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Bilancio regionale come sempre avaro per la provincia mantovana

parcheggio pomaIl Consiglio regionale ha deciso di bocciare, con i voti contrari di Lega, Forza Italia e del resto del centrodestra, gli emendamenti al bilancio regionale che avevo presentato per gli ospedali e le infrastrutture mantovane. Chiedevo un milione di euro per la riqualificazione del parcheggio dell’ospedale Carlo Poma, due milioni per la dotazione di due apparecchiature per la risonanza magnetica sia per il Poma che per l’ospedale di Pieve di Coriano, tre milioni per il completamento dei lavori dell’ospedale di Asola. Nessuna richiesta accolta.
Il bilancio regionale è il tempo delle scelte  e il centrodestra ha deliberatamente scelto di non investire sulla sanità mantovana né sulle nostre strade. È incomprensibile che tutte queste richieste di buonsenso siano state bocciate. Chiunque frequenti il Carlo Poma sa che parcheggiare è un incubo e le multe non si contano più. È un problema soprattutto per le persone anziane e ammalate per le quali dover parcheggiare lontano è un problema ancora maggiore. Stesso discorso per le apparecchiature per la risonanza magnetica che in provincia di Mantova sono appannaggio solo del privato. L’ospedale di Asola, invece, rimane un cantiere infinito nonostante le quasi ventimila firme raccolte dai cittadini, ancora una volta cornuti e mazziati.
Nel capitolo infrastrutture  chiedevo invece tre milioni per la riqualificazione della strada da Suzzara a Pegognaga (raccordo tra Cispadana casello autostradale di Pegognaga della A22), cinque milioni per il completamento della strada Po-Pe (da Quistello a Poggio Rusco) e tre milioni per la compartecipazione alla soppressione dei passaggi a livello nell’abitato di Bozzolo (come già fatto a Cremona). Anche qui la maggioranza non ha sentito ragioni.
Sono interventi attesi da molto tempo, ma che nemmeno questa volta hanno trovato un loro spazio nel bilancio regionale, come sempre avaro con la provincia mantovana, mentre trova risorse infinite per la Pedemontana che doveva essere realizzata con i soldi dei privati.

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Non vogliamo il Frecciarossa, ma treni più veloci e più comodi sì

stazioneQuesta mattina ho presidiato la  stazione di Mantova per parlare dei problemi ancora irrisolti dei treni per Milano, ho incontrato pendolari, viaggiatori e personale. Treni freddi d’inverno e caldi d’estate, sovraffollamento e poca sicurezza, ancora troppi ritardi e soppressioni di corse. E poi il problema del raddoppio della linea e la soppressione dei  passaggi a livello. La linea Mantova-Milano ha oltre 10.000 passeggeri al giorno, nonostante tanti la evitino perchè non si sa quando si parte nè quando si arriva. Ma se funzionasse bene, si riducessero i tempi di percorrenza e magari si mettesse una corsa anche tra le 7 e le 8 di mattina, la userebbe ancora più gente. E’ chiaro che 4 ore al giorno di treno tra andata e ritorno, che aumentano per arrivare alla stazione da casa e dal lavoro, scoraggiano tanti. Invece, per esempio, le nostre ragazze e ragazzi potrebbero trovare lavoro a Milano senza dover emigrare da Mantova per trovare lavori qualificati, facendo tranquillamente i pendolari, se il viaggio fosse contenuto in tempi accettabili. D’altronde la distanza è di soli 151 Km e non c’è bisogno del Frecciarossa per trovare il modo di ridurre il tempo di percorrenza a 1 ora e 10 minuti, magari con passaggi intermedi, cominciando da raddoppi selettivi e eliminazione di passaggi a livello. Infatti le velocità percorribili attualmente sulla tratta variano dai 135 km/h da Mantova a Codogno ai  a 160 km/h da Codogno a Milano. L’armamento con il quale è costruita la tratta Mantova-Codogno permette però già una velocità massima di 160 km/h, ma la presenza dei numerosi passaggi a livello lungo la tratta abbassa la velocità a garanzia di una maggiore sicurezza degli attraversamenti stradali. Dopo 5 anni da pendolare e tanti interventi in Consiglio Regionale, devo constatare che pochissimo è cambiato. Ma resto convinto che lo sviluppo dei trasporti ferroviari, in particolare verso Milano e Verona rimanga una priorità per il nostro territorio.

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Treni: traditi gli impegni con i pendolari della Brescia-Piadena-Parma

treno-ev-800x370Siamo andati all’attacco sulla mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulla linea Brescia-Piadena-Parma oltre che sulle linee Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La nostra mozione, che non è pL’assessore Sorte deve metterci la faccia, non può assentarsi durante la discussione di un tema così importante come la mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulle linee: Brescia-Piadena-Parma, Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La mozione, che non è passata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.assata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.

