Archivi del mese: marzo 2017

Crisi CSP: ho chiesto audizione urgente in Regione

marco 10Ho appena chiesto un’audizione urgente in Commissione dei vertici di Csp International Fashion Group di Ceresara, dei rappresentanti sindacali, dei rappresentanti degli enti locali e delle associazioni di categoria coinvolte. La situazione del gruppo mantovano si sta, infatti, negli ultimi mesi facendo via via più complicata e dal 1 aprile potrebbero scattare i primi tagli, dopo che, già dal 2009, l’azienda vive di contratti di solidarietà, applicati per scongiurare dei licenziamenti che ora, invece, a quanto si è appreso da sindacati e da fonti di stampa, sembrano essere inevitabili. Novanta esuberi ( ora settanta) annunciati dalla proprietà dell’azienda dovrebbero diventare effettivi tra pochi giorni. Abbiamo chiesto la convocazione dell’audizione per fare chiarezza in merito alla situazione di grave crisi occupazionale che sta coinvolgendo i lavoratori della Csp International e ci aspettiamo che possa essere messa al più presto in calendario e che Regione metta in campo tutti gli strumenti possibili per far fronte a questa ennesima crisi.

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Nuovi LEA Emilia già partita, Lombardia ancora al palo

sanità lombardiaDai vaccini alla cura dell’endometriosi, dal trattamento dell’autismo all’ampliamento delle malattie rare, con relative esenzioni, fino al miglioramento della qualità dell’assistenza grazie a dispositivi tecnologicamente avanzati, basti pensare agli ausili informatici e di comunicazione per persone con gravissime disabilità. Dunque, nuove cure e più esami e visite che i cittadini, gratuitamente o pagando un ticket, possono effettuare attraverso il servizio sanitario regionale. Questo il significato dei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, che in Emilia-Romagna diventano operativi. La Regione, con una delibera di Giunta approvata lunedì, annuncia infatti di avere compiuto l’ultimo passo necessario, il recepimento del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, per trasferire sul territorio le novità introdotte a livello nazionale. Si sono mossi in tempi rapidi per rendere immediatamente operativi i nuovi livelli di assistenza e sono stati i primi a dare il via libera al provvedimento. Speriamo che succeda presto anche in Lombardia.

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Discutiamo il mio progetto di legge sull’agricoltura sociale

imageL’agricoltura sociale si caratterizza per esprimere il ruolo multifunzionale dell’agricoltura nel campo dei servizi alla persona, affiancando alla tradizionale funzione produttiva attività di carattere sociale, socio-sanitario, educativo, di formazione inserimento lavorativo, di ricreazione, diretti in particolare a fasce di popolazione svantaggiate o a rischio di marginalizzazione. Il progetto di legge n.136 che ho presentato già nel febbraio 2014, e predisposto sulla base delle linee di indirizzo emanate a livello europeo, dell’indagine conoscitiva nazionale e della ricognizione effettuata da Regione Lombardia nel 2012, colma l’attuale vuoto normativo sulla materia a livello regionale (il tema è solo introdotto dalla L.R. 31/2008 all’art. 8 bis), offre una definizione normativa delle fattorie sociali e specifica le attività connesse, individua misure di sostegno e istituisce un osservatorio regionale.
Il progetto di legge non è ancora stato portato in discussione in Commissione VIII. Come per altri temi affrontati in questa ultima legislatura, quale ad esempio le “fattorie didattiche”, la maggioranza tende a prevedere in legge solo indicazioni di carattere molto generale e a demandare alla Giunta Regionale ogni disposizione attuativa.

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Sostegno abitativo per genitori separati o divorziati

Finalità: contributi agli Enti proprietari in modo che possano essere effettuati interventi di manutenzione su alloggi da destinare in locazione ai genitori separati/divorziati.  I soggetti destinatari ultimi del beneficio saranno i genitori separati o divorziati con figli, in particolare con figli minori o disabili che soddisfano i seguenti requisiti: – non risultano assegnatari della casa coniugale in base alla sentenza di separazione o di divorzio, o comunque non hanno la disponibilità della casa familiare; - hanno l’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento per i figli in base a sentenza del giudice; - sono residenti in Lombardia da 5 anni continuativi; - hanno ISEE in corso di validità uguale o inferiore a € 20.000; 3 – sono genitori, dando priorità a quelli con figli minori o figli disabili; - non sono assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Aler o dei Comuni; - non risultano titolari del diritto di proprietà, diritto di uso, usufrutto o di altro diritto reale di godimento di un’altra abitazione; – non sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per reati contro la persona

Decreto 2460 del 2017

Beneficiari: gli Enti pubblici, gli Enti privati non profit iscritti nei rispettivi registri ed albi e gli Enti riconosciuti dalle confessioni religiose operanti in Lombardia, con cui lo Stato ha stipulato patti o accordi

