Archivi del mese: ottobre 2016

Mantova e Asola diventino aree di crisi industriale per attrarre investimenti

La Commissione IV Attività produttive ha chiesto la candidatura di Mantova come area di crisi aziendale non complessa, a seguito delle richieste di attenzione pervenute dai consiglieri del territorio, preoccupati dal susseguirsi di crisi aziendali rilevanti.

Parliamo di un territorio in cui la recessione economica, la deindustrializzazione e la perdita occupazionale hanno avuto un impatto significativo sulla cittadinanza anche se in forma meno grave e diffusa rispetto ai casi di aree a crisi complessa.

Poiché il comune di Mantova come ho più volte segnalato presenta una situazione particolare, da un lato fortemente penalizzata dal susseguirsi di crisi e dall’altra caratterizzata da piccoli timidi passi verso percorsi di reindustrializzazione, abbiamo chiesto all’Assessore, oggi in Commissione, con un mandato unanime, di mettere in campo adeguati strumenti utili a sostenere il rilancio competitivo del nostro territorio in una fase complicata. E crediamo che questo sia possibile  attraverso l’inserimento dell’area mantovana all’interno della lista dei territori a crisi non complessa in modo che le imprese che vi insistono possano ottenere facilmente risorse a cofinanziamento per ricominciare e valorizzare attività e territori. Chiediamo in ogni caso che Regione Lombardia abbia una particolare attenzione per Mantova, mettendo in campo tutti gli strumenti previsti dalla normativa, compresi gli Accordi per la competitività, e su questo vorremmo un impegno formale. E per il comprensorio di Asola che lo stesso assessore Parolini mi ha assicurato sarà inserito nella lista che Regione invierà al Ministero per la dichiarazione di area industriale di crisi.

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Pesca di frodo nel Po: pubblicata la legge

imageE’ stata pubblicata sul Burl n. 40, supplemento del 4 ottobre 2016, la legge regionale n. 23 dal titolo: Ratifica del protocollo di intesa tra la Regione Lombardia, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Piemonte, la Regione Veneto e l’Autorità di bacino del fiume Po per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e per la tutela del patrimonio ittico nel fiume Po. Ribadisco la mia soddisfazione perché segue la risoluzione che avevo illustrato al Consiglio ed era stata approvata all’unanimitá.

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Spandimento fanghi nei terreni agricoli

Gli odori nauseabondi che i cittadini di Mariana Mantovana stanno sentendo fin da troppo tempo sono al centro di un’interrogazione alla Giunta e all’assessore firmata da Marco Carra, capogruppo in commissione Agricoltura.
Questa puzza viene provocata dagli sversamenti effettuati con regolare autorizzazione su alcuni terreni agricoli in Comune di Mariana. Si tratta di fanghi di origine agro industriale e di conceria. Il consiglio comunale di Mariana ha espresso all’unanimità le preoccupazioni della comunità tutta rispetto ai timori che la situazione ambientale venutasi a creare possa avere ripercussioni sulla salute dei cittadini.
Da un punto di vista normativo, questa pratica è regolata da Regione Lombardia con una delibera del 2014, sulla quale pende però una sentenza del Tar che ne annulla alcune parti e per la quale la Regione ha determinato di presentare impugnativa davanti al Consiglio di Stato. Il caso di Mariana è, infatti, esplicativo di una situazione che interessa tutta la regione, anzi, il tema, come si sa, è di assoluta rilevanza nazionale e vale per qualsiasi territorio. D’altra parte, il Comune di Mariana Mantovana e i suoi cittadini non hanno riscontri oggettivi sulle modalità e tipologia dei controlli eventualmente effettuati e le analisi, prima degli spandimenti, vengono svolte dalle stesse aziende che si occupano dello spargimento dei fanghi.
Chiedo all’assessore “se è a conoscenza della vicenda; quali sono i dati in possesso da parte di Regione Lombardia o relativamente al monitoraggio dei siti interessati a questa vicenda; se si sono verificati superamenti delle soglie previste dalla legge; se Arpa ha provveduto a dei controlli sulle aree interessate; se Regione Lombardia intende mettere in campo qualche azione di ulteriore controllo, visto l’allarme lanciato da tutta la comunità di Mariana Mantovana; se, infine, non si ritenga utile e necessario rivedere la normativa, soprattutto per quanto riguarda i controlli, che deve prevedere anche un coinvolgimento degli enti locali soprattutto al verificarsi di situazioni analoghe”.

