AREU e CRI: si trovino i soldi e si salvaguardi la professionalità

Come prima cosa, Maurizio Martina ed io vogliamo esprimere la nostra stima e vicinanza a tutti i volontari che garantiscono gli interventi di emergenza in Lombardia, soprattutto nelle ore notturne. Guai se passasse il messaggio che esistono operatori di serie A e di serie B.

La situazione che si è creata fra Regione, Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), Croce rossa e sindacati ha portato a uno stallo inaccettabile che mette a rischio il servizio di pronto intervento nella nostra regione. Tutti i soggetti coinvolti devono fare un passo indietro per farne due avanti nell’interesse dei cittadini.

Mercoledì 26 gennaio è stata ipotizzata una soluzione ponte che dovrebbe permettere a Croce Rossa di continuare senza interruzione il servizio fino a giugno 2011.

Siamo contenti che sia stata accolta la nostra proposta di prorogare fino a giugno le convenzioni. Tuttavia la tregua di ieri pomeriggio è un primo passo, ma non basta.

Le priorità per noi del gruppo consiliare del PD sono tre: per prima cosa, Regione Lombardia deve trovare altri 350mila euro a titolo di rimborso parziale per l’Irap. Poi, la Croce rossa si impegni a garantire la stessa qualità del servizio erogata finora e a salvaguardare le professionalità che meritano e che da molto tempo lavorano senza alcuna stabilizzazione. Inoltre, insieme ai sindacati, avvii rapidamente un tavolo per superare le disparità contrattuali, ormai insostenibili, fra i diversi operatori dell’emergenza. In particolare, dovranno essere recuperate risorse dalla revisione dell’attuale livello dei buoni pasto e dall’applicazione di un nuovo contratto in linea con quelli applicati dalle Onlus, che in Lombardia operano interventi di emergenza con simili standard qualitativi. La soluzione potrebbe proprio essere quella di trasformare i comitati locali della Cri in Onlus.

Per approfondire questi temi il Gruppo regionale del Pd ha chiesto una nuova audizione in III Commissione Sanità e assistenza, già per la prossima settimana, del direttore generale dell’Areu e dei vertici della Cri.

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Una risposta a AREU e CRI: si trovino i soldi e si salvaguardi la professionalità

  1. sergio cividini scrive:

    Buongiorno, sono uno dei 500 lavoratori cri. Lavoro presso il Comitato di Bergamo da ormai 15 anni (in una qualsiasi altra azienda privata sarei già “stabilizzato” da qualche tempo….). E’ di ieri l’ultima conferenza stampa del nostro Commissario Regionale che non lascia spazio a interpretazioni: temo che sia lo stesso nostro ente a non voler più gestire l’emergenza urgenza. Ora il senso di smarrimento è ai limiti. Purtroppo abbiamo la sensazione di essere completamente inascoltati. E’ il momento che la politica intesa in senso alto prenda decisioni inportanti per il destino di 500 famiglie.
    Distinti saluti
    Sergio Cividini




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