Archivi del mese: maggio 2011

Mozione bipartisan per le materne paritarie

Accolgo con soddisfazione la notizia dello stanziamento di 8,6 milioni di euro in favore delle scuole materne paritarie. È infatti la conclusione di un percorso cominciato in Consiglio regionale con l’approvazione della mozione bipartisan approvata in Aula il 19 aprile scorso, nata da una precedente iniziativa di alcuni consiglieri di PD e UDC, che impegnava la giunta regionale a “rifinanziare gli interventi a favore delle scuole dell’infanzia paritarie” come previsto dalle normative regionali vigenti. Le 1768 scuole materne paritarie lombarde, su un totale di 3069, avevano infatti subito una forte contrazione delle risorse a loro destinate, a causa del congelamento dei fondi statali, fermi dal 2001, dei forti tagli esercitati in questi anni a danno dei comuni e dell’acutizzarsi della crisi economica.

Avevamo richiesto alla Regione di aumentare il proprio impegno economico in favore degli alunni delle materne paritarie – enormemente diffuse nel territorio lombardo – sull’esempio di quanto fatto da altre regioni del nord; di integrare, cioè, i 68 euro per singolo alunno in Lombardia per raggiungere i 125 della Toscana o i 155 del Veneto se non i 228 del Piemonte.

Nonostante Formigoni neghi, il tempismo elettorale mi pare un po’ fuori luogo, ma alle polemiche preferisco la concretezza di una segnale atteso e importante per le scuole del territorio.

Già che c’era, Formigoni ha anche annunciato il reintegro dei fondi per gli oratori lombardi. Per adesso sono parole: gradite, ma solo parole. Attendiamo la delibera di Giunta per verificare che non si tratti unicamente di uno spot elettorale. Visto, comunque, che le risorse regionali sono diminuite, dovremo anche sapere quale capitolo di spesa uscirà ridimensionato.

Sostenere le materne paritarie è una questione di interesse sociale, perché queste istituzioni hanno oggi in carico il 57% degli alunni lombardi tra i tre e i cinque anni. Molte hanno condizioni finanziarie difficili e non poche minacciavano addirittura la chiusura.

Abbiamo ottenuto con un’azione bipartisan di impegnare la Regione ad intervenire, quindi l’annuncio di oggi, benché atteso, è una buona notizia. La decisione positiva di Regione Lombardia, però, non cancella il giudizio negativo sull’atteggiamento del governo nei confronti della scuola, in particolar modo quella statale che è in forte sofferenza per i tagli consistenti ed indiscriminati.

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Cava di Caravaggio: un passo contro la realizzazione

Si è tenuta oggi in Commissione Ambiente e Protezione Civile l’audizione dei sindaci del Comitato Territoriale Cremasco in merito all’ATE g38, la ormai famosa cava di Caravaggio.

La questione si trascina da anni: Regione Lombardia aveva stralciato da Piano Cave provinciale l’Ambito di escavazione situato nel paese bergamasco e di seguito l’Impresa Edile Luigi Cividini aveva avanzato ricorso al TAR che con sentenza 3734 il 5 maggio 2009 accoglieva le richieste del proponente e imponeva il reintegro.

Alla fine di novembre 2010 il Consiglio regionale lombardo approva una nuova mozione presentata dal PD che, facendo riferimento a motivazione tecniche e alla vasta mobilitazione dei sindaci della provincia di Bergamo e del cremasco, impegnava la Giunta a prendere in considerazione tali motivazioni, ad approfondirle e a chiedere alla commissione consiliare l’apertura di una nuova adeguata istruttoria sulla base delle risultanze evidenziate dai documenti tecnici e da ARPA.

Arriviamo così all’audizione di oggi che ha mostrato nuovamente l’improponibilità della gestione di cava e la necessità di una attenta vigilanza.

Al termine dell’Audizione che oggi a Milano in Consiglio regionale ha visto succedersi gli interventi dei sindaci di Capralba, Crema, Ripalta Guerina e Mozzanica (BG) e dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Cremona, Gianluca Pinotti, io ed il mio collega Agostino Alloni siamo piuttosto soddisfatti.

