Archivi del mese: maggio 2015

La Commissione europea ha approvato altri 24 Programmi di sviluppo rurale: la Lombardia ancora esclusa

La Commissione europea ha approvato 24 Programmi di sviluppo rurale (Psr), cioè quei piani volti a migliorare la competitività del settore agricolo dell’Ue, la cura per la campagna, il clima e il rafforzamento del tessuto economico e sociale delle comunità rurali nel periodo fino al 2020. Tra i programmi approvati per l’Italia ci sono la provincia autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Ma apprendiamo con rammarico che non c’è la Lombardia! Dopo che l’assessore regionale all’Agricoltura Fava aveva assicurato in tutti i modi che era stata la prima regione italiana a presentare la documentazione e sarebbe stata la prima a essere finanziata. In effetti, nei precedenti programmi era stata se non la prima dell’elenco, almeno nel gruppo delle prime ad avere l’ok europeo al Psr. Ci chiediamo perché quest’anno non lo sia, cosa sia successo, dove stia il problema. Siamo molto preoccupati per questo fatto e per quel che comporterà per gli agricoltori lombardi, visto che in ballo ci sono 1.157 milioni di euro per la programmazione settennale 2014/2020. E auspichiamo che al più presto venga approvato il Psr di Regione Lombardia, perché le aziende agricole attendono, senza ulteriori ritardi, le linee relative agli investimenti.

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Approvate le nuove regole per la raccolta dei funghi

È stato approvato all’unanimità oggi, in Consiglio regionale, il progetto di legge sulle nuove regole per la raccolta dei funghi in Lombardia. Se prima potevano essere anche i singoli Comuni a occuparsi di tutto, ora sono le Comunità montane a coordinare gli enti locali, decidere quindi insieme un regolamento, occuparsi della raccolta dei soldi per i tesserini. Se in generale la raccolta funghi in Lombardia è ora considerata gratuita, in deroga una sorta di contributo a raccogliere verrà pagato alle Comunità montane,  in quanto alcune zone sono maggiormente soggette al prelievo e non possono non avere un ritorno di qualche genere, a titolo di contributo ambientale. Così, invece, da un lato si riconoscono gli usi civici, come il fungatico, un valore per il territorio che intende valorizzarsi, dall’altro è molto importante che gli introiti fatti con i permessi di raccolta vadano destinati alla manutenzione e ai miglioramenti ambientali dello stesso territorio.

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Approvata la legge sulle badanti

È stato approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale la prima legge della Regione Lombardia sulle badanti. Da oggi l’assistenza familiare diventa un elemento della rete dei servizi alla persona, con la collaborazione di Comuni, del Terzo Settore e della Regione. Ecco che cosa cambia: La Regione promuoverà corsi di formazione per le badanti di 150/200 ore che rilasceranno l‘Attestato di Competenza di Assistente Familiare, dando dignità e professionalità al loro lavoro, aprendo a nuove occasioni di lavoro anche per giovani italiani. Vengono istituiti gli Sportelli territoriali per l’Assistenza Familiare e creati i Registri territoriali degli Assistenti Familiari e saranno introdotti sostegni economici in favore delle famiglie. Gli Sportelli avranno compiti di gestione dei Registri, di ascolto e valutazione dei bisogni delle famiglie in cerca di badanti, aiutandole nella scelta più appropriata, e forniranno informazione su qualunque aspetto riguardi le procedure di assunzione. Oggi le badanti in Lombardia sono circa 200mila e i due terzi lavorano in nero. Abbiamo finalmente messo alcune regole ma soprattutto abbiamo dato un aiuto alle famiglie a sentirsi meno sole nel momento in cui hanno bisogno di un’assistenza continuativa per i propri congiunti disabili o anziani non autosufficienti. I contributi alle famiglie più fragili, che la Regione dovrà definire in fase attutiva, saranno per il 2015 nell’ordine di 150 euro al mese.

