Archivi del mese: febbraio 2015

Bando per le politiche giovanili: scadenza 4 maggio

Finalità: Il Bando ha l’obiettivo di cofinanziare l’attuazione di politiche territoriali a favore di Giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni, beneficiari di interventi diretti, proposti e attuati da Reti Locali (Comuni in forma singola o associata con attori del privato sociale). Per partecipare, la Rete Locale di governance, deve presentare un piano territoriale finalizzato a realizzare, sul territorio lombardo, uno o più dei seguenti interventi diretti a favore dei giovani (18 – 35 anni): Utilizzo, fruizione ed eventuale messa in rete di spazi fisici di aggregazione e innovazione, già disponibili o di nuova realizzazione, Strumenti di comunicazione (web radio, web series, social network, portali, sviluppo di applicazioni, ecc…) realizzati direttamente dai giovani; Supporto alla ideazione e realizzazione di progetti imprenditoriali

Beneficiari: Reti Locali di Comuni in forma singola o associata, con dimensione sovracomunale, aventi capofila un Comune o Associazioni di Comuni e in partner con altri soggetti pubblici (territoriali e non) e privati (associazioni giovanili, CCIAA, Fondazioni, Associazioni di categoria, ecc.). La domanda deve essere presentata unicamente dall’Ente Capofila dello strumento di programmazione in cui si inserisce il Piano Territoriale. Il Capofila deve obbligatoriamente avere una delle seguenti forme giuridiche: Comune; Forma associata di Comuni (es. Comunità Montane, Unioni di Comuni, Consorzi, Aziende Speciali, Province e Città Metropolitana).

Scadenza: 4 maggio 2015 alle ore 16.30

Link: Al) BURL n. 9 – S.O. del 23/02/15 (138 KB) PDF

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Maroni ci faccia il piacere di tacere almeno sull’agricoltura

Solo ieri, in Commissione Agricoltura, all’audizione di produttori e trasformatori sul prezzo del latte, si è parlato della questione delle quote latte, che è stata dichiarata estranea all’oggetto dell’audizione. Tuttavia, il presidente di Coldiretti Lombardia Prandini ha detto che il 95% dei produttori che hanno sforato ha pagato le multe, riconfermando che tutti devono pagarle, posizione che abbiamo sempre sostenuto come Pd. Siamo con il Ministro Martina che sta affrontando con serietà e competenza i problemi dell’agricoltura, caratteristiche che Zaia, come Ministro, non ha mai avuto. Maroni non si è mai occupato di agricoltura e ci stupisce questa sua uscita. Ci sembra solo la solita mossa propagandistica contro il Governo. Che pensi ai problemi veri dei lombardi e non a sollevare diatribe prive di qualsiasi senso.

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Chiusura uffici postali: non mollo

 E’ stata approvata all’unanimità e verrà portata in Consiglio regionale già la prossima settimana per il voto definitivo la Risoluzione sulla riorganizzazione degli uffici postali sul territorio regionale lombardo. La riorganizzazione prevede la chiusura di 61 sportelli (in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la riorganizzazione di 121 sportelli. Dopo aver ascoltato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, oggi i consiglieri delle Commissioni Attività produttive e Programmazione e Bilancio, hanno audito anche i rappresentanti dei territori che hanno sollevato altrettante preoccupazioni. C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano. Per questo crediamo che siano tutti gli elementi per chiedere di contestualizzare il piano nei territori, condividendolo con Anci e con le rappresentanze dei lavoratori, attraverso un tavolo che riunisca i vari portatori d’interesse. Per questo impegniamo la Giunta con una risoluzione condivisa. La risoluzione impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo al fine di sospendere il processo riorganizzativo e chiede, appunto, di mettere tutti gli interlocutori attorno ad un tavolo. In provincia di Mantova gli sportelli per i quali è prevista la chiusura sono Correggioli, Formigosa, Nuvolato, Polesine, Portirolo, Tabellano, Villastrada, Castelnuovo Asolano, Cerlongo, Cesole, Ospitaletto Mantovano.

