Archivi del mese: gennaio 2016

Riforme costituzionali: ok ai tavoli territoriali in Lombardia

Un percorso di confronto con gli enti locali e le loro rappresentanze, col Consiglio delle Autonomie locali, col mondo del lavoro e delle imprese per dare vita a una proposta condivisa di definizione degli assetti istituzionali in Lombardia. E’ questo il principale contenuto dell’ordine del giorno approvato in Aula consiliare a larga maggioranza, contrario solo il Movimento 5 Stelle, alla fine del lungo confronto sulle riforme costituzionali. Il documento impegna la Giunta insieme all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ad avviare in tempi brevi un confronto sul territorio, per far emergere una proposta di assetto istituzionale efficiente e rispondente ai bisogni dei cittadini lombardi. Tante le priorità evidenziate dal parlamento lombardo, a partire dal principio del rispetto delle peculiarità geografiche e sociali di ogni territorio.  Noi siamo pronti a fare la nostra parte: abbiamo già riunito i sindaci dei comuni capoluogo e i presidenti di provincia per costruire la nostra proposta di legge di riforma degli assetti delle autonomie locali che elimini gli enti inutili, che semplifichi la vita dei cittadini e che permetta di risparmiare risorse e migliorare i servizi.

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Reddito di autonomia: legge a rischio

Il tavolo di lavoro salta per uno scontro tra Lega e Ncd. Così, dopo il sostanziale flop delle misure varate dalla giunta si rischia anche di non riuscire ad approvare una legge sul sostegno ai redditi più bassi con un reddito minimo. Maroni ne aveva fatto una bandiera, ma come spesso capita c’è più fumo che arrosto. Una legge sul reddito di autonomia sarebbe importante, purché indichi le misure e i beneficiari e non si limiti a dare carta bianca alla giunta regionale di turno, come vorrebbe la Lega per avere le mani libere Con provvedimenti spot.

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Linea Mantova-Milano: gli interventi previsti sono una goccia nel mare

trenord 1I 9 milioni di euro per la Milano – Mantova previsti dall’accordo di programma sottoscritto tra Rfi e Regione Lombardia sono una goccia del mare.Per di più l’intervento dovrebbe completarsi nel 2022. Cosa significa? Che per altri sette anni dovremo convivere con il disastro quotidiano a cui siamo abituati da anni? La situazione in cui versa il trasporto ferroviario mantovano è indecente e la la Regione deve metterci mano più prima che poi. I problemi sono sempre gli stessi e sono riconducibili alla scarsa manutenzione delle carrozze (molto spesso chiuse, senza riscaldamento o con problemi di funzionamento dell’ impianto di illuminazione), delle linee con passaggi a livello mal funzionanti e soprattutto del binario unico che va subito raddoppiato, almeno in alcuni tratti. E mai possibile che dobbiamo aspettare, se tutto va bene, ancora sette anni, per  non avere poi un servizio ferroviario degno di questo nomevisto che si interviene solo sul nodo di Castellucchio? Basta prese in giro, è ora di fatti concreti e non di fumo negli occhi.

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Trenord batte cassa in Regione

E i problemi della linea, delle rotaie, del l’eliminazione dei passaggi a livello? Senza un adeguato piano industriale i cento milioni all’anno che Trenord chiede a Regione Lombardia per rinnovare il parco rotabile ( nuovi treni) saranno soldi del contribuente spesi confusamente e invano, buoni solo per qualche manifestazione di giubilo (!!!) quando si inaugura un nuovo convoglio. Come pensano Regione Lombardia e Trenord di migliorare il servizio di trasporto ferroviario e di fare i necessari investimenti se si continua a proporre un progetto a corto respiro? Cinque anni di contratto sono insufficienti per pensare di dare una svolta ad un vettore che presenta evidenti limiti di affidabilità e di puntualità. Dopo anni desolatamente buttati è ora di dare la svolta che auspichiamo da anni, ovvero quella di mettere a bando di gara europea il sistema ferroviario regionale così come fatto in Emilia Romagna che, scegliendo questa strada, ha avuto la possibilità di rinnovare i due terzi del parco rotabile ammortizzando gli investimenti nei prossimi 22 anni e mezzo. In Lombardia servono 200 treni nuovi per un investimento di circa 1,5 miliardi di euro. Cosa aspettiamo a seguire l’esempio emiliano?

