Archivi del mese: novembre 2016

Ex Opg di Castiglione: potenziare servizi territoriali e gestione pazienti dimessi

Il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e la riorganizzazione della rete è un tema seguito da mesi con grande attenzione. Avevo già presentato un’interrogazione all’assessore, poche settimane fa, in Aula, inerenti la struttura lombarda di Castiglione delle Stiviere. E ora ho ricevuto in Commissione Sanità risposta alle mie ultime domande.

Ho ribadito all’assessore le preoccupazioni inerenti alla struttura lombarda di Castiglione delle Stiviere nell’ambito del piano di riorganizzazione della rete degli ex ospedali psichiatrici giudiziari. Attualmente Regione Lombardia ha attivato 8 Rems provvisorie a Castiglione delle Stiviere, a fronte delle 6 definitive che il programma regionale individua nelle stessa sede, e senza quindi realizzare momentaneamente le 2 Rems di Limbiate, per un totale di 160 posti. Avevo già chiesto quanti pazienti sono stati dimessi e dove sono stati inviati nel 2015 e ora ho ottenuto i dati del 2016.

I pazienti dimessi dalle REMS lombarde nei primi 10 mesi del 2016 risultano essere 101, dei quali 65 residenti in Lombardia e sono stati rispettivamente destinati: 9 presso il loro domicilio; 1 presso i Servizi psichiatrici ospedalieri; 13 presso strutture residenziali pubbliche; 30 presso strutture residenziali private accreditate regionali; 3 presso strutture extraregione private accreditate; 3 stranieri sono stati rimpatriati nei Paesi d’origine; 6 sono stati trasferiti in carcere. Ci auguriamo che questi primi mesi di sperimentazione per dare attuazione alle linee guida nazionali possano dare risposte concrete ai malati e alle loro famiglie e che i percorsi di riabilitazione funzionino in riferimento agli specifici bisogni dei soggetti coinvolti. Nel frattempo continueremoa monitorare con attenzione.

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Mantova prima in Italia per qualità della vita

imageE’ Mantova la provincia italiana dove si vive meglio. Lo dice la ricerca annuale di ItaliaOggi con l’Università La Sapienza di Roma. Questo riconoscimento arriva dopo il terzo posto nazionale come città ecosostenibile, assegnato da Legambiente. Il tutto nell’anno di Mantova capitale della cultura. Sono felice di questi risultati che premiano il buon lavoro dei nostri amministratori. Ovviamente rimangono problemi importanti da affrontare, come la mancanza ormai cronica di infrastrutture e la creazione di posti di lavoro. Mantova scalza Trento, che era al primo posto senza interruzioni dal 2011 nella classifica annuale di ItaliaOggi-Università La Sapienza sulla qualità della vita e che ora deve accontentarsi del secondo posto. Altro nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall’ottava posizione. Scivolano, quindi, Pordenone (da terza a quarta) e Bolzano (da seconda a ottava).

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Bandi per la promozione del cicloturismo

Linea A – Promozione innovativa del prodotto cicloturismo in Lombardia 

Finalità: promuovere il settore del cicloturismo lombardo attraverso canali innovativi commerciali e di comunicazione nonché piattaforme tecnologiche dedicate a sviluppare nuovi prodotti turistici e migliorare quelli già esistenti

Beneficiari: partenariati composti da almeno n. 10 soggetti tra cui MPMI, guide e accompagnatori turistici, consorzi di promozione turistica e associazioni pro loco. Possono partecipare a tale aggregazione anche i bed and breakfast di cui all’art. 29 della l.r. n. 27/2015 e le attività di affittacamere esistenti all’entrata in vigore della l.r. n. 27/2015.

 

Linea B1 – Infrastrutturazione macro-assi

Finalità: migliorare i livelli qualitativi delle infrastrutture e dei servizi connessi al cicloturismo in un’ottica di turismo sostenibile. La misura finanzia progetti di infrastrutturazione dei macro-assi ciclabili (individuati dalla mappatura di cui all’allegato A) I progetti sono orientati a garantire le seguenti opere principali: • il completamento dei percorsi cicloturistici già esistenti in termini di fruibilità turistica; • il collegamento con i nodi del sistema della mobilità collettiva (stazioni/fermate ferroviarie e del trasporto pubblico locale); • interventi per il raccordo tra i percorsi cicloturistici e itinerari turistici legati alle principali attrattività turistiche esperienziali del territorio (itinerari religiosi, dello shopping, culturali, enogastronomici e naturalistici) per mettere a sistema servizi e prodotti che conferiscono unicità all’esperienza turistica lombarda.

Beneficiari: aggregazioni composte da almeno n. 10 Enti locali lombardi (comuni, le province, le citta’ metropolitane, le comunita’ montane, le comunita’ isolane e le unioni di comuni) interessati dagli interventi previsti.

