Archivi tag: terzo settore

A che punto è la riforma del Terzo Settore

associazionismoLa legge delega di riforma del Terzo settore (n. 106 del 6 giugno 2016) prevedeva l’emanazione di sette decreti entro il 2017. Il primo di essi – un decreto legislativo per la modifica della parte del Codice civile riguardante le organizzazioni senza scopo di lucro – non uscirà mai a seguito di apposita decisione del governo. Un altro decreto, ministeriale, su “vigilanza, monitoraggio e controllo” degli Enti di Terzo settore era previsto entro ottobre, ma ad oggi non è ancora uscito. Sono invece già usciti cinque decreti pubblicati tra marzo e settembre 2017 (i primi quattro legislativi, il quinto del presidente della Repubblica). Si tratta, in ordine di tempo, dei decreti su: Servizio civile universale, Cinque per mille, Impresa sociale, Codice del Terzo settore e statuto della Fondazione Italia sociale. Ma per rendere la riforma del Terzo settore davvero funzionante in ogni sua parte ci sarà bisogno di alcune decine di atti normativi che richiederanno, sulla carta, tutto il 2018. Mi auguro che si proceda speditamente a completare una riforma che tutto il mondo del terzo settore attende.

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Bando volontariato: scadenza 15 dicembre

volontariatoFinalità: sostenere quelle organizzazioni di volontariato e quelle nuove forme di associazionismo che attraverso l’attivazione di esperienze di cittadinanza attiva siano in grado di promuovere il protagonismo dei cittadini nella presa in carico dei problemi della comunità per l’interesse generale. L’ammontare massimo del costo di progetto è pari a € 75.000,00; Il contributo richiesto non può essere superiore a € 50.000,00 e comunque non superiore al 70% del costo del progetto, e inferiore a € 25.000,00.

Beneficiari: Il soggetto capofila dovrà essere un’organizzazione di volontariato iscritta al Registro regionale del volontariato della Lombardia (sezioni regionale e provinciali). I progetti dovranno essere presentati da una rete composta da almeno quattro soggetti (il soggetto capofila con almeno altre tre organizzazioni di terzo settore). I soggetti partner possono essere: organizzazioni di volontariato iscritte al Registro regionale della Lombardia (sezioni regionale e provinciali) del volontariato; organizzazioni di volontariato non iscritte al Registro regionale della Lombardia purché rispettino i requisiti della legge 106/16 e/o della l.r. 1/2008 (ex l.r. 22/1993); Cooperative sociali e consorzi di Cooperative sociali; Associazioni di promozione sociale; Associazioni Dilettantistiche sportive; Fondazioni; Associazioni senza scopo di lucro e associazioni di solidarietà familiari iscritte al Registro regionale della Lombardia (sezioni regionale e provinciali); Organizzazioni iscritte all’albo nazionale delle ONG; Enti ecclesiastici e religiosi.

Scadenza: 15 dicembre 2017 entro e non oltre le ore 12.00

Link: http://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/35429235-db3d-4411-9afb-118766861420/Bando+2018+volontariato+PW4.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=35429235-db3d-4411-9afb-118766861420

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Riforma del Terzo Settore, tra un anno e mezzo traguardo raggiunto

Terzo settore riformaIl cerchio non è ancora chiuso. Bisognerà aspettare l’inizio del 2019 quando diverrà operativo il nuovo Registro unico del Terzo settore, una delle travi maestre del nuovo ordinamento. 
Sulla tabella di marcia del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono segnati 39 provvedimenti: 12 riferiti all’impresa sociale, 26 al Codice del Terzo settore a cui si aggiunge la nuova regolamentazione del 5 per mille. A cui si aggiungerà un primo tagliando che il Governo dovrà staccare entro un anno dall’entrata in vigore della delega e che verosimilmente modificherà in alcune sue parti specifiche la riforma. In testa alle priorità c’è la redazione della Linee Guida e il susseguente bando da 60 milioni del Fondo per i progetti innovativi. Fondi che saranno destinati agli enti associativi e non alle imprese sociali. C’è poi il tema della formazione del Consiglio nazionale del Terzo settore che dovrebbe nascere in autunno. Nel frattempo la Presidenza del Consiglio insieme al ministero del Lavoro (che però non sarà l’unico ministero coinvolto) daranno vita alla cabina di regia incaricata di supervisionare l’impianto di programmazione delle attività del mondo del Terzo settore che dovrà, su una serie di provvedimenti attuatiivi, rilasciare un parere.