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No a una nuova legge regionale sull’acqua

Un processo faticoso, che ha portato notevoli criticità e difficoltà , ma che sta procedendo. E che quindi non può essere assolutamente rimesso in gioco da una nuova, eventuale legge. Sono le conclusioni del PD al termine delle audizioni, tenutesi  in Commissione Ambiente, con alcuni Ato, gli Ambiti territoriali ottimali, tra cui Mantova. E’ evidente che il percorso di riforma dell’ assetto del servizio idrico integrato, introdotto con la legge regionale del 2010, è stato impegnativo e faticoso per gli Ato, oltre tutto costantemente sollecitato e incalzato in questi anni da Regione Lombardia, al fine di rispondere adeguatamente alle necessità  di realizzare i dovuti interventi infrastrutturali. Il processo ancora in atto, sta pian piano avanzando, e registra finalmente significativi risultati nella direzione degli obiettivi fissati. Un’ennesima nuova legge farebbe sì anche che, paradossalmente, chi si oppone al gestore unico di ambito, rinuncerebbe all’aggregazione. Tra l’ altro si è aperta per tutti gli ambiti una stagione di grandi investimenti con una programmazione di interventi su acquedotti, fognature e depurazione pari a una media di circa 20 milioni di euro l’ anno in ciascun Ato. In questo momento una eventuale ulteriore ipotesi di riorganizzazione della gestione del servizio idrico integrato, così come ipotizzata dal progetto di legge 238, presentato da Forza Italia, bloccherebbe gli investimenti rendendo vani gli sforzi portati avanti dai territori sino a ora.

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Insistere su Eni-Versalis

Il patto tra istituzioni e lavoratori va avanti, nonostante l’arroccamento di Eni ed occorre insistere. Il problema Versalis, che ho sollevato in Regione, ha portato finalmente ad una consapevolezza anche da parte di Regione Lombardia, della gravità della situazione. Il documento comune delle Regioni Emilia, Lombardia e Veneto per lo sviluppo della chimica, che include Mantova, va nella giusta direzione. Fondamentale il passaggio nel quale si chiede la conferma e la realizzazione in tempi strettissimi dei piani di investimento di ENI e ENI-Versalis e in particolare: dell’investimento di circa 1 miliardo e 200 milioni nel periodo 2015-2018 concentrati soprattutto nel ˜quadrilatero padano” (Ferrara-Mantova-Ravenna-Venezia). Anche la ricerca di un eventuale partner deve tener conto della disponibilità ad investire in sviluppo e innovazione e dovrebbe essere un partner industriale vocato alla chimica, non certo lo sconcertante fondo finanziario individuato da Eni, che non si comprende come possa fare ad acquisire quote

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Smog: fare subito gli interventi

Ieri il  Consiglio, all’unanimità,ha approvato la mozione del PD sull’inquinamento, proprio nella giornata in cui l’Assessore illustrava ai Comuni le deludenti decisioni prese da Regione Lombardia per combattere lo smog, già commentate dall’assessore Murari con affermazioni che condivido integralmente. Ancora una volta invece il Pd propone misure concrete per migliorare la qualità dell’aria e abbattere lo smog e l’approvazione della mozione ha dimostrato che la maggioranza ha recepito la denuncia che facciamo da tempo di una situazione che è veramente al limite, anzi oltre, e che richiede misure concrete ma soprattutto la capacità di intervenire in modo strutturale. Misure che, durante questi mesi, con continuità, abbiamo cercato sempre di sollecitare. In particolare con la mozione approvata “si impegna la Giunta a proseguire in modo incisivo l’azione per assumere un ruolo di regia per quanto riguarda le azioni di contenimento dell’inquinamento a breve, medio e lungo termine; a definire politiche organiche sul territorio per evitare il superamento dei limiti; a intensificare i rapporti con le altre Regioni della Pianura Padana e con i Ministeri interessati al fine di estendere i provvedimenti antismog in emergenza aria su tutto il territorio padano per ragioni di efficacia ed efficienza; a relazionare entro il mese di febbraio 2016, al Consiglio regionale, sullo stato di avanzamento dei lavori per la predisposizione del Piano clima e del Piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici regionale”. Insomma la Regione deve impegnarsi molto di più di quanto sinora fatto, sopratutto quando lo stato di urgenza è superato, per pianificare una vera lotta contro l’inquinamento comune a tutto il territorio padano e non a macchia di leopardo.

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Nutrie: quali risorse ci mette Regione Lombardia?

