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Caregiver, aiutare chi aiuta

Il riconoscimento di chi si fa carico dei familiari non autosufficienti è nell’agenda parlamentare: per la valorizzazione della figura del caregiver è in discussione alla Camera un disegno di legge e, con la manovra di Bilancio 2018, sono stati appostati 60 milioni di euro. In Regione Lombardia, dopo aver fatto approvare una risoluzione e un ordine del giorno in consiglio regionale, abbiamo presentato una proposta di legge che ne prevede la tutela e il sostegno anche dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo.
Se l’attivazione di questi servizi può essere demandata agli enti locali, il livello fiscale è invece demandato al livello nazionale. Inoltre anche se nel testo di legge ci si concentra al sostegno alla figura del caregiver, il sistema concepisce anche la necessaria integrazione con le badanti nella gestione della non autosufficienza.
È un tema fondamentale di questo momento, a cui la Giunta non ha mai dato rilevanza in questi ultimi cinque anni. Basti pensare che non ha mai dato gambe nemmeno al progetto di legge istitutivo degli sportelli per le badanti. L’assistenza domiciliare delle fragilità deve invece essere al primo posto nell’agenda del legislatore, dato che riguarda prima o poi tutte le famiglie e genera, a ricaduta, esclusione sociale e problematiche gestionali a tutti i livelli. Anche la Lombardia deve al più presto dotarsi di una legge per rispondere ai bisogni di tutti quei cittadini che ogni giorno sacrificano le proprie scelte per curare un anziano o un disabile grave. Sarà uno dei punti chiave di cui ci occuperemo nella prossima legislatura.

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Disabilità, quando i genitori non ci saranno più. Dibattito alla Festa PD di Milano

Sabato 3 settembre, ore 18.00, alla Festa dell’Unità del PD metropolitano di Milano (allo scalo di Porta Romana, Piazzale Lodi, MM3 Lodi TIBB) parteciperò al dibattito sulla recente legge del “dopo di noi” (legge 22 giugno 2016 n. 112) in materia di assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: per la prima volta nell’ordinamento giuridico vengono individuate e riconosciute specifiche tutele per le persone con disabilità quando vengono a mancare i parenti che li hanno seguiti fino a quel momento. Fatta la legge, ora di deve entrare nel pratico.
Con l’on. Elena Carnevali, il presidente dell’associazione VIDAS Ferruccio De Bortoli, già direttore di Corriere della Sera e Sole 24 Ore, la presidente di Federsolidarietà Lombardia Valeria Negrini, di Anffas Lombardia Emilio Rota e la dottoressa Loredana Vasselli.
Dopo di Noi Festa PD Milano 2016

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Cooperative sociali: abbiamo salvaguardato il welfare lombardo

L’aumento dell’IVA (dal 4 al 5%), sancito dalla Legge di Stabilità 2016, ha causato un impatto negativo per le cooperative operanti nella nostra regione, che erogano servizi per circa 1 milione di assistiti e danno lavoro a 63 mila e 500 persone. Come PD abbiamo chiesto alla Giunta Regionale di impegnarsi ad individuare le risorse da destinare alle cooperative sociali a ristoro degli oneri sostenuti per il pagamento dell’IVA a seguito delle nuove disposizioni. Inoltre si richiede di far fronte all’attuale riduzione dei ricavi, quantificata in circa il 5%, considerando la quota a carico del Servizio Sanitario Regionale al netto di IVA, riuscendo così ad evitare disparità di trattamento fra enti gestori di servizi sociosanitari. Continua a leggere

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Crisi e manovra: concentrarsi su trasporti, welfare e consumi

Sviluppo, trasporti, welfare e comuni: sono queste le parole d’ordine del Partito democratico lombardo di fronte alla crisi che sta colpendo il Paese e la regione in particolare. Come intervenire? Dove tagliare? Quali servizi garantire e in che modo? Sono le domande che si sono posti oggi, lunedì 26 settembre 2011, i convenuti all’incontro organizzato dal Gruppo regionale del Pd, a palazzo Pirelli, a Milano, ospite Enrico Letta, vicesegretario nazionale del partito.
In platea le categorie economiche, le associazioni che le riuniscono, il no profit e i sindacati. Tutti orientati verso un unico obiettivo: riuscire a superare questa fase garantendo lavoro e servizi ai cittadini.

Il Gruppo regionale del Pd una serie di proposte le ha già presentate e verranno sottoposte domani al vaglio dell’Aula consiliare, durante la seduta straordinaria, chiesta dall’opposizione, che affronterà proprio i temi della crisi economica. Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd, ha esordito chiaramente: “Regione Lombardia gioca il proprio futuro sulle questioni economiche e del lavoro dei propri cittadini e dunque deve essere al loro fianco. Ma per ora la manovra va a colpire in particolare il trasporto pubblico locale, la sanità, il welfare, i comuni e quindi le famiglie. Dobbiamo arrivare a una modifica sostanziale: i tagli vanno fatti alla fonte, al Governo nazionale, responsabile della situazione debitoria”.

“Stiamo assistendo a un cambio d’epoca – ha precisato Stefano Tosi, consigliere regionale e responsabile dei temi economici per il Pd lombardo –. Abbiamo bisogno di strumenti chiari come il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per il 2012, ma anche di togliere le infrastrutture per l’Expo dal patto di stabilità e di mettere risorse sul sistema dei Confidi per far fronte alla nuova stretta creditizia che colpisce le aziende”.

“Il nostro obiettivo è aprire il dibattito per ricalibrare gli strumenti di contrasto alla crisi e di sostegno alla crescita – gli ha fatto eco Maurizio Martina, segretario regionale del Pd –. L’economia lombarda è sostanzialmente in una fase di difficoltà e Regione Lombardia non può accontentarsi di accompagnare questo andamento”.

Un andamento che è diventato nazionale, secondo un Enrico Letta al fulmicotone: “Deve essere chiaro che i 60 giorni appena passati hanno inciso più dei 60 mesi che abbiamo alle spalle. Abbiamo bisogno di avviare una ricostruzione del Paese con uno sforzo di unità per risollevare, come avvenne nel dopoguerra, l’Italia da quelle che oggi sono macerie economiche, politiche e morali. Abbiamo un premier che non vuole fare il premier, lo dice ma lo si vede anche. E un presidente di Regione che non vuole fare il presidente della Lombardia. Non possiamo avere in quei ruoli chiave due persone che pensano ad altro”.

E senza mezzi termini Letta ha affrontato anche i temi dell’assetto istituzionale (“Milano deve giocarsi una partita con la città metropolitana per poter competere con le sue pari, ad esempio Barcellona e Lione”) e delle infrastrutture: “Occorre fare scelte, perché non paga la politica dei tanti ‘nì’ detti a tutti”, ha aggiunto riferendosi in particolare ai 10 aeroporti nei 500 chilometri della pianura padana.

“Il Governo era costruito per un solo obiettivo: quello di tenere sotto controllo il deficit e per questo era congegnato con un solo Ministro, Tremonti. Tutti gli altri hanno finito per ricoprire un ruolo sostanzialmente da suoi vicesegretari – ha concluso il vicesegretario nazionale del Pd –. Noi vogliamo che un governo in cui il Ministro del Tesoro fa la sua parte, ma a pari livello ci siano un Ministro delle Infrastrutture e uno dello Sviluppo economico che pensino alla crescita del Paese”.

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