Bando Turismo e attrattività: scadenza 2 maggio

Finalità: sostenere progetti di riqualificazione di strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere e di pubblici esercizi. I progetti candidati devono afferire ai seguenti temi del posizionamento strategico turistico di Regione Lombardia: • enogastronomia & food experience; • fashion e design; • business congressi & incentive; • natura & green; • sport & turismo attivo; • terme & benessere.

Beneficiari: • IN FORMA IMPRENDITORIALE, COMPRESA LA DITTA INDIVIDUALE: le PMI aventi sede operativa in Lombardia; • IN FORMA NON IMPRENDITORIALE: i bed and breakfast che svolgono regolarmente attività economica al numero civico di residenza anagrafica del titolare in Lombardia

Scadenza: a partire dalle ore 12.00 del 2 maggio 2017 fino ad esaurimento risorse (lista d’attesa inclusa). D.d.u.o. 29 marzo 2017 – n. 3521

Link: http://www.fesr.regione.lombardia.it/wps/portal/PROUE/FESR/Bandi/DettaglioBando/Agevolazioni/bando-turismo-attrattivita

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Inaccettabile disservizio al punto prelievi di Viadana

 

marco 15Ho depositato subito un’interrogazione all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera sui disservizi che dall’inizio di aprile si verificano al centro prelievi di Viadana. Con la scadenza della convenzione con la cooperativa che effettuava i prelievi, a cui si aggiunge un problema al sistema informatico, non solo si stanno verificando consistenti disagi per i cittadini che necessitano del prelievo, ma i problemi si stanno riversando sul personale e di conseguenza anche sui pazienti in cura negli altri ambulatori dello stesso presidio. Inoltre è da segnalare l’incomprensibile diversità di gestione del punto prelievi tra Viadana e la confinante Casalmaggiore. Infatti a Casalmaggiore, scaduto l’appalto, le tre lavoratrici dell’ex cooperativa sono state assunte tramite un’agenzia e continuano a prestare il proprio servizio. A Viadana invece le due lavoratrici sono state licenziate, con il risultato di avere un grave disservizio per la cittadinanza. Occorre intervenire subito e ripristinare le condizioni perchè il punto prelievi, molto frequentato, ritorni efficiente. Consiglio di fare come a Casalmaggiore, dove non si ha avuto nessun problema. Questa situazione è inaccettabile ed è frutto della costante riduzione di personale e di servizi sul territorio dell’Oglio Po, che doveva invece essere essere potenziato anche per la presenza di un ospedale troppo a lungo dimenticato dalla Regione. Chiediamo a Gallera di intervenire per risolvere l’ennesimo problema generato da una riforma abortita, che doveva portare la sanità più vicina al cittadino, e invece sta creando solo disservizi e confusione sul territorio.

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La Regione si riprende i porti di Mantova e Cremona

imageLa Regione ha deciso di avocare a sé la responsabilità dei piani regolatori del porti di Cremona e Mantova. Un orientamento che trova la contrarietà mia e del collega Alloni. Infatti, in particolare quello di Mantova, che garantisce la navigabilità con Venezia per 365 giorni l’anno, sono un punto di intermodalita strategica per Il trasporto merci tra il cuore della Valpadana e l’Adriatico. Un vero blitz, effettuato per ora in Commissione. D’ora in poi non saranno più le Province a dover redigere i piani, ma la Regione, con una soluzione che anziché semplificare complicherà, allontanando dai territori le decisioni che li riguardano.
Con la nuova normativa, infatti, sarà la giunta regionale ad elaborare la proposta di piano regolatore portuale, d’intesa con i comuni e con la provincia, sentiti gli enti gestori delle aree regionali protette territorialmente interessate.
Siamo al paradosso che si utilizza una legge di semplificazione per complicare le procedure ed allungare i tempi, effettuando un vero e proprio scippo ai danni dei territor. Il caso di Mantova è esemplare, visto che da tre anni la Regione non ha dato il via libera al piano redatto dalla Provincia, peraltro ai sensi di una norma della Regione stessa e già sottoposto a VAS, e ora si mette nelle condizioni di rifarlo da capo. Abbiamo presentato in commissione territorio diversi emendamenti per cambiare la norma ed evitare di buttare il bimbo con l’acqua sporca,  ma sono stati tutti respintI. Altro che attenzione ai territori e al “Grande fiume Po” , la Regione ancora una volta si dimostra centralista, ignorando il dialogo con le comunità locali sempre più considerate periferie dell’area metropolitana.

