Archivi tag: assessore mantovani

Flop dello sbandierato taglio dei ticket sui farmaci

Doveva essere un sollievo dal ticket farmaceutico per 800mila lombardi, lo è stato per 75mila. Meno di un decimo. I lombardi avrebbero dovuto pagare 40 milioni in meno e invece hanno pagato 6,7 milioni in più. Sono queste le misure del flop del provvedimento della Regione Lombardia chiamato pomposamente “Zero Ticket” e pubblicizzato con una campagna costata quasi 300mila euro nel corso del 2014. I dati relativi al periodo 1 aprile 2014 – 31 marzo 2015 sono stati resi noti  dall’assessore Mario Mantovani che ha risposto ad una interrogazione del Pd. Il ticket farmaceutico è una voce della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini e costa in media ad ogni lombardo 3,22 euro per ogni acquisto in farmacia. È la quota più alta in Italia. È un flop clamoroso e i dati di un anno lo dimostrano. Annunciano un nuovo taglio? Speriamo sinceramente che questa volta sia effettivo ed efficace. La strada giusta è quella che indichiamo da tempo: esentare i lombardi con redditi inferiori a 30mila euro da tutti i ticket regionali e oltre quella soglia modularli per fasce di reddito, tenendo i livelli attuali solo per la fascia più alta.

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Passo indietro della Regione, nelle sagre e nelle feste di paese non sarà necessaria l’assistenza fissa di un’ambulanza

Un’ambulanza per ogni sagra e ogni festa pubblica, anche la più piccola? La Regione precisa e fa un parziale passo indietro: è solo un’indicazione, non una prescrizione. L’allarme era stato lanciato dalle associazioni di volontariato dopo che una delibera regionale dell’ottobre scorso stabiliva, diversamente dall’accordo Stato Regioni, l’obbligatorietà per gli organizzatori di tutte le sagre e le feste di richiedere, a proprie spese, il servizio di assistenza all’Areu, l’azienda regionale dell’emergenza e urgenza. La precisazione è stata fatta dall’assessore regionale alla Salute Mario Mantovani che questa mattina ha risposto in Aula a un’interrogazione che ho presentato. Una o più ambulanze saranno ovviamente previste per le manifestazioni di media e grande dimensione, mentre per le realtà più piccole, di dimensione locale e con un afflusso limitato di persone, la richiesta di assistenza sarà discrezione degli organizzatori. Sagre, mercatini e feste servono alla rete di associazioni, oratori e polisportive per sostenersi e per fare del bene. Parliamo di realtà territoriali che non hanno quasi mai un patrimonio alle spalle e che utilizzano queste iniziative come fonte primaria di autofinanziamento. Noi siamo per la sicurezza, ovviamente, ma gli accordi presi a livello nazionale sono già rigorosi sotto questo profilo e non si capiva perché solo in Lombardia dovesse valere una normativa più pressante, che per le realtà più piccole può essere eccessivamente penalizzante. La precisazione dell’assessore ristabilisce un equilibrio.

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Quest’anno al via il progetto del Presidio Ospedaliero di Bozzolo

Avevo presentato un’interrogazione per sapere quali sono state le motivazioni alla base dell’esclusione di Bozzolo dalla sperimentazione, stabilita da una delibera di Giunta dello scorso anno, e quali i tempi per l’approvazione del finanziamento necessario per la realizzazione del POT mantovano.Infatti, la strategia di programmazione di Regione Lombardia sulla riqualificazione delle strutture esistenti per dare avvio ad un’evoluzione della rete ospedaliera regionale attraverso un modello di presidio territoriale ha previsto tre fasi e nelle prime due non era stata ricompresa quella di Bozzolo. Bozzolo non era stato ammesso al finanziamento iniziale in quanto non ritenuta prioritaria la sua ristrutturazione.  L’assessore Mantovani ci ha assicurato oggi che entro il 2015 anche il POT di Bozzolo sarà finanziato, rientrando nelle strutture che, secondo la strategia di programmazione regionale, avrebbero dovuto essere riqualificate a partire dalla terza fase del piano. Attendiamo dunque fiduciosi, certi che una struttura territoriale così importante per il mantovano, unico progetto approvato da Azienda Ospedaliera e Asl per la sperimentazione, presto potrà contare su una nuova sistemazione e su servizi più innovativi.

