Archivi categoria: Idee e politica

Poca trasparenza sugli appalti in Regione: anche Lombardia Verde citata

L'intervento di Marco Carra

I rilievi di Anac ai contratti della Regione Lombardia confermano quello che nel corso di questi anni abbiamo più volte denunciato, ovvero che casi di mancata trasparenza e forse di illegalità sono continuati nonostante la quantità di organismi di controllo creati negli ultimi anni. C’è da chiedersi a cosa sia servito investire tempo e risorse lombarde in questa direzione, e penso in particolare ad Arac, se poi deve essere l’autorità centrale, per l’ennesima volta, a scoprire le incongruenze. Citato anche il caso di Lombardia Verde, la rivista sull’agricoltura, della quale avevo denunciato più volte i costi esorbitanti.
I lombardi hanno ora l’occasione di cambiare il corso delle cose e di fare della Regione Lombardia un’amministrazione esemplare per quanto riguarda trasparenza e legalità.

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Martedì si sceglie il Difensore Regionale

marco 15Il Consiglio regionale si appresta, nella seduta prima di Pasqua, a rinnovare la carica di Difensore regionale, l’omologo del difensore civico rispetto alla Regione. È una carica ambita, per il prestigio che comporta, per i sette anni di durata, ma anche per il ragguardevole riconoscimento economico. Nonostante ciò, nella legge istitutiva non sono previsti particolari requisiti per la candidatura, che comunque viene effettuata da consiglieri regionali o da associazioni. E infatti numerosi dei candidati, presentati perlopiù da Lega e Forza Italia, sono ex consiglieri, ex assessori, insomma politici che oggi si trovano senza un incarico. A prescindere dal valore delle persone, il Pd ritiene che vadano ridefinite le competenze necessarie per accedere al ruolo e per questo sta predisponendo un progetto di legge. L’intenzione è di proporre una modifica alla legge regionale n. 18 del 2010, affinché il difensore regionale sia una persona con esperienza e titolo di studio adeguati alla funzione, a partire dalla laurea in materie giuridiche. Ciò probabilmente non servirà a determinare una scelta adeguata da parte della maggioranza già nella scadenza imminente, ma l’auspicio è quello.

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Bando per servizi per l’infanzia e l’adolescenza a supporto della conciliazione vita-lavoro

foto smallfamilyFinalità: sostenere progetti di potenziamento dell’offerta di servizi per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di offrire soluzioni fortemente flessibili alle esigenze di conciliazione vita – lavoro della famiglia. I progetti dovranno riguardare lo sviluppo, il consolidamento o la qualificazione di servizi socio educativi innovativi e flessibili per l’infanzia e l’adolescenza individuati tra le seguenti tipologie: servizi di assistenza e custodia rivolti a minori a supporto del caregiver familiare; servizi per la gestione del pre e post scuola e dei periodi di chiusura scolastica (grest e oratori estivi, doposcuola, ecc..); servizi di supporto per la fruizione di attività nel tempo libero a favore di minori (es. accompagnamento e fruizione di attività sportive e ludiche, visite a parchi/musei, ecc…).

Beneficiari: le proposte devono essere presentate da partenariati costituiti da almeno tre soggetti appartenenti alle seguenti categorie (partner beneficiari/effettivi): enti pubblici locali; enti accreditati per la gestione di unità d’offerta sociali e/o socio-sanitarie in regolare esercizio; organizzazioni del terzo settore iscritte nei registri regionali o nazionali o ad analoghi elenchi regionali/nazionali; enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. È obbligatorio che tra i soggetti beneficiari sia presente almeno un soggetto pubblico.

