in condizione le autonomie locali di poter decidere sulla raccolta funghi e sulla sua gestione nel modo più utile e funzionale a ciascun territorio.

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No al nuovo ticket di montagna.

No al nuovo ticket di montagna. La maggioranza che doveva togliere i ticket ne introduce uno nuovo sull’elisoccorso.

Il PD contro il progetto di legge sul soccorso alpino e speleologico in zone impervie. Sì alla compartecipazione per dissuadere le negligenze. No alla regolamentazione punitiva e onerosa che penalizza il turismo in montagna, anche quello della scolaresca in gita o degli anziani cercatori di funghi.
Abbiamo chiesto un rinvio del progetto e, settimana prossima, siamo pronti a dar battaglia con i nostri emendamenti. Le proposte della maggioranza, con gli emendamenti presentati oggi, sono infatti ulteriormente peggiorative. Se nella prima versione si andava a colpire solo le chiamate non urgenti e le negligenze, ora si introduce la compartecipazione alla spesa anche per l’urgenza e la si estende anche alle attività non alpinistiche ed escursionistiche.
Siamo d’accordo sulla necessità di sviluppare una consapevolezza maggiore per evitare i troppi incidenti che si verificano culle cime e per diminuire le chiamate improprie a carico dei servizi di emergenza-urgenza, ma deve valere solo per le chiamate effettivamente negligenti. E non toccare quelle con un profilo sanitario, né urgente, né non urgente. Per questo gli emendamenti del PD chiedono l’esclusione del pagamento sia per i minori di 14 anni sia per i disabili e l’introduzione di una compartecipazione non superiore al 30% del totale del costo del soccorso (circa 3000 euro) da applicarsi solo per gli interventi non sanitari. Serve poi affiancare queste misure con un lavoro di formazione e informazione sull’escursionismo in montagna da parte di associazioni, scuole, pro loco e agenzie turistiche. Lasciamo perdere invece inutili differenze, di stampo leghista, tra residenti e non residenti che altro non fanno che penalizzare il turismo lombardo.

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Agricoltura di montagna

Agricoltura di montagna: grazie al PD messo a bilancio almeno un milione per la manutenzione dei territori.

L’agricoltura di montagna fa andare sotto la maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia. È successo martedì 23 dicembre, durante la seduta del Consiglio regionale, mentre si discuteva il bilancio.

PD e Lega avevano presentato un emendamento che chiedeva di stanziare un milione di euro a favore della manutenzione dei territori montani, da mettere a posta nelle voci relative all’agricoltura; ma in fase di votazione, su richiesta dell’assessore regionale al Bilancio Garavaglia, la Lega ha ritirato l’emendamento.

A quel punto, messo ai voti, con i ‘sì’ di tutta l’opposizione più 4 del centrodestra e una manciata di astenuti, l’emendamento è passato.

Ora la decisione è presa e, dunque, grazie all’insistenza del PD che non avrebbe mai mollato su un tema così delicato, abbiamo ottenuto almeno un milione di euro sul 2015 per i territori montani. Faccio presente che fino a quest’anno le risorse ammontavano a 6 milioni di euro; adesso non posso che augurarmi che durante l’anno la Giunta Maroni ci ripensi e decida di rimpinguare ulteriormente quel capitolo.

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Pompe di benzina: piccolo passo avanti per il miglioramento della qualità dell’aria

Voto favorevole del PD al progetto di legge approvato ieri in Aula che detta nuove regole per la vendita di carburanti stabilendo che i nuovi impianti si debbano inderogabilmente dotare di almeno un prodotto a basso impatto ambientale, dal metano all’erogatore di elettricità. Abbiamo votato favorevolmente il provvedimento perché ha come finalità principale quella di combattere l’inquinamento atmosferico favorendo l’uso dei carburanti green. Anche grazie alle nostre richieste in Commissione, poi, il provvedimento è stato esteso ai distributori già esistenti che verranno ampliati, oltre che ai nuovi impianti. L’importante, oggi, è che la copertura di gpl o metano debba essere garantita a ciascun bacino: si tratta di un piccolo passo avanti, occorre partire da qui per andare ulteriormente ad approfondire l’utilizzo dei carburanti immateriali.

