Archivi del mese: dicembre 2014

Agricoltura di montagna

Agricoltura di montagna: grazie al PD messo a bilancio almeno un milione per la manutenzione dei territori.

L’agricoltura di montagna fa andare sotto la maggioranza di centrodestra che governa Regione Lombardia. È successo martedì 23 dicembre, durante la seduta del Consiglio regionale, mentre si discuteva il bilancio.

PD e Lega avevano presentato un emendamento che chiedeva di stanziare un milione di euro a favore della manutenzione dei territori montani, da mettere a posta nelle voci relative all’agricoltura; ma in fase di votazione, su richiesta dell’assessore regionale al Bilancio Garavaglia, la Lega ha ritirato l’emendamento.

A quel punto, messo ai voti, con i ‘sì’ di tutta l’opposizione più 4 del centrodestra e una manciata di astenuti, l’emendamento è passato.

Ora la decisione è presa e, dunque, grazie all’insistenza del PD che non avrebbe mai mollato su un tema così delicato, abbiamo ottenuto almeno un milione di euro sul 2015 per i territori montani. Faccio presente che fino a quest’anno le risorse ammontavano a 6 milioni di euro; adesso non posso che augurarmi che durante l’anno la Giunta Maroni ci ripensi e decida di rimpinguare ulteriormente quel capitolo.

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Pompe di benzina: piccolo passo avanti per il miglioramento della qualità dell’aria

Voto favorevole del PD al progetto di legge approvato ieri in Aula che detta nuove regole per la vendita di carburanti stabilendo che i nuovi impianti si debbano inderogabilmente dotare di almeno un prodotto a basso impatto ambientale, dal metano all’erogatore di elettricità. Abbiamo votato favorevolmente il provvedimento perché ha come finalità principale quella di combattere l’inquinamento atmosferico favorendo l’uso dei carburanti green. Anche grazie alle nostre richieste in Commissione, poi, il provvedimento è stato esteso ai distributori già esistenti che verranno ampliati, oltre che ai nuovi impianti. L’importante, oggi, è che la copertura di gpl o metano debba essere garantita a ciascun bacino: si tratta di un piccolo passo avanti, occorre partire da qui per andare ulteriormente ad approfondire l’utilizzo dei carburanti immateriali.

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Il Governo sospende e rinvia il pagamento del 16 dicembre. Ora si rivedano i criteri di applicazione

Buone notizie sul fronte dell’IMU per i terreni agricoli: il Sottosegretario alle Politiche agricole Baretta, rispondendo ad un’interrogazione di un senatore PD lombardo,
ha confermato che il Governo sta provvedendo a una modifica delle modalità
relative all’applicazione del decreto relativo all’IMU agricola, con l’obiettivo di rinviarne il pagamento stabilito per il 16 dicembre 2014 e di rivederne i criteri applicativi.
Adesso auspichiamo che si rivedano presto le modalità di applicazione della tassa, soprattutto per quanto riguarda le zone montane o svantaggiate al di sotto dei 600 metri. A quanto pare, gli unici terreni veramente esenti dal pagamento della tassa sarebbero stati quelli situati nei comuni che hanno un’altitudine di almeno 600 metri, mentre tra i 280 e i 600 avrebbero avuto l’esenzione solo i terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, e sotto i 280 metri tutti avrebbero dovuto pagare l’intera imposta per il 2014.
Ma il concetto di zona svantaggiata non può riferirsi solo alla quota in cui si trova il Comune. Il Governo deve prendere in considerazione anche altri parametri di svantaggio, come i dati socio-economici dei territori interessati. Ed è per questo che, nell’ultima seduta di Consiglio regionale, avevamo votato a favore di una mozione che impegnava la Giunta ad attivarsi con il Ministero non solo per sospendere il pagamento, decisione di fatto già presa a Roma, ma anche per rivedere i criteri di esenzione.

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Per difendere la ristorazione tipica serve una normativa chiara

Si è parlato dello spiedo, di polenta e osei e della loro sopravvivenza, ieri sera, in Consiglio regionale, dove è stata approvata una mozione, sottoscritta anche da me.
L’ho sostenuta convintamente perché è un intervento a difesa della ristorazione tradizionale delle valli bergamasche; il documento manifesta la necessità di una normativa chiara, sia a livello regionale che nazionale, rispetto all’utilizzo della selvaggina nell’ambito della ristorazione, in particolare nei piatti tipici come lo spiedo o la polenta e osei.

Questi due piatti tipici non vanno confusi con il tema della caccia, che a sua volta dovrà trovare momenti di chiarezza, né con il tentativo di mascherare attività illegali. Anzi, norme chiare e non da interpretare sono alla base di comportamenti leciti e trasparenti.

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