Archivi del mese: aprile 2011

Monte Canto di Pontida: la Regione demolisce un borgo del XV secolo?


Il Borgo di Monte Canto è un agglomerato di case rurali, risalente al XV secolo, posto in comune di Pontida immediatamente sotto la sommità del Monte Canto (710 m). Nel 2004, dieci comuni (Carvico, Ambivere, Calusco d’Adda, Chignolo d’Isola, Mapello, Pontida, Solza, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Terno d’Isola e Villa d’Adda) sottoscrivono la costituzione del PLIS del Monte Canto e del Bedesco; i comuni del parco, con l’eccezione di Ambivere e Pontida, versano all’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) 500 000 euro per diventare proprietari, insieme a Regione Lombardia, dell’area del Monte e del borgo: all’atto del rogito, però, l’unica proprietaria dei terreni e dei fabbricati è la Regione.

Poiché il borgo – abbandonato – è pericolante, nelle ultime settimane il comune di Pontida ha emesso un’ordinanza per la messa in sicurezza nei confronti dell’ERSAF, proprietaria del borgo. La decisione – inaudita – dell’ERSAF sarebbe quella di abbattere i fabbricati pericolanti, con una spesa di 75 000 euro. Tutto questo, in un contesto in cui non risulta ci siano mai stati progetti di recupero per il  borgo che, risalendo almeno al XV secolo, ha valore storico ed architettonico, e che invece si preferirebbe abbattere piuttosto che valorizzare.

Insieme a Maurizio Martina, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio Regionale, per chiedergli di ricostruire la vicenda – non chiara – della proprietà dell’ERSAF e se non faccia parte delle sue funzioni il recupero del borgo, se siano state valutate operazioni di consolidamento e quali siano state le valutazioni che hanno portato a decidere per la demolizione delle parti pericolanti del borgo, quante e quali siano tali parti e, infine, se non ritenga opportuno avviare progetti di riqualificazione dell’area in concerto con gli enti locali, il PLIS ed eventuali privati interessati.

Il testo dell’interrogazione è scaricabile qui: Interrogazione Monte Canto

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Farmaci generici: aumenterà il ticket

Da pochi giorni a questa parte come conseguenza della Finanziaria nazionale i cittadini si trovano a dover pagare ancora di più per i farmaci generici, anche se acquistati con la ricetta. Infatti l’Agenzia italiana per il Farmaco ha abbassato i rimborsi per i farmaci cosiddetti equivalenti così da far risparmiare al sistema sanitario 600 milioni di euro l’anno. Ma, come era prevedibile, le aziende farmaceutiche mantengono invariato il prezzo dei loro prodotti e la differenza la pagano gli utenti all’acquisto del farmaco generico, anche se prescritto dal medico curante.

Apprendiamo dalle agenzie che la Regione Lombardia ha dato la colpa a una legge scritta male, ma in una regione come la nostra in cui i cittadini pagano già 200 milioni di euro l’anno di ticket regionali sui farmaci, e di questi ben 21 milioni escono dalle tasche dei bergamaschi, non è pensabile scaricare altri costi per la spesa farmaceutica. Regioni virtuose come la Toscana che, ricordiamo, hanno i conti sanitari in pareggio senza aver introdotto alcun ticket, hanno scelto di compensare con risorse proprie la differenza. Ci aspettiamo dunque che Regione Lombardia segua rapidamente questa strada in attesa che il Governo colmi questo vuoto normativo.

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Scuola materna paritaria: la Giunta trovi i finanziamenti

Ieri il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a rifinanziare gli interventi a favore delle scuole dell’infanzia paritarie. La voce di bilancio 2011 relativa alle materne paritarie era stata infatti totalmente azzerata. Con il voto di oggi, il Governo Formigoni viene impegnato a rimettere delle cifre in quella posta.

E’ una mozione condivisa e costruita in maniera efficace, con la speranza che venga attuata in maniera efficiente. Ci tengo a sottolineare che nelle varie province lombarde la scuola paritaria ha una valenza fondamentale in quanto è quella struttura che copre il fabbisogno dei piccoli comuni in cui tutt’oggi rimane come l’unica risposta alle scuole dell’infanzia.

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Comunità montane: l’Assessore risponde

In Consiglio regionale si è discusso del futuro delle Comunità Montante, grazie a un question time presentato dal Pd. In particolare, il documento chiedeva quali impegni prenderà la Regione di fronte ai tagli che questi enti stanno subendo.