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Il Governo sospende e rinvia il pagamento del 16 dicembre. Ora si rivedano i criteri di applicazione

Buone notizie sul fronte dell’IMU per i terreni agricoli: il Sottosegretario alle Politiche agricole Baretta, rispondendo ad un’interrogazione di un senatore PD lombardo,
ha confermato che il Governo sta provvedendo a una modifica delle modalità
relative all’applicazione del decreto relativo all’IMU agricola, con l’obiettivo di rinviarne il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014 e di rivederne i criteri applicativi.
Adesso auspichiamo che si rivedano presto le modalità di applicazione della tassa, soprattutto per quanto riguarda le zone montane o svantaggiate al di sotto dei 600 metri. A quanto pare, gli unici terreni veramente esenti dal pagamento della tassa sarebbero stati quelli situati nei comuni che hanno un’altitudine di almeno 600 metri, mentre tra i 280 e i 600 avrebbero avuto l’esenzione solo i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, e sotto i 280 metri tutti avrebbero dovuto pagare l’intera imposta per il 2014.
Ma il concetto di zona svantaggiata non può riferirsi solo alla quota in cui si trova il Comune. Il Governo deve prendere in considerazione anche altri parametri di svantaggio, come i dati socio-economici dei territori interessati. Ed è per questo che, nell’ultima seduta di Consiglio regionale, avevamo votato a favore di una mozione che impegnava la Giunta ad attivarsi con il Ministero non solo per sospendere il pagamento, decisione di fatto già presa a Roma, ma anche per rivedere i criteri di esenzione.

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Per difendere la ristorazione tipica serve una normativa chiara

Si è parlato dello spiedo, di polenta e osei e della loro sopravvivenza, ieri sera, in Consiglio regionale, dove è stata approvata una mozione, sottoscritta anche da me.
L’ho sostenuta convintamente perché è un intervento a difesa della ristorazione tradizionale delle valli bergamasche; il documento manifesta la necessità di una normativa chiara, sia a livello regionale che nazionale, rispetto all’utilizzo della selvaggina nell’ambito della ristorazione, in particolare nei piatti tipici come lo spiedo o la polenta e osei.

Questi due piatti tipici non vanno confusi con il tema della caccia, che a sua volta dovrà trovare momenti di chiarezza, né con il tentativo di mascherare attività illegali. Anzi, norme chiare e non da interpretare sono alla base di comportamenti leciti e trasparenti.

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La maggioranza ha scelto di azzerare le risorse per le nostre valli e impoverire le Comunità Montane

Il bilancio 2015 di Regione Lombardia lascia a secco gli investimenti per l’agricoltura di montagna e toglie 2 milioni di euro alle Comunità montane. E non per i mancati trasferimenti del Governo, come cerca di far credere la Lega: anzi, sono arrivati anche i soldi della PAC. Sono le scelte della politica della maggioranza al governo di Regione Lombardia.

I conti sono presto fatti: in generale, c’è un taglio sostanzioso sulla voce. Nel particolare, per quanto riguarda gli investimenti, cioè la voce in conto capitale, a rimetterci è la montagna: viene azzerato il capitolo sullo sviluppo dell’agricoltura montana che nel 2014 contava su 3 milioni di euro; stessa cosa per la salvaguardia e valorizzazione delle produzioni forestali che contava su 7 milioni e ora non esiste più; azzerato anche il capitolo sul potenziamento dell’agricoltura in aree montane rispetto ai 350mila euro precedenti. In tutto oltre 10 milioni tolti alla montagna. Ci rimettono anche le spese correnti delle Comunità montane, che dai 12 milioni del 2014 passano ai 10,5 del 2015.

Colpa del Governo di Roma, hanno detto i leghisti in Commissione, ma li smentiamo subito,perchè anche qua contano i numeri: su un bilancio regionale di circa 24 miliardi di euro, sappiamo che il Governo ha tagliato 920 milioni, di cui 720 alla sanità. Sugli altri 200 ha deciso la Regione che ne ha tolti 150 al trasporto pubblico locale e 50 al resto. Quindi, quest’ultima non è una cifra sufficiente a giustificare l’accetta su tanti capitoli, montagna compresa. Il punto è che, come ha spiegato bene la dirigente delle Finanze, c’è stata la bella cifra di 150 milioni di euro di minori entrate. Quindi, si cominci a verificare il motivo della mancanza di queste risorse.

È inutile che oggi la Giunta Maroni e i leghisti tentino di buttare la palla nel campo del Governo. Nonostante parlino sempre di montagna e si vantino di partecipare alla Macroregione alpina, la loro decisione politica, di cui devono assumersi la responsabilità, è ben chiara: per la principale voce economica per quelle aree, cioè l’agricoltura e le produzioni forestali, non hanno voluto stanziare risorse.

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Lavorare in sinergia, facendo rete sui territori e razionalizzare il sistema normativo: ecco la ricetta per il turismo lombardo.

Voto positivo del PD alle due risoluzioni per aggiornare la normativa del turismo in Lombardia, presentate ieri in occasione della seduta dedicata ad Expo.
Per Expo e perché la manifestazione sia il punto di partenza per uno sviluppo del settore turistico in Lombardia occorre lavorare coinvolgendo tutto il territorio, le associazioni che in Lombardia si occupano di turismo e di cultura e i diversi portatori d’interesse. Servono azioni concrete di razionalizzazione e semplificazione da fare subito per colmare una serie di lacune, da quelle sull’ospitalità a quelle infrastrutturali, come abbiamo chiesto nelle risoluzioni che abbiamo approvato oggi.

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