Nuovo ospedale di Bergamo: al più presto sopralluogo ed audizione del Direttore

Arrivano nuovi fondi per l’Ospedale di Bergamo che potrebbero velocizzare il lungo e complicato iter per il termine dei lavori, la cui data ancora non c’è.

Noi sollecitiamo la richiesta già consegnata al presidente della Commissione Sanità di un sopralluogo al cantiere e di un’audizione del direttore generale.

Non stiamo a presentare un’interrogazione ogni volta che c’è una notizia, ma seguiamo e monitoriamo le vicende del nostro Ospedale da mesi. I consiglieri regionali che si occupano di sanità devono essere messi al corrente dello stato dell’arte dell’opera: per questo attendiamo fiduciosi che ci venga comunicata la data dell’audizione del dottor Nicora, che aspettiamo con ansia. La rendicontazione che deve svolgere fa parte dell’attività di ispezione che stiamo svolgendo sulla realizzazione di quest’opera così importante per la provincia di Bergamo.

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Stufe a legna: grazie al PD una “tassa” in meno

Dentro il progetto di legge 146, titolato Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione, ribattezzato pomposamente “CresciLombardia” dalla maggioranza, che sostanzialmente è una legge omnibus in cui è stato infilato di tutto, c’era un articolo che voleva imporre controlli e certificati agli impianti a biomassa legnosa, in sostanza alle stufe a legna.

L’articolo 35 della legge avrebbe modificato l’art. 11 della legge regionale 24/2006 sugli impianti a biomassa, equiparando le stufe a legna agli altri impianti termici civili – cioè, alle caldaie a gas – senza tenere in considerazione la diversità delle zone della Lombardia, in particolare di quelle montane.

Un emendamento presentato da noi del gruppo del PD, e sostenuto anche da parte della maggioranza, ha stralciato questa norma, che avrebbe comportato l’obbligo di certificazione traducendosi in una spesa ulteriore per i cittadini.

E’ vero che il problema delle emissioni delle stufe a legna va affrontato, ma non imponendo ulteriori ‘tasse’ ai cittadini lombardi. Al contrario, bisogna predisporre adeguati regolamenti che stabiliscano le modalità d’utilizzo di questi sistemi di riscaldamento.

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Gioco d’azzardo: evento in diretta web

Mercoledì prossimo, a partire dalle ore 17.00, le proposte del PD lombardo per il problema sociale del gioco d’azzardo:

http://www.pdregionelombardia.it/documenti/35513azzardo_diretta.pdf

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Reclutamento insegnati: incostituzionale

Il modello Formigoni per il reclutamento degli insegnanti nella scuola è incostituzionale, ed il neoassessore Aprea sfugge al confronto con la commissione

L’approvazione in VII Commissione Istruzione della parte relativa alla scuola del cosiddetto CresciLombardia, cioè il decreto sviluppo, è una forzatura che non aiuta la scuola, ma rischia anzi di pregiudicare una possibile e necessaria revisione delle forme di reclutamento degli insegnanti.

Il Pd ha espresso tutte le sue riserve sull’articolo 8 del provvedimento che la Giunta ha inteso proporre per promuovere la crescita, lo sviluppo e l’occupazione in Lombardia, evidenziando il rischio di un vero e proprio conflitto istituzionale ed esprimendo quindi voto contrario. Ci ha lasciato perplessi anche la mancanza di confronto con l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea sulle modalità di reclutamento del personale docente. Tali modalità ci sono state imposte dalla Giunta regionale, che solo in un secondo tempo ha avviato un confronto con il Ministero: il quale, a quanto pare, è ancora molto prudente e critico sull’iniziativa di Formigoni.

In Commissione Istruzione, dopo le audizioni di sindacati, enti e soggetti attivi del mondo della scuola, si attendeva oggi la posizione dell’assessore, che non solo non si è espresso, ma non ha ritenuto nemmeno opportuno partecipare al dibattito, lasciando intendere che il confronto con il Ministero è tutt’altro che concluso.