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Approvata la legge sulle badanti

È stato approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale la prima legge della Regione Lombardia sulle badanti. Da oggi l’assistenza familiare diventa un elemento della rete dei servizi alla persona, con la collaborazione di Comuni, del Terzo Settore e della Regione. Ecco che cosa cambia: La Regione promuoverà corsi di formazione per le badanti di 150/200 ore che rilasceranno l‘Attestato di Competenza di Assistente Familiare, dando dignità e professionalità al loro lavoro, aprendo a nuove occasioni di lavoro anche per giovani italiani. Vengono istituiti gli Sportelli territoriali per l’Assistenza Familiare e creati i Registri territoriali degli Assistenti Familiari e saranno introdotti sostegni economici in favore delle famiglie. Gli Sportelli avranno compiti di gestione dei Registri, di ascolto e valutazione dei bisogni delle famiglie in cerca di badanti, aiutandole nella scelta più appropriata, e forniranno informazione su qualunque aspetto riguardi le procedure di assunzione. Oggi le badanti in Lombardia sono circa 200mila e i due terzi lavorano in nero. Abbiamo finalmente messo alcune regole ma soprattutto abbiamo dato un aiuto alle famiglie a sentirsi meno sole nel momento in cui hanno bisogno di un’assistenza continuativa per i propri congiunti disabili o anziani non autosufficienti. I contributi alle famiglie più fragili, che la Regione dovrà definire in fase attutiva, saranno per il 2015 nell’ordine di 150 euro al mese.

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10 aprile: convegno del Collegamento del Volontariato sulla riforma del Terzo Settore, con la relatrice della legge Donata Lenzi

Oltre 8 milioni di persone in Italia, tutti i giorni, operano silenziosamente per migliorare la qualità della vita di tutti. È l’Italia del volontariato, della cooperazione sociale, dell’associazionismo no-profit, delle fondazioni e delle imprese sociali. Questo terzo settore, nella realtà il primo, “tiene duro”, e non permette la frammentazione sociale nemmeno nei momenti di crisi, grazie al forte senso di appartenenza alla comunità nazionale che riesce a trasmettere. Le linee guida di riforma del terzo settore contengono un’importante novità: si è finalmente posto al centro il civile, il sociale in senso ampio.
Per la prima volta la legge offre l’opportunità per far crescere la partecipazione dei cittadini e di valorizzare il terzo settore nel rapporto con gli Enti Pubblici.Il Collegamento Provinciale del Volontariato Mantovano promuove questo incontro per discutere e confrontarsi sul percorso di riforma e sulle sue possibili ricadute a livello nazionale e locale, sulle sfide e le opportunità che possiamo e dobbiamo cogliere, essendo direttamentecoinvolti nel processo di riscrittura normativa.

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Riforma del Terzo Settore: approvato il testo in Commissione Affari Sociali della Camera

Se alla conclusione dell’iter la Camera approverà il testo, si passerà al Senato per l’ulteriore necessaria approvazione prima che diventi legge. In ogni caso si tratta di una legge delega: si stabiliscono cioè solo i principi generali, e toccherà poi al Governo, con suoi decreti legislativi, entro un anno dall’approvazione della legge, fissare le regole nel dettaglio. Solo allora cominceranno a vedersi le conseguenze della Riforma sulla vita quotidiana degli enti non profit. Secondo il sottosegretario al welfare Bobba,il testo uscito dalla Commissione “definisce finalmente il perimetro degli enti del Terzo settore superando il regime concesso”, introduce Codice unico per gli enti non profit e Registro unico del Terzo Settore.

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Riforma del Terzo Settore: chiarito nella legge cosa è terzo settore

La Commissione Affari Sociali della Camera ha adottato il testo definitivo dell’art.1 della Riforma del Terzo Settore, intitolato “Finalità e oggetto” (della riforma). E’ stato delineato con chiarezza cosa si intende  per Terzo Settore al comma 1. Adesso è specificato che per Terzo Settore si intende «il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche e solidaristiche che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale realizzati anche attraverso forme di mutualità, in attuazione del principio di sussidiarietà. Una volta approvati tutti gli articoli, il testo arriverà alla Camera. Servirà a quel punto l’approvazione della Camera, e poi quella del Senato . Sarà allora pronta la legge delega, cioè le indicazioni di massima per il governo che, a quel punto, dovrà emanare i decreti legislativi, scendendo nel dettaglio della norma.