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Autostrada Cremona-Mantova: si faccia chiarezza una volta per tutte

imageChe ci dicano una volta per tutte se quest’opera si farà, altrimenti i 100 milioni stanziati dalla Regione siano utilizzati per le opere accessorie che attendiamo da tempo: per esempio il completamento della tangenziale sud di Mantova, il rondò delle Grazie, il superamento dell’80% dei passaggi a livello sulla linea Milano-Cremona-Mantova che sono 53 e creano intasamenti e ritardi ai treni, oltre che lunghissime file per gli attraversamenti. Questa storia si trascina dal 2002 e già due anni fa  avevo fatto convocare una riunione con l’assessore ai trasporti Sorte nella quale ancora non si era capito nulla sul destino dell’opera. E ancora adesso non ho capito se l’opera sarà sostenibile e utile per i flussi di traffico, considerato che la Tirreno-Brennero, che doveva intersecarla per 6 Km, non si farà più, con il problema conseguente dei costi aggiuntivi per quel tratto e per le opere accessorie. Non è chiaro, inoltre, se la società concessionaria abbia le spalle abbastanza larghe per pagare i lavori. Aspettiamo quindi il tracciato definitivo e vediamo i conti di Stradivaria, ma che i tempi siano ridottissimi. Ancora più importante e urgente, in questo momento è svincolare i terreni legati ai precedenti tracciati che ora sono stati scartati, in modo che tutti i proprietari siano finalmente liberi, evitando così inutili contenziosi che potrebbero nascere.

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Caccia: il tesserino venatorio verrà recapitato a domicilio

marco 5Andiamo incontro alle esigenze della gente. Grazie a un nostro emendamento alla legge di semplificazione  approvato  in VIII Commissione Agricoltura, d’ora in poi il tesserino venatorio regionale potrà essere nuovamente recapitato al domicilio del cacciatore. Dopo il passaggio di delega dalle Province alla Regione, accadeva che il cacciatore dovesse andare a ritirarsi il tesserino da solo. Ma per alcuni cacciatori  poteva significare farsi parecchi chilometri con inutile dispendio di tempo. Una decisione incomprensibile. Ora, con il nostro emendamento, nonostante il parere negativo degli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura, sarà di nuovo possibile ricevere a casa il tesserino. Adesso vigileremo che in II Commissione Affari istituzionali e in Consiglio non vi siano colpi di mano rispetto a quanto deciso in Commissione Agricoltura.

 

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Le Rems (120 posti a Castiglione Delle Stiviere) rischiano di tornare manicomi giudiziari

marco 14E’ passato poco tempo  dalla chiusura degli Opg, salutata come norma di civiltà, e già le Rems rischiano di diventare a tutti gli effetti i nuovi Ospedali psichiatrici giudiziari per via di un comma del disegno di Legge Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Viene infatti ripristinata la vecchia normativa disponendo il ricovero di detenuti nelle Residenze per le misure di sicurezza (Rems) come se fossero i vecchi Opg. Si prevede infatti la possibilità che le Rems debbano accogliere oltre che le persone prosciolte per incapacità totale al momento del fatto (i folli rei), anche i condannati che manifestano una patologia psichiatrica in carcere durante l’esecuzione della pena (i rei folli), nonché i soggetti bisognosi di osservazione psichiatrica. L’argomento che viene usato ipocritamente è quello legato alla non idoneità delle previste articolazioni psichiatriche in carcere”. Secondo Corleone, ex Commissario per il superamento degli Opg, una struttura che metta insieme prosciolti condannati, imputati, osservandi e, perché no, minorati psichici ha un nome e una storia. Si chiama manicomio giudiziario l’altro ieri e Opg ieri. Non posso che concordare con questa interpretazione.

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Vaccini: le mamme lombarde hanno fiducia nel pediatra

imageVaccini e vaccinazioni sono un tema di forte attualità, non solo perché la copertura vaccinale fra i bambini italiani sta scendendo sotto la soglia di sicurezza del 95%, ma in quanto tema che nelle mamme ingenera qualche ansia e risveglia interesse. Lo testimoniano i dati dell’indagine “Dottore, voglio vaccinare il mio bambino” del Sindacato Medici Pediatri di Famiglia, organizzazione che in Lombardia rappresenta oltre l’80 per cento dei pediatri di libera scelta.
Il primo dato che emerge è l’importanza della vaccinazione: la quasi la totalità del campione, 94%, ritiene importante vaccinare il proprio bambino e tutti i vaccini sono considerati fondamentali.
Un secondo dato è il ruolo centrale del pediatra. Il pediatra è la prima fonte di informazione sull’argomento vaccini: il 78% delle mamme lo ha interpellato in materia ed è ritenuta, dal 91% delle madri, la fonte più autorevole. Non solo, più della metà delle mamme intervistate, il 64%, gradirebbe fosse il pediatra di famiglia a vaccinare il proprio figlio: sarebbero più sicure e tranquille perché il pediatra, conoscendo la storia clinica del bambino, saprebbe scegliere il momento più adatto per la vaccinazione, potrebbe intervenire in maniera più “efficace” in caso di eventuali “effetti collaterali”, sarebbe più comodo, più vicino a casa e con orari più flessibili, con tempi di attesa minori. Pur considerato efficiente dal 78% delle mamme lombarde, il centro vaccinale mostra  infatti numerose criticità: il costo del servizio in caso di non gratuità della prestazione, il tempo di attesa al telefono per le prenotazioni (aspetto particolarmente critico per le mamme di bimbi 0-2 anni), il tempo di attesa per avere un appuntamento ( anche 1 anno per la meningite), gli orari di apertura del centro. Finalmente qualcosa sembra essersi messo in movimento proprio in questi giorni nei quali l’attenzione della Regione al tema della vaccinazioni sta crescendo, anche a seguito della mozione che abbiamo approvato

