Archivi del mese: giugno 2011

NO a nuovi ticket

Il Governo annuncia che non coprirà ulteriormente il finanziamento al fondo che permette di “sterilizzare” i ticket da dieci euro sulle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Dunque, senza ulteriori interventi regionali, questi ticket entreranno in vigore quanto prima.

Il Governo, con una manovra finanziaria insostenibile, sta colpendo ancora una volta i cittadini nel loro diritto alla salute imponendo una gabella su visite ed esami. In Lombardia già si pagano ticket sulla specialistica di 36 euro e ticket sui farmaci, fino a 4 euro per ricetta: non si avverte certo la necessità di un balzello ulteriore. La Regione Lombardia, che da anni vanta un bilancio in pareggio, farebbe bene a trovare nelle pieghe dei propri conti le risorse per togliere ai cittadini questo ultimo ticket!

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Legge sui parchi: la maggioranza si scioglie

Il Consiglio regionale della Lombardia vota contro il commissario regionale negli enti gestori dei parchi, grazie a un emendamento del Gruppo del Pd, e la maggioranza Lega-Pdl, la stessa che ha permesso di cassare l’ipotesi centralista di un controllore imposto dall’alto, chiede di rinviare il progetto di legge in Commissione. Un successo, ottenuto ieri in Aula, per il Partito Democratico che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.

Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.

Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole. Lo dicono i numeri: 39 favorevoli e 35 contrari – fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza – significa che 11 consiglieri di maggioranza non sono d’accordo che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione “previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione”. Si tratta di quello il Pd ha sempre definito come una sorta di commissario e controllore del potere regionale.

In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette.

E, infatti, Pdl e Lega si sono sentiti in evidente imbarazzo, non potendo far altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione.

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Scuole dell’infanzia paritarie: Roma rimandi i soldi in Lombardia

Ieri, martedì 28 giugno, è stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione presentata dal Gruppo regionale del PD, primo firmatario il consigliere regionale Fabio Pizzul, sui finanziamenti alle scuole dell’infanzia paritarie.

Una seconda sollecitazione, dopo una prima mozione già votata dall’Aula in primavera, perché, come ho dovuto rispondere ad un commento provocatorio della Lega, nonostante le nostre richieste, il Governo di Roma non ha ancora mandato i soldi in Lombardia per sostenere i bilanci di un servizio che la scuola pubblica, in molte zone della regione, soprattutto nelle valli montane, non offre.

Fabio Pizzul ha illustrato i motivi della reiterata richiesta, gli stessi che hanno portato diversi consiglieri regionali del Pd due sabati fa in piazza a protestare assieme alle scuole stesse e ai genitori: “Le scuole d’infanzia paritarie esercitano un’elevata funzione educativa sul territorio lombardo, in quanto si tratta di 1.768 unità con un numero di bambini che ammonta 156.933. Sono attive nell’80% dei comuni lombardi e soddisfano il diritto educativo del 57% dei bambini della Lombardia”.

I tagli governativi quest’anno arrivano al 54% dell’intera somma assegnata: si tratta di una riduzione di oltre la metà del contributo annuo di 539 milioni, e generano una situazione insostenibile e ingiustificabile in un settore delicato come è quello dell’infanzia.

Il Gruppo regionale del Pd ha chiesto quindi nella mozione al Presidente della Regione Lombardia e all’assessore Rossoni, che si è detto sostanzialmente d’accordo, “di intervenire presso il Governo nazionale affinché vi sia il recupero della somma prevista di 526 milioni di euro dalla legge finanziaria 2011, per garantire il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie e concreti attenzione e intervento per gli alunni diversamente abili; di dare concretezza, in sede di assestamento di bilancio, all’impegno preso da Regione Lombardia di erogare i fondi regionali, spettanti alle scuole dell’infanzia paritarie”.

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Nasce il Comitato per la montagna di Regione Lombardia

Martedì 14 giugno 2011, si è tenuta in Consiglio regionale la prima seduta di insediamento del Comitato per la Montagna di Regione Lombardia, l’organo consultivo della Giunta che ha il compito di coordinare le azioni di valorizzazione, di promozione e di tutela del territorio montano. Nella prima seduta sono stati eletti il Vicepresidente e il Segretario: sono rispettivamente Stefano Galli, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, e il consigliere regionale del PD Mario Barboni, che affiancheranno nel lavoro il Presidente Mauro Parolini, consigliere al Pirellone per il PDL.

