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Non vogliamo il Frecciarossa, ma treni più veloci e più comodi sì

stazioneQuesta mattina ho presidiato la  stazione di Mantova per parlare dei problemi ancora irrisolti dei treni per Milano, ho incontrato pendolari, viaggiatori e personale. Treni freddi d’inverno e caldi d’estate, sovraffollamento e poca sicurezza, ancora troppi ritardi e soppressioni di corse. E poi il problema del raddoppio della linea e la soppressione dei  passaggi a livello. La linea Mantova-Milano ha oltre 10.000 passeggeri al giorno, nonostante tanti la evitino perchè non si sa quando si parte nè quando si arriva. Ma se funzionasse bene, si riducessero i tempi di percorrenza e magari si mettesse una corsa anche tra le 7 e le 8 di mattina, la userebbe ancora più gente. E’ chiaro che 4 ore al giorno di treno tra andata e ritorno, che aumentano per arrivare alla stazione da casa e dal lavoro, scoraggiano tanti. Invece, per esempio, le nostre ragazze e ragazzi potrebbero trovare lavoro a Milano senza dover emigrare da Mantova per trovare lavori qualificati, facendo tranquillamente i pendolari, se il viaggio fosse contenuto in tempi accettabili. D’altronde la distanza è di soli 151 Km e non c’è bisogno del Frecciarossa per trovare il modo di ridurre il tempo di percorrenza a 1 ora e 10 minuti, magari con passaggi intermedi, cominciando da raddoppi selettivi e eliminazione di passaggi a livello. Infatti le velocità percorribili attualmente sulla tratta variano dai 135 km/h da Mantova a Codogno ai  a 160 km/h da Codogno a Milano. L’armamento con il quale è costruita la tratta Mantova-Codogno permette però già una velocità massima di 160 km/h, ma la presenza dei numerosi passaggi a livello lungo la tratta abbassa la velocità a garanzia di una maggiore sicurezza degli attraversamenti stradali. Dopo 5 anni da pendolare e tanti interventi in Consiglio Regionale, devo constatare che pochissimo è cambiato. Ma resto convinto che lo sviluppo dei trasporti ferroviari, in particolare verso Milano e Verona rimanga una priorità per il nostro territorio.

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Treni: traditi gli impegni con i pendolari della Brescia-Piadena-Parma

treno-ev-800x370Siamo andati all’attacco sulla mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulla linea Brescia-Piadena-Parma oltre che sulle linee Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La nostra mozione, che non è pL’assessore Sorte deve metterci la faccia, non può assentarsi durante la discussione di un tema così importante come la mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulle linee: Brescia-Piadena-Parma, Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La mozione, che non è passata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.assata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.

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Trenord dedica un po’ più di attenzione a Mantova

trenord 1Sono stato alla presentazione delle iniziative di Trenord per Mantova capitale della cultura: più treni nel fine settimana, sconti e promozione della città sui treni e persino sui biglietti. Finalmente le ferrovie lombarde si sono accorte dell’esistenza di Mantova e le attenzioni che ci stanno dedicando ci danno soddisfazione. Però, giusto per mantenere alta questa attenzione, dobbiamo continuare a chiedere il raddoppio dei binari e interventi per velocizzare la linea. Dobbiamo essere più è più rapidamente collegati con Milano, in un’ottica di maggiore integrazione con la metropoli. Tanto più che per lavoro o per turismo si preferisce sempre di più utilizzare il treno. Uscire dal l’isolamento infrastrutturale è fondamentale per fare crescere la nostra città.

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Linea Mantova-Milano: gli interventi previsti sono una goccia nel mare

trenord 1I 9 milioni di euro per la Milano – Mantova previsti dall’accordo di programma sottoscritto tra Rfi e Regione Lombardia sono una goccia del mare.Per di più l’intervento dovrebbe completarsi nel 2022. Cosa significa? Che per altri sette anni dovremo convivere con il disastro quotidiano a cui siamo abituati da anni? La situazione in cui versa il trasporto ferroviario mantovano è indecente e la la Regione deve metterci mano più prima che poi. I problemi sono sempre gli stessi e sono riconducibili alla scarsa manutenzione delle carrozze (molto spesso chiuse, senza riscaldamento o con problemi di funzionamento dell’ impianto di illuminazione), delle linee con passaggi a livello mal funzionanti e soprattutto del binario unico che va subito raddoppiato, almeno in alcuni tratti. E mai possibile che dobbiamo aspettare, se tutto va bene, ancora sette anni, per  non avere poi un servizio ferroviario degno di questo nomevisto che si interviene solo sul nodo di Castellucchio? Basta prese in giro, è ora di fatti concreti e non di fumo negli occhi.

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Trenord batte cassa in Regione

E i problemi della linea, delle rotaie, del l’eliminazione dei passaggi a livello? Senza un adeguato piano industriale i cento milioni all’anno che Trenord chiede a Regione Lombardia per rinnovare il parco rotabile ( nuovi treni) saranno soldi del contribuente spesi confusamente e invano, buoni solo per qualche manifestazione di giubilo (!!!) quando si inaugura un nuovo convoglio. Come pensano Regione Lombardia e Trenord di migliorare il servizio di trasporto ferroviario e di fare i necessari investimenti se si continua a proporre un progetto a corto respiro? Cinque anni di contratto sono insufficienti per pensare di dare una svolta ad un vettore che presenta evidenti limiti di affidabilità e di puntualità. Dopo anni desolatamente buttati è ora di dare la svolta che auspichiamo da anni, ovvero quella di mettere a bando di gara europea il sistema ferroviario regionale così come fatto in Emilia Romagna che, scegliendo questa strada, ha avuto la possibilità di rinnovare i due terzi del parco rotabile ammortizzando gli investimenti nei prossimi 22 anni e mezzo. In Lombardia servono 200 treni nuovi per un investimento di circa 1,5 miliardi di euro. Cosa aspettiamo a seguire l’esempio emiliano?