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Ancora fumata nera per l’ospedale di Bozzolo

La mancanza dell’assessore Mantovani ieri in Commissione Sanità, che avrebbe dovuto rispondere, tra l’altro, all’interrogazione sull’unico presidio territoriale di Mantova previsto, ossia quello di Bozzolo, ci lascia stupiti. L’improvvisa cancellazione della seduta con l’audizione calendarizzata già da giorni, sarebbe frutto di un impegno a cui il titolare della Sanità lombarda avrebbe dovuto prender parte in sostituzione al presidente Maroni. Lo stile disinvolto di un assessore che cancella una Commissione con all’ordine del giorno punti importanti come questo, all’ultimo momento, non dimostra grande attenzione verso le istanze che provengono dal territorio. Ora ci aspetta un’attesa ulteriore di una settimana, prima di avere notizie certe sul futuro di Bozzolo. Ho infatti presentato un’interrogazione per sapere quali le motivazioni alla base dell’esclusione di Bozzolo dalla sperimentazione, stabilita da una delibera di Giunta per alcune strutture della rete ospedaliera,  e quali i tempi per l’approvazione del finanziamento necessario per la realizzazione del POT mantovano. Questo perchè, nonostante le ripetute rassicurazioni dell’assessore Mantovani, i fondi per la riqualificazione di Bozzolo non sono ancora stati stanziati, mentre si procedeva all’ammissione e al finanziamento, via via, complessivamente, di 11 POT e si rimandava a successive valutazioni tutti gli altri.

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Riforma della sanità: perfino i privati sono in confusione e chiedono chiarezza

Ancora pochi giorni e anche la fase delle audizioni sarà terminata, ma della riforma sanitaria dell’era Maroni non si conoscono ancora né i dettagli né, soprattutto, il destino. Il testo definitivo ancora non c’è, mentre Lega, Forza Italia e Ncd girano in autonomia il territorio regionale per sostenere le ragioni del proprio testo di legge e per prendere le distanze da quelli altrui. Ormai non c’è più da restare stupiti, ma se l’assessore alla sanità parla di riforma a una platea di operatori, di amministratori o di cittadini, non lo fa a nome di quella Regione di cui è anche vicepresidente, ma solo del proprio partito, Forza Italia. Lo stesso vale per il presidente della commissione Sanità, il leghista Fabio Rizzi, e per gli uomini di Alfano. A suggellare questo stato di cose basta il giudizio che il presidente nazionale dell’associazione degli ospedali privati (AIOP) Gabriele Pelissero ha espresso mercoledì a margine dell’audizione in commissione sanità: manca chiarezza su che cosa sarà questa riforma. Del resto proprio il ruolo dei privati, divenuto così importante durante gli anni di Formigoni, è stato tra gli argomenti maggiormente discussi anche in maggioranza, e se i primi proclami della Lega assegnavano alla sanità privata una funzione sussidiaria e complementare della sanità pubblica, nell’ultima bozza, ancora clandestina, la parificazione tra pubblico e privato viene se possibile rinforzata.

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I corsi di laurea sanitari restano a Mantova

Esprimo grande soddisfazione di fronte alla notizia che è stato raggiunto un accordo, per il quale i corsi universitari sociosanitari resteranno a Mantova, come avevo chiesto più volte sia in maniera informale, impegnandomi pubblicamente sulla Gazzetta a fare tutto il possibile per evitare le chiusure, sia formalmente in Consiglio Regionale. Infatti, non appena appreso che l’Ateneo bresciano aveva deciso la chiusura dei corsi di laurea in fisioterapia, radiologia e per educatori professionali dell’Azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, corsi, peraltro, molto apprezzati che garantiscono in tempi brevi un’occupazione alla maggior parte dei suoi diplomati, insieme al collega consigliere del Movimento 5 stelle, ho presentato in Aula una mozione per chiedere un mandato al Consiglio regionale che impegnasse la Giunta ad evitare il rischio. Se fosse stata confermata la chiusura dei corsi, infatti, sarebbe stata davvero una perdita rilevante per la città e per i suoi studenti futuri. Mi pareva una decisione inaccettabile. Il consiglio regionale si è espresso poi all’unanimità sulla proposta contraria alla chiusura di tutti i corsi di laurea sanitaria tenuti dall’Università di Brescia e, a seguito di quel voto, mi sono successivamente  associato all’appellodel mondo universitario mantovano, dagli studenti ai professori, rivolto al rettore e al Senato accademico dell’Università di Brescia per il mantenimento del corso di laurea in fisioterapia e più in generale di tutti i corsi sociosanitari nella sede di Mantova. Nel frattempo ho coinvolto l’ assessore Fava, in qualità di rappresentante mantovano in Giunta, per fare una pressione congiunta nei confronti dell’Ateneo bresciano anche e sopratutto con un incontro chiarificatore che mi è poi stato assicurato si sarebbe tenuto in tempo utile. Era stato chiesto dalla città intera che la politica facesse la sua parte, opponendosi alla scelta iniziale dell’Università di Brescia e cos’ è stato in maniera unitaria. Gli sforzi non sono stati vani, a quanto pare: l’assessore  Fava ha annunciato che, sentito il rettore, sentito l’assessore alla sanità Mantovani, nessuna chiusura è stata messa in calendario. Ora speriamo che effettivamente quello di Mantova possa diventare un ateneo a pieno titolo e che si possa procedere, in futuro, non solo con politiche conservative, ma anche di sviluppo.