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Prezzo del latte: ok dei produttori al tavolo nazionale

La Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Lombardia ha ascoltato  in audizione le organizzazione degli agricoltori e quelle dei trasformatori sul tema del prezzo del latte, così come richiesto e sollecitato più volte dal Gruppo regionale del Pd, anche dopo la manifestazione dei trattori sotto palazzo Pirelli. I produttori sono stati concordi nel definire importante il tavolo nazionale del latte voluto dal Ministero delle Politiche agricole e al quale anche le Regioni si siederanno, assieme alle parti. Come atteso è il decreto che il Ministro Martina ha annunciato per metà marzo e che avrà il preciso scopo di garantire un prezzo equo alla stalla. Siamo convinti che il tavolo possa risolvere i problemi che le organizzazioni di categoria ci hanno rappresentato oggi e che ormai sono noti, anche perché i punti di questo nuovo decreto saranno condivisi con produttori, trasformatori e acquirenti. Il provvedimento ministeriale rilancia sui contratti e sull’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta i patti. L’obiettivo è, cioè, quello di garantire condizioni di equilibrio nei rapporti commerciali e contrastare le pratiche sleali. E punta innanzitutto ad allungare la durata dei contratti, obbligatoriamente scritti come prevede l’articolo 62 della legge 27/2012, che garantisce anche la certezza della remunerazione.Si è parlato poi di etichettature e tracciabilità, come pure della certificazione del prodotto latte, anche attraverso la ricerca. Ma tutto questo può essere possibile solo con l’Interprofessionale del latte che deve diventare il luogo dove le parti si confrontano e lavorano per ottimizzare i vari livelli, per arrivare fino ai consumatori.

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Parco nazionale dello Stelvio: urgente discuterne in Commissione

Il Gruppo regionale del Pd chiede di ascoltare in  Commissione Agricoltura, competente anche per i parchi, Legambiente Lombardia in merito all’intesa concernente l’attribuzione di funzioni statali riferite al Parco nazionale dello Stelvio e al regolamento di funzionamento dell’ente di gestione. In una lettera inviata a tutti i commissari, infatti, Legambiente, sollecitando un’audizione, fa presente che sono imminenti radicali cambiamenti nella governance oltre che nella natura giuridica del Parco dello Stelvio, al punto che non appare per nulla scontato il suo mantenimento nel novero dei parchi nazionali, mentre è certo un forte sbilanciamento di ruoli, competenze e oneri sulle Province autonome e su Regione Lombardia. Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, è il più esteso dell’arco alpino con i suoi 134.620 ettari distribuiti su 24 comuni e 4 province (Trento, Bolzano, Brescia e Sondrio). Ma l’urgenza di parlare del tema, sta nel fatto che lo scorso anno il Consiglio regionale aveva votato all’unanimità una mozione, presentata anche da me, che invitava la Giunta a condividere quanto sarebbe accaduto rispetto al futuro assetto del parco. E soprattutto sottolineava l’importanza di sentire, prima di ogni decisione, gli enti locali e le associazioni ambientaliste. Niente di tutto ciò è mai avvenuto e ora ci troviamo in una situazione in cui nessuno ha potuto dare un proprio parere o discutere sul futuro assetto del parco.

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Legge sui luoghi di culto: abbiamo presentato istanza di impugnazione

I gruppi del centrosinistra in Consiglio regionale hanno presentato  un’istanza a Palazzo Chigi per sollecitare l’azione del governo davanti alla Corte costituzionale, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, contro la legge regionale sui luoghi di culto evidenziando i numerosi profili di illegittimità della normativa. Chiediamo al Governo di impugnare questa legge, già ritenuta illegittima dagli uffici legislativi regionali e contestata da tutte le comunità religiose ascoltate in commissione. La norma viola il principio della libertà di culto, sancito dalla Costituzione.  La Regione guidata dalla Lega sta producendo leggi palesemente inutili o palesemente anticostituzionali e non affronta i grandi temi che stanno a cuore ai lombardi, a partire dalla riforma della sanità. Siamo certi che questa legge sarà impugnata dal Governo.

