Archivi del mese: maggio 2017

Ospedale di Pieve: dopo tante promesse a quando i fatti?

imageDopo tante promesse stiamo ancora aspettando i fatti. Che cosa aspetta la Regione a potenziare il presidio ospedaliero di Pieve di Coriano, attivando una sperimentazione gestionale che lo possa far diventare un presidio ospedaliero interregionale strategico? Sono tornato alla carica e ho presentato una interrogazione all’assessore regionale. Dopo due anni dall’approvazione del mio ordine del giorno e dopo un anno dalla presentazione del piano di sviluppo che i sindaci del mantovano e i rappresentanti dell’ASST erano venuti a proporre in commissione Sanità, dopo tante, troppe promesse, ora vorrei vedere qualche risultato. Nel documento presentato ho riporta nel dettaglio tutte le dichiarazioni e le promesse degli ultimi due anni: l’approvazione dell’ordine del giorno il 5 agosto 2015, gli articoli dei quotidiani, le dichiarazioni dell’assessore Gallera, le richieste formali dei sindaci del territorio alle dichiarazioni dei giorni scorsi arrivate dall’Oltrepo mantovano che si prepara a una vera e propria mobilitazione. Il presidio ospedaliero di Pieve di Coriano – si legge nel documento – nella revisione del sistema sanitario lombardo, può svolgere, come indicato dal Consiglio Regionale e confermato dall’Assessorato, un importante ruolo quale Presidio Ospedaliero interregionale, poiché fornito dei reparti specialistici ed eroga prestazioni sanitarie appropriate ad assolvere a questa funzione. Ma i fondi erogati fino ad ora, poco più di 145mila euro, sono ridicoli e non sono palesemente sufficienti a rendere il presidio efficiente e attrattivo in un’ottica di interregionalità.

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Ancora due anni per completare i lavori dell’ospedale di Asola

marco 15Ho avuto stamattina, finalmente, la risposta all’ ennesima interrogazione sull’Ospedale di Asola da parte dell’assessore al Welfare Giulio Gallera in Commissione Sanità Finalmente, dopo troppi rinvii, ci hanno dato i tempi del termine dei lavori di ristrutturazione. Certo ci aspettavamo tempi più brevi di quelli che ci sono stati riferiti oggi. Tra poco più di due anni, salvo intoppi e ritardi, cui ci hanno purtroppo abituati, saranno terminati i lavori del presidio ospedaliero di Asola, fermi dal 2014 per verifiche tecniche, il cui completamento è arrivato solo al 70% e per il quale sono state raccolte in un mese le firme di decine di migliaia di cittadini stanchi di attendere.  La gente è esasperata per questi lavori infiniti, l’ospedale in questione ha infatti un bacino di utenza di circa 90mila pazienti, che comprende, oltre alla provincia di Mantova, anche quella di Cremona e Brescia. Nel 2010 sono infatti iniziati i lavori di ristrutturazione che avrebbero dovuto essere terminati entro 3 anni e interessare, nella prima fase, il Pronto Soccorso, il secondo piano (ossia la ex Medicina) e un’ala del primo piano (ex Endoscopia digestiva, ex Oculistica e relativa sala operatoria). La seconda fase doveva invece riguardare l’ala del primo piano oggi occupata dall’Ostetricia e Ginecologia e un’ala del piano terra. Ma, dal 2014, il cantiere è fermo ed è stata bloccata la seconda fase di ristrutturazione. Ho ringraziato l’assessore per aver finalmente sbloccato la pratica, dopo 3 anni di stop, deliberando 400.000 euro per la variante Certo è che altri 2 anni e mezzo per i lavori di completamento di un cantiere aperto nel 2010 non sono pochi: prendiamo atto che la stazione appaltante – Infrastrutture Lombarde – sarà certamente competente dal punto di vista tecnico, ma per quanta riguarda la gestione di un appalto, lascia a desiderare, dal momento che attendere 10 anni la ristrutturazione di un ospedale di territorio (non la sua costruzione) francamente sembra un po’ troppo. Al prossimo intoppo i 23mila cittadini che hanno firmato per chiedere la conclusione dei lavori dell’ospedale di Asola si presenteranno sotto la sede di Regione Lombardia a chiedere spiegazioni. Vigileremo affinché non ce ne sia bisogno.

