Archivi del mese: giugno 2012

4 luglio: convegno OpenGovernment

Mercoledì 4 luglio il Gruppo consigliare del Partito Democratico organizza il convegno Open Government in Lombardia: software libero e open data

Tutti gli interessati sono invitati, ma in particolar modo gli amministratori locali: a partire dalle 18.00 si terrà un workshop/tavola rotonda sulle buone pratiche di adozione di software libero (e quindi a costo zero per i comuni) in alcune amministrazioni locali. Chi volesse partecipare deve registrarsi inviando una mail all’indirizzo del gruppo pd@consiglio.regione.lombardia.it

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Approdata la legge contro la violenza sulle donne

Il Consiglio regionale ha  approvato  all’unanimità la  legge  di contrasto alla violenza sulle donne, elaborata, in quattro mesi di intenso impegno, da un gruppo di lavoro  bipartisan.

La legge è il frutto di una buona mediazione fra  i  progetti di legge presentati da  Pd,   Sel,  Pdl   e uno di iniziativa popolare,  e  ne accoglie in grande parte  i contenuti.   Si tratta di un  risultato importante, reso possibile anche dalla mobilitazione delle promotrici del progetto di legge di iniziativa popolare e dalla compartecipazione delle associazioni e delle comunità che hanno reso più forte la proposta.

Si tratta di una legge importante, che  dà una risposta alla mancanza di strumenti di tutela dalla violenza delle donne in Italia,  denunciata  ieri anche dall’Onu, sana un vuoto nella legislazione lombarda e interviene finalmente su un fenomeno che, come testimoniano anche i tragici episodi recenti di cronaca, è in costante crescita.

La legge  che condanna ogni tipo di violenza fisica, sessuale psicologica ed economica, prevede l’istituzione  di un tavolo permanente composto per metà dai rappresentanti delle associazioni e per metà da  quelli istituzionali, con funzioni non solo consultive, ma  di proposta. Prevede, inoltre  la creazione di una rete, di cui faranno parte i centri antiviolenza e di accoglienza che da anni operano sul territorio e hanno maturato una straordinaria esperienza.

Se riusciremo dopo che abbiamo approvato questa legge a trovare sempre le necessarie risorse economiche di cui lo strumento, per funzionare, ha bisogno e a ridare dignità a ogni donna maltrattata, avremo raggiunto il nostro scopo.

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Tagli all’istruzione, ma si trovano soldi per computer e LIM

Tagli a valanga sui capitoli di spesa del bilancio regionale dedicati a formazione, istruzione, sport e cultura, settori tradizionalmente orientati sui giovani ma che vanno verso l’azzeramento. Un caso su tutti: vengono tolte risorse alla spesso fatiscente edilizia scolastica per investire 4 milioni di euro in ‘sistemi digitali’, ovvero computer e lavagne elettroniche.
Le cifre emerse dall’analisi fatta in VII Commissione Cultura parlano da sole: istruzione e formazione professionale sono passate dai 250,3 milioni di euro del 2010 ai 227,7 del 2012; peggio va alla cultura che scende dai 14,9 milioni del 2010 ai 5,4 del 2012 (esclusi i 3,1 milioni di euro relativi alla partecipazione di Regione Lombardia come socio delle Fondazioni lombarde per lo spettacolo); e non parliamo di sport: 6,2 milioni di euro nel 2010 e solo 1,3 per il 2012.

E mentre viene pesantemente decurtata la voce relativa all’edilizia scolastica, 4 milioni di euro sono destinati ai sistemi digitali per le scuole. Praticamente, i ragazzi avranno un tablet, ma con il rischio che cada loro l’intonaco in testa… con questi contenuti, non abbiamo potuto che votare contro sia il rendiconto 2011 che l’assestamento 2012.

I motivi ci sembrano chiari: per quanto riguarda il pregresso, la logica con cui vengono allocate le risorse non rispecchia la nostra visione politica. D’altra parte, l’assestamento fa il minimo per garantire la presenza sul territorio, ma ad esempio non viene rifinanziata una legge lungamente dibattuta come quella sui campeggi. Non siamo certo nell’ottica dell’investimento su questi importanti settori. Quindi, in questa impostazione non c’è nulla di anticiclico, che cerchi cioè di aiutare la Lombardia a uscire dalla crisi.

 Anche i consiglieri di Pdl e Lega sono in sofferenza: sono state votate all’unanimità alcune raccomandazioni, per aumentare la lotta alla dispersione scolastica, perché regione Lombardia prenda un impegno preciso per i giovani artisti, settore che sta pagando più di altri la crisi, perché siano garantite maggiori risorse per  lo sport e i festival cinematografici.

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Fondi sociali: ripristinare i fondi e più programmazione

Mercoledì mattina centinaia di persone sono arrivate da tutta la Lombardia e hanno gremito piazza Duca d’Aosta, a Milano, sotto il Pirellone per chiedere al Governo e a Regione Lombardia di ripristinare l’importo dei fondi sociali (quello per la Non Autosufficienza e quello per Politiche Sociali) e di destinare l’aggiunta di risorse al finanziamento dei progetti di vita indipendente e di presa in carico per i cittadini che si rivolgono ai servizi socio assistenziali.

L’assessore Boscagli ha promesso il ripristino dei 30 milioni di euro tagliati nel bilancio del 2012: è inconcepibile che tutti gli anni si arrivi ad un bilancio di previsione che taglia i fondi regionali al sociale salvo poi recuperarli in variazione di bilancio sull’onda delle proteste dell’opposizione o dei rappresentanti delle categorie più deboli come le persone con disabilità che oggi erano in piazza.

In un momento di crisi come questo non tutti i tagli sono uguali. Certi tagli fanno più male quando a farne le spese sono persone che già fanno più fatica. Il ripristino dei 30 milioni non è sufficiente, chiediamo si faccia di più. E’ necessario inoltre distribuire queste risorse ai comuni in una visione meno centralistica. Tra l’altro ancora non abbiamo garanzie su quando e come verranno distribuiti questi fondi.

Il meccanismo del ripristino dei fondi in corso d’anno non permette, infatti, la corretta programmazione dei servizi e mette in difficoltà l’erogazione dei servizi anche da parte dei comuni.

Come ha spiegato Gianantonio Girelli, responsabile Salute e Welfare del PD, le risorse necessarie possono essere reperite anche attraverso una più attenta politica di risparmio nel bilancio sanitario nel quale negli ultimi anni si sono annidati molti sprechi (come dimostrano il caso di San Raffaele e Maugeri) e soprattutto nell’ottica di una sanità e un welfare che rappresentano le due facce complementari di un unico settore.

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