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Turismo sul Lario: i soldi ci sono, ma il Comune rischia di perdere quelli dei giardini a lago

Si è parlato di turismo sul lago di Como, a Palazzo Lombardia, a Milano, durante un incontro che affrontava appunto le prospettive di sviluppo turistico del Lario. Due sono le linee di intervento individuate dalla Regione ed elaborate dal Comune di Como, per un investimento totale di 1.226.094 euro, di cui 591.094 di cofinanziamento regionale e 635.000 di cofinanziamento comunale. La prima riguarda l’infrastrutturazione e prevede un forte investimento sull’area dei giardini a lago con l’avvio della riqualificazione, che aumenterà l’attrattività e la sicurezza dell’area, l’illuminazione pubblica, la razionalizzazione delle aree verdi per le quali è previsto un layout rinnovato. Si affiancheranno a questi interventi una serie di investimenti tecnologici quali l’estensione della rete wi-fi pubblica, federata a quella regionale, e il potenziamento del sito visitcomo.eu oltre alla creazione di una nuova App gratuita.
Tutto bene? Non proprio, a giudicare dalle notizie apparse in questi giorni sui media comaschi: pare, infatti, che il Comune di Como tergiversi sul finanziamento concordato con Regione Lombardia che riqualifica i giardini a lago e questo può comportare la perdita dell’intero finanziamento.
Sarebbe un errore madornale, considerato che la seconda linea di intervento punta sulla promozione turistica che si caratterizza per la stretta collaborazione con Explora, finalizzata a generare un’immagine unitaria delle capitali d’arte della Lombardia, mettendo a sistema il patrimonio delle singole destinazioni e valorizzando al contempo le specificità e le identità territoriali. L’obiettivo è di cambiare in meglio la percezione collettiva di Como attraverso strumenti e iniziative di comunicazione innovative.
Il totale complessivo del cofinanziamento regionale – legato all’iniziativa “L’anno del turismo e le capitali d’arte – Progetto Cult City”, gestito da Giunta e Unioncamere Lombardia – è ripartito in 402.559 euro per le spese di infrastrutturazione e in 188.535 euro per le spese legate alla promozione turistica.
In generale, mi sembra positiva la volontà, emersa durante l’incontro, di individuare un soggetto unitario, la cui forma giuridica verrà individuata nelle prossime settimane, per il coordinamento delle politiche di sviluppo e di comunicazione del lago di Como. Quello che, invece, assieme al collega di Lecco abbiamo chiesto è una maggiore integrazione tra il trasporto e il turismo, a partire dallo sviluppo della linea Lecco-Como, che già conta pochissime corse e in orari poco affini alle esigenze dei turisti, soprattutto la domenica, e di prestare attenzione non solo al turismo lacuale, ma anche a quello del comparto montano.

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Lombardia-Grigioni: abbiamo ratificato senza cabotaggio e integrazione tariffaria

In consiglio regionale abbiamo dato l’ok alla ratifica dell’intesa tra la Regione Lombardia, la Provincia di Sondrio e il Canton Grigioni per lo sviluppo del traffico pubblico regionale e transfrontaliero e della sua componente turistica.
È un accordo importante per quanto riguarda la mobilità, sia per chi si reca da una parte all’altra del confine per motivi di lavoro, sia per lo sviluppo turistico di questi territori. Ed è un’istanza che avevo portato a Poschiavo, nell’incontro di qualche tempo fa. Ritengo, infatti, fondamentale l’attività di dialogo che c’è stata in questi anni. Ed è altrettanto importante che il monitoraggio degli accordi presi sia portato avanti con continuità.
Tuttavia, mancano degli aspetti non secondari al rapporto di buon vicinato che si sta instaurando con i Grigioni: non sappiamo ancora nulla a proposito della questione del cabotaggio, che coinvolge Lombardia, Canton Ticino e Canton Grigioni. Inoltre, il tema dell’integrazione tariffaria diventa centrale se vogliamo agevolare il trasporto pubblico.
Parlando in Aula sul tema, ho espresso rammarico anche per il fatto che ancora una volta, all’incontro con i Grigioni, Regione Lombardia non è arrivata puntuale: avendo rinviato la seduta di consiglio, l’accordo che abbiamo approvato solo dopo non era ancora operativo. Ma sarebbe stato meglio portare alla riunione l’intesa già ratificata. Non solo: mi sono detto anche molto stupito che l’argomento non sia stato trattato nella Commissione speciale, nata a inizio legislatura proprio con il compito di affrontare le problematiche a cavallo del confine. Invece, l’ultima volta che ci siamo visti era il 29 marzo, quando abbiamo incontrato i nostri omologhi ticinesi a Bellinzona. Forse, a fine legislatura sarà necessario interrogarsi sull’opportunità di mantenere questa e altre commissioni speciali attivate.

