E’ legge in Lombardia la mia proposta sull’agricoltura sociale

agricoltura_sociale-300x201In questi ultimi anni l’agricoltura sociale ha visto un notevole sviluppo. Solo nel 2012 l’Unione europea consigliava ai suoi Stati membri di dotarsi di norme ad hoc. La Lombardia, grazie al mio impegno nel Gruppo regionale del Pd, ora ha una legge regionale in materia, approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale, con l’astensione di Lega e Lista Maroni, come già in VIII Commissione Agricoltura. Il concetto di agricoltura sociale è innovativo, ma in realtà è anche antico, perché a ben vedere da sempre la cultura contadina si è adoperata per l’accoglienza e l’ospitalità. L’agricoltura sociale, dunque, coniuga il lavoro con la solidarietà, ho detto  nel mio intervento. L’agricoltura non è più solo un’attività legata esclusivamente alla produzione di alimenti, ma sta ormai lasciando il posto a un’idea più complessa che vede al centro la multifunzionalità del sistema agricolo. In questo contesto l’agricoltura si configura come attività che affianca alla tradizionale funzione di produzione di beni alimentari la capacità di generare servizi connessi, sia orientati al mercato, sia in grado di dare luogo a valori di utilità pubblica di assoluto rilievo. È questo lo scenario in cui si inserisce l’agricoltura sociale: una forma di agricoltura che fornisce in modo continuativo, oltre all’attività agricola, servizi rivolti all’integrazione sociale e al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come ex-detenuti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili. Svolgere questo tipo di attività non solo permette alle persone svantaggiate di reinserirsi nella sfera produttiva e di ritrovare il contatto con la natura, ma ha anche effetti positivi sul loro benessere e sulla loro condizione di salute, promuove il loro reinserimento sociale, ne migliora la capacità di apprendimento e l’autostima, e rafforza quindi la loro partecipazione alla vita sociale. Oggi in Italia le aziende che fanno agricoltura sociale sono oltre 3mila con più di 30mila lavoratori. In Lombardia, le aziende accreditate come attività di agricoltura sociale sono solo 20 su 120 censite, ma in rapidissima crescita. La novità contenuta nella legge regionale, per conformarsi a quella nazionale, è il fatto che anche le cooperative sociali agricole vengono considerate aziende agricole a tutti gli effetti.

 La legge  definisce le finalità e gli obiettivi dell’agricoltura sociale, riconoscendo nelle caratteristiche multifunzionali delle attività agricole il contesto favorevole allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi. Inoltre, offre una definizione normativa delle fattorie sociali nell’ottica dell’attività di impresa agricola, integrata con attività di carattere socio-sanitario, educativo e di inclusione lavorativa, a vantaggio di persone svantaggiate o a rischio di emarginazione. La nuova norma prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’agricoltura sociale al quale sarà affidato il compito di verifica, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi offerti, di un registro e della rete delle aziende accreditate. Quanto alle misure di sostegno promosse dalla Regione e agli interventi pubblici, si prevedono specifiche azioni: dalla promozione della fornitura di prodotti di agricoltura sociale per la ristorazione collettiva all’assegnazione prioritaria di terreni demaniali o di beni confiscati.

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Emergenza aviaria: cosa fa Regione Lombardia?

Come sempre questo Governo è al fianco di chi lavora e fa impresa anche in agricoltura: apprendiamo con favore la decisione del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e della Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di istituire un fondo da 20 milioni di euro a sostegno degli allevatori colpiti dall’aviaria. Grazie a un emendamento alla legge di bilancio, si potrà venire incontro agli allevatori colpiti per quanto riguarda i danni indiretti e per gli interventi di prevenzione. E questo perché i danni diretti vengono riconosciuti dalla Ue. Di fatto, perciò, il Governo è intervenuto con un ulteriore sostegno per gli imprenditori che avranno delle perdite, a differenza di quanto lamenta l’assessore regionale all’Agricoltura che ritiene le risorse stanziate non sufficienti. Ma allora noi chiediamo: Regione Lombardia non intende in nessun modo intervenire e integrare come ha fatto il Governo? E lui da assessore non dovrebbe promuovere attività utili all’agricoltura lombarda anziché limitarsi a criticare ogni iniziativa del Governo?.

