Archivi del mese: ottobre 2012

Serve una legge quadro per il welfare lombardo

Abbiamo incontrato amministratori locali, rappresentanti di associazioni no profit, operatori del Terzo settore e sindacati per fare il punto sul nuovo Patto per il welfare lombardo, all’indomani della mozione presentata in Consiglio regionale e bocciata dalla maggioranza.

Con la nostra mozione chiedevamo alla Giunta di riportare la discussione sulla riorganizzazione del welfare all’interno della commissione Sanità e Assistenza. La mozione nasceva da una serie di input che ci sono arrivati dai territori rispetto all’avvio del percorso di consultazione per la condivisione del nuovo Patto per il welfare lombardo.

Da un lato La Giunta ha infatti assunto, in questi mesi, alcune deliberazioni, tra cui quella del fattore famiglia, e altre sperimentazioni di cui sarebbe opportuno conoscere l’esito. Inoltre diversi soggetti individuati per la consultazione hanno espresso pareri contrari, come è emerso oggi stesso. Sarebbe dunque opportuno riformulare la proposta in maniera più condivisa e acquisire anche un parere del Consiglio delle Autonomie locali.

I principi espressi da questo Patto ci paiono estremamente generici e non rispondenti agli attuali bisogni della cittadinanza.

Secondo il nostro collega Carlo Borghetti, riformare il sistema passando dalla centralità dell’offerta, che caratterizzava la precedente legge (2008) alla centralità della domanda rischia di abbassare la qualità per l’utenza. Lo spostamento dell’asse dell’intervento deriva dall’insostenibilità finanziaria del sistema, ma l’aver attivato una logica di competizione tra i gestori delle strutture ci preoccupa per il potenziale abbassamento della qualità del servizio.

Questo nuovo Patto per il welfare non ci convince: una riforma complessiva come questa meriterebbe una legge quadro e non un regolamento di Giunta.

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Ottimizzare il consumo idrico: necessario ed urgente

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mia mozione sul consumo idrico: la Regione attiverà precise azioni volte a promuovere e sviluppare progetti per l’efficientamento del consumo idrico in agricoltura, al fine di ridurre i costi, incrementare le produzioni e scongiurare il ripetersi in Lombardia dello stato di calamità verificatosi in questi mesi a causa della grave siccità.

I dati della Coldiretti parlano chiaro.

A causa della forte siccità, in pianura (area Romano-Treviglio) si segnalano perdite del 15-20 per cento su tutte le colture, cali anche del 70 per cento sull’erba media e del 10-15 per cento per il latte.

Nella media pianura (Bergamo – Ponte San Pietro) il mais ha perso fra il 60 e il 70 per cento del raccolto nelle zone non irrigue, l’uva bianca è quasi dimezzata e per quella nera si prevedono perdite fra il 20 e il 30 per cento.

In collina e sulla montagna orientale (Sarnico – Clusone) sono dimezzate le colture foraggere, il mais registra perdite del 25 per cento nelle aree irrigue e del 70 in quelle non irrigate, l’uva bianca crolla del 50 per cento e quella rossa del 30, mentre in Valle Imagna e in Valle Brembana le perdite sul latte vaccino e caprino variano tra il 18 e il 20 per cento, mentre le produzioni di erba e fieno sono crollate anche del 40 per cento.

Il tema di Expo pone sul tavolo riflessioni importanti sui problemi connessi alla nutrizione, e quindi il fabbisogno alimentare nel mondo ed il sovra consumo di risorse; ma questo impegno non basta: Secondo noi c’è bisogno di un nuovo “protocollo di Milano”, al pari di altri protocolli come Kyoto e Rio, che sia un punto di riferimento nell’organizzazione di tutte le attività orientate alla sostenibilità alimentare.

Sono necessari importanti cambiamenti strutturali, in quanto scarsità idrica e la conseguente ridotta produttività dei campi coltivati sono solo alcuni degli effetti del sovra consumo di risorse. Con la mozione il Pd ha chiesto alla Giunta di mettere in pista progetti sperimentali su ambiti provinciali, che coinvolgano le associazioni di categoria e gli agricoltori, che incentivino e sviluppino maggiormente tecniche di irrigazione innovative finalizzate al risparmio idrico così da rendere meno dipendente la produzione agricola dai fenomeni atmosferici e renderla maggiormente produttiva e redditizia per le aziende di settore.

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