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Milano-Chiasso, sulla sicurezza solo una risposta formale

Avevo più volte interpellato l’assessore regionale ai Trasporti in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso. Ho atteso tre mesi per avere una risposta e finalmente l’ho ottenuta, prima delle vacanze estive. Peccato che fosse assolutamente di rito, senza veri impegni. Non ci resta che auspicare che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più.
Nello specifico, l’interpellanza si riferiva al terribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile. Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine, chiedevo esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. Ma la risposta, appunto, non è stata molto articolata.

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Grazie a noi risorse per il Trasporto Pubblico Locale

Il Consiglio regionale ha recentemente approvato l’assestamento al bilancio 2016-18, con il voto contrario del Partito Democratico. Mentre per il fondo sociale la giunta e la maggioranza di centrodestra non hanno voluto sentire ragioni, per il trasporto pubblico il Pd ha ottenuto il risultato di un impegno dell’assessore la bilancio Garavaglia di anticipare le risorse del 2017 al 2016 per fare fronte alla sofferenza delle Province su questo servizio. Continua a leggere

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Scaduto ieri il termine per l’istituzione delle agenzie di bacino. Da oggi le province e i comuni di Como, Varese, Lecco e Sondrio saranno commissariate

E’ scaduto ieri il termine ultimo per la costituzione delle agenzie di bacino per il trasporto pubblico locale così come richiede la legge regionale 6/2012 che disciplina il settore dei trasporti. Pertanto da oggi le province e i comuni che non sono riuscite a istituire la propria agenzia verranno commissariate così come recita il testo di legge. Nello specifico tre bacini su cinque sono rimasti sulla carta ovvero quelli di Milano, Monza, Pavia e Lodi; Cremona e Mantova; Como, Varese, Lecco e Sondrio. Il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri punta il dito contro l’inerzia della Giunta regionale che aveva il compito di monitorare tutto il processo e nel caso specifico intervenire per sollecitare i comuni capoluogo e gli enti provinciali a costituire il bacino di riferimento.

“E’ evidente che qualcosa non ha funzionato – dichiara Gaffuri – E’ da più di un anno che abbiamo messo in guardia la Regione su questo problema ma ad ogni richiamo ha sempre fatto orecchio da mercante. L’unico atto della Giunta è stato promuovere a dicembre una deroga ritardando di pochi mesi i tempi di costituzione dei bacini. Ma evidentemente ciò non ha risolto molto se siamo qui a discutere della mancata istituzione di tre agenzie su cinque. Siamo certi che con il commissariamento la situazione non cambierà di molto visto che se siamo a questo punto è per il disinteresse della Giunta su un tema fondamentale per i lombardi”.

Gaffuri sottolinea come “non più tardi di un mese fa il Pd aveva chiesto formalmente la convocazione delle singole potenziali agenzie in commissione Mobilità proprio per cercare una soluzione condivisa, anche se in zona cesarini. Ad opporsi l’assessore regionale Del Tenno e la sua maggioranza sorda ai nostri richiami. Anche in occasione della visita del Consiglio regionale a Como si era fatto presente al presidente Cattaneo e agli esponenti comaschi della maggioranza che il comune di Como aveva già provveduto ad approvare lo statuto dell’Agenzia ma l’iter si era arenato nel silenzio della Giunta regionale”.

E’ opportuno ricordare che l’istituzione dei cinque bacini per il trasporto pubblico serviva per razionalizzare i servizi di trasporto per evolvere verso un sistema più efficiente, efficace ed integrato. E quindi semplificare e migliorare la governance dei servizi del trasporto pubblico locale sul territorio avendo un unico interlocutore per bacino, ottimizzare reti e orari di trasporto, evitando sovrapposizioni, integrare i servizi e superare la frammentazione dei sistemi tariffari. “Non briciole – conclude Gaffuri – se si pensa ai tanti problemi che affliggono il sistema di trasporto regionale”.