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Superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari: potenziamento dei servizi territoriali ed esiti alle dimissioni

A seguito della Relazione al Parlamento sulle criticità riscontrate rispetto al superamento degli Opg sparsi per l’Italia, ho presentato un’interrogazione a risposta immediata in Aula, durante la seduta odierna del Consiglio regionale. Ho ribadito all’assessore le preoccupazioni inerenti alla struttura lombarda di Castiglione delle Stiviere nell’ambito del piano di riorganizzazione della rete degli ex ospedali psichiatrici giudiziari. Attualmente Regione Lombardia ha attivato 8 Rems provvisorie a Castiglione delle Stiviere, a fronte delle 6 definitive che il programma regionale individua nelle stessa sede, e senza quindi realizzare momentaneamente le 2 Rems di Limbiate, per un totale di 160 posti. Ho chiesto in particolare poi quanti sono stati dimessi e dove siano stati inviati. Di tutti coloro che sono usciti dagli ex OPG a motivo del superamento del termine di legge, 4 sono poi rientrati in REMS per successivi atti della magistratura conseguenti a comportamenti dei pazienti, mentre risulta che i pazienti dimessi siano 230, dei quali 97 residenti in Lombardia. Da quanto confermato dall’assessorato in Aula, poi, di questi ultimi, 19 sono stati dimessi presso il domicilio, 2 presso i servizi psichiatrici ospedalieri, 64 presso strutture residenziali di varia tipologia (comunità terapeutiche psichiatriche, comunità a vocazione sociale). Il resto delle dimissioni sono per altri motivi e verso altre tipologie di destinazioni (trasferimento presso strutture penitenziarie, Rems di altre regioni, ecc.). Mi auguro che quanto prima possano partire le strutture alternative a Castiglione, ossia le due Rems di Limbiate, che permetteranno all’ex OPG mantovano di andare a regime con le 6 Rems previste dalla legge, togliendo la pressione sulle 8 attuali. E comunque occorre potenziare sempre di più i servizi territoriali e utilizzare la Rems come soluzione residuale a favore di misure alternative per un percorso vero di recupero sociale.

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Bando per lo sviluppo delle cooperative:dall’11 ottobre al 4 novembre

Finalità: sostenere, riconoscere e promuovere lo sviluppo e il potenziamento della cooperazione in Lombardia in attuazione della L.r. 36/2015.

Misura a «Servizi»: acquisizione di servizi orientati allo sviluppo, all’innovazione e alla strutturazione di processi imprenditoriali;

Misura b «Circoli Cooperativi»: ristrutturazione di sedi e attrezzature necessari allo svolgimento dell’attività sociale dei circoli cooperativi;

Per entrambe le misure è prevista la concessione di un contributo a fondo perduto di importo fisso (voucher) peri a € 5.000,00, a rimborso di una spesa minima effettuata pari a € 6.500,00.

Beneficiari: micro piccole e media imprese, costituite in forma di cooperativa, con sede legale e/o unità operativa attiva in Lombardia e, alla data di presentazione della domanda, in possesso dei seguenti requisiti:

Misura a: essere iscritte e attive nel registro delle imprese delle Camere di Commercio come imprese cooperative, cooperative sociali e consorzi costituiti da un minimo di 12 mesi fino ad un massimo di 36 mesi;

Misura b: essere iscritte e attive nel registro delle imprese delle Camere di Commercio come imprese cooperative, con i requisiti dei circoli cooperativi ai sensi dell’art. 12 dellla l.r. 36/2015.

Scadenza: dalle ore 14.30 dell’11 ottobre sino alle ore 12.00 del 4 novembre 2016

Link: http://www.unioncamerelombardia.it/images/file/AI_BANDI/bandovouchercoop_def.pdf

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Maroni e la Terzi si mettano d’accordo su quanti parchi vogliono

Maroni e la Terzi si devono mettere d’accordo: uno vuole che i parchi coincidano con i Cantoni, quindi da 24 dovrebbero diventare 8, l’altra si aspetta che siano i gestori stessi a proporre il numero e la dimensione delle nuove aggregazioni. È fondamentale saperlo mentre stiamo affrontando il progetto di legge sulla riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio. Delle due l’una: o Maroni ha già deciso e quindi non ha senso proseguire una discussione su un provvedimento per altro già calendarizzato per il 25 ottobre, oppure, il presidente faccia una passo indietro e noi continuiamo a discutere il progetto di legge presentato. Dopo una marea di audizioni con tutti i soggetti interessati e preoccupati di quello che cambierà in vista delle aggregazioni richieste dal progetto della Giunta, dobbiamo cominciare a entrare nel vivo della discussione del pdl e come Gruppo Pd abbiamo posto il problema. Se l’idea dell’assessore Terzi è di favorire l’integrazione tra le diverse aree regionali protette, d’altra parte il suo presidente Maroni ha già definito che le aggregazioni dovranno essere solo 8.

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Fauna selvatica: finalmente la Regione si sveglia

L'intervento di Marco Carra

Erano anni che si attendeva un’iniziativa della Regione sul contenimento della fauna selvatica, dei cinghiali ma anche degli ungulati come cervi e caprioli, quindi diciamo sin d’ora che siamo favorevoli a discutere e approvare una legge in materia, che peraltro abbiamo sollecitato molte volte negli ultimi mesi. Proprio la settimana scorsa abbiamo avuto in commissione agricoltura l’audizione delle associazioni agricole che ci segnalavano la gravità del problema anche con esempi concreti in ordine alla devastazione dei campi e all’esiguità dei risarcimenti che si possono ottenere. Apprezziamo l’iniziativa di Coldiretti, che ha dato finalmente la sveglia alla Regione. Daremo certamente il nostro contributo. Vorremmo solo sottolineare che l’aver tolto alle Province le competenze relative all’agricoltura e alla caccia non ha certo favorito le operazioni di selezione e contenimento, che difficilmente possono essere efficaci senza la conoscenza diretta e capillare del territorio.

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