Le perplessità delle parti sociali e del Pd si fondano sulla genericità e sulle possibili molteplici interpretazioni dell’articolo 8: la norma non specifica infatti se i bandi di reclutamento siano rivolti al personale a tempo determinato o indeterminato, non dichiara limiti temporali per la sperimentazione e non indica le modalità dei concorsi indetti dalle scuole. Ci sono anche fondati elementi di anticostituzionalità, poiché la competenza sul reclutamento del personale docente è dello Stato e non della Regione e, sebbene si citi il termine sperimentazione, questa può avvenire solo su indicazione statale. In caso contrario, ci sarebbe una forzatura da parte della Regione nei confronti dello Stato e la Lombardia non può certo pensare di risolvere i problemi della scuola mettendosi a rischio di impugnazioni e azioni legali.

La stessa maggioranza si è resa conto delle criticità della proposta della Giunta e, su iniziativa della presidente della Commissione, la leghista Luciana Ruffinelli, ha proposto alcuni emendamenti che migliorano il testo, ma non risolvono le pesanti criticità di fondo.

E’ per questo che ci siamo astenuti sugli emendamenti e abbiamo votato contro il progetto di legge, non ritenendo opportuno che vengano sollevati polveroni e fatta propaganda su un tema così delicato quale quello del reclutamento degli insegnanti che richiederebbe cambiamenti reali promossi attraverso una seria collaborazione tra Stato e Regioni.

Ora si attende la discussione in Aula, prevista per aprile, durante la qualeci batteremo ancora per l’eliminazione di un articolo che rischia di creare solo confusione e polemiche.

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Caccia: ennesima spaccatura tra PDL e Lega

La Lega ed il Pdl si sono di nuovo spaccati in Consiglio regionale della Lombardia, questa volta su una questione cara al Carroccio come la caccia.

Ieri in VIII Commissione Agricoltura si discuteva una mozione sulle inadempienze dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, di cui il primo firmatario era il consigliere Pdl Parolini, che ora è anche presidente della Commissione stessa.

Per qualche bega interna alla maggioranza, di quelle che ormai si ripresentano fin troppo stesso, prima della discussione della mozione i consiglieri leghisti hanno abbandonato l’aula.

Prima del voto la mozione è stata molto rivista, al punto che ha convinto anche noi ed è stata approvata all’unanimità.

Il documento impegna l’assessore regionale alla Caccia De Capitani ad attuare ogni iniziativa utile a obbligare l’Ispra a svolgere le funzioni per le quali è nata, cioè fornire i dati relativi alla consistenza della popolazione degli uccelli migratori che passano nel nostro Paese ed esprime il parere in merito alla ‘piccola quantità’ delle specie cacciabili e in deroga, secondo i criteri fissati dall’Unione europea e che oggi dichiara di non essere in grado di fare.

Inoltre, la mozione chiede di dare avvio entro aprile all’Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche, rafforzando la collaborazione con le altre regioni interessate.

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Combattere la dipendenza da gioco d’azzardo

La provincia di Bergamo è all’undicesimo posto in Italia nella classifica del gioco d’azzardo legale, con un importo procapite giocato in euro che si attesta sui 1238 euro all’anno, mentre oltre 120 persone l’anno accedono ai Sert locali per problematiche relative questo tipo di dipendenza.

Si tratta, però e purtroppo, di un dato poco rappresentativo del fenomeno, visto che solo in pochi si rivolgono alle strutture pubbliche perché riconoscono di essere affetti dalla patologia compulsiva del gioco.

Questo è il motivo per cui il PD ha appena presentato un progetto di legge innovativo, rispetto a quelli già in cantiere in Liguria, Piemonte e Trentino, che tende a caratterizzarsi per l’approccio socio assistenziale. E’ una proposta di legge che mira alla prevenzione e al trattamento delle cosiddette ludopatie: chiede l’istituzione di un apposito Osservatorio, oltre a unità operative specializzate nel trattamento della dipendenza, all’interno dei Dipartimenti siti presso le Asl.