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Servizio pubblico autobus ASF, si faccia chiarezza

autobus big“L’incidente che ha coinvolto la ragazzina caduta dal bus a Pellio Intelvi nei giorni scorsi è un fatto grave che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Ancor più grave è che ad oggi non è stata fatta ancora chiarezza sulle cause ma al contrario sono state fornite versioni diametralmente opposte. Continua a leggere

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Cantù: vecchia stazione una potenzialità da sfruttare

Il treno come alternativa all’autobus per Como. A voler potenziare il servizio a Cantù la stazione di via Vittorio Veneto diventerebbe il riferimento per il trasporto pubblico. «Un treno ogni mezz’ora nelle fasce di punta e uno ogni ora nel resto della giornata. Sarebbe un obiettivo da percorrere, una risposta vera alla città», propone Luca Gaffuri, capogruppo in Consiglio Regionale per il PD. Già oggi bastano 14 minuti per arrivare a Como San Giovanni, con i pochissimi treni in funzione sulla Como-Molteno-Lecco. «Ci sono delle responsabilità precise dell’amministrazione comunale di Cantù nel non far valere la propria voce – afferma Gaffuri – i due miliardi di lire sul capoline fantasma in via Vittorio Veneto? Prima di fare un investimento del genere, bisognava potenziare il numero di corse dei treni, per valorizzare l’interscambio ferro-gomma. La vera potenzialità sarebbe anche un collegamento di Cantù alle Nord, via Como-Borghi». Per raggiungere Milano senza dover andare a Cantù Asnago o a Mariano Comense. E a proposito della periferica stazione di Cantù-Cermenate. Gaffuri rispolvera una questione. «L’amministrazione di Cantù non mette al centro le politiche della mobilità. Ancora non è stato realizzato il parcheggio per i pendolari». Sulla questione, il pallino era in mano all’ex assessore Simone Molteni, licenziato dal sindaco Tiziana Sala per alcune dichiarazioni non gradite. Infine, sempre a proposito di Pianella e C-50 (gli autobus per Como), non si può non ricordare i 200mila euro spesi per l’impianto fotovoltaico alle fermate del Cantù-Como. Doveva servire a conoscere in tempo reale l’arrivo dei bus, è stato lasciato a marcire anche sui pali dove gli utenti del C-50 non aspettano più. Gaffuri è lapidario: “Uno spreco di soldi”.

Dal quotidiano La Provincia di Como a firma c.gal.

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Tagli ai treni regionali: il 27 in Consiglio regionale tutte le forze politiche dicano no a questa manovra

Una campagna per dire no ai tagli al trasporto pubblico locale contenuti nella manovra correttiva appena approvata in Parlamento. È un’iniziativa del Pd lombardo che questo pomeriggio ha tenuto un presidio in Stazione Centrale per illustrare le ragioni della propria “fortissima preoccupazione” per “il taglio drammatico delle risorse”. Presenti il capogruppo in Regione Luca Gaffuri e i consiglieri regionali Stefano Tosi, Fabio Pizzul, Carlo Spreafico, Mario Barboni, Gian Antonio Girelli, Giuseppe Villani.
“La Lombardia ha bisogno di nuove corse e non di tagli – denuncia Gaffuri – Gli oltre 600mila cittadini che viaggiano in treno per lavoro e per ragioni di studio non possono essere nuovamente colpiti da una politica che non investe e, anzi, deprime il trasporto ferroviario. Il 27, grazie a un’iniziativa dell’opposizione, saremo in Consiglio regionale a discutere gli esiti della manovra sul bilancio regionale. In quella occasione auspico che tutte le forze politiche facciano sentire in modo unitario la propria voce su temi rilevanti come questo.”
“Un anno fa – ricorda il capogruppo democratico – siamo stati in tutte le stazioni lombarde per documentare lo stato di degrado delle strutture che accolgono i viaggiatori. Oggi siamo pronti a tornare per difendere il trasporto pubblico da tagli insostenibili e ingiustificati. In quella sede invitiamo i parlamentari di PDL e Lega, che hanno votato questa manovra, a venire con noi per spiegare le ragioni della loro scelta, che rischia di portare a un drammatico taglio delle corse o a una nuova impennata del costo di biglietti e abbonamenti.”

Due pendolari seduti sul nulla: è questa l’immagine che campeggia sul manifesto e sui volantini che il PD distribuirà a partire da oggi nelle stazioni ferroviarie lombarde. Di fianco la scritta: “Treni: corse -50%. Chi subisce?” E poi l’attacco a PDL e Lega, responsabili di una politica che porta a “meno corse, meno servizi, biglietti più cari”.
Su retro le frasi del viceministro Roberto Castelli, che qualche giorno fa ha detto chiaramente che occorre spostare l’approvvigionamento di risorse del trasporto pubblico dallo Stato al privato, ovvero principalmente all’utente. E poi dell’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz, che ha lanciato l’allarme sulla possibile cancellazione della metà delle corse regionali per fare fronte ai tagli della manovra.
Il PD richiama anche agli impegni assunti a più riprese dalla Regione per il miglioramento del servizio, che sarebbe stata condizione dell’ultimo aumento di biglietti e abbonamenti, in vigore dal primo di agosto, che sommato a quello di febbraio ha portato ad un +23% in soli sei mesi. I miglioramenti, accusa il PD, non ci saranno, né sul fronte della puntualità, né del comfort, né dell’offerta in generale di nuove corse. “Viaggiare non è un lusso ma una necessità!”, sostiene il PD, e per questo occorre fermare gli aumenti, favorire la concorrenza tra operatori sulle tratte ferroviarie e garantire più investimenti per portare finalmente il trasporto ferroviario lombardo ai livelli di qualità garantiti negli altri Paesi europei.

