Archivi tag: stop al consumo di suolo

Consumo di suolo: il pasticcio della legge

Lo avevamo detto che la legge era un pasticcio e adesso i fatti ci danno ragione. Se i comuni non possono approvare varianti al proprio Pgt per ridurre il consumo di suolo da subito perché la Regione non lo permette, ma potranno farlo solo tra qualche anno, significa che il provvedimento è inadeguato. L’aspetto surreale di tutta questa vicenda è che  in Commissione Territorio sono stati presentati i dati ufficiali di consumo di suolo in Lombardia: il quadro delineato è drammatico parliamo infatti di 670 milioni di metri quadri di suolo consumato, oltre 100 milioni in più rispetto alle stime precedenti. Di questi 53 milioni derivano dall’88% dei pgt comunali approvati mentre 14 milioni sono i residui previsti all’interno dei vecchi prg. Un dato che aumenterà nei prossimi mesi visto che mancano all’appello ancora 180 comuni. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: la legge regionale, nata per contrastare l’abuso del suolo, incentiva il consumo nei prossimi anni mentre, paradossalmente, mette un freno ai comuni più virtuosi che, in autonomia, già oggi, vorrebbero modificare il proprio pgt. Un’assurdità che cercheremo di correggere.

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Banca della terra: si preserva suolo agricolo e si crea lavoro

banca della terraApprovata la legge sulla Banca della terra, che  va nella direzione di presidiare i territori abbandonati e preservarli per l’uso agricolo, creando un’attenzione sempre più alta verso aree che spesso sono la causa del dissesto idrogeologico, proprio perché non curate. E nel contempo dà la possibilità di offrire lavoro ai giovani che hanno voglia di dedicarsi all’agricoltura e potrebbero coltivare questi terreni, pur se non provengono da famiglie di agricoltori o che hanno terreni di proprietà. Il punto è proprio utilizzare terreni che sono stati lasciati a se stessi, iniziativa già partita in Liguria, Toscana, Emilia Romagna e ora avviata anche in Lombardia. Noi non potevamo che essere favorevoli poiché va nella direzione giusta di mettere in sicurezza il territorio e di creare occasioni di lavoro. Anzi,  l’ideale sarebbe stato che il Consiglio approvasse una legge sul consumo di suolo come la intendevamo noi e subito dopo la banca della terra, perché la seconda è il rovescio della medaglia della prima. Invece, da un lato si è votato per urbanizzare sempre di più, dall’altro per recuperare terreni abbandonati a scopo agricolo. Se fossimo andati nella stessa direzione della banca della terra anche con il consumo di suolo, in futuro avremmo avuto una Lombardia veramente green e preservata dalla cementificazione e dai futuri dissesti.

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Legge mangiasuolo: dopo i disastri di questi giorni inevitabile un ripensamento della maggioranza

Dopo i disastri di questi giorni, in cui gran parte della Lombardia deve far fronte ai danni provocati da anni di abuso del territorio, una svolta su questo fronte è più che mai necessaria. Da domani inizia la  tre giorni di discussione sul progetto di legge di contrasto sul consumo di suolo  in Consiglio regionale. Non siamo disposti ad accettare soluzioni al ribasso. Questa legge è inadeguata e le innumerevoli esondazioni di questi giorni chiedono impegni stringenti, pertanto invitiamo Maroni e la sua maggioranza a ripensarci. Tre sono i punti più pericolosi dell’articolato, su cui daremo battaglia: non si può pensare di  rinviare lo stop al consumo di suolo a quando saranno esauriti i piani di governo esistenti, ed è sbagliato partire con una proroga di tre anni, come recita la norma transitoria. Inoltre, non si possono escludere strade e autostrade e le infrastrutture in genere dal computo del consumo di suolo, come invece intende fare il centrodestra. Occorre fermare l’espansione continua dei centri urbani, l’erosione delle aree agricole e verdi e l’impermeabilizzazione del suolo.