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Il Po è un malato grave: sul tema Regione non pervenuta

Tramonto_slideNon sono affatto soddisfatto, insieme al collega Agostino Alloni, dopo la risposta che ci hanno dato in Consiglio regionale, durante il question time sul ponte di Casalmaggiore. Una risposta formale e inutile. Abbiamo ricordato ancora una volta, che il nostro fiume è assai malato e le condizioni di tutti i suoi ponti sono davvero preoccupanti, fatto che sta mettendo in ginocchio l’economia della zona che è invece strategica per lo sviluppo di tutta la Pianura Padana. La Regione pertanto deve preoccuparsi non solo di riaprire quanto prima il ponte sul Po di Casalmaggiore, trovando le risorse necessarie nel bilancio 2017 assestato a luglio e in quello in fase di elaborazione per il 2018, ma deve correre ai ripari e programmare la manutenzione di tutti i ponti e relative golene.

 L’assessore  era assente: una beffa.

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Regione smemorata sulla soppressione dei passaggi a livello della linea Mantova-Milano

imageDa anni mi sto battendo per migliorare e sviluppare il trasporto ferroviario mantovano. L’interrogazione sulla soppressione dei passaggi a livello di Bozzolo, mira a capire se vi sia davvero la volontà della Regione di intervenire oppure siano solo parole vuote, nonostante in questo caso particolare la soppressione dei passaggi a livello interessi non solo Bozzolo ma anche la viabilità dei paesi confinanti, nonostante sia stato aperto un tavolo tecnico con ampie rassicurazioni e vi sia stata una raccolta firme imponente da parte della cittadinanza per chiedere soluzioni e infine vi sia la volontà di compartecipazione alle spese da parte di privati. Già nel luglio 2014, a seguito del report sulle problematiche della linea ( in particolare binario unico da Codogno a Mantova per 90 Km su 150 Km complessivi e troppi passaggi a livello, 71ossia 4 ogni 5 Km) avevo detto  che apprezzavo il mea culpa nell’ammettere la disastrosa situazione della linea ma che volevo vedere i fatti e un cronoprogramma dei lavori con le risorse necessariePoi nel recente Piano della mobilità, che contiene le priorità della Regione, ho fatto inserire il raddoppio, anche selettivo, della linea e la soppressione dei passaggi a livello, perchè la Giunta aveva dimenticato di farlo. Incredibile ma vero! Anche perchè è un’opera fondamentale per la viabilità mantovana attesa da anni. Ora che è nero su bianco non possono più fare marcia indietro e quindi via agli accordi con RFI per eliminare i passaggi a livello che causano rallentamenti e ritardi ai treni, oltre a forti disagi per la popolazione che si trova ad attendere troppo tempo per attraversarli. Ora Regione batta un colpo, cominci a dimostrare che davvero si interessa al nostro territorio e alle esigenze dei cittadini. Se vogliono i lavori a Bozzolo possono iniziare in brevissimo tempo. Mi aspetto una risposta seria e soddisfacente. In caso contrario saremmo alle solite promesse non mantenute.

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La Regione si riprende i porti di Mantova e Cremona

imageLa Regione ha deciso di avocare a sé la responsabilità dei piani regolatori del porti di Cremona e Mantova. Un orientamento che trova la contrarietà mia e del collega Alloni. Infatti, in particolare quello di Mantova, che garantisce la navigabilità con Venezia per 365 giorni l’anno, sono un punto di intermodalita strategica per Il trasporto merci tra il cuore della Valpadana e l’Adriatico. Un vero blitz, effettuato per ora in Commissione. D’ora in poi non saranno più le Province a dover redigere i piani, ma la Regione, con una soluzione che anziché semplificare complicherà, allontanando dai territori le decisioni che li riguardano.
Con la nuova normativa, infatti, sarà la giunta regionale ad elaborare la proposta di piano regolatore portuale, d’intesa con i comuni e con la provincia, sentiti gli enti gestori delle aree regionali protette territorialmente interessate.
Siamo al paradosso che si utilizza una legge di semplificazione per complicare le procedure ed allungare i tempi, effettuando un vero e proprio scippo ai danni dei territor. Il caso di Mantova è esemplare, visto che da tre anni la Regione non ha dato il via libera al piano redatto dalla Provincia, peraltro ai sensi di una norma della Regione stessa e già sottoposto a VAS, e ora si mette nelle condizioni di rifarlo da capo. Abbiamo presentato in commissione territorio diversi emendamenti per cambiare la norma ed evitare di buttare il bimbo con l’acqua sporca,  ma sono stati tutti respintI. Altro che attenzione ai territori e al “Grande fiume Po” , la Regione ancora una volta si dimostra centralista, ignorando il dialogo con le comunità locali sempre più considerate periferie dell’area metropolitana.

