Archivi del mese: marzo 2015

I corsi di laurea sanitari restano a Mantova

Esprimo grande soddisfazione di fronte alla notizia che è stato raggiunto un accordo, per il quale i corsi universitari sociosanitari resteranno a Mantova, come avevo chiesto più volte sia in maniera informale, impegnandomi pubblicamente sulla Gazzetta a fare tutto il possibile per evitare le chiusure, sia formalmente in Consiglio Regionale. Infatti, non appena appreso che l’Ateneo bresciano aveva deciso la chiusura dei corsi di laurea in fisioterapia, radiologia e per educatori professionali dell’Azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova, corsi, peraltro, molto apprezzati che garantiscono in tempi brevi un’occupazione alla maggior parte dei suoi diplomati, insieme al collega consigliere del Movimento 5 stelle, ho presentato in Aula una mozione per chiedere un mandato al Consiglio regionale che impegnasse la Giunta ad evitare il rischio. Se fosse stata confermata la chiusura dei corsi, infatti, sarebbe stata davvero una perdita rilevante per la città e per i suoi studenti futuri. Mi pareva una decisione inaccettabile. Il consiglio regionale si è espresso poi all’unanimità sulla proposta contraria alla chiusura di tutti i corsi di laurea sanitaria tenuti dall’Università di Brescia e, a seguito di quel voto, mi sono successivamente  associato all’appellodel mondo universitario mantovano, dagli studenti ai professori, rivolto al rettore e al Senato accademico dell’Università di Brescia per il mantenimento del corso di laurea in fisioterapia e più in generale di tutti i corsi sociosanitari nella sede di Mantova. Nel frattempo ho coinvolto l’ assessore Fava, in qualità di rappresentante mantovano in Giunta, per fare una pressione congiunta nei confronti dell’Ateneo bresciano anche e sopratutto con un incontro chiarificatore che mi è poi stato assicurato si sarebbe tenuto in tempo utile. Era stato chiesto dalla città intera che la politica facesse la sua parte, opponendosi alla scelta iniziale dell’Università di Brescia e cos’ è stato in maniera unitaria. Gli sforzi non sono stati vani, a quanto pare: l’assessore  Fava ha annunciato che, sentito il rettore, sentito l’assessore alla sanità Mantovani, nessuna chiusura è stata messa in calendario. Ora speriamo che effettivamente quello di Mantova possa diventare un ateneo a pieno titolo e che si possa procedere, in futuro, non solo con politiche conservative, ma anche di sviluppo.

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Bando edilizia scolastica: scadenza 10 aprile

Il 10 aprile scade il termine entro il quale gli enti locali lombardi possono presentare le domande per accedere ai finanziamenti per la ristrutturazione o la costruzione di nuove
scuole. Il bando è di 85 milioni di Euro. La Lombardia finanzierà al massimo 5 milioni di euro per progetto e chiederà agli enti locali di contribuire per almeno il 20% del costo del progetto. Quindi solo l’80% finanziato dalla regione (con fondi europei) sarà esente dal Patto, il resto sarà costituito da risorse proprie.

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Riforma del Terzo Settore: approvato il testo in Commissione Affari Sociali della Camera

Se alla conclusione dell’iter la Camera approverà il testo, si passerà al Senato per l’ulteriore necessaria approvazione prima che diventi legge. In ogni caso si tratta di una legge delega: si stabiliscono cioè solo i principi generali, e toccherà poi al Governo, con suoi decreti legislativi, entro un anno dall’approvazione della legge, fissare le regole nel dettaglio. Solo allora cominceranno a vedersi le conseguenze della Riforma sulla vita quotidiana degli enti non profit. Secondo il sottosegretario al welfare Bobba,il testo uscito dalla Commissione “definisce finalmente il perimetro degli enti del Terzo settore superando il regime concesso”, introduce Codice unico per gli enti non profit e Registro unico del Terzo Settore.

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Il PD dice sì alla legge sul primo soccorso pediatrico

Prevenire gravi incidenti e traumi ai bambini. Questo l’obiettivo della legge sul primo soccorso pediatrico approvata  in Consiglio regionale  con il voto favorevole del Partito democratico. Abbiamo voluto dire si a una legge  volta  a sostenere le attività di formazione sulle tecniche di disostruzione pediatrica  perché crediamo in questo progetto e siamo convinti della necessità di affermare il principio della  necessità di prevenire  gravi  incidenti  e traumi dei bambini. Positiva l’approvazione del nostro ordine del giorno  che garantisce   la gratuità dei corsi  per i  soggetti gestori e gli educatori dei nidi e dei servizi per l’infanzia. Questo per tutelare da possibili  speculazioni. Il  nostro documento prevede anche la richiesta di modifica della legge nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavori  con l’introduzione della formazione diffusa delle insegnanti nelle scuole”

