No all’esclusione del Papa Giovanni XXIII dall’elenco delle Aziende Ospedaliere

No all’esclusione del Papa Giovanni XXIII dall’elenco delle Aziende Ospedaliere

Il monitoraggio non basta. La proposta di Maroni per un check autunnale a riforma approvata non è sufficientemente rassicurante. Porteremo in Aula un subemendamento con la lista delle aziende ospedaliere da tutelare, come il Papa Giovanni XXIII. L’idea di parificare un grande ospedale ad alte specialità come il nostro con dei piccoli ospedali di territorio non è accettabile. Significherebbe disperdere un patrimonio che ha a che fare con la storia del Papa Giovanni e con la sua stessa vocazione scientifica internazionale.
Nella lista ci devono essere quelle aziende ospedaliere che, come da decreto Balduzzi, si caratterizzano per essere “hub” per via della presenza di almeno 5 alte specialità (EAS) per
gli interventi a più elevata intensità e complessità dedicate all’emergenza urgenza e alla tipologia di specialità medico chirurgiche e di servizi di supporto e del collegamento con la ricerca scientifica. In Lombardia, dunque, il Niguarda, gli Spedali Civili di Brescia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Circolo di Varese e Fondazione Macchi e il San Gerardo di Monza.

Articolo scritto in Sanità e welfare.



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