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Autostrada Cremona-Mantova: si faccia chiarezza una volta per tutte

imageChe ci dicano una volta per tutte se quest’opera si farà, altrimenti i 100 milioni stanziati dalla Regione siano utilizzati per le opere accessorie che attendiamo da tempo: per esempio il completamento della tangenziale sud di Mantova, il rondò delle Grazie, il superamento dell’80% dei passaggi a livello sulla linea Milano-Cremona-Mantova che sono 53 e creano intasamenti e ritardi ai treni, oltre che lunghissime file per gli attraversamenti. Questa storia si trascina dal 2002 e già due anni fa  avevo fatto convocare una riunione con l’assessore ai trasporti Sorte nella quale ancora non si era capito nulla sul destino dell’opera. E ancora adesso non ho capito se l’opera sarà sostenibile e utile per i flussi di traffico, considerato che la Tirreno-Brennero, che doveva intersecarla per 6 Km, non si farà più, con il problema conseguente dei costi aggiuntivi per quel tratto e per le opere accessorie. Non è chiaro, inoltre, se la società concessionaria abbia le spalle abbastanza larghe per pagare i lavori. Aspettiamo quindi il tracciato definitivo e vediamo i conti di Stradivaria, ma che i tempi siano ridottissimi. Ancora più importante e urgente, in questo momento è svincolare i terreni legati ai precedenti tracciati che ora sono stati scartati, in modo che tutti i proprietari siano finalmente liberi, evitando così inutili contenziosi che potrebbero nascere.

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Il raddoppio della Milano-Mantova nel Piano Regionale Mobilità

Ieri la Commissione ha accolto nostri emendamenti che puntano al miglioramento viabilistico in provincia di Mantova. Innanzitutto il raddoppio selettivo del tratto ferroviario trenord 1da Codogno a Cremona e da Cremona a Mantova, che era stato dimenticato dalla maggioranza. E’ un’ opera fondamentale per la viabilità mantovana attesa da anni. Finalmente è stata inserita ufficialmente nel piano dopo che lo stesso Maroni più volte aveva accolto la nostra richiesta. Ora, che è nero su bianco, non può più fare marcia indietro. Via quindi agli accordi con Rete ferroviaria italiana, non dimenticando di eliminare l’elevato numero di passaggi a livello causa di rallentamenti e ritardi dei treni. In questo modo si darà un importante servizio ai cittadini e si comincerà ad uscire dall’solamento. Importante poi che nel piano della mobilità vi sia il possibile prolungamento fino a Verona o fino a Ferrara, con treni interregionali.  Un collegamento veloce con Verona, ci dà la possibilità di collegarci rapidamente ad uno snodo ferroviario fondamentale Ora non ci resta che provare a inserire, nella seduta di Consiglio, anche il collegamento con Reggio Emilia.

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Trenord dedica un po’ più di attenzione a Mantova

trenord 1Sono stato alla presentazione delle iniziative di Trenord per Mantova capitale della cultura: più treni nel fine settimana, sconti e promozione della città sui treni e persino sui biglietti. Finalmente le ferrovie lombarde si sono accorte dell’esistenza di Mantova e le attenzioni che ci stanno dedicando ci danno soddisfazione. Però, giusto per mantenere alta questa attenzione, dobbiamo continuare a chiedere il raddoppio dei binari e interventi per velocizzare la linea. Dobbiamo essere più è più rapidamente collegati con Milano, in un’ottica di maggiore integrazione con la metropoli. Tanto più che per lavoro o per turismo si preferisce sempre di più utilizzare il treno. Uscire dal l’isolamento infrastrutturale è fondamentale per fare crescere la nostra città.

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Linea Mantova-Milano: gli interventi previsti sono una goccia nel mare

trenord 1I 9 milioni di euro per la Milano – Mantova previsti dall’accordo di programma sottoscritto tra Rfi e Regione Lombardia sono una goccia del mare.Per di più l’intervento dovrebbe completarsi nel 2022. Cosa significa? Che per altri sette anni dovremo convivere con il disastro quotidiano a cui siamo abituati da anni? La situazione in cui versa il trasporto ferroviario mantovano è indecente e la la Regione deve metterci mano più prima che poi. I problemi sono sempre gli stessi e sono riconducibili alla scarsa manutenzione delle carrozze (molto spesso chiuse, senza riscaldamento o con problemi di funzionamento dell’ impianto di illuminazione), delle linee con passaggi a livello mal funzionanti e soprattutto del binario unico che va subito raddoppiato, almeno in alcuni tratti. E mai possibile che dobbiamo aspettare, se tutto va bene, ancora sette anni, per  non avere poi un servizio ferroviario degno di questo nomevisto che si interviene solo sul nodo di Castellucchio? Basta prese in giro, è ora di fatti concreti e non di fumo negli occhi.

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