Archivi del mese: dicembre 2015

La famiglia che cambia chiede nuove e diverse risposte

Sono sempre di più in Lombardia le famiglie monogenitoriali, frutto, non più di vedovanza, ma di scelte da parte dei coniugi o di maternità senza padri, che ormai hanno raggiunto due cifre percentuali. E proprio questa tipologia familiare, secondo la ricerca presentata  in Commissione Sanità e Sociale da Eupolis rischia più delle altre di precipitare nella marginalità, perché più fragile. Occorre tornare a una visione politica di prospettiva che accompagni l’evoluzione della società che ormai è rapidissima e ci costringe a modificare i modelli di intervento ormai non più adeguati. Dalla ricerca emerge chiaramente una radicale trasformazione delle famiglie, il che comporta la necessità di mettere in campo nuove politiche sistemiche e dinamiche capaci di rispondere ai nuovi bisogni. Altrettanto evidente appare la necessità di dare particolare attenzione alle donne, che rappresentano la stragrande maggioranza dei nuclei monogenitoriali. Le azioni messe in campo devono perciò essere in grado di arginare il grave rischio di povertà e esclusione sociale insito nella loro condizione di vita.

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Ai nuovi Direttori della sanità mantovana chiedo discontinuità con il passato

Auguro ai nuovi direttori della sanità mantovana, Lorenzo Ardissone, alla ATS e il confermato Luca Stucchi alla ASST un buon lavoro e che siano all’altezza delle sfide che pone la riforma della sanità Lombarda. Avevo chiesto unicamente rinnovamento e discontinuità nei confronti del passato, per ricominciare a ragionare fattivamente sullo sviluppo e la sempre maggiore risposta e implementazione della sanità mantovana. Mi auguro che ciò avvenga, cominciando dalla soluzione dei problemi e dei disagi ancora aperti nelle aziende sanitarie mantovane e che vi sia grande attenzione e collaborazione con i territori. Da parte mia garantisco una leale disponibilità ma nel contempo continuerò a vigilare sugli obiettivi e sui risultati, che è ciò che interessa alla gente, che chiede un servizio sanitario efficace ed efficiente. In tutto questo spero si valorizzi in maniera particolare il servizio pubblico e non il privato.

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Riconversione IES: bene progetti,ora stringere i tempi

raffineria iesOggi, dopo oltre un anno di lavoro e trattative, al termine del tavolo di monitoraggio sulla reindustrializzazione e di fronte a diverse proposte, l’orizzonte sembra finalmente un po’ più roseo. Ora non si perda più tempo però. Si proceda il più celermente possibile dato che il periodo trascorso è stato troppo lungo. Chiediamo perciò, di stringere quanto più possibile sui processi utili alla prima fase di reindustrializzazione, anche tenendo conto che a fine marzo scadrà la cassa integrazione dei lavoratori da reimpiegare. La Regione può e deve avere un ruolo attivo e importante predisponendo da subito gli strumenti formativi in modo tale che il giorno dopo la cessazione del lavoro con IES i lavoratori comincino la formazione attiva per il nuovo lavoro. Su questo vigilerò.

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Interpellanza urgente in Regione su Versalis

Importante cementificare l’alleanza lavoratori istituzione e chiedere garanzie all’azienda. Per questo ho appena presentato un’interpellanza urgente, dopo che Regione Lombardia è rimasta fuori dal tavolo di confronto parlamentare, svoltosi in Commissione Attività produttive alla Camera il 10 dicembre. Versalis, la società chimica di Eni che opera a livello internazionale nei settori della chimica di base, delle materie plastiche, delle gomme e della chimica da fonti rinnovabili, potrebbe infatti cedere il pacchetto di maggioranza detenuto da Eni a un nuovo partner che avrebbe caratteristiche finanziarie e non industriali.  Sebbene i siti lombardi dell’azienda, nel loro complesso, a Bollate, Rivanazzano e Mantova occupino centinaia di lavoratori e il gruppo Versalis a Mantova in particolare impieghi 960 dipendenti diretti e 300 indiretti, Regione Lombardia non ha partecipato all’audizione alla Camera al fine di conoscere i piani del gruppo industriale. L’assessore è a conoscenza dei possibili sviluppi sulla vicenda della cessione dei pacchetti azionari di Eni in Versalis e del fatto che il potenziale acquirente sia un fondo e non un gruppo industriale? Occorre salvaguardare uno dei settori produttivi più importanti della regione e del Paese e tutelare i lavoratori e la produzione dalle speculazioni finanziarie.