 

Linea B2 – infrastrutturazione percorsi ciclabili minori

Finalità: migliorare i livelli qualitativi delle infrastrutture e dei servizi connessi al cicloturismo in un’ottica di turismo sostenibile. La misura finanzia progetti di infrastrutturazione di percorsi ciclabili minori a valenza turistica.

Beneficiari: l’ente locale lombardo territorialmente competente rispetto all’intervento previsto.

 

Scadenza per tutte le linee di intervento: dalle ore 10,00 del 14 dicembre 2016 alle ore 10,00 del 27 gennaio 2017

Link: http://www.consultazioniburl.servizirl.it/ConsultazioneBurl/ Serie Ordinaria – Venerdì 04 novembre 2016

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Renzi e Maroni firmano il Patto per la Lombardia da 11 miliardi

imageVale quasi undici miliardi di euro il patto che il premier Matteo Renzi ha siglato venerdì 25 novembre a Milano con il presidente della Lombardia Roberto Maroni. Di questi il governo stanzia direttamente circa 720 milioni di euro che, con effetto leva, dovrebbero permettere nei prossimi anni la realizzazione di opere e interventi per la cifra indicata sopra. La restante parte è fatta dallo sblocco di procedure, accordi con enti e impegni delle società del Tesoro. La parte del leone la fa Pedemontana, che vale sul piano per 2,7 miliardi. Non di soldi pubblici, ma tanto può generare la garanzia che la Regione si è impegnata a mettere a disposizione in cambio dell’allungamento del possesso delle quote di Asam oltre il 2018. Ma ci sono anche opere che interessano il mantovano come  il raddoppio del ponte tra Revere e Ostiglia, la progettazione del raddoppio della linea ferroviaria da Mantova a Codogno, la realizzazione della ciclabile Vento lungo il Po, la terza corsia sull’Autobrennero.
Ci saranno anche una serie di fondi indistinti che permetteranno ai comuni di concordare con la Regione opere necessarie per il territorio. Tra questi, 379 milioni per la rete viaria regionale, 110 milioni per le politiche abitative, 80 per studi di fattibilità di altre opere che saranno condivise con i sindaci, 47,6 per la messa in sicurezza dei percorsi escursionistici.

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Mantova green

imagePer Legambiente è la migliore città lombarda nel rispetto dell’ambiente. Terza nella graduatoria nazionale.

Anche quest’anno Legambiente, in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, ha realizzato un dossier che mira a tracciare una fotografia delle performance ambientali del Paese attraverso un’analisi dei risultati ottenuti dalle principali città in diversi ambiti quali aria, acque, rifiuti, mobilità ed energia. Mantova è la città capoluogo che dimostra di avere la migliore capacità di risposta e gestione ambientale. Risulta infatti prima a livello lombardo e terza nella graduatoria nazionale.
Questo risultato è solo l’ultimo di una serie di successi che la Giunta Palazzi sta inanellando nell’ultimo anno e dimostra ancora una volta che quando si lavora bene i frutti arrivano. La Giunta sta promuovendo al meglio le qualità di Mantova rinnovandola profondamente nei diversi ambiti quali cultura, innovazione ed ambiente. Cosa che le è stata riconosciuta dagli esponenti di tutti livelli, dal presiedete del Consiglio a quello di Regione Lombardia e ora anche da Legambiente.

 

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Tutela per i 130 operai forestali di Ersaf (ente che gestisce 23.000 ettari di foreste regionali)

imageIl Consiglio regionale della Lombardia ha deciso che gli interventi di manutenzione idraulico-forestale eseguiti da Ersaf vanno salvaguardati e che la forza lavoro va mantenuta. La mozione urgente, presentata su iniziativa del Gruppo regionale del Pd ma sottoscritta da tutti i gruppi, è stata, infatti, approvata all’unanimità e quindi ora impegna la Giunta ad attivarsi affinché, analogamente a quanto attuato in altre Regioni, siano individuati entro il 31.12.2016 gli indirizzi amministrativi e procedurali che consentano di preservare a decorrere dal 1.1.2017 il personale Ersaf preposto agli interventi sul patrimonio forestale. Il patrimonio forestale regionale ricopre una superficie di circa 23mila ettari e la relativa manutenzione è assicurata grazie all’opera di 130 operatori forestali stagionali dipendenti da Ersaf. Ma le spese del personale assunto con contratti da operaio stagionale sono state considerate assoggettabili alle disposizioni della legge finanziaria 2010 in cui è prevista una riduzione del costo complessivo di almeno il 50% rispetto al relativo costo riferito all’anno 2009. In realtà, non solo si tratta, appunto, di stagionali, ma per il personale di Ersaf al momento vige la deroga introdotta dal Collegato 2014 e riferita alle disposizioni per Expo 2015, che prevede che il limite per i lavori in amministrazione diretta non sia applicato per le assunzioni di personale a tempo determinato necessarie alla realizzazione di opere e alla prestazione di servizi e altre attività strettamente connesse all’esposizione universale, fino alla conclusione di queste e comunque non oltre il 31.12.2016. E il 26 ottobre scorso i sindacati regionali hanno scritto al presidente Maroni, agli assessori regionali e ai capigruppo consiliari per sollecitare un’azione urgente di Regione Lombardia, una delle poche regioni a non essere ancora intervenuta sulla questione con appositi atti. Ad esempio, il Veneto ha individuato una soluzione a tutela degli operatori forestali, nel rispetto della normativa vigente. Anche la Lombardia, ora, deve intervenire con urgenza per garantire la continuità dell’azione di presidio e tutela del territorio e il mantenimento della forza lavoro ordinariamente impiegata da anni.

