Archivi del mese: luglio 2017

Un marchio per il cibo a km 0

imageL’idea di un marchio che caratterizzi i prodotti dell’impresa agricola contadina,  valorizzerebbe sicuramente il lavoro e la produzione a km 0. Questa è la proposta che intendo fare a Regione Lombardia per l’istituzione di un marchio di filiera «chilometro zero», o di produzione contadina che garantisca la qualità ambientale superiore del prodotto alimentare, connessa al ridotto apporto di emissioni inquinanti derivanti dal trasporto in tutti gli stadi della filiera e garantisca la provenienza del prodotto direttamente dall’azienda agricola. Questo marchio di conformità volontario può essere inserito nel Testo Unico sull’agricoltura nell’articolo dedicato alla filiera corta. Dal censimento del 2010 risultavano ben 12.000 aziende agricole lombarde che attuavano una forma di commercializzazione dei propri prodotti, numeri sicuramente cresciuti. E non si capisce il perché da ben 5 anni la proposta di istituzione del marchio di denominazione contadina prenda polvere nei cassetti della Commissione Europea e non si traduca in una direttiva, così come avvenuto per i prodotti tipici di montagna. È una situazione inaccettabile sulla quale la Regione e il Governo hanno l’obbligo di intervenire per tutelare la straordinaria peculiarità del nostro sistema agricolo, frutto di tradizioni che si perdono nella notte dei tempi. Il cibo a km 0 acquistato presso le aziende agricole vicine a noi è più fresco a la sua rotazione ci insegna a riscoprire la stagionalità dei prodotti del nostro territorio. Il contadino può vendere i prodotti tradizionali della sua fattoria, tipici del territorio in cui vive e lavora; mentre il consumatore cha fa la spesa a km 0, dal canto suo, sa di comperare merce freschissima, che non ha subito rincari o alterazioni dovute al trasporto. Quindi possiamo dire che l’agricoltura a km 0 e la spesa a kilometro zero sono una filosofia di consumo ecosostenibile; le aziende agricole aprono le porte delle loro fattorie ai consumatori dando la possibilità di poter acquistare prodotti genuini e di prima scelta senza dover passare per forza attraverso intermediari.

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Mantova calcio: ho portato il caso alla Commissione Antimafia

La vicenda del Mantova Calcio e dell’acquisto delle quote da parte di persone vicine ad esponenti del clan dei Casalesi arriva anche in Consiglio regionale e in particolare alla Commissione speciale Antimafia. ll Consigliere del Pd Marco Carra ha infatti interessato il presidente della commissione Gian Antonio Girelli, chiedendo di porre attenzione anche a questo caso. imageNe ho parlato subito con il collega presidente Girelli che mi ha assicurato il suo interesse per la vicenda. Mi farà sapere a breve come intende trattarla ma ho appreso che non si tratta di un caso del tutto singolare. L’attenzione verso il mondo dello sport e in particolare del calcio da parte delle organizzazioni malavitose è un fenomeno già riscontrato negli ultimi anni, anche se il caso del Mantova calcio, tuttora a rischio di fallimento, sembra avere contorni peculiari. A maggior ragione varrà la pena che la commissione, proprio partendo dal caso di Mantova, metta sotto osservazione tutte le commistioni tra il mondo sportivo e le realtà mafiose.

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