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Tumore al seno: via alla prevenzione

Regione Lombardia è indietro nella lotta alla prevenzione. Per questo la Commissione sanità in settimana ha approvato una risoluzione che si pone come obiettivo l’istituzione e il coordinamento di unità di senologia multidisciplinare, le Breast Units, volte alla prevenzione del tumore al seno. Tutto questo per far sì che anche la Regione Lombardia recepisca le linee d’indirizzo approvate in Conferenza Stato Regioni. La risoluzione è stata approvata da quasi tutti i consiglieri, eccezion fatta per i pentastellati che, sull’onda delle recenti dichiarazioni del loro guru, hanno preferito astenersi.
La risoluzione è il risultato di un buon lavoro di squadra . Da parte nostra, in particolare, con la consigliera Sara Valmaggi, abbiamo chiesto l’incentivazione di tutte le attività di prevenzione e screening mammografico. Questo perché in Lombardia il tasso di adesione è ancora molto basso (solo 68 donne su 100 vi si sottopongono) ed è diversificato: va dal 57 % di Varese all’81% di Lecco. La necessità, inoltre è quella di estendere la fascia di età dello screening perché l’incidenza della malattia tra le più giovani è sempre più alto. Oggi in Lombardia lo screening è previsto tra i 50 e i 69 anni. Si tratta di estenderlo dai 45 ai 74 (con cadenza annuale tra i 45 e i 49), come consigliato dalle linee guida della Conferenza Stato Regioni”.

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Il Milano Pride chiede il patrocinio alla Regione

Dopo aver ottenuto l’assegnazione del patrocinio del Comune di Milano, dell’Ambasciata Svedese di Roma e della Chiesa Valdese le associazioni che organizzano il Milano Pride 2015 hanno avviato le pratiche per la richiesta del patrocinio alla Regione Lombardia per l’evento che si terrà il 27 giugno prossimo a Milano. La decisione, che verrà presa oggi dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, è tutt’altro che scontata. L’anno scorso il patrocinio venne concesso non senza polemiche: l’ago della bilancia in quell’occasione fu il vicepresidente del Parlamentino lombard il quale, contraddicendo all’ordine di scuderia del Carroccio, espresse voto favorevole assieme ai due membri di opposizione.
Ci aspettiamo che il Consiglio regionale conceda anche quest’anno il patrocinio a Milano Pride 2015. E’ un’occasione unica di sensibilizzazione sui temi dell’omosessualità e dei diritti civili e come tale il Pd Lombardo ne sostiene le finalità.

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Prorogato il termine delle domande per la Dote Scuola

Prorogato il termine di presentazione delle domande. Scadenza alle ore 12.00 del 31 luglio 2015.
Finalità
: 1) “Buono Scuola” finalizzato a sostenere gli studenti che frequentano una scuola paritaria che preveda una retta di iscrizione e frequenza per gli studenti che frequentano percorsi di istruzione; 2) “Contributo per l’acquisto di libri di testo e/o dotazioni tecnologiche” finalizzato a sostenere gli studenti delle scuole paritarie e pubbliche.
Beneficiari: per la dote scuola famiglie con isee inferiore o uguale a 38mila euro; per il contributo acquisto libri famiglie con ISEE inferiore o uguale a 15.494,00 euro (classi I, II e III delle scuole secondarie di primo grado e classi I e II delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi di istruzione e formazione professionale)
Scadenza: ore 12,00 del 31 luglio 2015
Link
:
Decreto n. 2164 del 19 marzo 2015 – Dote Scuola 2015/2016 (111 KB) PDF;
Allegato A – Avviso (546 KB) PDF;
Materiale ammesso all’acquisto con voucher Dote Scuola (42 KB) PDF

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Agricoltura: la Regione non svela i costi (salati) del nuovo sistema informatico

Non è stato possibile sapere quanto è costato il passaggio dal Sistema informativo agricolo di Regione Lombardia (Siarl) al Sistema informativo di gestione delle conoscenze (Sisco), il programma informatico che permette agli agricoltori lombardi di gestire le proprie pratiche.  Anche oggi, la risposta dell’assessore è stata la stessa dei funzionari nell’altra seduta: vi faremo sapere. Siccome le cifre che si fanno nell’ambiente sono piuttosto consistenti e la categoria lamenta grosse difficoltà nell’uso del nuovo sistema, decisamente più complicato del precedente, è importante far sapere cosa è costato e continua a costare alle tasche di tutti i contribuenti. È un sistema che ha avuto grosse problematiche, lamentate dalle organizzazioni di categoria almeno due volte con noi consiglieri. I tecnici di Lombardia Informatica ci hanno, invece, detto che dal 15 marzo era tutto pronto e funzionante, mentre le criticità, soprattutto rispetto al vecchio sistema, sono state rilevate dalle imprese agricole. L’assessore, dal canto suo, ha voluto precisare che si trattava di malfunzionamento o di inefficienza e che in questo senso bisognava senz’altro intervenire. Ha anche affermato che non c’è stato un aggravio di costi rispetto al Siarl precedente. Ma non è stato in grado di dirci di che cifre si parla. E per la seconda volta in poche settimane ci è stato risposto che avremo i dati solo prossimamente.

