Archivi del mese: gennaio 2014

Sciesopoli: Regione Lombardia faccia da capofila nel recupero del complesso

Caso Sciesopoli
SCANDELLA E BARBONI (PD): “REGIONE LOMBARDIA FACCIA DA CAPOFILA NEL RECUPERO DEL COMPLESSO”

La ex colonia Sciesopoli di Selvino e il suo carico di memoria sono stati al centro di un’audizione in VII Commissione Cultura del Consiglio regionale. Amministratori, storici, rappresentanti delle comunità ebraiche sono stati ascoltati dai consiglieri sul caso della struttura che subito dopo la fine della guerra ospitò 800 bambini ebrei sopravvissuti alla Shoa e provenienti da tutta Europa.

L’obiettivo di coloro che tengono a preservare l’edificio e la memoria dei fatti storici che esso rappresenta, è di ottenere un intervento delle istituzioni per un recupero dell’immobile.

Dopo aver ascoltato le parole, i racconti e gli auspici degli auditi, Mario Barboni, consigliere regionale del Pd, ha chiesto prima di tutto “quali soluzioni auspicano per quella struttura” e ha consigliato di “far conoscere la storia della colonia e della comunità di Selvino prima di tutto ai bergamaschi, che spesso la ignorano, nonostante sia sul loro territorio”. Secondo Barboni “per Sciesopoli si potrebbe pensare proprio a una finalità turistica o anche a utilizzare il complesso come nuova e moderna colonia per i bambini di oggi, considerato che purtroppo la crisi renderà sempre meno possibile alle famiglie fare le vacanze”. E per quanto riguarda il costo di qualsivoglia progetto, “sicuramente difficile da coprire”, Barboni ha suggerito, presente l’assessore alle Culture Cappellini, di “guardare dentro qualche asse di finanziamento europeo per trovare almeno le risorse che servono a preservare la memoria dell’immobile”.

Secondo il collega Jacopo Scandella è necessario chiedere, comunque, “a Regione Lombardia di fare da collante tra tutti i soggetti coinvolti in una sorta di ‘crowdfunding’ per reperire risorse in maniera diffusa. Prima di tutto sarà importante preparare il terreno per questa operazione facendo conoscere la storia di Sciesopoli, a cominciare dalle scuole regionali”.

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Parcheggio Ospedale di Bergamo: “Subito un tavolo con Regione, Provincia e società concessionaria per rivedere la convenzione”

Venerdì 23 gennaio in Commissione Trasporti e Infrastrutture del Consiglio si è tenuta l’audizione del presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano, in merito alla gestione del parcheggio dell’ospedale di Bergamo Giovanni XXIII, oggetto qualche giorno fa di una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. “La richiesta è unanime – dichiara il consigliere regionale del Pd Mario Barboni – Regione Lombardia indìca un tavolo di confronto con la Provincia di Bergamo e la società concessionaria per rivedere la convenzione attualmente in vigore e cercare di trovare un’alternativa condivisa. La situazione è insostenibile per tutti – continua – i parenti dei pazienti sono costretti a caricarsi di oneri troppo elevati sino a 600 euro al mese se vogliono accudire un loro caro 24 ore al giorno. Non si può aspettare che scada il contratto della società BHP che gestisce il parcheggio nel 2040”.

“Secondo un nostro calcolo approssimativo – spiega il collega Jacopo Scandella – l’utile netto corrisponderebbe ad almeno 60 milioni di euro. Su questi presupposti chiediamo a Regione Lombardia di fare un investimento attraverso Finlombarda oppure di trovare strade alternative quali possono essere l’individuazione di un ulteriore parcheggio al di fuori del perimetro dell’ospedale da affidare alla società BHP a patto che si riveda la convenzione abbassando i costi dei ticket. Senza dimenticare – conclude Scandella – che è compito della Regione prevdere una fermata del treno presso l’ospedale così da incentivare il trasporto pubblico rispetto al mezzo privato”.

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Quote latte: ascoltiamo carabinieri e ministero per avere maggiore chiarezza

Mercoledì 8 gennaio in VIII Commissione Agricoltura si è parlato dell’annosa questione delle quote latte; i consiglieri hanno ascoltato le parole delle organizzazioni di categoria regionali Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri.

In linea con quanto chiesto anche dagli agricoltori, ci siamo detti d’accordo su una prossima audizione con il reparto dei carabinieri che ha svolto le indagini
sulle quote latte. Infatti, un decreto ministeriale del 2009 ha dato avvio a un’indagine amministrativa per l’accertamento della correttezza del metodo di calcolo,
che ha portato, nel 2010, a una nota di approfondimento del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari.
Ma abbiamo anche chiesto che, allo stesso modo, venga ascoltato un funzionario del Ministero, in quanto quest’ultimo ha risposto con una relazione del Dipartimento delle
Politiche europee internazionali che andava ad argomentare le proprie considerazioni sulle questioni poste dalla nota dei carabinieri. Solo esaminando le due posizioni,
assieme a quella delle associazioni di categoria, la Commissione potrà avere una visione più chiara della situazione.

Tenendo conto, però, di un fatto inequivocabile: se vogliamo arrivare a una conclusione, non dobbiamo prescindere dal fatto che la maggioranza degli agricoltori, soprattutto in Lombardia, ha già pagato la sua parte di multe.
Quindi, non siamo qui a salvare nessuno, ma anzi a riconoscere l’onestà degli allevatori che hanno rispettato la legge.

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