Inoltre, la novità dell’approccio sta anche nel promuovere l’obbligo, presso i soggetti gestori o concessionari di slot machines, di un lettore capace di leggere la banda magnetica della tessera sanitaria in modo da impedire l’accesso al gioco d’azzardo ai minori e, nel rispetto della privacy, avere così uno strumento di monitoraggio del fenomeno, che oggi è in gran parte ancora non tracciato.

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Il fattore famiglia è un pasticcio

La Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia, dopo un lungo e travagliato iter durato nove mesi, ha approvato la legge sulla compartecipazione degli utenti ai costi dei servizi sociosanitari. Tutta l’opposizione (oltre a noi, Udc, Idv e Sel) ha espresso voto contrario.

Il centrodestra afferma di aver approvato con questa legge il cosiddetto Fattore Famiglia: non è così. In realtà il minor costo dei servizi che sarà sopportato da alcune famiglie con disagio socioeconomico, sarà caricato sulle spalle delle altre famiglie lombarde. I dati regionali di cui disponiamo indicano che l’obiettivo della maggior equità nella distribuzione dei costi sociosanitari non sarà ottenuto con questa legge che, oltretutto, dovrà essere rivista fra tre mesi quando il Governo avrà approvato, come previsto dal decreto “Salva Italia”, la riforma dell’Isee, cioè dell’indicatore nazionale che determina la compartecipazione.

La legge prevede una sperimentazione di un anno (del costo di 1,5 milioni di euro), che sarà attuata presso solo 15 comuni lombardi, mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. Con questa decisione assurda, si approva una legge prima di conoscere gli esiti di una sperimentazione concepita per definirne i contenuti, senza contare che Regione Lombardia ha commissionato uno studio di oltre 4 milioni di euro per la definizione di un nuovo modello di welfare lombardo: perché allora tutta questa fretta per approvare una legge dagli esiti dubbi? Mi viene il dubbio che sia per avere una bandiera da sventolare per l’incontro del Papa con le famiglie previsto a fine maggio…

Il testo sarà portato martedì prossimo in Consiglio, ma intanto ha visto ancora oggi in Commissione molte perplessità all’interno della stessa maggioranza, in particolare per la parte relativa alla compartecipazione nella spesa sanitaria dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In questo modo, si sancisce il principio che i lombardi pagheranno anche le prestazioni sanitarie che dovrebbero essere garantite universalmente: viene da chiedersi se l’Assessorato alla Sanità ne sia al corrente; e, a parte questo, ho fortissimi dubbi che un simile provvedimento sia legittimo.

Resto convinto che sia necessario aiutare le famiglie lombarde, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale: ma questo non può essere fatto senza apporre nuove risorse, come stanno dimostrando, per altro,  altre Regioni. Va finanziato il Fondo regionale per la Non Autosufficienza!

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Fonti rinnovabili: linee guida in ritardo e incomplete

Ieri l’assessore all’ambiente Raimondi ha risposto ad una nostra interrogazione sulle linee guida per i “procedimenti autorizzativi degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Rilevavamo, infatti, che nei territori della Lombardia la mancanza di Linee Guida che pongano regole di programmazione e di pianificazione sta creando grandi problemi di carattere ambientale, per il proliferare disordinato di un gran numero di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra l’altro, l’8 novembre il Consiglio si era impegnato a redigere le linee guida entro il gennaio 2012, e successivamente ad individuare le aree non idonee per la localizzazione degli impianti.

Come Partito Democratico, ci siamo fatti portavoce della grande preoccupazione espressa anche dalle Province lombarde. E su questo Regione Lombardia è una delle poche regioni importanti che non ha adempiuto alle normative vigenti e non ha ancora deliberato al riguardo.

Abbiamo chiesto all’assessore, allora, quali siano i motivi e le ragioni che non hanno permesso, entro i termini indicati dal Consiglio regionale, di emanare le Linee guida e il successivo documento con l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione, lasciando le Province e i territori della Lombardia in una gravissima difficoltà ambientale.