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Cascina Triulza, Padiglione della Società Civile a Expo 2015 si presenta al consiglio

Durante e dopo l’Esposizione Universale, il Padiglione della Società Civile e del Terzo Settore diventerà un hub di riferimento per le reti locali e internazionali della Società Civile; un cantiere permanente di idee, di proposte e di attività per contribuire a sviluppare il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e costruire in collaborazione con le istituzioni e gli operatori economici iniziative e progetti per un futuro più equo e sostenibile. A gestire gli spazi e il programma culturale del Padiglione sarà Fondazione Triulza, un’organizzazione non profit a cui
aderiscono 62 tra le principali reti italiane del Terzo Settore. Il progetto è declinato attraverso quattro direttrici tematiche: 1) dar voce a chi non ha voce; 2) promuooovere protagonismo; 3) avere, vivere e tradurre esperienze; 4) dialogare per costruire futuro. Già 254 sono gli eventi inseriti in calendario e altri ancora saranno selezionati.

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Finalmente il servizio civile regionale

associazionismoEra ora! L’avevo sollecitato parecchie volte! Finalmente, govedì 6 novembre 2014, durante l’incontro, in VII Commissione Formazione, con l’assessore regionale al Lavoro Aprea, proprio sul tema dell’utilizzo dello strumento Garanzia Giovani, è stato annunciato che , entro la fine di novembre, verrà pubblicato il bando per il servizio civile regionale collegato a Garanzia Giovani, una misura attesa e finora non attivata in Lombardia. La dotazione finanziaria è di 7,5 milioni di euro e permetterà ad un elevato numero di ragazze e ragazzi, di fare l’esperienza del servizio ciile. Avevo insistito molto su questa misura, d’altronde già prevista nel programma e nella relativa dotazione finanziaria di Garanzia Giovani, perchè può coniugare la solidarietà ad uno sbocco lavorativo nel mondo del no profit.

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Richiesta di reintegrare il Fondo Sociale per l’assistenza

Il Consiglio Regionale della Lombardia,

Premesso che

 la richiesta di interventi sociali nella nostra regione è sempre maggiori e più complessa, anche alla luce dell’insorgere di nuovi bisogni e  nuove fragilità espresse dalle famiglie, in relazione ai profondi mutamenti della struttura demografica e sociale della popolazione lombarda;

 stiamo assistendo in questi anni ad una progressiva contrazione dei trasferimenti statali destinati al sociale e al totale azzeramento di alcuni di questi (come ad esempio il Fondo Servizi Infanzia, Fondo Inclusione immigrati) in una fase dove gli enti locali, già in forte sofferenza, devono far fronte ai bisogni di una fascia sempre più alta di popolazione che si sta confrontando con i problemi posti dalla mancanza di reddito e dalla convivenza con nuove forme di fragilità;

 considerato che

 il Fondo Sociale regionale è lo strumento economico con cui la Regione Lombardia sostiene la rete dei servizi sociali e nello specifico consente ai Comuni, attraverso gli Uffici di Piano, di  programmare e coordinare  le unità di offerta afferenti alle aree minori, disabili e anziani, intervenire sulle fasce svantaggiate della popolazione, oltre che di rispondere e fronteggiare le situazioni di difficoltà che hanno colpito e colpiscono le famiglie anche al di fuori delle consuete tipologie del bisogno;

 la progressiva decurtazione del Fondo Sociale Regionale – che dai 91 milioni di euro del 2008 è crollato ai 58 milioni di quest’anno – sta da tempo inficiando quelle politiche di maggior qualificazione dei servizi e di maggior personalizzazione degli interventi sulle quali avevano investito negli ultimi anni gli Enti locali e il Terzo Settore, con il rischio di non dare più continuità a questa dimensione importante della qualità delle prestazioni, di portare ad una  diminuzione delle stesse prestazioni nonché ad un aumento delle tariffe a carico degli utenti;

 impegna la Giunta regionale

a dare la priorità alle politiche sociali in sede di assestamento di bilancio – anche in conformità agli obiettivo del Piano Socio Sanitario Regionale in vigore –  ripristinando le risorse del Fondo Sociale regionale a settanta milioni di euro riportandolo così almeno al livello di stanziamento del 2013.

 

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