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Ultimo appello per lo stop al consumo di suolo

É proprio in giornate come questa, in cui mezza Lombardia é sott’acqua e i disastri provocati dalla piogge aumentano con il passare delle ore, che appare evidente come sia necessaria una svolta radicale nell’utilizzo del suolo. Quale che sia la ragione che comporta l’impermeabilizzazione di un terreno oggi naturale deve essere più che mai valutata con estrema attenzione. É da questo principio che bisogna partire per fare una buona legge sul consumo di suolo. Mancano solo  pochi giorni dall’approvazione del progetto di legge sul contrasto al consumo di suolo, da noi invece definito mangia-suolo, previsto per la prossima settimana in Consiglio regionale, e rivolgiamo quest’ultimo appello alla maggioranza ad accogliere le nostre modifiche.

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Consumo di suolo: maratona in Consiglio

consumo suolo 2La legge mangia-suolo prosegue il suo iter e nessun dubbio sull’indecenza di questa norma sfiora la maggioranza. Si è conclusa infatti questa settimana la discussione generale sulla nuova legge che dovrebbe ridurre il consumo di suolo in Lombardia. La maggioranza ha ribadito la necessità di non introdurre limiti immediati e troppo vincolanti, le minoranze hanno sottolineato i rischi di una normativa che rinvia ogni reale decisione di almeno tre anni e rischia così di incentivare le costruzioni e il conseguente consumo di suolo. Per la prossima settimana sono state convocate ben tre sedute consecutive del consiglio dalle 10 alle 24 per esaminare gli oltre 3300 emendamenti presentati. Si annuncia una lunga maratona. E non si intravede, al momento, nessuna apertura della maggioranza a nostre proposte migliorative del testo.

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Consumo di suolo: ogni giorno sottratti ai campi 112.000 metri quadrati

Devo segnalare un ulteriore episodio di chiusura alle nostre richieste di contenere il consumo di suolo.  L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, nella quale sono Capogruppo del PD, si è riunita con all’ordine del giorno il parere consultivo sulla legge sul consumo di suolo. Ma il provvedimento è già stato votato e approvato  in V Commissione Territorio e al presidente dell’VIII non è rimasto che informare i consiglieri dello stralcio del punto dal programma della seduta. Eppure la legge regionale 25/2011 ha introdotto nel Testo unico sull’agricoltura della Lombardia l’articolo 4-quater, il quale si apre con l’enunciazione “la Regione riconosce il suolo quale bene comune”, quindi nostro parere avrebbe dovuto essere fondamentale. Ma la maggioranza ha deciso di andare come un treno su una legge che non abbiamo esitato a definire mangia-suolo. Ricordo solo che dai dati Ersaf è emerso che, a partire dagli ultimi 13 anni, ogni giorno vengono sottratti, in Lombardia 112mila metri quadri di terreno. E che durante le audizioni i primi a bollare come disastroso il progetto di legge sono stati i costruttori dell’Ance. Insomma, quella che la maggioranza di centrodestra vuole votare è la pezza, che è molto, molto peggio del buco.

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No alla legge mangia-suolo

Abbiamo presentato oltre 1000 emendamenti contro la “legge mangia suolo” della maggioranza. La nostra opposizione non mira a bloccare una legge che la Lombardia aspetta da dieci anni, ma vogliamo evitare che si approvi un testo sciagurato.
Abbiamo presentato oltre 1000 emendamenti per dimostrare la nostra contrarietà ad un provvedimento che non frena l’abuso del suolo lombardo, ma incentiva i privati a consumarlo nei prossimi 3 anni.Non siamo i soli a sostenerlo ma tutti i soggetti interessati hanno espresso forte contrarietà a questo testo: dall’Ance a Legambiente e da ultimo l’associazione dei comuni lombardi. E’ irricevibile un testo che invita nei prossimi 36 mesi a costruire nelle aree edificabili ancora verdi, – parliamo di 600milioni di metri quadrati in tutta la Lombardia -, ed è inefficace rispetto alle riqualificazioni e alle ristrutturazioni che invece costituiscono il futuro del rilancio del comparto edilizio anche in Lombardia.
Questo progetto di legge è un compromesso al ribasso, frutto di una conflittualità tutta interna alla maggioranza. E presenta una contraddizione in termini. Perché il contrasto al consumo di suolo sta solo nel titolo, mentre il dispositivo apre di fatto alla cementificazione. Senza intervenire e investire sull’unico punto  che riteniamo fondamentale per una normativa davvero efficace: la rigenerazione urbana come volano per la ripresa dell’edilizia.