Le rassicurazioni dell’assessore, che si è impegnato a presentare le Linee Guida nella prossima Giunta utile, non nascondono il fatto che i ritardi che ci sono stati. E, comunque, in attesa che all’annuncio facciano seguito i fatti, ci consideriamo solo parzialmente soddisfatti: non si è detto ancora nulla, infatti, riguardo il successivo atto che il Consiglio regionale richiedeva a novembre, cioè l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione i questi impianti.

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Piano cave: subito un’audizione

Mercoledì ho indirizzato, insieme ad altri consiglieri di minoranza, una richiesta di audizione al presidente della VI Commissione Consiliare Ambiente.

Il Piano cave della provincia di Bergamo, infatti, rischia ogni giorno di più di diventare carta straccia, ma intanto mette in moto tutta una serie di attività e aziende che, a loro volta, corrono il pericolo di vedere inficiato il proprio lavoro.

La situazione relativa al Piano cave della Provincia di Bergamo è sempre più confusa e precaria. Si susseguono ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato per fare valere o per fare rispettare possibili diritti acquisiti. Amministrazioni comunali e operatori del settore sono in balia degli eventi giudiziari che non consentono alcuna seria programmazione estrattiva e di bilancio.

A questo punto, crediamo sia necessaria una valutazione sullo stato attuale dell’attuazione del Piano cave orobico. Abbiamo invitato a partecipare all’audizione l’assessore Raimondi, il presidente della Provincia di Bergamo, le associazioni di settore (cavatori e costruttori) e Legambiente.

Non si possono tenere sulla corda le aziende, gli enti locali e chiunque abbia a che fare con la cave perché da un giorno all’altro una sentenza di tribunale potrebbe ribaltare completamente il senso di questo piano.

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Inquinamento della falda nel Trevigliese: attenzione massima e più incisività

La Commissione Ambiente di Regione Lombardia ha tenuto un’audizione di tutti gli attori interessati per valutare la situazione ambientale dei comuni di Verdellino, Ciserano, Arcene, Treviglio e Castel Rozzone.

Insieme al Presidente Lucchini e al Direttore generale di ARPA, Benezzoli,  hanno portato la loro testimonianza:  l’ARPA e l’ASL di Bergamo, l’Amministrazione provinciale e gli amministratori di comuni investiti dall’inquinamento da cromo esavalente e solventi clorati (cloroformio).

L’ASL ha rassicurato sulla situazione epidemiologica sia per quanto riguarda le acque di rete che per quanto concerne l’acqua usata in agricoltura e negli allevamenti.

Tra gli interventi già iniziati ci sono quelli della barriera prossima al comune di Ciserano  per la quale è stato rilevato un ritardo di esecuzione delle opere per la farraginosità degli adempimenti burocratici.

Gli unici rischi però – sottolinea l’ARPA – derivano dai focolai già individuati da tempo e che potrebbero lasciare che i composti inquinanti passino dalla prima alla seconda falda. Una situazione che va assolutamente evitata, come abbiamo sottolineato Maurizio Martina ed io. Siamo preoccupati di capire lo stato di fatto e se siano state attivate tutte le misure necessarie alla criticità della situazione.

Le risposte date dagli organi preposti al controllo hanno mostrato una situazione di partenza preoccupante e ci hanno fatto capire che il tracciato per arrivare ad una bonifica non è una passeggiata. Cose che sapevamo ma che rafforzano la nostra convinzione che sia necessario prendere mano con più vigore e strumenti più vincolanti le situazioni inquinanti come quella che vive il Trevigliese da anni.

Gli stessi tecnici, come ha osservato Maurizio, hanno oggi messo in evidenza che si lavora in una condizione non sempre ottimale in cui alle volte le aziende interessate collaborano e altre volte si trincerano dietro i tempi lunghi della burocrazia.

È quindi necessario velocizzare i protocolli per gli interventi di urgenza in modo da essere più tempestivi nel rispondere alle situazioni più critiche e non fornire alibi a coloro che causano questi danni ambientali.

C’è, infine, l’impegno per aumentare i punti di rilevamento e per aumentarne la frequenza e questo è un buon risultato perché non possiamo assolutamente permettere che vi siano i temuti passaggi di falda.

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