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L’inutile e costoso carrozzone che vuole Maroni

Maroni vuole a tutti i costi creare un nuovo carrozzone e non gli importa se tutte le funzioni dell’agenzia regionale sono già di competenza dell’Anac di Cantone. Oltre tutto costerà un mucchio di denaro pubblico per mantenerlo. Gli organismi di controllo ci sono già e hanno anche funzionato, ma le loro indicazioni non sono state ascoltate. L’Arac finirà per essere una solo un paravento, pagato a peso d’oro, per coprire l’incapacità politica di Maroni di cambiare il corso dei rapporti tra la sanità lombarda e interessi torbidi.

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Nutrie: quali risorse ci mette Regione Lombardia?

Ci siamo detti assolutamente in linea con Regione Lombardia sulla necessità di un’azione coesa e comune. Però a questo punto chiediamo una precisazione. Se i 150mila euro che la Giunta dice che sono a disposizione per l’eradicazione delle nutrie sono in più rispetto a quanto già previsto, non possiamo che essere soddisfatti e condividere anche in questo caso la scelta fatta da Regione Lombardia. Ma se si tratta degli stanziamenti 2015 finiti, per un errore contabile, nel bilancio 2016, allora non solo non ci basta, ma ci sembra pure in contraddizione rispetto a quanto va dicendo il presidente Maroni. Viene annunciato che per la lotta alle nutrie Regione Lombardia mette a disposizione 150mila euro dal proprio bilancio per il Piano regionale di contenimento ed eradicazione, ma non si spiega da dove vengono presi questi soldi. Vorremmo che la Giunta fosse più chiara perché quei soldi, più altri 75mila, approvati in fase di bilancio grazie a un emendamento, mentre noi chiedevamo in realtà 300mila euro in più e ci parevano ancora pochi, sono a bilancio, quindi nessuno deve metterli a disposizione perché lo sono già, come sanno bene anche gli enti locali destinatari. Sono invece d’accordo con la Giunta rispetto alla proposta di chiedere al Ministero della Salute l’autorizzazione a utilizzare un milione di euro destinati alla lotta al randagismo per combattere, invece, una piaga che sta facendo danni importanti a migliaia di coltivatori lombardi, nonché agli argini aumentando di molto il rischio idrogeologico.

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Maroni ci faccia il piacere di tacere almeno sull’agricoltura

Solo ieri, in Commissione Agricoltura, all’audizione di produttori e trasformatori sul prezzo del latte, si è parlato della questione delle quote latte, che è stata dichiarata estranea all’oggetto dell’audizione. Tuttavia, il presidente di Coldiretti Lombardia Prandini ha detto che il 95% dei produttori che hanno sforato ha pagato le multe, riconfermando che tutti devono pagarle, posizione che abbiamo sempre sostenuto come Pd. Siamo con il Ministro Martina che sta affrontando con serietà e competenza i problemi dell’agricoltura, caratteristiche che Zaia, come Ministro, non ha mai avuto. Maroni non si è mai occupato di agricoltura e ci stupisce questa sua uscita. Ci sembra solo la solita mossa propagandistica contro il Governo. Che pensi ai problemi veri dei lombardi e non a sollevare diatribe prive di qualsiasi senso.

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La fecondazione eterologa è compresa nei livelli essenziali di assistenza

Ora Maroni non ha più scuse. egione Lombardia-è stata l’unica ad aver deliberato che  la fecondazione eterologa dovesse essere  completamente a carico dei cittadini.  Il provvedimento, peraltro già oggetto di un ricorso,  ha creato così una grave discriminazione delle coppie  più disagiate ma il presidente Maroni ha sempre sostenuto che la scelta era legittima in quanto le prestazioni non erano previste nei Lea (Livelli essenziali di assistenza).  Con  il nuovo decreto del Governo che l’ha inserita nei Lea sarà costretto a tornare sui suoi passi. Il nostro auspicio  è che lo faccia subito,  in modo da restituire a migliaia di coppie  il diritto  a essere genitori.