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Fondi per gli ospedali mantovani carenti, mancano almeno risonanze e parcheggi

sanità lombardiaOtto milioni di euro per gli ospedali mantovani. Bene! Anzi,no. Si tratta per la gran parte di interventi preannunciati, alcuni dei quali dovevano essere terminati da tempo. In particolare Bozzolo e Asola sui quali ho sempre tenuto alta l’attenzione e fatto un pressing costante in Regione. Bene il nuovo acceleratore del Poma, ma dove sono le risonanze magnetiche? Esiste in tutta Mantova una sola risonanza in ospedali pubblici, contro le tre di Cremona e le sette di Brescia. Avevo chiesto due nuove risonanze, una a Mantova e una a Pieve, ma la mia richiesta è stata vergognosamente respinta. La ripresento, sperando che stavolta non ci sia una bocciatura della maggioranza, ma la presa d’atto di questa necessità.  A proposito di Pieve, leggo che viene valorizzato. Con ben 145.000 euro per il nuovo Presidio Ospedaliero Territoriale ( ricoveri per i malati cronici ). Giusto per capirci, il reparto c’è già, basta qualche piccolo intervento. Invece l’ospedale interregionale, che ho fatto approvare nel 2015 è ancora fermo al palo. Il vero salto di qualità passa dalla risonanza e dall’accordo con Emilia e Veneto per fare crescere ulteriormente la struttura. Dalla Regione solo silenzio assordante.
E veniamo al parcheggio. Vengono stanziati 600.000 euro per il nuovo parcheggio delle Rems di Castiglione, opera necessaria, ma ci si dimentica l’enorme problema causato da una progettazione completamente sbagliata del parcheggio del Poma. Intervenite subito! Le cronache parlano di sosta selvaggia e di multe. Ma la colpa è chiaramente dell’inadeguatezza degli spazi. Le multe non vengono fatte ad autisti incivili ma a malati e parenti che vanno a trovare i propri cari ricoverati. Immaginate chi, magari anziano, non è in grado di fare km a piedi per andare a fare gli esami. Dove lascia la macchina? Oppure deve rinunciare o andare magari dal privato che ha un comodo parcheggio? Sia chiaro, i vigili fanno il loro dovere, e non è tollerabile intralciare le ambulanze, però è altrettanto chiaro che chi prende la multa deve ringraziare il Poma e il tecnico che ha progettato il parcheggio, per l’incapacità. 
Ho predisposto una interrogazione urgente e mi aspetto non solo una risposta positiva, ma in tempi brevissimi risorse certe per la soluzione di questa vergogna. Dobbiamo mettere in condizione le migliaia di persone che ogni giorno si recano al Poma per motivi di salute, di avere un accesso adeguato all’ospedale, non di farsi salire la pressione a 180,  girando e rigirando per trovare un posto che non c’è. Perché i mantovani hanno gli stessi diritti e meritano la stessa attenzione degli altri cittadini lombardi.

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Regione smemorata sulla soppressione dei passaggi a livello della linea Mantova-Milano

imageDa anni mi sto battendo per migliorare e sviluppare il trasporto ferroviario mantovano. L’interrogazione sulla soppressione dei passaggi a livello di Bozzolo, mira a capire se vi sia davvero la volontà della Regione di intervenire oppure siano solo parole vuote, nonostante in questo caso particolare la soppressione dei passaggi a livello interessi non solo Bozzolo ma anche la viabilità dei paesi confinanti, nonostante sia stato aperto un tavolo tecnico con ampie rassicurazioni e vi sia stata una raccolta firme imponente da parte della cittadinanza per chiedere soluzioni e infine vi sia la volontà di compartecipazione alle spese da parte di privati. Già nel luglio 2014, a seguito del report sulle problematiche della linea ( in particolare binario unico da Codogno a Mantova per 90 Km su 150 Km complessivi e troppi passaggi a livello, 71ossia 4 ogni 5 Km) avevo detto  che apprezzavo il mea culpa nell’ammettere la disastrosa situazione della linea ma che volevo vedere i fatti e un cronoprogramma dei lavori con le risorse necessariePoi nel recente Piano della mobilità, che contiene le priorità della Regione, ho fatto inserire il raddoppio, anche selettivo, della linea e la soppressione dei passaggi a livello, perchè la Giunta aveva dimenticato di farlo. Incredibile ma vero! Anche perchè è un’opera fondamentale per la viabilità mantovana attesa da anni. Ora che è nero su bianco non possono più fare marcia indietro e quindi via agli accordi con RFI per eliminare i passaggi a livello che causano rallentamenti e ritardi ai treni, oltre a forti disagi per la popolazione che si trova ad attendere troppo tempo per attraversarli. Ora Regione batta un colpo, cominci a dimostrare che davvero si interessa al nostro territorio e alle esigenze dei cittadini. Se vogliono i lavori a Bozzolo possono iniziare in brevissimo tempo. Mi aspetto una risposta seria e soddisfacente. In caso contrario saremmo alle solite promesse non mantenute.

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