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Via libera in Commissione Agricoltura alla legge sull’agricoltura sociale

agricoltura_sociale-300x201È stata approvata, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, la proposta di legge ‘Disposizioni in materia di agricoltura sociale’, presentata dal Gruppo regionale del Pd, della quale sono primo firmatario e relatore. La nostra legge è passata a maggioranza con a sola astensione della Lega e della Lista Maroni. La nostra proposta vuole essere migliorativa e più incisiva rispetto al settore del sociale nell’agricoltura . Tant’è che ci sembrava necessario avere una legge apposita che definisse finalità, obiettivi e modalità operative rispetto al testo unico sull’agricoltura. Ora contiamo di dare più lavoro a chi vuole avvicinare il sociale al mondo delle imprese agricole, allargando la solidarietà a chi ne ha più bisogno.

Attualmente, le aziende accreditate come attività di agricoltura sociale sono solo 20 su 120 mappate in Lombardia, ma sono sicuramente di più. Con questa legge contiamo che la platea, che potrà anche accedere così ai bandi del Psr, si allarghi e diventi decisamente più ampia. Con la definizione di agricoltura sociale si intende una forma di agricoltura che fornisce in modo continuativo, oltre all’attività agricola, servizi rivolti all’integrazione sociale e al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come ex detenuti, ex alcolisti, ex tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili. In questo, la fattoria diventa centro di servizi sociali dove la coltivazione dell’orto, la cura degli animali, il ciclo biologico e naturale, offrono stimoli nuovi per interventi di socializzazione, di formazione, di supporto all’educazione. Il progetto di legge del Pd, appena approvato, definisce le finalità e gli obiettivi dell’agricoltura sociale, riconoscendo nelle caratteristiche multifunzionali delle attività agricole il contesto favorevole allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi. Inoltre, offre una definizione normativa delle fattorie sociali nell’ottica dell’attività di impresa agricola, integrata con attività di carattere socio-sanitario, educativo e di inclusione lavorativa, a vantaggio di persone svantaggiate o a rischio di emarginazione. La proposta di legge prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’agricoltura sociale al quale sarà affidato il compito di verifica, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi offerti, di un registro e della rete delle aziende accreditate.

Quanto alle misure di sostegno promosse dalla Regione e agli interventi pubblici, si prevedono specifiche azioni: dalla promozione della fornitura di prodotti di agricoltura sociale per la ristorazione collettiva all’assegnazione prioritaria di terreni demaniali o di beni confiscati.

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Non vogliamo il Frecciarossa, ma treni più veloci e più comodi sì

stazioneQuesta mattina ho presidiato la  stazione di Mantova per parlare dei problemi ancora irrisolti dei treni per Milano, ho incontrato pendolari, viaggiatori e personale. Treni freddi d’inverno e caldi d’estate, sovraffollamento e poca sicurezza, ancora troppi ritardi e soppressioni di corse. E poi il problema del raddoppio della linea e la soppressione dei  passaggi a livello. La linea Mantova-Milano ha oltre 10.000 passeggeri al giorno, nonostante tanti la evitino perchè non si sa quando si parte nè quando si arriva. Ma se funzionasse bene, si riducessero i tempi di percorrenza e magari si mettesse una corsa anche tra le 7 e le 8 di mattina, la userebbe ancora più gente. E’ chiaro che 4 ore al giorno di treno tra andata e ritorno, che aumentano per arrivare alla stazione da casa e dal lavoro, scoraggiano tanti. Invece, per esempio, le nostre ragazze e ragazzi potrebbero trovare lavoro a Milano senza dover emigrare da Mantova per trovare lavori qualificati, facendo tranquillamente i pendolari, se il viaggio fosse contenuto in tempi accettabili. D’altronde la distanza è di soli 151 Km e non c’è bisogno del Frecciarossa per trovare il modo di ridurre il tempo di percorrenza a 1 ora e 10 minuti, magari con passaggi intermedi, cominciando da raddoppi selettivi e eliminazione di passaggi a livello. Infatti le velocità percorribili attualmente sulla tratta variano dai 135 km/h da Mantova a Codogno ai  a 160 km/h da Codogno a Milano. L’armamento con il quale è costruita la tratta Mantova-Codogno permette però già una velocità massima di 160 km/h, ma la presenza dei numerosi passaggi a livello lungo la tratta abbassa la velocità a garanzia di una maggiore sicurezza degli attraversamenti stradali. Dopo 5 anni da pendolare e tanti interventi in Consiglio Regionale, devo constatare che pochissimo è cambiato. Ma resto convinto che lo sviluppo dei trasporti ferroviari, in particolare verso Milano e Verona rimanga una priorità per il nostro territorio.