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Parco dello Stelvio: quanto ci vuole davvero investire la Regione?

A larga maggioranza, PD compreso, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge di recepimento dell’intesa sull’attribuzione di funzioni statali e dei relativi oneri finanziari al Parco nazionale dello Stelvio, in ottemperanza a una legge nazionale del 2013. D’ora in poi non possiamo più parlare di “parco nazionale”, definizione che rimarrà solo come indicativa e simbolica, perchè la rappresentanza legale sarà suddivisa in tre. In realtà novità vere non ce ne sono perché di fatto sembrerebbe che con questo voto si divida il parco, ma è già così da sempre: Alto Adige, Trentino e Lombardia hanno sempre investito in modo diverso. Quelli che ci hanno messo più risorse sono stati gli altoatesini, seguiti dai trentini e poi da noi lombardi. Ed è questo il vero punto e il vero banco di prova: capire se Regione Lombardia ha intenzione di investire qualcosa di più e lo vedremo già dal prossimo bilancio. Il motivo per cui il Pd ha votato a favore sta invece nell’impegno da parte del sottosegretario Parolo, che ha la delega alle politiche per la montagna, a poter rivedere la legge che si inserisce all’interno di un sistema molto articolato di gestione dello Stelvio. La Giunta assicura che farà questa sorta di test: si prova la nuova gestione per un anno e poi, nell’eventualità, si può rivedere.

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Mantova sede della nuova azienda tutela salute che raggruppa Mantova e Cremona

Sono soddisfatto dell’indicazione di Mantova come sede della nuova ATS della Val Padana, che accorpa le ASL di Mantova e Cremona. La questione era già stata posta a Maroni da parte mia, durante gli incontri per definire la legge di riforma sanitaria ed era stato previsto che, in caso di accorpamenti, la direzione sarebbe stata nella provincia più grande e popolosa. Nel nostro caso quindi Mantova. La decisione era già stata annunciata dallo
stesso Maroni in visita a Mantova ed oggi è ufficiale. Per il nostro territorio è un giusto riconoscimento e valorizzazione, considerata anche la lontananza da Milano. Finalmente viene riconosciuto il ruolo ed il peso della nostra provincia.

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Rinnovamento e discontinuità per la sanità mantovana

La valutazione e la short list per i direttori generali della sanità lombarda ci sono perché ai primi dello scorso agosto, dopo averlo proposto invano per anni, il Pd ha preteso che fossero inseriti in legge. Fu quello uno dei punti fondant chiesti a Maroni in cambio del ritiro delle migliaia di emendamenti e ordini del giorno che avrebbero bloccato per mesi l’approvazione della riforma. Bene, a questo punto il rinnovamento ci sarà per forza e finalmente terrà conto di criteri oggettivi, riducendo la discrezionalità della politica nella scelta. Ho letto i curriculum dei promossi e vi ho trovato in larga parte competenze e professionalità, a riprova che il lavoro della commissione è stato esauriente, pur con il poco tempo a disposizione. Fa piacere anche che vi siano molti direttori provenienti da altre regioni,in particolare Emilia, Piemonte e Veneto, che aspirano a misurarsi anche in Lombardia. Auspico che il rinnovamento interessi in modo particolare la provincia di Mantova, segnando una totale discontinuità con chi ha ricoperto i ruoli dirigenziali negli ultimi anni a guida delle aziende sanitarie mantovane, nell’ottica di un rilancio delle nostre strutture, sia come programmazione, sia come erogazione di servizi, al fine di sfruttare le potenzialità del nostro territorio. Ora spetta a Maroni fare sintesi e nominare i direttori. Conto sul fatto che, come ha detto più volte, scelga i più adatti per lo sviluppo di una zona di confine come la nostra.