Scadenza: 31 ottobre 2017 - Le singole ATS provvederanno a pubblicare gli avvisi rivolti ai genitori separati/divorziati entro il 27 aprile 2017

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Approvata riforma per le nomine dei direttori generali in sanità

marco 5Da ottobre sarà operativo l’elenco unico nazionale per i direttori generali Il Governo ha infatti approvato un decreto legislativo sui dirigenti della sanità (ma in via informale e verrà mandato in Conferenza Stato-Regioni). Questo provvedimento concluderà il suo iter entro il mese di giugno, essendo stata già istituita la commissione di valutazione. L’elenco è aperto a manager di comprovata esperienza nel mondo sanitario, ma anche ad altri manager di altri settori. La permanenza nell’elenco dura per quattro anni, è un elenco aperto. C’è un sistema di aggiornamento e di valutazione del gruppo dei dirigenti che gestiscono 113 miliardi della spesa sanitaria in Italia. Ci sarà una valutazione dei direttori generali tenendo conto del raggiungimento degli obiettivi dati, con l’ottimizzazione dei servizi sanitari nel rispetto dei bilanci concordati. I Lea diventano un elemento primario di valutazione e tra i criteri è stato inserito anche quello della riduzione delle liste di attesa Viene precisato che una volta individuati gli idonei appartenenti all’albo nazionale, la valutazione dei candidati è effettuata dalla Commissione regionale, nell’ambito della procedura regionale, “per titoli e colloquio; la nomina della Commissione regionale è demandata al Presidente della Regione; le modalità e i criteri della valutazione vengono definiti dalle Regioni, tenendo conto che, in ogni caso, le Regioni possono dettare ulteriori “modalità e criteri di selezione” al fine di individuare il candidato più idoneo a ricoprire l’incarico che si intende attribuire; nell’ipotesi di decadenza e di mancata conferma dell’incarico, le Regioni possano procedere alla nuova nomina oltre che con la procedura prevista dal decreto legislativo 171/2016, anche mediante l’utilizzo degli altri nominativi inseriti nella rosa di candidati, purché si tratti di una selezione svolta in data non antecedente agli ultimi tre anni e che comunque, in ogni caso, i candidati della rosa risultino ancora inseriti nell’elenco nazionale. Sullo schema di decreto dovranno essere dovranno essere acquisiti: l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, il parere della Conferenza Unificata, il parere del Consiglio di Stato nonché i pareri delle competenti Commissioni parlamentari.

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Bando per servizi per l’infanzia e l’adolescenza a supporto della conciliazione vita-lavoro

foto smallfamilyFinalità: sostenere progetti di potenziamento dell’offerta di servizi per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di offrire soluzioni fortemente flessibili alle esigenze di conciliazione vita – lavoro della famiglia. I progetti dovranno riguardare lo sviluppo, il consolidamento o la qualificazione di servizi socio educativi innovativi e flessibili per l’infanzia e l’adolescenza individuati tra le seguenti tipologie: servizi di assistenza e custodia rivolti a minori a supporto del caregiver familiare; servizi per la gestione del pre e post scuola e dei periodi di chiusura scolastica (grest e oratori estivi, doposcuola, ecc..); servizi di supporto per la fruizione di attività nel tempo libero a favore di minori (es. accompagnamento e fruizione di attività sportive e ludiche, visite a parchi/musei, ecc…).

Beneficiari: le proposte devono essere presentate da partenariati costituiti da almeno tre soggetti appartenenti alle seguenti categorie (partner beneficiari/effettivi): enti pubblici locali; enti accreditati per la gestione di unità d’offerta sociali e/o socio-sanitarie in regolare esercizio; organizzazioni del terzo settore iscritte nei registri regionali o nazionali o ad analoghi elenchi regionali/nazionali; enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. È obbligatorio che tra i soggetti beneficiari sia presente almeno un soggetto pubblico.

Decreto 2612 del 10 marzo 2017 – Scadenza: dalle ore 12:00 del 13 aprile 2017 fino alle ore 12:00 del 3 maggio 2017

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Bando per progetti sulle Pari Opportunità

associazionismoFinalità: diffusione di una cultura del rispetto verso le donne e le ragazze come base su cui si fonda la promozione delle pari opportunità, anche al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne, attraverso il sostegno a iniziative progettuali in grado di sviluppare interventi locali di informazione, formazione, sensibilizzazione e attivazione di servizi finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo. Il contributo massimo per ciascuno progetto non potrà superare € 15.000,00. Il contributo regionale per i progetti ammessi non potrà superare il 50% del costo complessivo del progetto. Contributo a fondo perso per al massimo il 50% delle spese ammissibili