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parlamentari di PDL e Lega vadano nelle stazioni a spiegare perché è giusto tagliare un treno su due

“Invitiamo i parlamentari lombardi di PDL e Lega, che hanno detto sì a questa manovra, a un pubblico dibattito nelle stazioni ferroviarie, ovviamente all’ora di punta. Potranno così spiegare per quale motivo per salvare le casse dello Stato si debba arrivare a tagliare un treno su due, peraltro dopo aver tagliato già le risorse al punto da favorire un aumento del costo di biglietti e abbonamenti di quasi il 25% in sei mesi.”
È quanto dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri nel giorno dell’approvazione della manovra correttiva dei conti pubblici, che taglia ulteriormente le risorse per il trasporto pubblico dopo averle già contratte significativamente per l’anno in corso.
“I deputati e i senatori di Lega e Pdl – continua Gaffuri – dovranno spiegare perché i pendolari, già colpiti dalla crisi, dovranno subire altre vessazioni per il fallimento dell’azione del Governo.”
“La Provincia di Como – conclude – è già in difficoltà per i collegamenti viari per via dei lavori della terza corsia dell’Autolaghi e per il futuro cantiere della Pedemontana che riguarderà la Milano Meda. Una sorta di isolamento che sarebbe ulteriormente peggiorato dal taglio delle corse, mentre al contrario servirebbe una politica di potenziamento.”

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Trasporto pubblico: i pendolari lombardi pagano a peso d’oro un servizio ferroviario già non altezza

“Magari la Lega Nord vorrebbe che ai pendolari ‘spuntassero le ali’”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, da sempre strenuo sostenitore della cosiddetta ‘cura del ferro’ nel territorio comasco per favorire i collegamenti con Milano, ma anche con Lecco e la Svizzera, è decisamente sorpreso delle dichiarazioni rilasciate dal viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli sul futuro prossimo che attende il trasporto pubblico locale. “Il viceministro lecchese ha affermato che è ormai giunto il tempo che il trasporto pubblico locale ‘reperisca risorse proprie ed impari a camminare con le proprie gambe’ perché finanziamenti dallo Stato non ne sono più previsti – rileva Gaffuri -. Un commento perfettamente in linea con una visuale limitata nel tempo e nello spazio tipica della Lega Nord. Infatti i pendolari lombardi stanno già pagando a peso d’oro il servizio ferroviario; un servizio qualitativamente non all’altezza, nonostante dall’inizio dell’anno si sia verificato un aumento pari al 23% nel costo dei titoli di viaggio. Si è trattato di consistenti incrementi accompagnati dalla ennesima promessa che, a questo punto non sarà mai mantenuta, di un miglioramento dell’offerta in quanto il futuro potrebbe essere caratterizzato da minori convogli, ovviamente con gente più stipata, e condizioni di viaggio improponibili per un Paese moderno”.
Gaffuri puntualizza inoltre che il paragone usato dall’on. Castelli di uniformare la situazione lombarda a quella europea non sia affatto calzante: “Mi chiedo se il viceministro Castelli abbia mai viaggiato in treno in Europa, ad esempio in un convoglio per pendolari in Germania. Io credo che sia facile parlare di Europa perché fa molto ‘tendenza’, soprattutto da parte di chi, incapace di affrontare in modo adeguato le difficoltà finanziarie del periodo, guarda con invidia ad oltre le Alpi visto che i conti là sono certo più in ordine ed i servizi migliori. In ogni caso viaggiare con le linee regionali della Deutsche Bahn è proprio tutta un’altra cosa rispetto a quanto accade qui in Lombardia, nonostante il livello delle nostre tariffe siano ormai in linea con quelle tedesche. Il servizio, invece, è carente e la cosa è più che lampante ed ovvia: in Germania sono decenni che si investe sul trasporto pubblico. Noi siamo stati fermi, con materiale e infrastrutture scadenti anche per colpa di chi avrebbe avuto la responsabilità politica di favorire uno sviluppo che non c’è stato. Ed ora, visto che la barca del trasporto pubblico locale potrebbe affondare, dichiara candidamente di lasciarla al suo destino”.

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