Legge sui parchi: la maggioranza si scioglie

Il Consiglio regionale della Lombardia vota contro il commissario regionale negli enti gestori dei parchi, grazie a un emendamento del Gruppo del Pd, e la maggioranza Lega-Pdl, la stessa che ha permesso di cassare l’ipotesi centralista di un controllore imposto dall’alto, chiede di rinviare il progetto di legge in Commissione. Un successo, ottenuto ieri in Aula, per il Partito Democratico che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.

Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.

Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole. Lo dicono i numeri: 39 favorevoli e 35 contrari – fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza – significa che 11 consiglieri di maggioranza non sono d’accordo che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione “previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione”. Si tratta di quello il Pd ha sempre definito come una sorta di commissario e controllore del potere regionale.

In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette.

E, infatti, Pdl e Lega si sono sentiti in evidente imbarazzo, non potendo far altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione.

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