Archivi del mese: settembre 2011

Ospedale Nuovo: si convochi il Consiglio di Vigilanza

Dopo la richiesta di audizione del direttore generale del nuovo ospedale, insieme ai consiglieri bergamaschi di UDC e IDV abbiamo scritto una lettera urgente al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni rilanciando l’urgenza della convocazione del collegio di vigilanza dell’accordo di programma per il nuovo ospedale di Bergamo.

A firmarla, oltre il sottoscritto e Maurizio Martina, anche Gabriele Sola (IDV) e Valerio Bettoni (UDC).

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Il direttore degli OO.RR. in Commissione Sanità

Mercoledì 5 ottobre si terrà l’audizione in Regione del direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII Carlo Nicora. Il presidente della commissione sanità  il presidente della commissione sanità del Consiglio regionale Margherita Peroni ha, dunque, accolto la richiesta di Maurizio Martina e mia.

Attendiamo di conoscere dal direttore generale a che punto è la realizzazione della nuova struttura e quali sono le intenzioni dell’ospedale rispetto ai problemi strutturali che periodicamente emergono. La situazione è preoccupante e ci auguriamo di avere conferme che i problemi che tante polemiche continuano a suscitare siano avviati a una soluzione. La Regione ha fatto sul nuovo ospedale un investimento cospicuo, perché si tratta di un’opera importante e delicata per Bergamo, per la sua provincia  e non solo, ed  è compito della commissione sanità occuparsi della buona riuscita della costruzione di questa struttura.

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Caccia: approvato piano richiami vivi

Oggi in Consiglio regionale è stato approvato il piano di cattura dei richiami vivi per la stagione venatoria 2011/2012. 

Si tratta di un risultato assolutamente positivo, che soddisfa i nostri cacciatori e che è arrivato con un voto bipartisan. Ancora una volta, i temi della caccia dimostrano che quando maggioranza e opposizione lavorano assieme i provvedimenti passano e senza grandi problemi.

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Politiche sociali: lo stato toglie, una legge per la Lombardia

La popolazione lombarda invecchia a un ritmo superiore rispetto alla media nazionale e le proiezioni indicano che attorno al 2020 gli anziani non autosufficienti saranno nella nostra regione oltre 500mila. Un dato importante, che fa dire al gruppo regionale del PD che occorre ripensare il sistema di welfare potenziando e regolamentando il fondo regionale per la cura delle persone in stato di non autosufficienza. A tal proposito, come consiglieri regionali del PD, abbiamo depositato un progetto di legge che è già a disposizione della commissione sanità e assistenza e in attesa di essere discusso.

Una regolamentazione è ancor più necessaria alla luce dei pesantissimi tagli che il Governo ha effettuato sui trasferimenti alle Regioni per le politiche sociali: con l’azzeramento del fondo nazionale per la non autosufficienza, che ancora per l’anno in corso ha portato in Lombardia 56,5 milioni di euro, e con la drastica riduzione del fondo nazionale per le politiche sociali (per la Lombardia da 53,8 milioni nel 2011 a 25,27 milioni nel 2012), la nostra Regione vede in un anno le risorse statali contrarsi del 77%.

Questo sistema dei tagli lineari è iniquo e ingiusto: in momenti di crisi è giusto aiutare di più chi fa più fatica. Per questo abbiamo scritto un testo di legge che rimette al centro il territorio, ovvero i comuni e le Asl, che hanno il polso della situazione di difficoltà. Un fondo regionale per la non autosufficienza è già previsto ma, ed è un aggravante, ad oggi non è mai stato finanziato né regolato. Il nostro progetto di legge mira a implementarlo, stabilendo a chi e in che modo distribuire le risorse.

Il progetto di legge mira inoltre amigliorare l’identificazione dei bisognosi, istituire un piano distrettuale per la non autosufficienza raccordato ad un piano regionale, istituire un osservatorio sul problema e valutare costantemente l’appropriatezza e l’efficacia delle misure di assistenza.

Pensiamo anche a nuove tipologie di intervento, con l’incentivazione del welfare famigliare, disponendo l’erogazione di parte del fondo ai parenti che si fanno carico della cura del soggetto in condizioni di non autosufficienza o alla compartecipazione al pagamento delle rette delle strutture di accoglienza, ricovero e cura, come le case di riposo e le residenze sanitarie per disabili. Per le famiglie lombarde ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno, stanti i tagli del Governo, a retrocedere rispetto ai servizi minimali che oggi vengono loro garantiti. Con questo e con altri progetti di legge, come quello sulla revisione dell’Isee, vogliamo contribuire a soccorrere le famiglie che non riescono a fare fronte ai costi delle cure. Con il principio che chi più ha più comparteciperà alla spesa, mentre chi ha meno deve essere meglio sostenuto, pur senza venir meno all’universalità del servizio.