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Legge scandalo sul consumo di suolo

Quella della maggioranza è una scandalosa legge pro consumo di suolo. Come definireste altrimenti un testo che spinge i privati a costruire il prima possibile sui 600 milioni di metri quadrati di territorio lombardo già resi edificabili dai pgt comunali? Invece di tentare di ridurre l’abuso del suolo lo si incentiva chiedendo espressamente a chi interessato di presentare il prima possibile la propria richiesta di edificazione. Questo testo è altro rispetto alle proposte formulate dalla Giunta e dalla Lega, proposte certamente non rivoluzionarie ma che almeno lasciavano spazio alla discussione e all’ inserimento di elementi migliorativi.  Nel testo non sono previsti disincentivi al consumo di suolo: non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere l’uso del suolo. Al contrario, si incentivano costruttori ed immobiliaristi non solo in termini legislativi ma anche dando la possibilità di dilazionare il pagamento degli oneri. Il progetto di legge, infatti, lascia tre anni di tempo per presentare l’istanza di costruzione ed ulteriori dodici mesi per rendere esecutiva la convenzione attraverso delibera comunale. In caso di ritardo negli adempimenti da parte degli uffici, la Regione nel giro di sette giorni può nominare un commissario che esautora totalmente il comune e nella pratica di adozione e approvazione della richiesta.

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TAV Brescia-Verona:un enorme spreco di suolo

La nuova linea di Alta Velocità Brescia-Verona, così come è stata progettata, mi sembra un’opera inutile. Gridano vendetta poi, i tentativi di spostare il tracciato nel mantovano, ai quali mi sono sempre opposto, sia in Consiglio regionale, sia in Commissione, in quanto comportavano una totale devastazione dell’agricoltura e del paesaggio del’ Alto Mantovano, allungando il percorso di parecchi km. Personalmente ritengo che, più che buttare miliardi nell’alta velocità, bisognerebbe potenziare il trasporto ferroviario regionale e interregionale. Tuttavia, se proprio occorre velocizzare la linea, c’è una soluzione molto meno costosa e impattante anche nei confronti del territorio del Basso Garda. Come proposto da Legambiente, bisognerebbe prendere in considerazione l’ipotesi del quadruplicamento affiancato alla linea storica  in alternativa al tracciato approvato dal CIPE nel 2003 sul quale le amministrazioni comunali, le associazioni economiche ed ambientaliste hanno espresso parere contrario (l’ultimo in commissione ambiente della regione Lombardia il 30 gennaio scorso, nella quale ero presente ed ho avuto scontri pesanti con rappresentanti della destra). Con questa soluzione si  ridurrebbero  la lunghezza della tratta,  il consumo di suolo, l’impatto ambientale nelle delicate colline moreniche e nei vigneti di Lugana, i costi diminuirebbero e l’opera avrebbe un ruolo complementare e di integrazione con il trasporto dei pendolari ed Intercity. Il modello è quello tedesco per i territori densi di attività agricole e produttive: una velocità di 240 Km/h (più che sufficiente!) e più fermate lungo il tracciato. Ciò non farebbe felice la lobby dei grandi costruttori, ma sarebbe una soluzione a favore del bene pubblico.

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Il suolo agricolo un bene comune ( lo dice la legge lombarda); è ora di salvaguardarlo

La legge regionale 25/2011 ha introdotto nel Testo unico sull’agricoltura della Lombardia l’articolo 4-quater, il quale si apre con l’enunciazione “la Regione riconosce il suolo quale bene comune”. Per questo sosteniamo convintamente la protesta di Coldiretti Lombardia. Siamo la terza regione agricola europea e niente meglio di una buona legge regionale sul consumo di suolo può aprire la stagione di Expo, una stagione nuova attenta alla valorizzazione del territorio, dell’agricoltura e delle produzioni locali contro uno sfruttamento del territorio insostenibile sia a livello ambientale che economico. La legge stabilisce pertanto che la Regione debba considerare le aree rurali quali componenti fondamentali del sistema territoriale e ritiene che i problemi emergenti sul consumo di suolo agricolo debbano essere affrontati con adeguate politiche volte a salvaguardare la terra coltivata. Da qui, l’obiettivo di salvaguardare questo bene comune mediante l’elaborazione di politiche regionali per il contenimento del consumo di suolo agricolo capaci di orientare la pianificazione territoriale. Cosa che in Lombardia NON si sta facendo!

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