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Nuova legge sulla polizia locale

Il Consiglio regionale ha approvato una legge che riordina la Polizia locale e mira a creare un coordinamento fra i vari comandi per avere “politiche integrate per la sicurezza urbana”, anche con la compartecipazione dei volontari. Il provvedimento è passato con il voto favorevole della maggioranza. Il Partito democratico ha espresso un voto di astensione.Non ci è piaciuto il metodo utilizzato dalla Giunta su una materia così importante inizialmente sono stati tagliati fuori gli enti locali e, sebbene durante i lavori di Commissione siamo riusciti a correggere questa stortura, ci rimangono alcune perplessità su una possibile ingerenza che la Regione potrebbe avere nell’autonomia dei comuni. Inoltre rimaniamo scettici su un punto della legge che prevede la possibilità di creare collaborazioni tra la polizia locale e associazioni di volontari.

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Avviso garanzia giovani-servizio civile: altri 912 posti

Finalità: 912 giovani tra i 18 e i 28 anni compiuti, a partire da aprile 2015, possono prestare il servizio civile per un anno in Lombardia.  La durata del servizio è per un periodo non inferiore agli 8 mesi e non superiore ai 12 mesi.

Destinatari: giovani tra i 18 e i 28 anni che siano: – inoccupati o disoccupati ai sensi del D.lgs.n. 181/2000;  non iscritti a percorsi di istruzione o formazione professionali ovvero percorsi universitari e terziari; non avere in corso di svolgimento attività di servizio civile o un tirocinio extra­ curriculare;  non avere in corso di svolgimento interventi di politiche attive attuate con Dote Unica Lavoro; essere in condizione di regolarità sul territorio nazionale; non aver riportato condanna penale , anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata. Le informazioni concernenti i progetti sono pubblicati sul sitowww.garanziagiovani.regione.lombardia.it; E’ possibile selezionare uno solo degli enti di servizio civile che risultano dall’elenco. Gli enti di servizio civile sono tenuti a convocare i giovani che hanno aderito al Programma Garanzia Giovani-servizio civile, preferibilmente entro 60 giorni dall’adesione.
Scadenza: dal 27 marzo fino ad esaurimento posti

Link: Decreto n. X/2223/2015 (1.2 MB) PDFAvviso (4.2 MB) PDF

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Depurazione acque: rischio di multe pesantissime

Anche la Lombardia rischia di dover rispondere davanti alla Corte di giustizia europea per la mancanza di sistemi per un adeguato trattamento delle acque reflue. La Commissione europea ha inviato proprio oggi a Roma un parere motivato – ultimo passo della procedura d’infrazione prima del deferimento alla Corte – in cui chiede all’Italia, e ai suoi enti locali, di adottare al più presto adeguate misure per porre rimedio a questa situazione. Altrimenti a pronunciarsi sulla vicenda sarà la Corte. Nel 2014 in Lombardia abbiamo 114 agglomerati, composti da 10 o più Comuni, in infrazione che hanno già subito la prima segnalazione da parte dell’Europa. Inoltre, ci sono 14 agglomerati che hanno, invece, già subito la prima condanna della Corte europea e alla seconda si paga: si parla anche di 10 milioni di euro, non spiccioli.  La soluzione del Pd è chiara: occorre un piano di intervento che si può attuare solo attraverso i piani d’ambito e quindi una corretta gestione del servizio idrico integrato. Il problema nasce con la normativa europea del 1991, recepita dall’Italia nel 1999, cioè ben 8 anni dopo, e dalla Lombardia solo con la legge 26 del 2003. La norma Ue di 24 anni fa diceva che bisognava evitare almeno il 75% dei carichi inquinanti, rappresentati da fosforo e azoto, per impedire che entrassero nei corsi d’acqua. Invece sia l’Italia che la Lombardia sono in pesante ritardo e ora la questione si può risolvere solo con un servizio idrico integrato veramente efficiente che si può ottenere con l’approvazione dei piani d’ambito e il loro finanziamento. Il nostro appello alla Regione è che deve fare la sua parte anche su questa materia così importante: ricordiamoci che i soldi per le multe da infrazione sono talmente tanti che basterebbero per realizzare tutte le infrastrutture. E il rischio è che a pagare alla fine sia sempre il cittadino. I passi sono, dunque, due e da compiere subito: sollecitare tutti gli Ato lombardi a chiudere il percorso, finora estremamente lento, per l’organizzazione del servizio idrico integrato e, contemporaneamente, trovare la maniera in cui Regione Lombardia possa fare da garante con la Banca centrale europea per ottenere i finanziamenti necessari ad adeguare i depuratori, perché da soli gli ambiti non ci riusciranno.