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Treni: nuovo tour delle stazioni

Treni, PD lombardo inizia nuovo Tour nelle stazioni per dire no ai tagli

Martina e Barboni: “Il 27 in Consiglio regionale tutte le forze politiche dicano no a questa manovra”

 Il PD lombardo ha lanciato una campagna per dire no ai tagli al trasporto pubblico locale contenuti nella manovra correttiva appena approvata in Parlamento. Il primo presidio è stato tenuto il pomeriggio del 15 settembre in Stazione Centrale per illustrare le ragioni della nostra fortissima preoccupazione per il taglio drammatico delle risorse.

La Lombardia ha bisogno di nuove corse e non di tagli. Gli oltre 600mila cittadini che viaggiano in treno per lavoro e per ragioni di studio non possono essere nuovamente colpiti da una politica che non investe e, anzi, deprime il trasporto ferroviario. Il 27, grazie a un’iniziativa dell’opposizione, saremo in Consiglio regionale a discutere gli esiti della manovra sul bilancio regionale. In quella occasione auspichiamo che tutte le forze politiche facciano sentire in modo unitario la propria voce su temi rilevanti come questo.

Un anno fa Maurizio Martina ed io siamo stati in tutte le stazioni lombarde per documentare lo stato di degrado delle strutture che accolgono i viaggiatori. Oggi siamo pronti a tornare per difendere il trasporto pubblico da tagli insostenibili e ingiustificati. In quella sede invitiamo i parlamentari di PDL e Lega, che hanno votato questa manovra, a venire con noi per spiegare le ragioni della loro scelta, che rischia di portare a un drammatico taglio delle corse o a una nuova impennata del costo di biglietti e abbonamenti.

 Due pendolari seduti sul nulla: è questa l’immagine che campeggia sul manifesto e sui volantini che distribiremo nelle stazioni ferroviarie lombarde. Di fianco la scritta: “Treni: corse -50%. Chi subisce?” E poi l’attacco a PDL e Lega, responsabili di una politica che porta a “meno corse, meno servizi, biglietti più cari”.

Su retro le frasi del viceministro Roberto Castelli, che qualche giorno fa ha detto chiaramente che occorre spostare l’approvvigionamento di risorse del trasporto pubblico dallo Stato al privato, ovvero principalmente all’utente. E poi dell’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, che ha lanciato l’allarme sulla possibile cancellazione della metà delle corse regionali per fare fronte ai tagli della manovra.

Il PD richiama anche agli impegni assunti a più riprese dalla Regione per il miglioramento del servizio, che sarebbe stata condizione dell’ultimo aumento di biglietti e abbonamenti, in vigore dal primo di agosto, che sommato a quello di febbraio ha portato ad un +23% in soli sei mesi. I miglioramenti, accusa il PD, non ci saranno, né sul fronte della puntualità, né del comfort, né dell’offerta in generale di nuove corse. Viaggiare non è un lusso ma una necessità, e per questo occorre fermare gli aumenti, favorire la concorrenza tra operatori sulle tratte ferroviarie e garantire più investimenti per portare finalmente il trasporto ferroviario lombardo ai livelli di qualità garantiti negli altri Paesi europei.

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Riqualificazione di Zingonia: priorità per Bergamo

Il prossimo 16 settembre, a Zingonia,  saranno presentate le linee guida per la riqualificazione dell’area. La riqualificazione, a cominciare dalle torri, è una priorità per l’intera nostra provincia. Non c’è più tempo da perdere. Le amministrazioni comunali interessate da tempo stanno lavorando a ipotesi di soluzioni ma, da sole, non possono certamente far fronte agli ingenti costi degli interventi previsti.

Come consiglieri bergamaschi del PD, riconosciamo che va bene presentare al territorio le linee guida del progetto di riqualificazione come annunciato dagli assessori regionali ancora  in queste ore,  ma adesso occorre che Provincia e Regione garantiscano certezze soprattutto sulle risorse economiche e tempi chiari nella loro erogazione. Ad oggi i cinque milioni di euro promessi (molte volte) dal Pirellone non sono mai arrivati. Noi guardiamo con attenzione all’evoluzione del lavoro che si sta facendo anche in queste settimane. Siamo pronti, per parte nostra, a sostenere le azioni concordate da tutte le istituzioni interessate, ovviamente in primis dai Comuni coinvolti. Occorre passare dalle parole ai fatti concreti.

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