Archivi del mese: febbraio 2014

Richiesta inviata all’Assessore Del Tenno per sollecitare nuovi treni sulla linea Mantova-Milano

foto trenoEgregio Assessore,

Il Presidente  Maroni ha dichiarato pubblicamente che il 2014 sarà l’anno della riorganizzazione del trasporto pubblico regionale. Sono affermazioni importanti per chi, come me, che sono pendolare sulla linea Milano-Cremona-Mantova in tutti i modi, chiede da tempo alla Giunta di mettere nero su bianco le priorità degli  interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria e gli  investimenti per rinnovare il materiale rotabile (treni e locomotori). In primis sulla Milano – Cremona – Mantova, che risulta essere, dal censimento Pendolaria di Legambiente,  tra le 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia”. Sto  aspettando  ancora di sapere su quali direttrici la Giunta deciderà di immettere i 62 nuovi treni, che dovrebbero cominciare ad essere consegnati proprio nel corrente mese di febbraio.Gli innumerevoli disagi vissuti costantemente dai pendolari, e da tutti gli  utenti del trasporto pubblico mantovani e cremonesi, che anche Lei ha voluto provare di persona, devono far interrogare chi gestisce il servizio ferroviario lombardo:  basta con la politica degli annunci se poi il servizio offerto rimane sempre sotto gli standard di qualità. La situazione è davvero critica,  ma il problema è sia strutturale sia gestionale, come anche Lei ha bene evidenziato sia in Consiglio sia in Commissione. Ritardi consistenti, disservizi lungo la tratta, riduzione degli stantard manutentivi ciclici dell’infrastruttura dovuti alla riduzione del personale addetto, presenza di troppi passaggi a livello, binario unico su gran parte della linea, treni troppo vecchi e inadeguati. I pendolari si aspettano che la politica dia delle risposte, oggi Le chiedo a Lei, Assessore.Ritengo che sarebbe un segnale di attenzione importante da parte di Regione Lombardia,, nei confronti dei 10.000 attuali utenti della linea Milano-Cremona-Mantova, che i primi nuovi treni consegnati a Trenord, fossero in servizio proprio su questa linea, che è considerata la maglia nera d’Italia, e quindi una macchia nel sistema del trasporto regionale lombardo.Sarebbe poi non più rinviabile, cominciare a predisporre un cronoprogramma di interventi sulla linea, cominciando a fare raddoppi parziali e intervenendo con sottopassi o sovrapassi su una parte dei passaggi a livello, anche in vista di Expò 2015 e della movimentazione di milioni di persone.Le garantisco comunque che già la presenza dei nuovi treni potrebbe portare ad un sempre maggiore utilizzo della ferrovia per venire dai nostri territori verso Milano, con indubbi benefici, sia economici, sia in termini di inquinamento.Auspicando un positivo riscontro a questa mia istanza, Le porgo i migliori e più cordiali saluti.

Milano 20 febbraio 2014

Marco Carra

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La ricetta del Pd per l’agricoltura

pac_fotoUna Pac decisamente più mediterranea, che valorizza i prodotti tipici del sud Europa, dai formaggi all’ortofrutticolo, e mette dunque al centro l’Italia e le sue regioni. L’ha annunciata Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ospite del convegno che abbiamo organizzato, come Gruppo regionale del Pd, sulla riforma della politica agricola comune e la sua nuova applicazione, da oggi al 2020, con particolare riferimento alla Lombardia. Erano, infatti, presenti i rappresentanti regionali di tutte le associazioni di categoria. (GUARDA IL VIDEO)
In qualità di capogruppo in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, ho aperto i lavori dicendo che quello della Pac è un tema che il Pd considera di importanza fondamentale ed è il tema fondante in agricoltura, in questo periodo. Ho anche ricordato che già ad agosto, su proposta nostra, la commissione consiliare aveva approvato una risoluzione sulla Pac, prima ancora che arrivasse a conclusione nei palazzi europei.
Tra gli impegni c’era quello di organizzare una conferenza programmatica per verificare lo stato dei lavori e se si poteva incidere sulla fase finale delle trattative. Questo impegno non è mai stato onorato e quindi abbiamo pensato che era nostro dovere occuparcene. Anche perché siamo francamente preoccupati: in commissione stiamo discutendo di tutto, tranne che delle questioni importanti. E anche la Giunta sulla Pac è ancora indietro.
Intanto, gli argomenti rilevanti incalzano con l’avanzare dei giorni che avvicinano la Lombardia all’Expo: il cibo vuole entrare nell’agenda? Qual è il ruolo vero dell’agricoltura? Come possiamo contribuire? Cosa significano qualità e tracciabilità? Sono questi i temi da tradurre in azioni positive.
E nel frattempo a rimetterci sono le aziende, come ha detto Fabrizio Santantonio che per il Pd è responsabile delle politiche agricole: rischiano un alto indebitamento, hanno il problema di trovare lo spiraglio dello sbocco di impresa. La preoccupazione è, dunque, quella di non arrivare a nuove chiusure di aziende, soprattutto per quanto riguarda la zootecnia. Perché questo significherebbe perdere il saper fare impresa e la professionalità.
Come agire e cosa chiedere alla politica? Sapendo che non possiamo ritornare agli anni scorsi, possiamo chiedere di compiere delle scelte, perché il rischio peggiore oggi è di non scegliere. E pazienza se dobbiamo scontentare qualcuno.
Anche perché Angelo Zucchi, già vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha spiegato che per quanto riguarda il Piano di sviluppo rurale, quello che riversa le risorse sulle diverse regioni, si è arrivati a un risultato per niente scontato, ovvero di premiare quelle più virtuose, cioè che riescono prima e meglio a spendere i fondi comunitari.
Ma è De Castro che ha spiegato la linea della nuova Pac e la battaglia che il Pd sta portando avanti a livello europeo: “Siamo riusciti a dare un’altra visione dell’agricoltura, spostando l’attenzione più a sud, verso il Mediterraneo e i suoi prodotti tipici – ha detto –. Quindi, ora non esistono solo i pascoli intensivi del nord, ma anche i formaggi nostrani e le tipicità delle nostre zone. Inoltre, abbiamo puntato su una redistribuzione delle risorse che tenga maggiormente conto delle aziende giovani, ovvero quelle sotto i 40 anni”.
Come ci si è riusciti? De Castro ha spiegato senza mezzi termini che “in questa riforma della Pac il ruolo del Parlamento europeo è stato parecchio d’attacco e si è arrivati a risultati ben diversi rispetto al testo da cui siamo partiti. Ad esempio, dal nostro punto di vista vogliamo che sia data la più ampia facoltà di scelta e decisione agli Stati membri. Abbiamo, appunto, reso obbligatoria la misura per i giovani sotto i 40 anni. A Strasburgo abbiamo appena approvato un’importante risoluzione antidumping”.
E, in attesa di un Ministro che “deve essere molto bravo”, è necessario cominciare a “fare alleanze sui singoli temi”. Uno dei prossimo appuntamenti importanti, ha ricordato il parlamentare, è il pacchetto latte bis: “Attenzione a non farcelo sfuggire e a non aspettare solo la proposta. Siamo noi che come Pd dobbiamo essere più propositivi in tutto il settore agroalimentare. Un ambito dove, tra l’altro, le possibilità di creare lavoro sono veramente alte”.

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