Ci siamo detti assolutamente in linea con Regione Lombardia sulla necessità di un’azione coesa e comune. Però a questo punto chiediamo una precisazione. Se i 150mila euro che la Giunta dice che sono a disposizione per l’eradicazione delle nutrie sono in più rispetto a quanto già previsto, non possiamo che essere soddisfatti e condividere anche in questo caso la scelta fatta da Regione Lombardia. Ma se si tratta degli stanziamenti 2015 finiti, per un errore contabile, nel bilancio 2016, allora non solo non ci basta, ma ci sembra pure in contraddizione rispetto a quanto va dicendo il presidente Maroni. Viene annunciato che per la lotta alle nutrie Regione Lombardia mette a disposizione 150mila euro dal proprio bilancio per il Piano regionale di contenimento ed eradicazione, ma non si spiega da dove vengono presi questi soldi. Vorremmo che la Giunta fosse più chiara perché quei soldi, più altri 75mila, approvati in fase di bilancio grazie a un emendamento, mentre noi chiedevamo in realtà 300mila euro in più e ci parevano ancora pochi, sono a bilancio, quindi nessuno deve metterli a disposizione perché lo sono già, come sanno bene anche gli enti locali destinatari. Sono invece d’accordo con la Giunta rispetto alla proposta di chiedere al Ministero della Salute l’autorizzazione a utilizzare un milione di euro destinati alla lotta al randagismo per combattere, invece, una piaga che sta facendo danni importanti a migliaia di coltivatori lombardi, nonché agli argini aumentando di molto il rischio idrogeologico.

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Nutrie: subito reperire risorse e rimuovere ostacoli

Condividiamo da tempo le preoccupazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Fava sulle nutrie: il problema non va più rinviato. In Lombardia abbiamo una visione comune e concreta e chiediamo solo di poter agire. Al più presto Governo e Regione devono reperire le risorse e rimuovere gli ostacoli normativi per dare piena efficacia ai piani di abbattimento che, però, così come sono configurati ora, sembrano essere ancora troppo blandi. Bisogna partire subito con l’obiettivo di procedere all’eradicazione di questa specie nociva che crea danni importanti al territorio, all’agricoltura e potenzialmente anche alla salute. E per quanto riguarda il tema delle risorse è fondamentale reperirle e anche molto in fretta, come diciamo da tempo: senza un intervento straordinario, già da ora rischiamo di trovarci di fronte a una vera emergenza che, se trascurata, richiederà ben altri sforzi economici.

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Finalmente anche Regione Lombardia contro la vendita di Versalis al Fondo finanziario

Dato che solo nello stabilimento di Mantova lavorano 960 dipendenti, oltre a 1000 lavoratori indiretti e 10mila addetti nelle attività chimiche coinvolti da questo progetto di disinvestimento di Eni, ho presentato oggi in Aula un’interpellanza, già depositata il 16 dicembre, per sapere come Regione Lombardia – che non ha partecipato alla prima audizione con le altre regioni coinvolte, alla Camera, a dicembre – intenda affrontare il problema e quali passaggi intenda fare. L’assessore oggi in Consiglio regionale ci ha fatto sapere che Regione Lombardia ha finalmente raccolto le preoccupazioni del Pd e che, insieme alle altre regioni è pronta a intervenire nei confronti di Eni Versalis sulle scelte di disimpegno. Regione Lombardia sta dunque seguendo la questione di Versalis, sia sul piano occupazionale che sul piano industriale-produttivo, come chiesto dal Pd. Sono soddisfatto di questa precisazione perchè in questo caso solo l’unione tra tutti può costituire un ostacolo per le azioni di Eni. Non va abbandonata nè la produzione attuale, nè la ricerca sulla chimica verde e va individuato eventualmente un interlocutore industriale con il quale valorizzare e sviluppare ulteriormente gli asset. Giovedì 14 dicembre Regione Lombardia è convocata e questa volta  parteciperà all’incontro a Roma, assieme alle altre Regioni,  col ministro Guidi e l’ad dell’Eni per fare il punto e si presenterà all’incontro con un documento unitario, firmato proprio oggi da tutte le Regioni interessate. Il patto tra sindacati e istituzioni può quindi avere concretamente la possibilità di scongiurare la vendita di Versalis al Fondo finanziario. Da parte mia ritengo che avere sollevato con forza questo grave problema in Consiglio Regionale sia stato importante per convincere la Regione ad essere ora parte attiva e non spettatore come la volta precedente, nel processo in atto.

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