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Sperimentazione animale: il nostro voto contrario alla nuova legge

Il Partito democratico ha votato no alla legge per la promozione e il sostegno alla ricerca di sistemi alternativi alla sperimentazione animale, perchè è una legge inutile e non risponde alle istanze pervenute dal mondo della ricerca scientifica. E’ un doppione, per giunta più soft, della nuova disciplina in materia di sperimentazione animale introdotta con il decreto legislativo 26/2014 che riconosce l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna quale centro di riferimento nazionale per i metodi alternativi. E’ un provvedimento puramente propagandistico: lo dimostrano le poche risorse economiche messe a disposizione, 100mila euro, insufficienti per affrontare seriamente il problema, e la sua formulazione decisamente depotenziata. Segno evidente che la Regione non crede nella ricerca alternativa ma come al solito vuole cavalcare l’onda di populismo.

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Inaccettabile la chiusura di fisioterapia, la Regione intervenga

La decisione dell’Università di Brescia di cancellare il corso di Fisioterapia a Mantova senza ascoltare le richieste della Regione è semplicemente inaccettabile. Il Consiglio regionale si è espresso all’unanimità, su proposta mia e di Fiasconaro contro la chiusura di tutti i corsi di laurea sanitaria tenuti dall’università di Brescia, ma quel voto è stato apertamente ignorato. A questo punto occorre un intervento chiaro da parte della giunta regionale sull’ateneo bresciano per evitare il depauperamento dell’offerta formativa della sede universitaria di Mantova. Dopo aver portato la questione in Consiglio regionale, oggi quindi ci associamo all’appello di tutto il modo universitario mantovano, dagli studenti ai professori, rivolto al rettore e al senato accademico dell’università di Brescia perché mantengano il corso di laurea in fisioterapia presso la sede di Mantova.

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Le nutrie sono nocive: no a difese assurde

Non solo sono dannose, ma si riproducono velocemente. Tuttavia, abbiamo anche aperto alla possibilità di sperimentare la sterilizzazione. Riteniamo quindi assurda la battaglia  della ex sottosegretario berlusconiana Brambilla a favore delle nutrie. Abbiamo già detto tante volte che la presenza massiccia di questi animali, di cui si stima un milione di esemplari tra le province di Mantova, Cremona e Brescia, costituisce una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali e soprattutto per le colture agricole. Ma il pericolo è anche sanitario: abbiamo scoperto che la nutria è suscettibile a una vasta gamma di infezioni micro e macroparassitarie, dalla salmonella alla leptospirosi. E i rischi sono sia per gli uomini, sia per gli animali domestici e da allevamento, e non da ultimo per gli alimenti che possono essere contaminati. La legge approvata dal Consiglio regionale prevede che siano coinvolti i territori, che siano fatti l’eradicazione, il contenimento e anche la sterilizzazione, assieme alla ricerca per studiare metodologie moderne ed efficaci. Non è necessario fare una strage, che per altro poco servirebbe perché questi roditori hanno una capacità riproduttiva più efficace di qualsiasi intervento massiccio, ma intervenire in modo radicale per contenere il fenomeno è assolutamente urgente.

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Expo: la Regione onori gli impegni con il territorio

Sono sconcertato sui fondi promessi per i progetti di Expo, nei quali peraltro Mantova si è distinta. Però la Regione non ha più scuse per non dare le risorse. Il governo per Expo ha fatto anche più di quanto gli competeva e ha messo a disposizione anche i sessanta milioni di euro della Provincia. Ora tocca a Maroni onorare gli impegni a partire dai progetti territoriali delle Camere di commercio e dei Comuni a cui mancano sette milioni di euro sui dieci promessi.

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