L’assessore al Bilancio Colozzi (PDL) ha risposto “Questa interrogazione consente di fare il punto su una questione molto importante, anche considerato il fatto che dalle altre parti le comunità montane sono state tutte sostituite dalle unioni dei comuni. Ma per le caratteristiche del nostro territorio, con un numero enorme di comuni montani, ridurre tutto alla forma giuridica dei comuni è astratto e antistorico. Anche le comunità montane non possono vivere, vista la situazione di ampia ristrutturazione della finanza pubblica, in un eden. E d’altra parte, la Regione non può sostituirsi allo Stato nei tagli operati da esso e con le leggi vigenti oggi in Lombardia non è più possibile dare un contributo straordinario. Tuttavia, stiamo ricostruendo un quadro dettagliato e conclusivo delle situazioni reali per arrivare a delle decisioni che consentano a tutte le comunità montane di vivere perché è evidente che questo è il nostro intento, proprio perché siamo convinti che esse svolgono una funzione importantissima sui nostri territori”.

Io giudico interessanti le risposte fornite dall’assessore, che ha scelto la strada della chiarezza. Ribadisco l’importanza di comunità montane specializzate a tutelare la montagna senza moltiplicare funzioni spettanti ad altri. Considero anche frutto della nostra pressione il fatto che finalmente il Comitato montagna viene insediato. Vedremo come la Giunta trasformerà in fatti le dichiarazioni fatte ufficialmente in Consiglio.

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Cava di Telgate: qual è il suo futuro?

Insieme a Maurizio Martina, ho presentato un’interrogazione sui progetti per la cava di Telgate.

Il 24 luglio 2010 è stata avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di gestione produttiva dell’ATEg39 con recupero delle aree mediante attivazione di impianto di discarica per rifiuti inerti ai sensi del D.Lgs/2003 che andrebbe realizzato, appunto, in Comune di Telgate.

L’ATEg39 è inserito nel Piano Cave della Provincia di Bergamo approvato con deliberazione del Consiglio regionale il 14 maggio 2008 VIII/619 e prevede l’escavazione in 10 anni di 2 milioni di metri cubi con un residuo stimato intorno ai 400mila metri cubi.

Nonostante il Tribunale amministrativo di Brescia abbia confermato, nel 2010, che il Piano Cave di Bergamo è da considerarsi decaduto e il Progetto si colloca in un’area che, per l’elevata presenza di impianti di smaltimento dei rifiuti, richiede una valutazione complessiva del progetto attraverso una valutazione ambientale strategica per l’intero territorio bergamasco.

E’ nota e palese la contrarietà delle popolazioni locali, preoccupate sia per le tipologie di rifiuti stoccabili che per il fatto che la discarica finirebbe per trovarsi in un’area di riserva e ricarica della falda acquifera profonda, come mostra il Piano provinciale per le acque.

Chiediamo alla giunta, quindi, di conoscere la situazione del progetto di gestione produttiva dell’ATEg39; quale sia l’attuale situazione del Piano Cave di Bergamo, se vada cioè inteso l’annullamento complessivo del Piano o unicamente gli elementi all’attenzione dei giudici amministrativi; quali siano state, di conseguenza, le direttive inviate agli uffici a seguito delle sentenze del Tribunale amministrativo per completare le procedure in corso; se non ritenga opportuno valutare le scelte del piano, auspicando una Valutazione ambientale strategica per ridisegnare il sistema di smaltimento rifiuti della provincia, alla luce delle decisioni amministrative e degli  impianti e discariche già presenti, anche alla luce di un miglioramento sostanziale delle azioni di recupero dei materiali.

Il testo dell’interrogazione: ITR 2190 Comune di Telgate Cave

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Formigoni difenda le scuole lombarde dai tagli

Siamo venuti a conoscenza, nei giorni scorsi, dei tagli al personale docente ed ATA per l’anno prossimo, che dovrebbe essere l’ultimo anno del piano di razionalizzazione finanziaria. I sindacati ne hanno calcolato l’impatto sulla situazione bergamasca, riportato in questo comunicato. Le proteste del PD bergamasco sono state immediate.

I tagli al personale docente delle scuole bergamasche sono la conferma degli effetti dannosi delle scelte del Ministro Gelmini e dell’intero governo di centrodestra. Da tempo segnaliamo l’emergenza legata alle attività ordinarie delle nostre scuole, che in questo modo vanno in sofferenza e rischiano di non poter garantire i servizi formativi di base.

Chiediamo a Regione Lombardia di non voltare lo sguardo altrove, ma di affrontare a viso aperto il Governo su questa priorità. Troppo spesso Formigoni e la sua Giunta sono prodighi di complimenti verso l’esecutivo nazionale. Invece farebbero bene, a partire da questo tema strategico, ad assumere un’iniziativa rigorosa a difesa delle scuole lombarde.

Anche per questo il PD promuoverà, a livello nazionale, venerdì 8 aprile, la Notte bianca a difesa della scuola, che avrà una delle sue tappe più rilevanti proprio a Milano.

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