Archivi del mese: luglio 2014

Expo e Mantova

expoExpo 2015 sarà una straordinaria vetrina per la nostra produzione alimentare e la promozione della nostra cultura.  E a Mantova cosa succede? come al solito niente? Il Comune avrebbe dovuto puntare sulla grande  mostra di Giulio Romano, sarebbe stato l’evento traino per tutto il territorio mantovano, attorno al quale costruire percorsi ed eventi. Altro che padiglione galleggiante sul lago! Un’occasione unica buttata nel cestino, considerato che a visitare Expo a Milano, arriveranno 20 milioni di persone, che poi si muoveranno verso altre mete.

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Il Fondo Sociale Regionale è stato riportato a 70 milioni, come da noi richiesto

Ripristinate le risorse per i servizi sociali dei Comuni, per anziani, minori e disabili, che erano state tagliate nel Fondo Sociale Regionale 2014. Lo avevamo chiesto in tutti i modi: va incrementato di 12 milioni, riportandolo a 70 milioni, il Fondo Sociale Regionale. Alla fine gli Assessori al Bilancio, Garavaglia, e alla Famiglia, Cantù, hanno accolto le nostre richieste, e si sono impegnati a ridestinare per i Comuni, nei prossimi giorni, con una Delibera di Giunta, 12 milioni di euro resisi disponibili da avanzi di passate gestioni già destinati al Sociale. Naturalmente controlleremo con attenzione che sia davvero così.

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Contributo di 20.000 euro al Festivaletteratura e di 60.000 euro al meeting di Comunione e liberazione???

60mila euro per il Meetingi di Rimini. È questa la cifra stanziata, anche quest’anno, dalla Giunta Maroni con una delibera di pochi giorni fa. Quei 60mila euro sono un obolo politico di Maroni agli alleati ciellini, un investimento per garantirsi l’appoggio necessario a tenere in piedi la sua Giunta. Al meeting i soldi della Regione non mancano mai a differenza di altre iniziative. Per quanto riguarda uno degli eventi che caratterizzano ormai la Lombardia nel mondo, Maroni e la Lega concedono solo spiccioli. AlFestival della Letteratura di Mantova, che ha grande rilievo e che a differenza del Meeting si tiene in Lombardia, la Regione concede invece solo 20mila euro. L’unico criterio è quindi la convenienza politica. E meno male che l’assessore alla Cultura Cappellini aveva risposto alle mie proteste, affermando che tutte le manifestazioni – sagre, feste più o meno provinciali o festival culturali nazionali o internazionali, dunque senza distinzione – avrebbero dovuto partecipare a un bando per accedere a un contributo di massimo 20mila euro. E aveva anche assicurato che la regola era ferrea e non potevano più esserci contributi diretti di Regione Lombardia a nessun evento!!! Si è smentita nel giro di un solo mese.

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La Kosme non viene al tavolo regionale: assenza sconcertante

Cominciamo bene! Giovedì 31 luglio si terrà’ l’audizione urgente che ho richiesto in Commissione Attività produttive sulla vertenza Kosme. Con grande stupore ho appreso che l’azienda non sarà presente, unica assente fra quelle chiamate per quel giorno in Commissione. Di certo questo comportamento non favorisce il dialogo. Ascolteremo con grande attenzione le rappresentanze dei lavoratori, con la consapevolezza che l’azienda ha sprecato un’occasione per spiegare, in sede istituzionale, come intende procedere. Resta un dubbio: sono i proprietari tedeschi che hanno ordinato di non venire?

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Richiesta di reintegrare il Fondo Sociale per l’assistenza

Il Consiglio Regionale della Lombardia,

Premesso che

 la richiesta di interventi sociali nella nostra regione è sempre maggiori e più complessa, anche alla luce dell’insorgere di nuovi bisogni e  nuove fragilità espresse dalle famiglie, in relazione ai profondi mutamenti della struttura demografica e sociale della popolazione lombarda;

 stiamo assistendo in questi anni ad una progressiva contrazione dei trasferimenti statali destinati al sociale e al totale azzeramento di alcuni di questi (come ad esempio il Fondo Servizi Infanzia, Fondo Inclusione immigrati) in una fase dove gli enti locali, già in forte sofferenza, devono far fronte ai bisogni di una fascia sempre più alta di popolazione che si sta confrontando con i problemi posti dalla mancanza di reddito e dalla convivenza con nuove forme di fragilità;

 considerato che

 il Fondo Sociale regionale è lo strumento economico con cui la Regione Lombardia sostiene la rete dei servizi sociali e nello specifico consente ai Comuni, attraverso gli Uffici di Piano, di  programmare e coordinare  le unità di offerta afferenti alle aree minori, disabili e anziani, intervenire sulle fasce svantaggiate della popolazione, oltre che di rispondere e fronteggiare le situazioni di difficoltà che hanno colpito e colpiscono le famiglie anche al di fuori delle consuete tipologie del bisogno;

 la progressiva decurtazione del Fondo Sociale Regionale – che dai 91 milioni di euro del 2008 è crollato ai 58 milioni di quest’anno – sta da tempo inficiando quelle politiche di maggior qualificazione dei servizi e di maggior personalizzazione degli interventi sulle quali avevano investito negli ultimi anni gli Enti locali e il Terzo Settore, con il rischio di non dare più continuità a questa dimensione importante della qualità delle prestazioni, di portare ad una  diminuzione delle stesse prestazioni nonché ad un aumento delle tariffe a carico degli utenti;

 impegna la Giunta regionale

a dare la priorità alle politiche sociali in sede di assestamento di bilancio – anche in conformità agli obiettivo del Piano Socio Sanitario Regionale in vigore –  ripristinando le risorse del Fondo Sociale regionale a settanta milioni di euro riportandolo così almeno al livello di stanziamento del 2013.