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Sospensione della caccia nelle zone incendiate e in quelle limitrofe, per me è atto dovuto

imageA fronte dei numerosi incendi  in Lombardia, è stato chiesto alla Regione di modificare il calendario venatorio e sospendere le attività di caccia nei territori interessati dai roghi e in quelli limitrofi, come consigliato dall’Ispra e visto il provvedimento analogo adottato dal Piemonte. E’ stato chiesto anche maggiore impegno nella lotta contro il bracconaggio.Ho annunciato in Consiglio il voto favorevole del Gruppo PD alla mozione presentata dalla consigliere Cremonesi, opportunamente modificata nel senso da noi richiesto ma la maggioranza ha votato pregiudizialmente in maniera contraria. E’ vero che che la legge regionale sulla caccia, all’articolo 43 (comma 1 lettera m), stabilisce il divieto a chiunque di cacciare su terreni pregiudicati da incendi per un minimo di due anni ( ma non è applicata). Ma è anche vero che Maroni ha dichiarato: “Stiamo facendo una valutazione anche sulla questione caccia: stiamo cercando di capire se sia da accogliere la richiesta che alcune associazioni ambientaliste e anche qualche sindaco hanno fatto di vietare la caccia non solo nell’area coinvolta, ma anche nelle zone attorno.” La nostra era una semplice richiesta di buonsenso e, ovviamente, non è stata accolta

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Spandimento fanghi: sconcertante il comportamento della Regione

imageSono rimasto stupefatto dalla risposta dell’assessore Terzi, all’interrogazione che ho fatto unitamente al Movimento 5 Stelle, sulle linee guida per i regolamenti comunali sullo spandimento fanghi. Il tutto era nato da un’interrogazione che avevo fatto a seguito di odori nauseabondi dopo spandimento di fanghi a Mariana Mantovana.Pareva che Davide avesse sconfitto Golia. Nonostante la volontà del Consiglio Regionale all’unanimità fosse che la Giunta predisponesse le linee guida, questa si è rifiutata di farlo. Evidentemente si disinteressano del problema. Ma i cittadini che vivono in zone dove avvengono gli spandimenti sono preoccupati per la loro salute. Chi può garantire la correttezza dell’operato di chi spande i fanghi, che hanno oltretutto odori nauseabondi? Mi sono battuto perché i Comuni possano avere poteri di controllo e nella nostra provincia è stato fatto un ottimo lavoro di elaborazione. Almeno la Giunta ha ammesso che i regolamenti adottati in qualche nostro Comune, sono conformi alle normative. Ma non basta, resta l’arroganza di rifiutare di fare gli adempimenti che tutti noi consiglieri, indistintamente, abbiamo votato. Golia si è vendicato così

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Quote latte: gli allevatori in regola pagano anche per chi non ha rispettato le regole

quote-latte1È arrivata la notizia del ricorso dell’Italia respinto dalla Corte di giustizia europea sul recupero integrale degli aiuti per le quote latte. La mala gestione, all’epoca tutta in capo agli stessi che oggi in Lombardia si proclamano autonomisti, ha danneggiato i nostri allevatori e ora rischia di ripercuotersi ancora sulle casse pubbliche.  La politica della Lega sulla vicenda delle quote latte ha costretto la stragrande maggioranza dei 32mila allevatori italiani che hanno rispettato le regole a pagare anche per quei pochi che non lo hanno fatto. Questo, oltre a dimostrare una volta di più l’inefficacia dei governi del centrodestra su questo tema, comporta ancora danni dal punto di vista politico ed economico per l’Italia. E guarda caso a mettere in piedi, a spese dello Stato, tutta questa ingarbugliata vicenda sono stati coloro che oggi rivendicano l’autonomia delle Regioni, in primis quel Ministro Zaia che non si è fatto problemi ad accollare a tutta la comunità i costi dei singoli.

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Smog:un plauso ai Comuni, ma la regia della Regione dov’è?