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561.000 famiglie italiane in difficoltà per i costi di assistenza a un non autosufficiente

famigliaDal Rapporto Censis da poco pubblicato, si evince la necessità ed urgenza di aumentare i fondi per la non autosufficienza. Infatti:

  • Il 50,2% delle famiglie con una persona non autosufficiente (contro il 38,7% del totale delle famiglie) ha a disposizione risorse familiare scarse o insufficienti.
  • Per fronteggiare il costo privato dell’assistenza ai non autosufficienti 561.000 famiglie hanno utilizzato tutti i propri risparmi e/o dovuto vendere la casa e/o dovuto indebitarsi.
  • Si stimano in 4,7 milioni gli anziani che sarebbero disponibili ad accettare una soluzione residenziale, a patto che la qualità sia migliore.
  • La non autosufficienza, spesso, viene affrontata solo quando è conclamata: il 30,6% dei cittadini non ci pensa, il 22,7% vedrà il da farsi solo quando accadrà. Il resto della popolazione conta sui risparmi accumulati (26,1%), sul welfare (17,3%) e sull’aiuto dei familiari (17%).
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Voucher per inclusione sociale disabili: scadenza 16 dicembre

associazionismoFinalità:  Implementare l’autonomia, finalizzata all’inclusione sociale, di giovani e adulti disabili mediante il potenziamento delle attività finalizzate allo sviluppo delle abilità personali e socio-relazionali, alla realizzazione di percorsi di autonomia attuati da unità d’offerta/servizi a ciò dedicati. I destinatari sono le persone disabili medio/gravi: con età compresa tra i 16 ed i 35 anni con particolare riferimento alla disabilità intellettiva; con età superiore ai 35 anni con esiti da trauma o da patologie invalidanti che, dimessi dal sistema sanitario o socio-sanitario, necessitano di un percorso di acquisizione di ulteriori abilità sociali. Dotazione finanziaria 2.300.000 euro, voucher di 400 euro mensili.

Beneficiari: Ente capofila (Comune, Comunità Montana, Consorzio, Azienda speciale) dell’accordo di programma di Ambito/Ambiti ovvero di un più Ambiti.
Scadenza: 16 dicembre 2015 - Adesione all’Avviso da parte degli Ambiti

Link: Decreto n. X/10227/2015 (603 KB) PDFAvviso (528 KB) PDF

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Scadenza 16 dicembre: voucher di 400 euro mensili per migliorare la qualità della vita delle famiglie e delle persone anziane

rsaFinalità: Garantire alle famiglie, in condizione di vulnerabilità socio-economica, la possibilità di mantenere al domicilio consolidando i livelli di relazioni sociali e di capacità di cura del se del proprio congiunto anziano, mediante l’attivazione di voucher che garantiscano l’integrazione/implementazione dell’attuale rete dei servizi. I destinatari sono le persone anziane di età uguale o >75 anni,  in una condizione di deprivazione economica, il cui reddito ISEE di riferimento sia uguale o <10.000 euro annuui e con compromissione funzionale lieve conseguente ad uno stadio iniziale di demenza o di altre patologie di natura psicogeriatrica. – che vivono al proprio domicilio (compresi Alloggi Protetti per Anziani) e che non usufruiscono già di unità d’offerta/interventi/misure/prestazioni di carattere sociale o sociosanitario. Dotazione finanziaria di 2.500.000 euro, voucher di 400 euro mensili.

Beneficiari: Ente capofila (Comune, Comunità Montana, Consorzio, Azienda speciale) dell’accordo di programma di Ambito/Ambiti ovvero di un più Ambiti.
Scadenza: 16 dicembre 2015 - Adesione all’Avviso da parte degli Ambiti

Link: Decreto n. X/10226/2015 (510 KB) PDFAvviso (432 KB) PDF

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