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65.000 fisioterapisti chiedono l’istituzione dell’ordine professionale

imageC’è una professione che va in controtendenza, che non soffre la crisi. Almeno per certi versi. E’ questo il risultato del censimento dei fisioterapisti in Italia. Nove neolaureati in fisioterapia su 10 trovano lavoro nel giro di un anno. Ma se il tasso di disoccupazione è basso, quello della sottooccupazione è piuttosto preoccupante: sono sempre più i professionisti sottopagati, rispetto al lavoro svolto e alle competenze messe a disposizione. I lavoratori del settore sono quasi 65 mila, per la precisione 64.866 fisioterapisti. Un lavoro di calcolo enorme, mai fatto prima d’ora, reso più complesso dalla mancanza dell’obbligo per questi professionisti di iscriversi ad un Ordine. Esistono le associazioni di categoria ma i fisioterapisti possono liberamente decidere se farne parte oppure no. Ma allora come è possibile avere la certezza della loro reale preparazione? In mancanza di un Ordine, che si rende ora assolutamente necessario a garanzia della qualità degli iscritti, ci si può rivolgere alle associazioni. Per Eurostat l’Italia è al decimo posto in Europa per rapporto tra numero di abitanti e fisioterapisti. Questa professione è in testa alla lista degli impieghi più richiesti sia per l’Istat che per Almalaurea, che stima un tasso di occupazione pari al 90%. Numeri che adesso possono trovare una conferma più precisa grazie a questo nuovo censimento. Partivamo da un calcolo di 40 mila fisioterapisti, cifre risalenti ai primi anni del 2000. Per poter raccogliere dati quanto più precisi possibile abbiamo setacciato i vari percorsi di studio: prima i corsi di formazione, per gli anni meno recenti, poi il corso di laurea, dal 2005 ad oggi. Questo è stato solo un primo passaggio. Ora si andrà a valutare il personale a lavoro per stimare un rapporto tra domanda e offerta.

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Allarme hacker per mercato nero dati sanitari

marco 14E’ allarme per i pirati informatici che dall’America sono ornai arrivati in Europa e in Italia. Qualche anno fa comperare qualcosa online era considerato pericoloso per via del possibile furto dei dati connessi ai bancomat o ai profili bancari. Oggi il mercato nero dei dati clinici dei pazienti è considerato 20 volte più prezioso di quelle delle carte di credito e non esistono attualmente sistemi di sicurezza completamente affidabili per il riconoscimento del furto ‘in atto’ del dato: il grido di allarme è stato lanciato da un gruppo di esperti di sicurezza informatica.
L’allarme – lanciato nei mesi scorsi a livello internazionale da varie ricerche, da Deloitte a TrapX – ha stimato che circa il 94% dei 5600 ospedali americani è stato soggetto ad attacchi dei pirati informatici: i due maggiori cyberattacchi ai cloud di due reti mediche statunitensi, Banner Health e a Newkirk, hanno generato il furto di dati medici di oltre 7 milioni di cittadini americani ed oggi questa deriva della criminalità informatica sta inesorabilmente arrivando anche in Europa e in Italia, con hackers che rubano dati con scopi di “riscatto digitale” (“se rivuoi i tuoi dati, paga”) ma che nel futuro potrebbero rivendere i dati a compagnie private, se non addirittura utilizzarli per una mappatura internazionale dei trend epidemiologici e clinici

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Sanità: aboliamo subito i superticket

imageNon possiamo che essere d’accordo con la decisione del ministro della Salute Lorenzin e delle Regioni di avviare nuovamente un tavolo di confronto che studi, se possibile, l’abolizione dei ticket o, quantomeno, che li ridisegni alleggerendone il peso in base al reddito. Sappiamo bene , però, che trovare la copertura economica per un importo pari a 3 mld non sarà semplice.
Una soluzione immediata comunque, all’interno di una più ampia revisione della compartecipazione alla spesa che porti ad un progressivo superamento dei ticket è l’abolizione del cosiddetto ‘superticket’ da 10 euro sulla ricetta medica, a distanza di quasi 6 anni dalla Finanziaria 2011 che lo introdusse. Un investimento, intanto, da 834 mln, che possono essere stanziati come minori introiti, per una sanità sempre più equa e vicina ai bisogni dei pazienti, soprattutto in questo periodo di crisi economica.

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