Archivi del mese: luglio 2012

Documento strategico: un libro dei sogni

Gli assessori regionali Daniele Belotti e Marcello Raimondi hanno presentato ieri a Bergamo il Documento Strategico Annuale di Regione Lombardia.

Vi riporto alcune riflessioni che ho condiviso con Maurizio Martina, altro consigliere bergamasco del PD nonché segretario regionale.

Quando si presenta l’ennesimo Documento Strategico Annuale bisognerebbe innanzitutto compiere un serio rendiconto dettagliato delle attività precedenti. Anche perché, troppo spesso, agli annunci roboanti non hanno corrisposto fatti precisi. E risultati concreti.

Questo vale in generale per tutte le attività che Regione Lombardia annuncia. Che risultati hanno prodotto i Documenti Strategici precedenti? E ancora, che risultati hanno prodotto concretamente le famose “Sferzate all’economia lombarda” annunciate in pompa magna dal Presidente nei mesi scorsi?

Potremmo andare avanti con l’elenco dei rendiconti da presentare ma ci fermiamo qui.  E’ certo che oggi più che mai non servono libri dei sogni. Sul welfare ribadiamo le criticità di metodo e di merito che in queste settimane abbiamo già avanzato forti anche del confronto con tante realtà del mondo sociale, dell’associazionismo e del Terzo Settore. Anche di fronte alla proposta di Documento Strategico 2013 continuiamo a insistere perché si garantiscano interventi concreti su alcuni assi prioritari che per noi, in questo periodo di crisi acuta, rimangono la difesa del lavoro e il sostegno all’economia accanto agli interventi sociali per le fasce deboli della popolazione.

A tal proposito,  e per parlare di cifre concrete, è molto grave che l’ultimo bilancio regionale approvato al Pirellone da Pdl e Lega abbia destinato solo il 2% delle risorse disponibili all’economia. E’ forse così che si pensa di sostenere la Lombardia? Non crediamo proprio, al di là di quello che si scrive in un documento.

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Nuova legge sull’amianto, ma ora servono nuovi fondi

E’ stata approvata martedì scorso la nuova legge sul risanamento dell’ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto. Noi abbiamo votato a favore, dopo aver seguito passo passo lo sviluppo del progetto di legge, che va a modificare le norme già esistenti. Il testo approvato prende spunto da due progetti di legge presentati proprio dal Gruppo del Pd.

Purtroppo, nella stessa votazione non passa un ordine del giorno in cui si impegna la Giunta regionale a non concedere l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di inertizzazione di materiali contenenti amianto di Gianico.

Della nuova legge sul trattamento dell’amianto in Lombardia si discute da un anno con grande coinvolgimento anche dei Comuni, delle Province, dell’Arpa, delle Asl, dei movimenti sindacali, delle associazioni di cittadini e dei familiari delle vittime che hanno dato un grande contributo alla discussione. Tuttavia, siamo molto dispiaciuti che la maggioranza abbia bocciato l’ordine del giorno 718 dove si chiedeva che la Giunta predisponesse gli strumenti idonei a non concedere l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto sito nel Comune di Gianico (Bs). Ciò soprattutto in considerazione del fatto che questo procedimento di trasformazione finora è stato sperimentato solo in laboratorio e mai su scala industriale e a oggi non esiste in Europa un impianto simile.

 Sarà comunque importante monitorare severamente tutte le modalità di trasporto dell’amianto inviato eventualmente al trattamento o in discarica, in quanto lo stesso manifesta la sua pericolosissima azione esclusivamente per via aerea. In questo modo i territori potenzialmente attraversati da questi trasporti sono a grave rischio di inquinamento. Da qui la preoccupazione anche dei paesi limitrofi a Gianico e interessati da questi possibili percorsi, tra i quali alcuni comuni della provincia di Bergamo, in primis Rogno.

