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Nelle scuole italiane 10.000 studenti disabili in più quest’anno

studenti-disabili-Sono quasi 8 milioni gli studenti che, in questi giorni, in tutta Italia stanno accorrendo al suono della campanella: precisamente, 7.757.849, divisi in 370.697 classi. Di questi, 234.658 hanno una disabilità. Sono alcuni dei dati diffusi oggi dal ministero dell’Istruzione.
Per quanto riguarda gli alunni con disabilità nei diversi ordini e gradi d’istruzione, il numero più alto, in termini assoluti, si registra nella scuola primaria (83.232), seguita dalla secondaria di II grado (65.950) e di primo grado (65.905), ma l’incidenza maggiore è nella secondaria di primo grado (65.905 su 1.637.535).
Gli insegnati di sostegno sono in tutto 138.849, su un totale di 819.049 docenti che lavorano nelle scuole statali. Per il sostegno, 38.769 sono “posti in deroga”.
Complessivamente aumentano, rispetto allo scorso anno, sia gli alunni con disabilità sia gli insegnanti di sostegno, passando da 224.509 a 234.658 per quanto riguarda i primi, da 124.572 a 138.849 per i secondi. Per gli uni e per gli altri, siamo di fronte al picco massimo degli ultimi 10 anni: nel 2007/2008, gli alunni disabili erano 174.404, i docenti di sostegno 88.441.

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Ecco i nuovi strumenti contro il cyberbullismo

L'intervento di Marco Carra

L’intervento di Marco Carra

Qualora si verificassero atti di cyberbullismo, il dirigente scolastico informa tempestivamente i genitori dei minori coinvolti: i regolamenti scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari, commisurate alla gravità degli atti compiuti. I servizi territoriali, con l’ausilio delle associazioni, promuovono progetti personalizzati per sostenere le vittime di cyberbullismo e per rieducare, anche attraverso l’esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori autori di cyberbullismo. Per i minori autori di atti di cyberbullismo, se non c’è querela o denuncia, scatta l’ammonimento: il questore convoca il minore insieme ad almeno un genitore.
L’altra importante novità riguarda la possibilità di chiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti che siano stati diffusi in rete (foto e video imbarazzanti o offensivi, post sui social network in cui si è minacciati, offesi, insultati…). L’istanza può essere inviata direttamente dal minore, se questo ha più di 14 anni, oppure da un genitore o da chi esercita la potestà genitoriale. Se entro 24 il gestore non avrà provveduto alla rimozione dei contenuti, l’interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore. Da pochi giorni il Garante ha pubblicato il modulo (in allegato) per fare richiesta di eliminazione dei contenuti, che dopo essere stato compilato va inviato a cyberbullismo@gpdp.it.

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Trasporto disabili, la Regione scarica sui Comuni e non mette i soldi

imageL’ipotesi di passare le competenze dell’assistenza e del trasporto dei disabili per i servizi scolastici ai Comuni lascia aperte alcune questioni molto delicate. Prima di tutto quella relativa a chi pagherà il servizio, visto che le risorse messe a disposizione coprono il 50 per cento dei costi. La Regione, stando alla legge di semplificazione che è in discussione in questo periodo, si limiterà a girare ai Comuni le risorse che arrivano dallo Stato, ovvero 13 milioni di euro annui. Ma il servizio costa esattamente il doppio e l’onere non può ricadere totalmente sui Comuni. Il servizio alle famiglie va garantito e Regione Lombardia non può lavarsene le mani. Non siamo contrari al passaggio ai Comuni, cioè a chi è più vicino al problema e lo tratta quotidianamente, ma devono esserci i soldi a disposizione.

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La Corte Costituzionale stabilisce che il diritto all’istruzione dei disabili prevale sul bilancio: Regione Lombardia si attenga al principio