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No alla soppressione dei corsi di laurea sanitari a Mantova

Un’approvazione unanime. E’ quella che ha ricevuto la mozione di cui ero primo firmatario sottoscritta anche dal consigliere Andrea Fiasconaro, in difesa dei corsi universitari delle professioni sanitarie attivati dall’Università di Brescia presso l’Azienda ospedaliera di Mantova. L’eliminazione, ipotizzata dall’ateneo bresciano di questi tre corsi universitari distaccati, connessa  a ragioni riorganizzative, ha messo sul piede di guerra i consiglieri del territorio. Ci sono centinaia di studenti per un numero addirittura inferiore di posti. Si tratta di corsi ambiti. C’è un rapporto virtuoso tra chi frequenta l’università e il territorio. E, soprattutto, il 70% dei corsisti entro 6/12 mesi trova un’occupazione. Dunque è importante che la mozione sia stata votata all’unanimità perché, per quanto non dipenda direttamente da Regione Lombardia, la Regione ha comunque la possibilità di esercitare un ruolo propositivo presso il Ministero e l’Università di Brescia per mantenere i corsi. La mozione, così com’è stata votata, invita la Giunta ad attivare tutte le iniziative possibili affinché vengano esaminati i problemi alla base della scelta dell’Università di eliminare i corsi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie che il Ministero dell’Istruzione vorrà confermare attraverso la stessa.

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Risorse aggiuntive per le strutture sanitarie: chiediamo chiarezza

L’assessore Mantovani spieghi secondo quali criteri sono state assegnate le risorse alle strutture socio-sanitarie. Lo chiede il PD in una interrogazione a risposta immediata che sarà presentata durante la seduta di domani da Sara Valmaggi. Con un delibera del luglio scorso la giunta ha stabilito i criteri di copertura economica di alcune funzioni svolte da strutture socio sanitarie pubbliche e private non coperte da tariffe predefinite. La delibera prevedeva che l’aumento delle risorse non potesse essere superiore al 40% rispetto al 2012. Questo per garantire equità distributiva e per rispettare i vincoli di spesa.
In realtà, se si confrontano i fondi destinati ad alcune strutture nel 2013 con quelli del 2012 si vede chiaramente che superano di molto la soglia del 40%. Basti ricordare la Casa di cura privata Igea, alla quale nel 2012 sono stati assegnati 532 mila euro, nel 2013 più di 1 milione e700 mila euro.
A Mantovani  chiediamo quante e quali siano le strutture che hanno beneficiato di un incremento di funzioni non tariffate superiore del 40% rispetto all’anno precedente e quali siano le ragioni di queste scelte.

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Martedì si discute in Consiglio dei corsi di laurea sanitari a Mantova

Ho depositato una mozione, assieme al consigliere Andrea Fiasconaro, che verrà discussa nel prossimo Consiglio per chiedere all’ l’Assessore alla Sanità  attivare tutte le possibili iniziative affinché vengano rimossi i problemi alla base della scelta dell’Università di Brescia di sopprimere tre corsi  e rimangano quindi attivi tutti e quattro i corsi delle professioni sanitarie attualmente presenti presso la sede staccata di Mantova che sono peraltro sono in continua crescita di iscritti e sui quali negli anni sono state investite risorse economiche e professionali. Lo so che non è la Regione a decidere direttamente, ma è dovere delle Istituzioni intervenire su scelte che appaiono sbagliate e sicuramente la Regione può esercitare una sorta di moral suasion sull’Università di Brescia, titolare dei corsi. Spero che anche questo passaggio possa contribuire ad un ripensamento sulla chiusura.

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Nutrie: finalmente approvata la legge in commissione

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio la legge che modifica la normativa già esistente e recepisce quella nazionale sull’eradicazione e il contenimento delle nutrie. Un atto atteso da tempo, soprattutto dalle per i danni provocati da questi roditori. Le nostre proposte migliorative del testo vanno soprattutto nella direzione di coinvolgere i territori, a partire dagli enti locali che poi saranno i primi a doversi occupare della questione . E il relatore di maggioranza ci ha assicurato che verranno accolte in sede di discussione in Aula. Il Pd ha poi sottoscritto, assieme agli altri Gruppi, una lettera, firmata dal presidente di Commissione, rivolta agli assessori all’Agricoltura Fava, al Bilancio Garavaglia e alla Sanità Mantovani in cui si chiederà di non spostare su altre voci le risorse messe a bilancio per gli interventi per il contenimento delle nutrie, come pare la Giunta abbia intenzione di fare.

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