La preoccupazione dei sindaci e del territorio è arrivata ancora una volta forte e chiara e sostenuta da motivazioni anche tecniche che non possono e non devono essere eluse. Il fatto che vi sia una incompatibilità tra le ipotesi di cava e le caratteristiche del terreno e i livelli di falda è più che un’evidenza e tutti i consiglieri presenti hanno convenuto. A tutt’oggi il privato non ha ancora presentato l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale ma questo non significa che dobbiamo rimanere con le mani in mano ad aspettare gli eventi. Gli uffici deputati possono già da oggi analizzare lo studio predisposto nel 2005 dal Comune di Mozzanica, approfondirlo e dipanare ogni dubbio sulla questione. È quello che ci attendevamo con la deliberazione del novembre scorso e che ribadiamo oggi con forza.

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Ospedale di Cremona: poltrone per tutti (gli amici)!

Oggi in Consiglio regionale si è discussa la mozione del Pd che, tra le altre cose, chiedeva una verifica della riorganizzazione che si sta mettendo in atto nelle diverse Aziende ospedaliere della Regione Lombardia e che aveva come obiettivo proprio la valorizzazione delle professionalità mediche all’interno delle strutture.

Uno dei problemi è la riorganizzazione dell’Azienda Ospedaliera di Cremona. Essa, infatti, non è per niente prevista nel piano organizzativo tuttora vigente! E’, dunque, una riorganizzazione improvvisa ed anche irrazionale, dato che arriva a soli 3 mesi dall’insediamento del nuovo direttore. Insieme ad Agostino Alloni, avevo già espresso le nostre preoccupazioni sulle voci di riorganizzazione in occasione della visita del gruppo del Pd sul territorio, solo poche settimane fa. Purtroppo queste scelte sembrano confermare la logica da noi più volte denunciata con cui il governo di Regione Lombardia sceglie non solo le nomine dei direttori delle AA.OO. ma anche, a ricaduta, gli altri dirigenti sanitari: una logica meramente spartitoria. Il rapporto fiduciario, secondo noi del PD, non può essere slegato da obiettivi di merito e di responsabilità professionale.

Sarebbe stata apprezzata una maggiore prudenza e una maggiore capacità di valutazione. Auspichiamo per l’immediato futuro ci sia più attenzione e ponderatezza anche di fronte al rischio di chiusura del poliambulatorio denominato “ex Inam” molto utile ai cittadini cremonesi.

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9 milioni per la sopravvivenza delle Comunità Montane

E’ passata oggi, martedì 17 maggio 2011, in Consiglio regionale, la mozione presentata dal Gruppo regionale del Pd e da me sottoscritta, come membro del Comitato della montagna di Regione Lombardia, che consentirà alle Comunità montane di fare i bilanci per il 2011 avendo certezza di poter disporre delle stesse risorse degli anni scorsi, cioè 28 milioni di euro contro i 19 attualmente disponibili. L’operazione si concluderà con una variazione di bilancio a luglio, garantita dall’assessore Colozzi in Aula.

La mozione “impegna la Giunta a recuperare nel prossimo assestamento di bilancio, nel rispetto degli equilibri finanziari, risorse, anche di parte corrente, che garantiscano l’operatività e la regolare attività delle stesse comunità montane nel rispetto della vigente legislazione regionale e del loro ruolo istituzionale sancito dallo stesso Statuto d’autonomia della Lombardia”.

Si tratta di un risultato importantissimo perché garantisce alle comunità montane lombarde finanziamenti sufficienti a proseguire la loro attività. Credo ora sia importante verificare criteri omogenei di bilancio, perché tra le varie comunità ci sono disparità nel trattare la spesa. E credo altresì necessario rivedere e assestare i criteri di finanziamento degli aiuti, che devono essere concentrati nel sostegno alla montagna. Inoltre, il nostro impegno come Consiglio deve essere orientato verso l’Unione europea per ottenere le risorse a disposizione e per attivare tutte le possibili procedure in difesa del distretto alpino a scavalco delle Alpi.

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