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Maroni e la Terzi si mettano d’accordo su quanti parchi vogliono

Maroni e la Terzi si devono mettere d’accordo: uno vuole che i parchi coincidano con i Cantoni, quindi da 24 dovrebbero diventare 8, l’altra si aspetta che siano i gestori stessi a proporre il numero e la dimensione delle nuove aggregazioni. È fondamentale saperlo mentre stiamo affrontando il progetto di legge sulla riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio. Delle due l’una: o Maroni ha già deciso e quindi non ha senso proseguire una discussione su un provvedimento per altro già calendarizzato per il 25 ottobre, oppure, il presidente faccia una passo indietro e noi continuiamo a discutere il progetto di legge presentato. Dopo una marea di audizioni con tutti i soggetti interessati e preoccupati di quello che cambierà in vista delle aggregazioni richieste dal progetto della Giunta, dobbiamo cominciare a entrare nel vivo della discussione del pdl e come Gruppo Pd abbiamo posto il problema. Se l’idea dell’assessore Terzi è di favorire l’integrazione tra le diverse aree regionali protette, d’altra parte il suo presidente Maroni ha già definito che le aggregazioni dovranno essere solo 8.

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No discariche rifiuti nelle colline moreniche

La discarica che la società Ambientalgeo intenderebbe realizzare in Cava Pirossina, di cui è proprietaria, in comune di Castiglione delle Stiviere, è stata al centro di un’interrogazione a risposta immediata discussa  in Consiglio regionale, e presentata da me. Ho ripercorso tutta la vicenda sin dalla prima autorizzazione della Regione alla discarica di rifiuti nel 1997, poi bloccata dal Tar e dal Consiglio di Stato, ricordando che la Provincia di Mantova  ha predisposto e inviato alla Regione, l’11 novembre 2015, la ‘Relazione di dettaglio sullo stato di attuazione del Prgr – Aree idonee e non alla localizzazione degli impianti, in cui aveva chiesto di applicare il criterio escludente anziché penalizzante per la zona di ricarica degli acquiferi profondi relativamente alla costruzione di nuove discariche di rifiuti pericolosi e non, o varianti sostanziali a quelli esistenti che implichino consumo di suolo. Ma proprio su questo l’assessore all’Ambiente Terzi, che ha risposto alla question time, pur condividendo le preoccupazioni del territorio, ha detto che “se le Province individuano le aree idonee, è necessario che ci sia un’attivazione forte e precisa che si fondi su criteri oggettivi, anche per resistere eventualmente nelle opportune sedi giudiziarie. Insomma, per l’assessore non si può indicare tutta la provincia come escludente, ma servono indicazioni più circostanziate. Invece per me queste zone dovrebbero essere generalmente escludenti e non penalizzanti, proprio in quanto zona di ricarica degli acquiferi profondi. A questo punto, spero che la vicenda si chiuda bene, vista anche la volontà politica dell’assessore. Perché è giusto che Regione Lombardia sappia che la costruzione di questa nuova discarica non sta bene a tutti i cittadini e alle imprese del territorio, che operano soprattutto in campo agroalimentare e sarebbero fortemente a rischio per la presenza di una discarica di rifiuti speciali. Ma aldilà delle mie convinzioni, colgo positivamente la volontà di accoglimento delle integrazioni della Provincia che evidenzino le specificità e criticità della zona, che è molto vasta, essendo interessati a queste falde 100mila mantovani. Questo aspetto può essere davvero la pietra tombale sulle discariche di rifiuti alla Pirossina.

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