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C’è qualcosa che non torna nel bilancio di Regione Lombardia

imageLa giunta regionale ha approvato  la legge di bilancio per il triennio 2017 – 2019.  Maroni ha lamentato tagli per 400 milioni da parte del Governo, salvo poi annunciare un piano straordinario di 500 milioni per la sanità. In esso dovrebbero starci sia gli investimenti per l’acquisto di nuove apparecchiature, sia la costruzione di almeno due nuovi ospedali (uno per Busto Arsizio e Gallarate e uno a Milano al posto degli attuali San Carlo e San Paolo). Oltre a ciò la giunta ha promesso un impegno sulle liste d’attesa, per l’assunzione di personale in più e per una nuova, non precisata, manovra sui ticket. Questo annuncio arriva dopo la notizia che il Governo ha aumentato di due miliardi il fondo sanitario nazionale, ha aggiunto risorse per i nuovi Livelli essenziali di assistenza e ha rifinanziato la legge sull’edilizia sanitaria.
Solo accennate, invece le altre cifre, tra cui spiccano la voce per le infrastrutture (450 milioni) e il trasporto pubblico regionale e locale (410 milioni). Vengono stanziati 54 milioni per il fondo sociale regionale che difficilmente diverranno 70 nel corso dell’anno, com’era stato negli anni scorsi. Secondo Maroni, se il Governo non avesse tagliato risorse alle Regioni, la Lombardia avrebbe potuto togliere i ticket e abolire il bollo auto. Basti dire che la tassa di circolazione vale per Palazzo Lombardia ben 900 milioni di euro l’anno e che, peraltro, le Regioni non hanno la facoltà di cancellarla.
Maroni lamenta tagli insostenibili e poi annuncia piani straordinari per centinaia di milioni: c’è qualcosa che non torna. La realtà è che il Governo ha stanziato due miliardi in più per la sanità e la Lombardia utilizzerà la sua quota. Ormai è chiaro che il presidente accusa il governo per giustificare il fatto che non abolirà i ticket sanitari e non cancellerà il bollo auto.

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Il nostro no alla nuova legge sui parchi

imageUna diversa idea di parchi ha visto contrapposti al voto in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale. Nessuno degli 85 emendamenti dei democratici è stato preso in considerazione. E, d’altra parte, la revisione della prima bozza della proposta di legge non è stata sufficiente per noi. Dopo che le molte audizioni hanno sostanzialmente stroncato la proposta di legge della maggioranza, il testo è stato rivisto. L’idea di creare le macroaree, ad esempio, va nella direzione che noi abbiamo sempre auspicato e si avvicina ai nostri Aress, gli Ambiti regionali di sviluppo sostenibile. Ma il fatto che al centrodestra ne bastino 9, mentre noi ne proponiamo 16, di cui una nuovissima con il parco del Po, e insisteremo su questo anche in fase di discussione in Aula, la dice lunga sulla diversa filosofia che anima le due concezioni: per la maggioranza si tratta solo di un’opera di razionalizzazione e di risparmio, nemmeno fossero uffici o sportelli territoriali inutili; noi, invece, vogliamo valorizzare il concetto di area protetta, con un allargamento della partecipazione a sindaci e Comuni, con un ruolo di primo piano dei territori e dei loro rappresentanti, con una visione a largo raggio che tiene dentro la lotta all’inquinamento e al consumo di suolo. Ebbene, nella legge che propone il centrodestra non c’è nulla di tutto questo. Anzi. Dopo nostra insistenza, gli incentivi sono stati raddoppiati, passando da 210mila a 420mila euro, ma, primo sono ancora troppo pochi e si può fare uno sforzo maggiore, inoltre sono destinati solo agli accorpamenti tra parchi regionali. Anche in questo caso, senza una visione a più ampio raggio.

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