Decreto 2612 del 10 marzo 2017 – Scadenza: dalle ore 12:00 del 13 aprile 2017 fino alle ore 12:00 del 3 maggio 2017

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Bando per progetti sulle Pari Opportunità

associazionismoFinalità: diffusione di una cultura del rispetto verso le donne e le ragazze come base su cui si fonda la promozione delle pari opportunità, anche al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne, attraverso il sostegno a iniziative progettuali in grado di sviluppare interventi locali di informazione, formazione, sensibilizzazione e attivazione di servizi finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo. Il contributo massimo per ciascuno progetto non potrà superare € 15.000,00. Il contributo regionale per i progetti ammessi non potrà superare il 50% del costo complessivo del progetto. Contributo a fondo perso per al massimo il 50% delle spese ammissibili

Beneficiari: soggetti iscritti all’Albo regionale delle Associazioni e dei Movimenti per le Pari opportunità (di cui all’art. 9, l.r. 8/2011) nell’anno 2016 che, per disposizione statutaria o dell’atto costitutivo, non perseguano fini di lucro; enti locali territoriali che aderiscono alla Rete regionale dei Centri Risorse Locali di Parità* (di cui all’art. 10, l.r. 8/2011)

Scadenza: dal 24 marzo 2017 al 30 giugno 2017

Link: http://www.consultazioniburl.servizirl.it/ConsultazioneBurl/ n. 12 del 23 marzo 2017 Serie Ordinaria

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Sosteniamo davvero le famiglie

L'intervento di Marco Carra

L’intervento di Marco Carra

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato ieri la proposta di legge che istituisce il Fattore Famiglia con il solo voto positivo della maggioranza. Ci siamo astenuti perché pur essendo per il sostegno alle famiglie (a tutte le famiglie, soprattutto a quelle che hanno maggiori fragilità) crediamo che questo provvedimento, del quale condividevamo il principio, sia soltanto una legge bandiera, vuota, superflua e inadeguata che non cambierà la vita delle famiglie lombarde perché incapace di incidere integrando i criteri ISEE nazionali con altri bisogni. La norma finanziaria è insufficiente, ai principi non seguono proposte concrete e misure strutturali, infine la legge di fatto affida una delega in bianco alla Giunta. L’unico fatto positivo è l’attenzione che, grazie a un emendamento Pd, verrà riservata anche alle famiglie monoparentali che, manco a dirlo, la maggioranza aveva escluso. Il tema del sostegno alle famiglie deve essere prioritario e deve davvero prevedere risorse importanti. Non è una questione di principio, è una questione di giustizia sociale, la linea guida deve essere la vicinanza alle fasce più deboli che vanno supportate.

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Mantova, agricoltura e trasporti nella mia diretta web con Fabio Pizzul

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Riforme costituzionali: ok ai tavoli territoriali in Lombardia

Un percorso di confronto con gli enti locali e le loro rappresentanze, col Consiglio delle Autonomie locali, col mondo del lavoro e delle imprese per dare vita a una proposta condivisa di definizione degli assetti istituzionali in Lombardia. E’ questo il principale contenuto dell’ordine del giorno approvato in Aula consiliare a larga maggioranza, contrario solo il Movimento 5 Stelle, alla fine del lungo confronto sulle riforme costituzionali. Il documento impegna la Giunta insieme all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ad avviare in tempi brevi un confronto sul territorio, per far emergere una proposta di assetto istituzionale efficiente e rispondente ai bisogni dei cittadini lombardi. Tante le priorità evidenziate dal parlamento lombardo, a partire dal principio del rispetto delle peculiarità geografiche e sociali di ogni territorio.  Noi siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo già riunito i sindaci dei comuni capoluogo e i presidenti di provincia per costruire la nostra proposta di legge di riforma degli assetti delle autonomie locali che elimini gli enti inutili, che semplifichi la vita dei cittadini e che permetta di risparmiare risorse e migliorare i servizi.