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Lombardia chiama Europa

La costruzione dell’Europa dal basso attraverso la partecipazione delle Regioni al programma di lavoro della Commissione europea. È quello che avviene ormai da alcuni anni e che in Lombardia si concluderà martedì 31 marzo con la seduta di Consiglio ad hoc. L’assemblea è chiamata a dire la propria, approvando una risoluzione che indichi alla commissione le priorità e le necessità del nostro territorio perché ne tenga conto nella programmazione della politica comunitaria. Da settimane in tutte le commissioni consiliari si valuta il documento arrivato da Bruxelles e la maggioranza ha definito una propria risoluzione che il Pd non condivide, perché non centra i temi più importanti, il lavoro prima di tutto, e manca di incisività su fronti determinanti come le politiche di formazione (per la Regione tutto si risolve con le “doti”) e la lotta all’inquinamento atmosferico. Sulle delocalizzazioni, inoltre, la Lombardia rivendica autonomia d’azione per i livelli territoriali e guarda con sospetto le iniziative europee.
Il Pd presenterà una propria risoluzione, con cui chiede all’Europa di insistere di più sulle politiche del lavoro: non ci si può rassegnare a una disoccupazione attesa del 9%, anche perché essa non sarebbe distribuita uniformemente in tutta Europa. Nel testo che il Pd proporrà, su cui i funzionari stanno ancora lavorando, al primo punto si intende invitare l’Europa a perseguire “una proposta politica strutturale per il rilancio e la riqualificazione dell’occupazione a garanzia di una vera, solida e duratura ripresa economica e sociale all’interno dell’Unione” e pertanto devono essere “prioritariamente sviluppate e finanziate le misure a sostegno della creazione di nuovi posti di lavoro negli Stati membri, con un’attenzione particolare per i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata e sperimentando forme di “old guarantee” a favore degli over 50″. Quanto alle piccole e medie imprese, il Pd chiede che “il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dia risposte positive alle politiche di internazionalizzazione delle PMI, finalizzate a promuoverne le esportazioni e a contrastare la delocalizzazione produttiva”. Tra le altre misure richieste, e si tratta di un programma lungo e complesso, si chiede che i cofinanziamenti per l’utilizzo dei fondi europei possano essere svincolati dal patto di stabilità.

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Destinazione scopi umanitari per i beni ospedalieri dismessi

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato la risoluzione che stabilisce le modalità di riutilizzo del patrimonio mobiliare dismesso dagli ospedali. Il documento stabilisce che la dismissione avvenga tramite procedure di evidenza pubblica solo nel caso in cui gli stessi beni non siano assegnati a titolo gratuito alle associazioni che ne hanno fatto richiesta e dopo 90 giorni, e che sia attuato un controllo sul riuso di questi beni e sulla loro effettiva destinazione. Il Pd ha votato positivamente. Dopo lo stop in Aula dell’ultima seduta, è stata finalmente approvata dal consiglio: si è così salvaguardato il principio della finalità umanitaria del riuso delle attrezzature dismesse, che, come avevamo da sempre sostenuto, è un imprescindibile. 

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Bando per azioni di prevenzione e contrasto alle forme di dipendenza dal gioco d’azzardo

Finalità: cofinanziare progetti per il rafforzamento delle azioni di prevenzione sociale nei confronti delle aree territoriali e dei soggetti fragili a rischio di esposizione allo scopo di contrastare i fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito e ridurre l’impatto e le ricadute sulla collettività, in termini di costi, sicurezza e legalità. I progetti presentati dovranno sviluppare azioni nei seguenti ambiti:   informazione/comunicazione: eventi informativi e/o campagne di sensibilizzazione e/o iniziative culturali per il contrasto al gioco d’azzardo; formazione: destinata ad operatori comunali, amministratori locali, insegnanti, opinion leader amministratori di soste­gno, genitori; ascolto e orientamento per supporto soggetti a rischio;  mappatura territoriale e individuazione luoghi sensibili locali o sale gioco con installati AWP e Vlt; “Azioni No Slot” incentivanti per gli esercenti di pubblici esercizi che scelgono di non installare o di dismettere apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito; controllo e vigilanza. Il progetto dovrà essere cofinanziato dal proponente e/o dai partner nella misura di almeno il 20% del costo complessivo

Beneficiari:  Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità Montane (che agiranno in qualità di titolari) e altri Comuni  responsabili dei progetti che potranno sviluppare in forma singola o aggregata con altri partner (Unioni di Comuni;  Comunità Montane; Province/Città Metropolitana; Aziende Sanitarie Locali; Soggetti del Terzo Settore di cui alla l.r.14.2.2008, n.1, iscritti all’Albo regionale/provinciale; Enti accreditati per i servizi nell’area dipendenze; Associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore; Associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e utenti iscritte nell’Elenco regionale/provinciale; Fondazioni)

Scadenza: dalle ore 10.00 del 2 aprile 2015 fino alle ore 16.00 del 14 maggio 2015

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