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La vergogna della linea Mantova-Cremona-Milano

pulizie trenordQuello che i pendolari e i viaggiatori mantovani sono costretti a subire quotidianamente è un a vergogna. Un servizio davvero da terzo mondo. Ci avevano promesso carrozze nuove e investimenti adeguati ed invece come al solito solo chiacchiere al vento. Siamo ancora qui che viaggiamo su carrozze fatiscenti e treni in condizioni pessime, non idonei ad affrontare le rigide temperature, peraltro prevedibili, della stagione invernale. Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi quando si toccherà i zero gradi? E dove sono i nuovi treni che erano stati annunciati in pompa magna? Siamo stanchi di vedere il Mantovano bistrattato come fosse la cenerentola lombarda. In questi anni di viaggi continui a Milano ormai ho visto di tutto e di più e sentito solo promesse da marinaio su fantomatici miglioramenti. Chiediamo a Trenord e all’assessore regionale Sorte di venire nell’immediato a relazionare in Commissione Mobilità del Consiglio regionale e stavolta ci aspettiamo, oltre al mea culpa, un piano di interventi concreto. Non è più tempo per le chiacchiere, servono i fatti.

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Treni: le solite non risposte della Regione

Davvero incredibile: ‘assessore banalizza e glissa sui problemi ferroviari arrivando a dire che la colpa dei ritardi è del caldo non ammettendo invece che il problema è legato alla scarsa manutenzione che deve essere programmata nei tempi previsti e non lasciata al caso. Abbiamo chiesto quali iniziative intende mettere in campo Regione Lombardia per migliorare la performance dei treni regionali, dove verranno collocati i nuovi treni in futuro e se Regione e Trenord stanno lavorando per evitare che la riduzione delle carrozze sui convogli abbia un peso sui bilanci della società. Sulla collocazione dei treni nuovi, annunciati mesi e mesi fa e ancora non consegnati, non è stata aggiunto nulla di nuovo se non che i treni, che per Expo erano stati dirottati sulle linee di collegamento per Rho, sono tornati per la maggior parte al loro posto. Continuiamo ad avere una puntualità inferiore alla media del nord Italia ma secondo l’assessore è un falso problema perché la Lombardia conta più utenti e chilometri percorsi.

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Treni: servizio insufficiente. Puntualità scesa in tre mesi dall’82 al 77%.

Sono trascorsi poco più di sei mesi dalla nomina dell’ assessore ai trasporti di Regione Lombardia Alessandro Sorte (dicembre 2014) e dell’ amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè (novembre 2014). E’ giunto il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale. La luna di miele di Sorte e Farisè è
finita. Il servizio ferroviario regionale nonostante i proclami di questi mesi è ancora largamente insufficiente. Rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno, oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi, nelle ore di punta, è sceso in tre mesi, da marzo a giugno, dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Abbiamo
lasciato sei mesi di tempo all’asessore e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda, segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, il sud Lombardia.

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Sicurezza sui treni: la montagna della Lega partorisce il topolino

Dei pistoleri minacciati da Maroni e delle guardie giurate proposte dalla Lega ciò che rimane è un progetto di legge che finanzierà semplicemente corsi di formazione per i controllori a bordo treno. E’ proprio il caso di dirlo: la montagna ha partorito il topolino. Il testo della legge, in discussione in Commissione Trasporti, proposto dalla maggioranza volto a conferire alle guardie giurate specifiche potestà di controllo dei documenti e dei titoli di viaggio viene totalmente depotenziato. Dei vigilantes non c’è più traccia ma si parla solo di corsi di formazione per il personale già regolarmente formato e assunto dalle aziende e cosa peraltro prevista nella legge regionale del trasporto. Un provvedimento inutile e ridondante che dimostra quanto la Lega sia maestra a sparare alto, per cavalcare l’emotività e guadagnare qualche titolo di giornale, e poi, al momento opportuno, fare marcia indietro.

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Matrimonio tra Lombardia e Trenord prorogato di altri sei anni

Riconfermato il matrimonio tra Regione Lombardia e Trenord nonostante gli alti e bassi vissuti in questi anni e i risultati sulla carta non proprio soddisfacenti. Lo ha deciso la Giunta Maroni che con una delibera regionale ha voluto riaffidare per i prossimi sei anni il servizio di trasporto ferroviario regionale alla società lombarda nata nel 2009 e costituita da Fnm e Trenitalia. Fino al 2020, dunque, senza bando di gara e assicurando 2,7 miliardi di risorse regionali.
E’ un provvedimento sbagliato
 che premia un vettore che ha collezionato negli anni risultati non proprio entusiasmanti. È una proroga che arriva senza prima aver compiutamente valutato l’efficienza e l’efficacia del servizio e senza nemmeno aver preso minimamente in considerazione la possibilità di aprire un bando di gara a livello europeo per rendere più competitiva l’intera macchina. Per noi quella della gara era la migliore opzione. 

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