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Fatto grave: per la prima volta la Commissione Sanità non dà il parere sul bilancio

La commissione sanità del Consiglio regionale non è stata in grado di esprimere il parere al bilancio regionale 2015 – 17, e per la prima volta dall’istituzione della Regione il bilancio sarà approvato dalla commissione bilancio senza essere stato discusso e valutato nella sua commissione più importante. È la conseguenza della mancanza del numero legale, dovuta a vistose assenze nei banchi della maggioranza. Quel che è successo è molto grave. Non è mai successo che il bilancio non sia discusso nella commissione sanità, che ne rappresenta l’80%. Avevamo molte domande da rivolgere al relatore e ai tecnici dell’assessorato. Evidentemente la maggioranza non è in grado né di discutere con l’opposizione né di tenere al proprio interno. Maroni si faccia qualche domanda, è inutile rivendicare il ruolo delle Regioni quando i suoi consiglieri non sono nemmeno in grado di presenziare a sedute fondamentali come quella di bilancio.

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Zero ticket? Si paga più di prima

Altro che zero ticket: zero risultati. Parliamo della  spesa per ticket in Lombardia e del primo intervento della giunta Maroni sui costosi ticket lombardi: l’estensione dell’esenzione dal ticket regionale sui farmaci per i cittadini over65, con l’aumento della soglia di reddito da 11 a 18mila euro. La misura è in vigore dal primo di aprile di quest’anno e nelle intenzioni della giunta, dichiarate a più riprese, avrebbe dovuto interessare 800mila lombardi e costare alla Regione 40 milioni di euro in termini di mancato introito.
Con i dati ufficiali messi a disposizione di Federfarma, abbiamo dimostrato che non solo i cittadini, nel loro complesso, non hanno pagato di meno, ma che addirittura la Regione ha finito per incassare di più.Facendo il confronto con i dati del 2013, nei cinque mesi di applicazione della misura i lombardi hanno versato alla Regione, attraverso i ticket sui farmaci, quasi due milioni in più (1.963.000 euro), che salgono a 2,44 milioni se si prendono in considerazione anche i primi quattro mesi dell’anno. In totale, dunque, la spesa per ticket del 2014, fino al mese di agosto compreso, ammonta a 172,341 milioni di euro, rispetto a poco meno di 170 milioni nello stesso periodo del 2013. Un dato in crescita, nonostante la misura “zero ticket”, propagandata dalla Regione con una campagna di comunicazione e di affissioni da 200mila euro.

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Caro Maroni, dì ai tuoi di pensare meno alle poltrone e più alla gente

 

lombardiaSiamo alle solite, non si parla di leggi, di bisogni delle persone, di riforme necessarie, ma solo di poltrone. Alla Lombardia, più che un rimpasto serve un progetto, una visione, obiettivi chiari e la capacità di realizzarli. Non è certo con un aggiustamento della giunta attuale che si può risolvere la situazione di stallo in cui si trova la Regione. Maroni ha fatto tante promesse, ma non è in grado di mantenere la parola data. Il rimpasto, dato ormai per certo, serve a cercare di tenere insieme una maggioranza vacillante che stenta a trovare sintesi sulle cose importanti, come la riforma della sanità o la legge sul consumo di suolo. E serve a Maroni, già indebolito da guai giudiziari che non promettono nulla di buono. Quel che ne deriva è la paralisi dell’istituzione, con il Consiglio che non si riunisce perché non ha leggi da discutere, e che addirittura fatica a comporre un’agenda credibile da qui a fine anno.

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Mantova finalmente guarda Expo

mantovaExpo 2015 sarà una straordinaria vetrina per la nostra produzione alimentare e la promozione della nostra cultura.  E a Mantova cosa succede?Che progetti ci sono per portare nel nostro territorio parte dei 20 milioni di visitatori previsti? Io avevo lanciato la proposta di fare la grande mostra di Giulio Romano. Sgarbi al convegno promozionale con Maroni ha proposto il museo della Follia punterebbe a ospitare un’opera di Van Gogh ed altre di Ligabue e Ghizzardi, mentre la nostra città potrebbe diventare una delle stazioni musicali, in quanto patria della musica rinascimentale con Monteverdi e Frescobaldi, assieme a Cremona, del festival Mi-To, prolungato di 15 giorni proprio in coincidenza con l’Expo. Per il resto abbiamo già una città il cui intero centro storico è sito Unesco, con Palazzo Ducale ( inserito tra i 20 grandi musei italiani) e Mantegna, Palazzo Te e Giulio Romano e le opere di Leon Battista Alberti. Come ha ricordato anche Maroni, Mantova è un luogo unico al mondo.

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