 

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Il bilancio arriva in Consiglio

Domani e dopodomani si discute e si vota il bilancio, ma soprattutto l’assestamento per il 2014. Era l’occasione per modificare alcuni tagli inspiegabili, per esempio al fondo sociale e al terzo settore ( ma ce ne sono tanti altri). Occorre investire di più sul lavoro, sul welfare, sulla casa, visto che la crisi continua a mordere e aumentano povertà e disuguaglianze. Invece per ora niente. Speriamo ci sia qualche novità positiva nei prossimi giorni.

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Il porto di Mantova deve essere gestito da Mantova, non da Milano

valdaroPortare le funzioni di gestione dei porti fluviali del Po a Milano non ha senso. Sarebbe controproducente anche dal punto di vista finanziario, perché per legge questo trasferimento dovrebbe avvenire a costo zero per la Regione, il che significa che non potrebbero essere fatti investimenti che invece Province e Comuni stanno facendo. Peraltro l’operazione potrebbe risultare anche inutile e costosa, visto che la legge in discussione, e alla quale ci opponiamo, prevede che le funzioni possano di nuovo essere conferite alle Province attraverso una convenzione. Ma essendo in atto il riordino delle funzioni delle amministrazioni provinciali sarebbe certamente opportuno attendere il compimento di questo iter per poi discutere sui territori con i nuovi enti, con i comuni  e con tutti i soggetti interessati allo sviluppo del sistema della navigazione fluviale come i porti devono essere gestiti. Peraltro, anche dal punto di vista del personale e dell’organigramma, il trasferimento non sarebbe affatto semplice.

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Crisi Kosme: entro luglio audizione urgente in Regione

C’è una data per l’audizione urgente che ho richiesto. Il 31 luglio le rappresentanze della Kosme di Roverbella verranno in Commissione Attività produttive, per fare chiarezza su una situazione complessa a causa della presenza come socio unico della multinazionale Krones, nella quale decine di lavoratori rischiano di restare a casa senza prospettive. L’azienda, infatti, di proprietà della tedesca Krones (che ha chiuso il bilancio con un rilevante attivo)  ha alle sue dipendenze 377 lavoratori e ha appena avviato la procedura di mobilità per 139 di loro. Giovedì prossimo riceveremo in Commissione i rappresentanti dei lavoratori a rischio per poter fare il punto della situazione, assicurare il sostegno di Regione Lombardia nella vertenza che li vede coinvolti e studiare insieme, attorno a un tavolo, le prospettive per il futuro, anche con l’ausilio dei nuovi strumenti regionali per fronteggiare le crisi aziendali.

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Fondazione Maugeri:si valutino alternative al taglio degli stipendi di 3.500 lavoratori

sanità lombardiaDal 1° ottobre, se non ci saranno ripensamenti o cambiamenti di rotta, per i 3500 dipendenti della Fondazione Maugeri, sparsi nelle varie sedi sul territorio, tra cui Castelgoffredo, cambieranno le condizioni di lavoro e di retribuzione. Per questo oggi, come chiesto dal Pd, sono state ascoltate le rappresentanze dei lavoratori e domani sarà la volta della direzione. Appare singolare, in tutta questa vicenda, che si proponga il taglio degli stipendi e l’adeguamento dei contratti al comparto della sanità privata, senza che sia mai stata fatta un’operazione trasparenza sul piano industriale e sui progetti per il futuro da parte del management . Al contrario andrebbero valutate prima altre alternative, dalla revisione di varie voci dibilancio, al taglio delle numerose consulenze. Ben venga dunque un tavoloistituzionale per ricomporre la diatriba e mettere in fila le priorità, come chiesto anche dai sindacati. Domani chiederemo chiarimenti alla proprietà e avanzeremo le medesime proposte. Regione Lombardia ha il compito di intervenire con responsabilità sia nei confronti dei lavoratori che nei confronti dei pazienti per cui Maugeri rappresenta un presidio irrinunciabile e un erogatore di cure e servizi importante.

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Il suolo agricolo un bene comune ( lo dice la legge lombarda); è ora di salvaguardarlo

La legge regionale 25/2011 ha introdotto nel Testo unico sull’agricoltura della Lombardia l’articolo 4-quater, il quale si apre con l’enunciazione “la Regione riconosce il suolo quale bene comune”. Per questo sosteniamo convintamente la protesta di Coldiretti Lombardia. Siamo la terza regione agricola europea e niente meglio di una buona legge regionale sul consumo di suolo può aprire la stagione di Expo, una stagione nuova attenta alla valorizzazione del territorio, dell’agricoltura e delle produzioni locali contro uno sfruttamento del territorio insostenibile sia a livello ambientale che economico. La legge stabilisce pertanto che la Regione debba considerare le aree rurali quali componenti fondamentali del sistema territoriale e ritiene che i problemi emergenti sul consumo di suolo agricolo debbano essere affrontati con adeguate politiche volte a salvaguardare la terra coltivata. Da qui, l’obiettivo di salvaguardare questo bene comune mediante l’elaborazione di politiche regionali per il contenimento del consumo di suolo agricolo capaci di orientare la pianificazione territoriale. Cosa che in Lombardia NON si sta facendo!

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