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Beni confiscati alla mafia in Lombardia

L’indagine di Libera contro le mafie analizza la situazione nella nostra regione e si interroga sul futuro. I beni confiscati in Lombardia alla criminalità organizzata sono ufficialmente 1059 (dicembre 2014) ma è possibile che siano almeno il doppio, considerando i beni arrivati a confisca definitiva, ma ancora non presenti nella banca dati e quelli posti sotto sequestro alla criminalità organizzata. Un numero di beni considerevole cui andranno sommati quelli posti sotto sequestro per corruzione ed evasione fiscale che si aggirano intorno ai 1500 immobili. Un totale che potrebbe essere di poco inferiore alle 5 mila unità, un patrimonio enorme che rappresenta una opportunità per l’intera comunità lombarda perché il suo riutilizzo a scopi sociali costituisce il segnale che stiamo sconfiggendo la criminalità organizzata e che non c’è spazio per i mercati dell’illegalità. L’indagine di Libera mette in risalto come le attività che si svolgono nelle unità recuperate danno beneficio a quasi 7300 soggetti, danno lavoro a 95 persone e vedono impegnati 1275 volontari per un totale di 109190 ore. E pensare che se si avessero a disposizione maggiori risorse i dati potrebbero essere ancora più significativi. Con solo 2 milioni di euro si potrebbero raddoppiare gli occupati.

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Ruspa legislativa contro nomadi ed Europa

Via le leggi sgradite. La chiamano “semplificazione. Il Consiglio regionale si appresta a cancellare, nella seduta del prossimo martedì, le leggi regionali 77/1989 (“Azione regionale per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi”) e 6/2000 (“Interventi regionali per la promozione dell’integrazione europea”). Lo farà con il progetto di legge di semplificazione n. 249. La legge regionale 77/1989 disciplina i rapporti tra la Regione e le comunità nomadi e stabilisce le forme di tutela soprattutto dei minori. Istituisce la consulta delle popolazioni nomadi presso l’assessorato al welfare e un comitato tecnico che ha lo scopo di promuovere indagini e di progettare misure che diano sostanza ai principi espressi dalla legge stessa. La legge 6/2000 promuove “una più attiva partecipazione dei cittadini al processo di integrazione socio-culturale europeo”, facilita “il collegamento costante tra le proprie autonomie locali e quelle degli altri Paesi”. A questo scopo istituisce un fondo regionale che nell’ultimo bando finanziato, nel 2010, aveva permesso la realizzazione di numerosi progetti. Questa è la Regione guidata dalla Lega  che non perde occasione per fare propaganda sui soliti temi, ovvero contro i nomadi e contro l’Europa. Hanno messo in moto la ruspa legislativa. Non importa se così facendo anziché risolverli i problemi li si aumenta, cancellando gli strumenti che possono aiutare a superare le situazioni di emergenza nelle quali spessi ci si trova.

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Approvata oggi legge sul contrasto alle mafie

La legge incoraggia le attività di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche sul tema dell’educazione alla legalità (anche in tema di bullismo e devianze giovanili), in collaborazione con associazioni di categoria, scuole e università, comunità di recupero e organizzazioni di volontariato. Viene istituita la “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime”, celebrata in Lombardia il 21 marzo, per coinvolgere gli studenti delle scuole lombarde. Vengono creati due nuovi organismi: il Comitato tecnico-scientifico a supporto degli organismi consiliari per la conoscenza della materia, che avrà sede presso il Consiglio regionale, e il Comitato regionale per la legalità e la trasparenza dei contratti pubblici, presso la Giunta regionale. In entrambi i casi il Consiglio regionale sarà significativamente rappresentato. Altra novità è il codice di autoregolamentazione per i consiglieri, con riferimento alle migliori pratiche in materia di legalità, trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione. Le nuove norme prevedono l’erogazione di contributi agli enti locali per sostenere progetti di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati di stampo mafioso elaborati anche in collaborazione con uffici giudiziari, forze dell’ordine e organizzazioni che si occupano di assistenza legale e supporto psicologico per le vittime residenti in Lombardia che hanno subito soprusi sul territorio regionale. Per quanto riguarda i beni confiscati alle mafie, Regione Lombardi istituirà un Fondo a favore degli enti locali per il recupero e l’utilizzo a fini sociali o istituzionali degli stessi. Viene istituito anche il Fondo regionale di prevenzione dell’usura e dell’estorsione e di solidarietà alle vittime del reato di usura o di estorsione.

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