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Inaccettabile disservizio al punto prelievi di Viadana

 

marco 15Ho depositato subito un’interrogazione all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera sui disservizi che dall’inizio di aprile si verificano al centro prelievi di Viadana. Con la scadenza della convenzione con la cooperativa che effettuava i prelievi, a cui si aggiunge un problema al sistema informatico, non solo si stanno verificando consistenti disagi per i cittadini che necessitano del prelievo, ma i problemi si stanno riversando sul personale e di conseguenza anche sui pazienti in cura negli altri ambulatori dello stesso presidio. Inoltre è da segnalare l’incomprensibile diversità di gestione del punto prelievi tra Viadana e la confinante Casalmaggiore. Infatti a Casalmaggiore, scaduto l’appalto, le tre lavoratrici dell’ex cooperativa sono state assunte tramite un’agenzia e continuano a prestare il proprio servizio. A Viadana invece le due lavoratrici sono state licenziate, con il risultato di avere un grave disservizio per la cittadinanza. Occorre intervenire subito e ripristinare le condizioni perchè il punto prelievi, molto frequentato, ritorni efficiente. Consiglio di fare come a Casalmaggiore, dove non si ha avuto nessun problema. Questa situazione è inaccettabile ed è frutto della costante riduzione di personale e di servizi sul territorio dell’Oglio Po, che doveva invece essere essere potenziato anche per la presenza di un ospedale troppo a lungo dimenticato dalla Regione. Chiediamo a Gallera di intervenire per risolvere l’ennesimo problema generato da una riforma abortita, che doveva portare la sanità più vicina al cittadino, e invece sta creando solo disservizi e confusione sul territorio.

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Oglio Po: il Ministro smentisce la Regione..le bugie hanno le gambe corte

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin smentisce la Regione sulla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l’anno, tra cui l’ospedale dell’Oglio Po. Lo fa con una dichiarazione alle agenzie di stampa con la quale ribadisce che il ministero “non può imporre alcuna chiusura dei punti nascita” e che “il Comitato nazionale percorso nascite ha espresso un parere tecnico sulla scorta della documentazione fornita dalla Regione Lombardia, e con un confronto con i tecnici della Regione in base a quei documenti”.

È quanto abbiamo sostenuto anche noi consiglieri del PD Marco Carra e Agostino Alloni. Le bugie hanno le gambe corte ed è finalmente chiaro che l’Oglio Po può essere difeso e anche valorizzato con degli investimenti mirati da parte della Regione. Lo chiede il territorio, anziché fare polemiche e inventarsi imposizioni romane la giunta Maroni cominci a fare quel che il territorio dell’Oglio Po richiede da anni.

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Un errore la chiusura del punto nascite dell’ospedale Oglio Po

Maroni non faccia il furbo e si assuma le sue responsabilità. L’organizzazione della sanità è di competenza regionale, non faccia scaricabarile su Roma. Come Maroni sa benissimo, quella di chiudere i punti nascite al di sotto dei 500 parti annui, è una decisione presa dal Governo Berlusconi, di cui lui era ministro, poi confermata dall’intesa tra Stato e Regioni. Per la Lombardia l’ok venne dato dall’allora assessore alla Salute il leghista Luciano Bresciani. Nel 2015, su insistenza del Pd, il Governo Renzi ha introdotto la possibilità di prevedere deroghe per casi particolari. Se Maroni avesse voluto, avrebbe avuto tutto il tempo di risolvere la questione dell’Oglio Po, anche perché è in possesso di tutti gli standard di sicurezza, compresa la terapia intensiva attiva ventiquattro ore al giorno e ci sono buoni motivi per ritenere che con adeguati investimenti sul personale ostetrico e il corretto presidio dei consultori territoriali il numero dei parti aumenterebbe considerevolmente, recuperando le tante persone che oggi si recano a partorire fuori regione.

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Le promesse non mantenute di Regione Lombardia sulla sanità di Bozzolo e Oglio Po

La mozione del Consiglio Provinciale sulle tematiche del POT di Bozzolo e sull’Ospedale Oglio Po, approvata all’unanimità. richiama la Regione alle proprie responsabilità e allo scandalo delle promesse non mantenute, anche se fatte con atti ufficiali, che dimostra il menefreghismo della maggioranza verso quei territori. Sul POT di Bozzolo rammento che già il 23 dicembre 2014 il consiglio regionale ha bocciato a maggioranza un mio emendamento al bilancio 2015-17 che lo inseriva nella programmazione finanziaria. Il 27 aprile 2015, rispondendo a una mia interrogazione in Commissione, l’allora assessore Mantovani ci ha assicurato che entro il 2015 anche il POT di Bozzolo sarebbe stato finanziato, rientrando nelle strutture che, secondo la strategia di programmazione regionale, avrebbero dovuto essere riqualificate a partire dalla terza fase del piano. Infine il 29 luglio 2015 doveva esserci finalmente l’ufficialità del finanziamento. Infatti l’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia mi chiedeva in Aula, durante la sessione di assestamento del bilancio, di ritirare il mio emendamento per inserire l’impegno di spesa del POT di Bozzolo all’interno del fondo di 200 milioni di euro destinato all’edilizia sanitaria. Tutto è restato lettera morta. Dire che occorre razionalizzare la rete degli ospedali e poi non finanziare gli adeguamenti delle piccole e medie strutture per trasformarle in presidi territoriali è un controsenso. Con il PoT unito alla Riabilitazione, l’Ospedale di Bozzolo trova una propria vocazione e diventa presidio sanitario di fondamentale importanza per un’ampia parte del territorio tra il mantovano e il cremonese, collegandosi più direttamente anche all’Ospedale Oglio Po. E anche sull’Ospedale, numerose sono state le promesse non mantenute. Regione è stata invitata più volte a prendere coscienza sia delle criticità della situazione socio-sanitaria territoriale che dell’importanza strategica dell’Ospedale Oglio Po, inteso come ospedale per acuti, la cui funzione viene costantemente minacciata dalla politica dei mancati investimenti strutturali e dalla drastica riduzione, ormai ai limiti dell’operatività, degli organici medici ed infermieristici. A fronte di questi appelli  siamo stati rassicurati più volte su un potenziamento della struttura mentre nel contempo vediamo, al contrario, un depauperamento costante nel disinteresse di chi governa la Regione. Non dimentichiamo infine i tagli operati dall’Asl negli scorsi anni che hanno depotenziato i servizi, in particolare a Campitello, costringendo i cittadini a notevoli disagi

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