 Con questa legge andiamo a integrare e modificare la precedente e riusciamo a tenere insieme quattro punti fondamentali, a partire da quello sanitario: sono già stati accertati in Lombardia 3mila malati di mesotelioma, ma il picco è atteso fra il 2015 e il 2020. Ecco perché è così importante l’aspetto della ricerca e delle strutture adeguate. C’è poi la questione delle bonifiche: nella nostra regione sono decine e decine da fare. Subito dopo viene la necessità dello smantellamento: si tratta di 3 milioni di metri cubi di materiale, in Lombardia, e la stima è al ribasso. Infine, il quarto, importante punto è quello dello smaltimento: occorre puntare sulle piccole discariche, che devono essere autosufficienti e calibrate sul livello provinciale, in collaborazione con le aziende di servizi pubbliche del territorio, ma senza chiudere agli impianti innovativi, seppure certificati, e sempre con il consenso dei territori.

 La legge ha, purtroppo, una carenza finanziaria: prevede solo 2 milioni di euro all’anno per tre anni, che sono largamente insufficienti. Tant’è vero che il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta a definire un piano finanziario pluriennale al fine di garantire ulteriori risorse.

Quanto a noi, già dal prossimo bilancio chiederemo di aumentare gli stanziamenti, inoltre ci impegniamo fin da subito a intervenire sul Ministero dell’Ambiente per avere altri fondi, soprattutto destinati alle bonifiche.

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Cani da caccia: la Lega fa di testa propria

Con 35 si, 5 contrari e 2 astenuti il Consiglio regionale, riunitosi ieri per la consueta seduta d’Aula, ha approvato il progetto di legge 150 relativo all’attività venatoria presentato dalla Lega Nord, con il quale si determina l’allungamento temporale del periodo di allenamento e addestramento dei cani da caccia.

Il Pd ha spiegato sin dall’inizio della discussione, prima di entrare nel merito delle proposte, di non condividere il percorso di una ennesima modifica di aspetti secondari della legge e pertanto di non partecipare alla votazione.

Il progetto di legge approvato contravviene a quanto concordato con l’assessore regionale De Capitani, ovvero di arrivare in Aula con una proposta organica di modifica complessiva della legge che veda il coinvolgimento degli attori interessati e quindi province, cacciatori, associazioni agricole e ambientaliste. Ci si era impegnati in Commissione a non presentare irrisori progetti di legge, per modificare singoli articoli. Oggi, invece, per accontentare interessi molto particolari di un piccolo gruppo di cacciatori – la gran parte delle associazioni venatorie e agricole, infatti, ha espresso forti perplessità su questo provvedimento – si è deciso di modificare la legge regionale riducendone ancora una volta la portata del testo.

Noi del PD siamo disponibilissimi e pronti ad impegnarci in tempi brevi, predisponendo un gruppo di lavoro che comprenda tutti gli uffici competenti della Giunta, per giungere ad una riforma condivisa che soddisfi tutti gli attori coinvolti. Questo risultato è alla nostra portata, dal momento che le associazioni venatorie e le provincie, per la prima volta, hanno predisposto due testi di legge condivisi. Da li si può e si deve partire.

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Tavola rotonda: il nuovo welfare lombardo

Domani, mercoledì 4 luglio, presso la Casa del Giovane di Bergamo (Sala Nembrini) si svolgerà una tavola rotonda sul tema Il nuovo patto per il welfare lombardo – Idee per una regione più solidale.

Alla tavola rotonda partecperanno, insieme a me, mons. Maurizio Gervasoni, Ferdinando Piccinini segretario provinciale della CISL, Orazio Amboni, responsabile welfare della CGIL di Bergamo, Omar Piazza presidente di Federsolidarietà, Lodovico Patelli della Legacoop ed Edwige Invernici del forum delle associazioni socio-sanitarie della provincia.

La tavola rotonda sarà introdotta da Elena Carnevali e dalla presentazione di Francesco Bova, esperto del PD Lombardo sul tema, e conclusa da Maurizio Martina, segretario regionale del PD.

Scarica il volantino con tutte le informazioni

Vi invito tutti a partecipare a questa tavola rotonda, che come sapete verte sui temi che più seguo come consigliere regionale e di cui spesso ho parlato qui sul blog e negli incontri che ho con i vari circoli del territorio.

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