imageCon la Sentenza 275 del 16 dicembre 2016 la Corte Costituzionale ha fatto chiarezza in ordine all’ articolo 81 della Costituzione, quello del pareggio di bilancio.Questo avviene mentre, contemporaneamente, in Lombardia, la questione dei diritti degli studenti disabili, viene messa in discussione a causa di una gestione politica che non dà priorità a questi temi. La Corte ha affermato, infatti, che l’esigenza di pareggio di bilancio e il rispetto della discrezionalità del legislatore nel destinare le risorse non può consentire che le risorse disponibili siano destinate in modo promiscuo a spese facoltative piuttosto che a garantire l’attuazione di diritti incomprimibili. E quindi  non può essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice. È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione (nella fattispecie, la Regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento del 50% per il servizio trasporto degli studenti disabili alla Provincia di Pescara, in quanto l’articolo 6 comma 2-bis della legge regionale n.78 del 1978, aggiunto all’art.88 comma 4 del 2004, preveda l’erogazione “nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa). La Corte rileva che il diritto all’istruzione del disabile è consacrato nell’art. 38 Cost., e spetta al legislatore predisporre gli strumenti idonei alla realizzazione ed attuazione di esso, affinché la sua affermazione non si traduca in una mera previsione programmatica, ma venga riempita di contenuto concreto e reale. La natura fondamentale del diritto, che è tutelato anche a livello internazionale dall’art. 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, impone alla discrezionalità del legislatore un limite invalicabile nel «rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati» (sentenza n. 80 del 2010), tra le quali rientra il servizio di trasporto scolastico e di assistenza poiché, per lo studente disabile, esso costituisce una componente essenziale ad assicurare l’effettività del medesimo diritto. Tutto questo però non è stato sufficiente a spingere la Regione Lombardia ad impegnarsi su questo tema: oltre 5 mila adolescenti disabili, che hanno bisogno di supporto nel trasporto casa-scuola, rischiano di non poter far fronte a queste spese. La Regione Lombardia infatti ha deciso di impegnarsi in prima persona solo a partire dall’a.s. 2017/2018, lasciando il compito di gestire la delega per i prossimi sei mesi alle province, tutt’ora sprovviste di risorse in quanto queste ultime non sono state messe a bilancio dalla Regione.

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Dote scuola: richieste dal 29 marzo

Componente “Acquisto libri di testo, dotazioni  tecnologiche e strumenti per la didattica”.

Beneficiari: studenti residenti in Lombardia, iscritti e frequentanti corsi a gestione ordinaria di Istruzione presso le scuole secondarie di I grado (classi I,II e III), scuole secondarie di II grado (classi I e II), paritarie e statali con sede in Regione Lombardia o Regioni confinanti, ed a studenti frequentanti istituzioni formative (IeFP classi I e II) purché lo studente, terminate e lezioni, rientri quotidianamente alla propria residenza e non risulti beneficiario per la stessa finalità ed annualità scolastica di altri contributi pubblici. Il nucleo familiare richiedente deve avere una certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), inferiore o uguale a € 15.494,00.

Componente “Buonoscuola”.

Beneficiari: studenti residenti in Lombardia, iscritti e frequentanti corsi a gestione ordinaria presso scuole elementari, medie e superiori, paritarie e statali che applicano una retta d’iscrizione e frequenza, aventi sede in Lombardia o in Regioni confinanti, purché lo studente, terminate le lezioni, rientri quotidianamente alla propria residenza e non risulti beneficiario per la stessa finalità ed annualità scolastica di altri contributi pubblici.

Il nucleo familiare richiedente deve avere una certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), inferiore o uguale a € 42.000,00.

Scadenza: dalle ore 12,00 del 29 marzo 2016 alle ore 17,00 del 30 maggio 2016.

Link: Decreto n. 2063 del 22 marzo 2016 – Dote Scuola 2016/2017 – Componente “Buono Scuola” – Componente “Contributo acquisto” (105 KB) PDF

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Dote scuola: oltre il danno, la beffa

Con dote scuola in Lombardia siamo alle solite: vengono favoriti coloro che hanno redditi più alti e si penalizza chi ha più bisogno. Regione Lombardia ha infatti ripartito le risorse per il diritto allo studio nella scuola dell’obbligo, con l’aggiunta, in chiave lombarda, del sostegno alla libertà di scelta delle famiglie che mandano i figli alle scuole paritarie. La novità è che ci sono meno fondi rispetto al 2015, ma viene allargato, seppure in via sperimentale, il contributo anche a famiglie con Isee più alto.  Nel dettaglio, la cifra complessiva stanziata per il sistema Dote scuola è di 41 milioni di euro (l’anno scorso erano 56). Sono confermate le componenti, ovvero il Buono scuola per gli studenti delle paritarie – 25 milioni che l’anno scorso erano 29,5 milioni – con la novità di una fascia in più: nel 2015 la fascia Isee massima era tra 28.001 e 38.000 euro, per il 2016 è stata introdotta, appunto in via sperimentale, una quinta fascia da 38.001 a 42.000.

In sintesi, con meno risorse si dà la possibilità di ottenere i quattrini anche alle famiglie con più risorse a disposizione. Non sarebbe più logico il contrario, ovvero dare più a chi ha meno?