Ringrazio i componenti del comitato per la fiducia accordatami. Ora che si è insediato il Comitato ci si deve mettere subito all’opera. C’è tanto lavoro da fare e le problematiche legate al territorio montano sono molteplici. Il lavoro, i trasporti, i servizi sociosanitari ma anche la scuola, oltre ovviamente ai temi ambientali e naturalistici hanno la necessità in questi territori di essere ripresi in forte considerazione da parte di Regione Lombardia in stretta collaborazione con le amministrazioni locali, dalle province ai comuni alle comunità montane a tutte le agenzie presenti sul territorio. E’ evidente che oltre alla razionalizzazione delle risorse ci si dovrà impegnare perché nuove possibilità economiche possano essere dedicate al territorio montano.

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Disabilità e tagli

LA REGIONE CHIEDA AL GOVERNO DI RIPENSARE AI TAGLI E INTERVENGA CON VARIAZIONI SUL BILANCIO PER EVITARE INEVITABILI RICADUTE SUI SERVIZI

Centinaia di disabili hanno riempito Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria. Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012. Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone. Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale. La Regione deve trovare il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Abbiamo per questo appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Ticket: la Giunta intervenga subito

La Giunta regionale intervenga subito per evitare ulteriori balzelli sulle prestazioni ambulatoriali e sui farmaci

Una giungla di balzelli di vario genere è quella nella quale si devono districare continuamente i cittadini bergamaschi per accedere a esami e visite o per acquistare farmaci. Dato che la coperta si fa sempre più corta e i trasferimenti statali più esigui, tocca infatti agli utenti farsi carico delle eventuali quote aggiuntive. Come è accaduto ad aprile quando i bergamaschi hanno pagato il 23% in più rispetto all’aprile dell’anno precedente a causa del mancato allineamento del prezzo di alcuni generici da parte delle aziende produttrici.

Il Pd ha appena depositato un’interrogazione e una mozione per evitare che nuovi aggravi economici si abbattano sugli utenti. Nell’interrogazione sulla compartecipazione alla spesa farmaceutica chiediamo alla Giunta quali iniziative intenda assumere per evitare che i cittadini debbano far fronte ad ulteriori costi per avere dei farmaci generici, dato che, da oggi 1 giugno, scade la copertura stabilita dalla Regione per colmare il gap tra il prezzo dei medicinali e la copertura assicurata dal servizio sanitario nazionale: auspichiamo che Regione Lombardia come ha già fatto Regione Toscana colmi definitivamente la differenza con risorse proprie . Con la mozione vorremmo invece che Regione Lombardia si impegnasse ad intervenire presso il Governo per garantire le risorse necessarie che eviterebbero l’introduzione di un ulteriore ticket da 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (che andrebbe ad aggiungersi ai 36 euro che oggi si pagano) per il periodo che va da adesso a dicembre.

In assenza del provvedimento di copertura da parte del Governo sarà la Regione a doversi occupare della quota aggiuntiva. O, se non si corre al più presto ai ripari, i soliti cittadini tartassati.

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Invalidità civile: non scuse, ma soluzioni

Invece di scrivere lettere di scuse, Formigoni si attivi per risolvere la situazione

Formigoni scrive ai cittadini per scusarsi e invita a recarsi alle Asl per avere rassicurazioni e informazioni sui disguidi e ritardi che stanno rendendo la vita difficile agli invalidi di Bergamo e provincia. Dal 30 luglio 2010, da quando cioè le competenze in merito al sistema di accertamento e concessione delle provvidenze economiche in materia di invalidità civile sono state trasferite all’Inps, le domande per ottenere i benefici da parte degli invalidi devono essere presentate per via telematica all’istituto che, a sua volta, le trasmette all’Asl per l’attivazione della visita di accertamento, la quale poi avviene in presenza di un medico inviato dall’Inps. Quest’ultimo ha 120 giorni di tempo per provvedere all’attribuzione delle competenze economiche. Ma oggi anche i cittadini invalidi bergamaschi già riconosciuti si ritrovano in difficoltà a causa di un problema di comunicazione tra Inps e Asl. I due sistemi informatici, infatti, non dialogano tra di loro, cioè non c’è modo di facilitare i passaggi, nell’era della tecnologia spinta, e tutto si blocca ancora davanti a una montagna di carta da inserire banalmente a computer.

Già a gennaio avevo sottoscritto un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta e all’assessore stesso per sapere “quali provvedimenti intendesse assumere il Governo Formigoni per evitare ai cittadini, già pesantemente provati dalla malattia, i forti disagi causati dall’allungamento dei tempi relativi all’iter burocratico e dalle incomprensibili lacune nello svolgimento di pratiche che richiederebbero risposte chiare e tempestive”. A tre mesi da quell’interrogazione e dopo le lettere di scuse agli invalidi inviate dal presidente, sono costretto ad intervenire nuovamente per chiedere di risolvere efficacemente i problemi dato che i cittadini aspettano una soluzione oltre che la pensione di accompagnamento sospesa da mesi.

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