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Sostegno genitori separati: persino il Veneto è più avanti della Lombardia

Bocciato dal Pd. Il parere sul regolamento regionale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai coniugi separati con figli minori non incassa il sì del Pd. Troppo discriminatorio e non in linea con le scelte della società. Avevamo già espresso contrarietà sulla legge approvata in Consiglio regionale a giugno che già introduceva una differenza illegittima tra figli naturali e figli legittimi. Non soltanto la Chiesa ha fatto aperture importanti, persino il Veneto è più avanti della Lombardia, con una legislazione che registra la visione dei tempi e le scelte della società. L’obiettivo di questo regolamento, come quello della legge cui fa riferimento, dovrebbe essere il sostegno alla genitorialità, senza discriminazioni.

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Beni confiscati alle mafie: in Lombardia 5.000

L’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati (Anbsc), a settembre dell’anno scorso, contava in Lombardia 1252 beni, di cui 1029 immobili e 223 aziende. Oggi questo dato potrebbe essere almeno tre volte superiore. È quanto emerge dal racconto fatto dai rappresentanti di Libera alla Commissione speciale Antimafia questa settimana.
Libera ipotizza in 5000 il numero delle confische e sequestri. Una conferma ufficiale non c’è ancora perché l’Anbsc sta riaggiornando i dati e dal sito nazionale sappiamo solo che tra quelli sequestrati sono 735 quelli in gestione perché confiscati definitivamente. La notizia di Libera è eclatante perché alza significativamente il livello delle connessioni tra criminalità organizzata e società lombarda. Che il dato fosse destinato a salire rispetto ai dati di settembre, appariva chiaro a tutti, sicuramente anche per l’intensificarsi delle attività di indagine e di controllo della magistratura e delle forze dell’ordine. Ma sinceramente il dato, se confermato, sarebbe esplosivo e ci costringerebbe ad una riflessione ulteriore sull’intervento istituzionale.
Regione Lombardia deve rispondere con prontezza, irrobustendo la propria attività di sostegno alla rete di contrasto alle mafie e sostenendo con sempre maggior forza le attività di gestione dei beni ed anche per questo stiamo lavorando per dotare la Lombardia di una nuova legge antimafia che faccia del contrasto alle mafie uno dei punti cardine della attività istituzionale regionale. Ci stiamo accorgendo che la presenza mafiosa nei nostri territori, nei nostri comuni, nel tessuto imprenditoriale  è strutturale e questo deve convincerci a prestare attenzione al nostro modo di fare società, di fare impresa, di fare istituzione e da qui dobbiamo partire e cambiare, tagliando di netto ogni possibilità di commistione e recidendo tutti i legami con le organizzazioni criminali.

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Commercio equo e solidale: la nuova legge regionale

I dati del commercio equo e solidale in Lombardia. In Lombardia si contano 60 organizzazioni e soggetti che fanno commercio equo e solidale, 13.000 soci, circa 150 punti vendita e un fatturato delle organizzazioni pari acirca 18.000.000,00.= di euro. Nel complesso sono 2000 i volontari impegnati nelle botteghe lombarde e circa 300 gli addetti regolarmente retribuiti.

La novità della legge regionale lombardaDopo 10 anni dall’adozione della prima legge regionale in Italia, la Lombardia ha saputo cogliere la sfida di proporre un testo che sapesse rileggere e contestualizzare in chiave più moderna il concetto di commercio equo e solidale, introducendo il tema della valorizzazione dei prodotti di “filiera corta” di produttori piccoli e marginali, non solo dei Paesi in via di sviluppo, ma anche nazionali e locali. Un testo che promuove un’economia sostenibile che crea quindi sviluppo a beneficio dei produttori anche italiani e lombardi più marginalizzati e svantaggiati, a salvaguardia del territorio e dell’ambiente, e che sancisce in legge una evoluzione che di fatto in Italia e in Lombardia è già in atto in molte Organizzazioni.

Obiettivi e contenuti della leggeLa legge regionale ha l’obiettivo di introdurre innanzitutto in Lombardia misure per il riconoscimento ed il sostegno delle Organizzazioni del commercio equo e solidale che operano senza scopo di lucro in una attività di commercializzazione di prodotti derivanti da produttori marginali dei Paesi in via di sviluppo e locali, strettamente connessa e strumentale ad un’attività di sensibilizzazione ed educazione dei consumatori, In particolare il testo riprende le principali definizioni del fenomeno approvate dalle Organizzazioni e individua i soggetti e i prodotti del Commercio Equo e Solidale che possono beneficiare degli interventi previsti dalla legge.

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