L'intervento di Marco Carra

L’intervento di Marco Carra

Un plauso ai Comuni di Mantova, Brescia, Cremona e Bergamo per l’iniziativa di voler presentare una campagna di comunicazione sulle misure antismog. Tuttavia, come abbiamo sempre detto, non possono continuare a supplire alle carenze di Regione Lombardia che delega completamente al territorio la partita, quando invece dovrebbe fare da cabina di regia e semmai chiedere un coordinamento addirittura più vasto, che c’è già sulla carta, per tutto il territorio della Pianura Padana. La scelta di informare i cittadini, attraverso un portale web dedicato, sullo stato della qualità dell’aria, diffondendo i dati riguardanti l’inquinamento atmosferico e le limitazioni in vigore sul riscaldamento domestico e sulla circolazione dei veicoli, è assolutamente meritoria e crediamo possa essere davvero efficace. Certo, molto più delle campagne informative praticamente inesistenti della Regione, che latita nel modo più assoluto su questi temi. E se per il referendum sono stati spesi milioni di euro per far sapere ai cittadini cosa avrebbero dovuto fare, con i risultati che conosciamo, per educare la popolazione a un comportamento consapevole di fronte alle gravi problematiche di inquinamento di cui soffriamo in Lombardia, Regione non investe un euro. Ci pensano i Comuni, allora, ma il tema rimane: se vogliamo che le misure abbiano efficacia a livello di bacino padano, la regia deve essere complessiva. E i provvedimenti vanno imposti a tutti, non random, altrimenti non otterremo mai nulla

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Siccità: la Regione aspetta…che piova

siccitàCon il Po di 3 metri sotto lo zero idrografico, la carenza d’acqua si posiziona sul dato peggiore degli ultimi 8 anni. Eppure, il 1 agosto, nelle more della discussione dei documenti di bilancio, era stato approvato un ordine del giorno del Pd sul tema e “nel prossimo consiglio regionale, con un’interrogazione a risposta immediata, si chiederà alla Giunta di rendere conto delle azioni messe in campo per dare attuazione all’atto approvato.
L’odg invitava la Giunta regionale a verificare la possibilità di espletare attraverso gli Uffici territoriali regionali gli accertamenti utili al rilevamento e alla quantificazione dei danni subiti dall’agricoltura lombarda in relazione agli eventi siccitosi, al fine di porre in atto le procedure necessarie per richiedere al Ministero delle Politiche agricole lo stato di calamità; dare avvio ad appositi programmi di sperimentazione di metodi e tecniche moderne e all’avanguardia che consentano di ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche in agricoltura; assicurare un costante dialogo con la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche; individuare le risorse necessarie per assegnare contributi pari ad almeno il 50 per cento dei costi sostenuti per l’istallazione di misuratori per il monitoraggio dei volumi irrigui, per il triennio 2017-2019, da destinare in via prioritaria ai Consorzi di bonifica.
Siamo ancora qui che aspettiamo. La siccità si sta facendo pesante per le nostre aziende agricole e per tutto il territorio, ma Regione Lombardia ancora nicchia. Vediamo cosa ci risponderanno la prossima seduta di consiglio regionale. Forse, attendono le piogge…”.

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Riaperto fino al 20 ottobre il bando contro bullismo e cyberbullismo

mai-piu-bullismo_01.600x400Finalità: sostegno a progetti territoriali presentati da reti provinciali e finalizzati alla prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e cyberbullismo, sia in ambito scolastico, sia nei contesti extrascolastici. Ad ogni rete di scopo il cui progetto è stato selezionato verrà assegnato un contributo a fondo perduto pari a 12.000 euro.

Beneficiari: Reti di scopo, costituite a livello provinciale, con la seguente composizione minima: una istituzione scolastica statale, che sarà identificata come ente capofila, al quale spetta la presentazione del progetto e a cui verrà erogato il contributo economico messo a disposizione; una istituzione formativa, iscritta nella sezione A dell’Albo dei soggetti accreditati di cui all’art. 25 della L.r n. 19/07, nonché ai sensi della DGR n. IX/2412 del 26 ottobre 2011 e successivi decreti attuativi; istituzioni, enti, associazioni operanti nel territorio di riferimento che non svolgono attività economica.

Scadenza: il bando è riaperto dall’11 ottobre 2017, fino al 20 ottobre 2017

Link: http://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/0b491c53-f31c-4fef-8770-34722c69e23c/d.d.u.o.+n.+9172+del+25+luglio+2017.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=0b491c53-f31c-4fef-8770-34722c69e23c;

http://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/4b9394ef-a6c7-4590-8228-10171006c4d0/Allegato+A_Bando+bullismo+2017-2018.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=4b9394ef-a6c7-4590-8228-10171006c4d0

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