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Centri di formazione professionale: dalla Regione 10 milioni in meno

Il problema grosso è la mancata attribuzione di finanziamenti che Regione Lombardia avrebbe dovuto trasferire ai Cfp provinciali per il 2015. In particolare, per quest’anno non sono stati erogati tutti gli stanziamenti previsti per i primi 8 mesi, quelli del vecchio regime che prevedeva, oltre alle doti, un finanziamento diretto ai centri pubblici.
L’assessore non ha dato una risposta seria alle nostre domande e  si è limitata a dire che non spetta al suo assessorato gestire quelle risorse. Ma noi abbiamo sottolineato che certamente spetta a Regione Lombardia sostenere economicamente i centri, almeno in una fase di transizione verso il nuovo modello completamente dotale. E in totale sono ‘spariti’, non si sa dove, almeno 10 milioni di euro.
I Cfp si sono fatti carico negli ultimi anni di una quota crescente di studenti ‘non dotati’, ovvero non coperti dal finanziamento regionale, garantendo a loro spese che questi ragazzi non finissero nell’ombra della dispersione scolastica. Questo impegno viene pesantemente messo in discussione dal taglio di quasi 11 milioni di fondi per l’anno solare 2015.
Ci siamo solo sentiti ribadire che le regole sono cambiate, ma non si prende in considerazione l’accompagnamento verso il nuovo regime che prevede il finanziamento unico tramite la dote assegnata per ogni singolo studente. Il fatto che dall’assessorato si precisi che è stata attivata una nuova forma di dote definita ‘dote dispersione’ per un ammontare di 5 milioni per il 2015 e che ora i centri possono contare anche su un finanziamento per l’attivazione di contratti di apprendistato per il terzo e quarto anno non rassicura: a regime forse i problemi potranno essere assorbiti, ma serve un sostegno in questa difficile fase di transizione e devono essere garantiti i soldi promessi per il 2015 e già inseriti nei bilanci delle province.

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Formazione professionale: occorre migliorare la legge

Nessun sostegno del Pd alla legge che fissa i paletti per la formazione professionale dei prossimi anni, votata in Commissione. Il testo, che andrà in Aula il prossimo 22 settembre, è passato senza il nostro voto.È una legge importante sulle politiche della formazione e del lavoro e, proprio per questo, a nostro avviso, deve essere migliorata. Abbiamo infatti raccolto disagio in tanti territori, sia da parte di lavoratori dei CFP che di famiglie e studenti, incerti su percorsi formativi e risorse. Il nostro voto contrario è dovuto, da un lato, alla rigidità dell’impianto che non consentirà a Regione Lombardia di essere al passo con i continui cambiamenti del mercato del lavoro. Dall’altro, al mancato accordo con i centri di formazione pubblica, che hanno sinora svolto un ruolo prezioso e hanno saputo intercettare il bisogno formativo di molti ragazzi altrimenti destinati alla dispersione.

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Tutti i dubbi dei Centri di formazione professionale

I sindacati confederali della funzione pubblica venerdì mattina hanno protestato sotto gli uffici della Giunta regionale. Obiettivo del presidio era l’ottenere un incontro con l’assessore Aprea per chiarire il futuro dei Centri di Formazione Professionale gestiti dalle province. Le nuove regole stabilite dalla regione identificano come unica forma di finanziamento della formazione professionale la dote, ovvero il contributo che ogni centro riceve sulla base del numero (peraltro contingentato) degli studenti che lo scelgono. Spariscono le risorse aggiuntive fino ad oggi garantite ai CFP pubblici, nonostante non si tratti di privilegi, ma di conseguenze di accordi con la regione per il trasferimento di personale e del fatto che i CFP pubblici si fanno carico di molti ragazzi problematici e disagiati. Non c’è chiusura a un possibile passaggio all’utilizzo esclusivo della dote, ma i sindacati chiedono almeno un periodo transitorio di accompagnamento. Solleciteremo anche noi l’assessore, attraverso il nostro consigliere Pizzul, perché questo incontro avvenga al più presto.

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Prorogato il termine delle domande per la Dote Scuola

Prorogato il termine di presentazione delle domande. Scadenza alle ore 12.00 del 31 luglio 2015.
Finalità
: 1) “Buono Scuola” finalizzato a sostenere gli studenti che frequentano una scuola paritaria che preveda una retta di iscrizione e frequenza per gli studenti che frequentano percorsi di istruzione; 2) “Contributo per l’acquisto di libri di testo e/o dotazioni tecnologiche” finalizzato a sostenere gli studenti delle scuole paritarie e pubbliche.
Beneficiari: per la dote scuola famiglie con isee inferiore o uguale a 38mila euro; per il contributo acquisto libri famiglie con ISEE inferiore o uguale a 15.494,00 euro (classi I, II e III delle scuole secondarie di primo grado e classi I e II delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi di istruzione e formazione professionale)
Scadenza: ore 12,00 del 31 luglio 2015
Link
:
Decreto n. 2164 del 19 marzo 2015 – Dote Scuola 2015/2016 (111 KB) PDF;
Allegato A – Avviso (546 KB) PDF;
Materiale ammesso all’acquisto con voucher Dote Scuola (42 KB) PDF

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