Beneficiari: soggetti iscritti all’Albo regionale delle Associazioni e dei Movimenti per le Pari opportunità (di cui all’art. 9, l.r. 8/2011) nell’anno 2016 che, per disposizione statutaria o dell’atto costitutivo, non perseguano fini di lucro; enti locali territoriali che aderiscono alla Rete regionale dei Centri Risorse Locali di Parità* (di cui all’art. 10, l.r. 8/2011)

Scadenza: dal 24 marzo 2017 al 30 giugno 2017

Link: http://www.consultazioniburl.servizirl.it/ConsultazioneBurl/ n. 12 del 23 marzo 2017 Serie Ordinaria

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Sanità lombarda fuori controllo: tangenti persino sulle protesi

marco 5La vicenda che ha portato all’arresto del primario di ortopedia dell’ospedale Pini evoca scenari da incubo.Le frasi intercettate nella nuova inchiesta sulla sanità lombarda sono agghiaccianti e ricordano la terribile vicenda della Clinica Santa Rita di qualche anno fa ma anche la più recente inchiesta sull’odontoiatria. E ancora una volta è la magistratura ad accorgersi di anomalie che svelerebbero, se dimostrati, dei veri crimini. È evidente che il sistema dei controlli interni non funziona e certo non giova che l’agenzia dei controlli in sanità non sia ancora stata messa in grado di funzionare a dovere. Sul tema dei controlli, come confermano le recenti cronache, Maroni non ne sta azzeccando una.
Chiameremo l’assessore Gallera a riferire prima possibile in commissione.

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Lombardia ultima in classifica in Italia sui finanziamenti europei per i Piani di Sviluppo Locale

imageUn caso emblematico di cattiva gestione dei fondi europei è quello del Sostegno allo sviluppo locale che vale 66 milioni di euro. Dopo che molti dei territori definiti svantaggiati hanno unito sinergie pubbliche e private per presentare i progetti, a differenza che in passato, questa volta l’assessorato all’Agricoltura ha lasciato fuori qualcuno dal bando, che in questo caso era stato pure fatto. Ma questa scelta errata ha scatenato una serie di ricorsi che, di fatto, hanno bloccato la Misura e oggi la Lombardia è praticamente l’unica regione di tutta Italia a non aver potuto distribuire nemmeno un euro dei 66 milioni a disposizione. Poiché chiaramente è tutto bloccato, se non si risolverà la questione in tempi rapidi, dando il via ai finanziamenti, si corre il rischio di perderli. Per il momento di sicuro nessuno vedrà un euro: intanto bisogna aspettare la decisione del Tar, prevista per il 19 aprile, ma non è detto che sia finita, perché qualunque sia il risultato, la parte che verrà scontentata potrebbe impugnarlo e l’iter giuridico proseguirebbe. D’altra parte, la questione è diventata veramente imponente: alla fine sono 7 i soggetti che risultano aver fatto ricorso ai quali vanno aggiunti tutti i cosiddetti ricorsi incidentali presentati. È evidente che così i tempi si allungano di molto. Noi è da mesi che sollecitiamo Regione Lombardia a finanziare tutti i progetti ammessi, ma siamo rimasti inascoltati e la questione si è sempre più aggravata.

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Fondi europei: gravi ritardi della Lombardia

imageDall’Europa  i soldi arrivano, e anche molti. Un bel fiume di denaro che potrebbe inondare la Lombardia un po’ in tutti i settori produttivi. E invece rimane fermo alla fonte perché chi amministra oggi questa Regione non fa i bandi e di conseguenza non elargisce le risorse. A pagarne le spese è prima di tutto l’agricoltura che vede la Lombardia ai primi posti in Italia in quanto a produzione. Ma questo pare non interessare molto l’attuale giunta regionale. La presunta eccellenza di Regione Lombardia, rispetto alla gestione dei fondi europei, è smentita da fatti in parte oggi oggetto di attenzione anche della Magistratura (come nel caso dei fondi Bei) in parte di livello politico, come nel caso dell’agricoltura. Il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, che permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare tutte le risorse economiche a disposizione del sistema agroalimentare, in Lombardia può contare su 1.157 milioni di euro di cui 499 milioni provenienti dall’Ue, 461 milioni dallo Stato e 197 milioni dal bilancio regionale. Ebbene, di quei soldi, al 31 dicembre 2016, la Regione ha speso solo 89 milioni di euro, ovvero il 7,69%. L’eccellente Lombardia si ritrova non ai primi posti, come accadeva in passato, ma dietro a Bolzano (19,78%), al Veneto (15,54%), a Trento (10,97%), alla Sardegna (10,28%), all’Umbria (9,92%) e all’Emilia Romagna (8,43%). E a pari merito con regione italiane che vengono definite arretrate o poco virtuose dalla stessa Lega.

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