Archivi del mese: gennaio 2018

Lombardia in ritardo nella distribuzione dei fondi agli agricoltori, sono più avanti Sicilia e Calabria

quote-latte1La Lombardia è la prima regione agricola del Paese, ma le risorse del Programma di sviluppo rurale vengono sempre date con il contagocce e non si capisce il perché di questa esasperante lentezza, che penalizza gli agricoltori e le aziende lombarde. Si può e si deve fare molto meglio, come peraltro accadeva nel passato, recuperando l’efficienza della macchina regionale, che si è inspiegabilmente (o forse no) persa nel tempo. Abbiamo insistito molto sul tema della mancata erogazione delle risorse comunitarie, in questi anni.Il Programma di sviluppo rurale 2014-2020, strumento operativo che permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare tutte le risorse economiche che l’Unione stessa mette a disposizione nell’ambito del sistema agroalimentare, ha assegnato risorse importanti alla nostra regione: 1.157 milioni di euro di cui 499 milioni provenienti dall’Ue, 461 milioni dallo Stato e 197 milioni dal bilancio regionale, con un incremento della spesa pubblica totale rispetto al programma 2007-2013 pari a 131 milioni di euro”. Eppure, il report trimestrale sullo stato di avanzamento dei Psr regionali, pubblicato sul sito della Rete rurale nazionale e realizzato dal Ministero delle Politiche agricole, fotografa una situazione che registra per la Lombardia un avanzamento nella spesa pubblica programmata ed effettivamente sostenuta al III Trimestre 2017 (i dati sono aggiornati al 15 ottobre 2017, ndr) pari al 10,86%, corrispondente a poco più di 124 milioni di euro.n Il dato percentuale pone la Lombardia al di sotto della media delle regioni più sviluppate che è pari al 13,58% e in coda a Veneto (spesa sostenuta 26,27% pari a 307.049.702 euro), Umbria (spesa sostenuta 16,75% pari a 155.566.843 euro), Toscana (spesa sostenuta 14,89% pari a 141.369.681 euro), Emilia Romagna (spesa sostenuta 12,76% pari 149.851.391 euro). Ma anche regioni che secondo la Lega, che ha finora governato la ‘progredita’ Lombardia, sarebbero più arretrate, come la Sardegna (spesa sostenuta 17,85% pari a 230.481.864 euro), la Calabria (spesa sostenuta 16,09% pari a 175.294.783 euro) e la Sicilia (spesa sostenuta 15,39% pari a 336.075.113 euro). Se ci aggiungiamo, poi, le Province autonome di Bolzano (30,39%) e Trento (19,03%), vuol dire che la Lombardia si posiziona al decimo posto”.

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Il 2018 anno del cibo italiano

2018 anno del ciboI Ministeri delle politiche agricole e dei beni culturali e del turismo hanno proclamato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano. Da gennaio prenderanno il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia. Si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente. Sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all’Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari. Lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà inoltre il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana. I ministri Martina e Franceschini affermano che non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi.

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Servizio civile: 1830 giovani nell’agricoltura sociale

fattorie1Una notizia positiva per chi, come me, crede nell’agricoltura sociale, tanto da avere fatto approvare una legge in Lombardia. Il settore avrà una forte crescita e darà lavoro, coniugando sviluppo e solidarietà.
I bandi fanno riferimento a progetti che si rivolgono all’agricoltura sociale riguardano sia il settore dell’educazione e promozione culturale – dai temi alimentari a quelli ambientali e della biodiversità – sia il settore dell’assistenza, per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani nell’agricoltura e nati dal protocollo d’intesa siglato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e il ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Grazie al lavoro tra le diverse istituzioni, si è riusciti a dedicare ulteriori risorse per la crescita dei nostri giovani e attraverso i due bandi pubblicati sono quasi raddoppiati i posti inizialmente disponibili per progetti di servizio civile in tema di agricoltura sociale
Il primo bando ha l’obiettivo di selezionare 489 volontari di servizio civile che saranno impegnati in 47 progetti finanziati con fondi del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Il secondo bando è aperto alla selezione di 1.341 volontari da impiegare in 150 progetti di servizio civile per l’attuazione del Programma Operativo Nazionale “Iniziativa occupazione giovani”, finanziato attraverso fondi europei. In particolare, questo secondo bando è dedicato ai giovani Neet, cioè giovani non occupati e non inseriti in percorsi di istruzione e formazione e si inserisce nelle strategie di contrasto alla disoccupazione giovanile tracciate a livello europeo, a cui l’Italia partecipa attivamente.

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Bilancio regionale come sempre avaro per la provincia mantovana

parcheggio pomaIl Consiglio regionale ha deciso di bocciare, con i voti contrari di Lega, Forza Italia e del resto del centrodestra, gli emendamenti al bilancio regionale che avevo presentato per gli ospedali e le infrastrutture mantovane. Chiedevo un milione di euro per la riqualificazione del parcheggio dell’ospedale Carlo Poma, due milioni per la dotazione di due apparecchiature per la risonanza magnetica sia per il Poma che per l’ospedale di Pieve di Coriano, tre milioni per il completamento dei lavori dell’ospedale di Asola. Nessuna richiesta accolta.
Il bilancio regionale è il tempo delle scelte  e il centrodestra ha deliberatamente scelto di non investire sulla sanità mantovana né sulle nostre strade. È incomprensibile che tutte queste richieste di buonsenso siano state bocciate. Chiunque frequenti il Carlo Poma sa che parcheggiare è un incubo e le multe non si contano più. È un problema soprattutto per le persone anziane e ammalate per le quali dover parcheggiare lontano è un problema ancora maggiore. Stesso discorso per le apparecchiature per la risonanza magnetica che in provincia di Mantova sono appannaggio solo del privato. L’ospedale di Asola, invece, rimane un cantiere infinito nonostante le quasi ventimila firme raccolte dai cittadini, ancora una volta cornuti e mazziati.
Nel capitolo infrastrutture  chiedevo invece tre milioni per la riqualificazione della strada da Suzzara a Pegognaga (raccordo tra Cispadana casello autostradale di Pegognaga della A22), cinque milioni per il completamento della strada Po-Pe (da Quistello a Poggio Rusco) e tre milioni per la compartecipazione alla soppressione dei passaggi a livello nell’abitato di Bozzolo (come già fatto a Cremona). Anche qui la maggioranza non ha sentito ragioni.
Sono interventi attesi da molto tempo, ma che nemmeno questa volta hanno trovato un loro spazio nel bilancio regionale, come sempre avaro con la provincia mantovana, mentre trova risorse infinite per la Pedemontana che doveva essere realizzata con i soldi dei privati.

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