Archivi tag: trasporto ferroviario

Milano-Chiasso, sulla sicurezza solo una risposta formale

Avevo più volte interpellato l’assessore regionale ai Trasporti in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso. Ho atteso tre mesi per avere una risposta e finalmente l’ho ottenuta, prima delle vacanze estive. Peccato che fosse assolutamente di rito, senza veri impegni. Non ci resta che auspicare che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più.
Nello specifico, l’interpellanza si riferiva al terribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile. Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine, chiedevo esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. Ma la risposta, appunto, non è stata molto articolata.

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Nuova stazione di Camerlata: si fa. Definiti tempi e risorse

Ferrovia - scambioVi aggiorno sul progetto di nuova stazione ferroviaria a Camerlata. Risorse e tempistiche adesso sono nero su bianco, in due delibere che la Giunta regionale ha approvato il 30 novembre scorso.

La costruzione della nuova stazione spetterà a RFI; la realizzazione dei parcheggi è affidata al Comune di Como. Questi i tempi indicati per l’esecuzione dell’intervento: 2016 progettazione, 2017 inizio dei lavori, 2019 conclusione; i costi e i relativi finanziamenti sono così definiti: per la stazione 6 milioni di euro (50% a carico di RFI, 50% a carico di Regione), per l’area di sosta 3 milioni (finanziati da Regione).

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Rimborsi Trenord: assurdo escludere oltre 13.400 abbonati a Ovunque in Lombardia

Il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri, intervenuto nei giorni scorsi in merito alla decisione di Trenord di escludere, dall’erogazione del bonus, gli abbonamenti “Ovunque in Lombardia”, condivide il contenuto della lettera che il collega Agostino Alloni ha scritto all’assessore ai trasporti Gilardoni per conoscere le motivazioni e soprattutto esortare un intervento regionale affinché “si corregga questo errore di procedura”.

“Trenord – dichiara Gaffuri – ha deciso di erogare un bonus a tutti coloro che hanno abbonamenti ordinari (mensili e treno Milano), annuali, per i titoli di viaggio integrati, abbonamenti settimanali e corse singole ma non per tutti coloro, e sono tanti, che hanno un abbonamento “Ovunque in Lombardia”. Noi vorremmo capire il perché visto e considerato che molti pendolari, che viaggiano su medie tratte, hanno preferito optare per questa tipologia di abbonamento. Da febbraio al maggio 2011 gli abbonamenti mensili “Ovunque in Lombardia” sono stati 23.400, con una media di 13.400 sottoscritti al mese e un totale di 400.000 per tutti i tipi di abbonamenti targati Io viaggio. Un trend in netta crescita se si considera che da 3000 abbonamenti, nel giro di quasi un anno, si è andati oltre la quota 13.400 tessere al mese”.

Nella lettera, pur apprezzando la volontà di Trenord di risarcire in parte i disagi causati ai pendolari, si esorta l’assessore Gilardoni a prendere dei provvedimenti: “E’ doveroso estendere il bonus e far sì che non ci siano disparità di trattamento tra i diversi pendolari.La Regioneprenda provvedimento: teniamo a sottolineare, infatti, che il bonus fornito da Trenord non è un “gentile omaggio”, ma solo un’anticipazione di quanto comunque dovuto a Marzo, pertanto hanno solamente anticipato di un mese l’emissione del bonus comunque previsto”.

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Lombardia Express? Un flop che avevamo ampiamente annunciato

«Lo scorso autunno avevamo guardato con non malcelato scetticismo le ottimistiche previsioni dell’allora assessore ai trasporti di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, sulla istituzione dei collegamenti “Lombardia Express”. Le decisioni prese in queste ultime ore dal nuovo amministratore delegato di Trenord, Luigi Legnani, che ha sancito l’abolizione dal 7 gennaio di questi convogli esclusivamente di prima classe vista l’utenza insufficiente, non fanno che confermare quanto abbiamo più volte ripetuto: non è con treni d’elite che si risolvono i problemi del traffico dei pendolari verso Milano». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene dopo le ultime notizie che hanno animato il mondo del trasporto ferroviario regionale. Altro punto dolente riguarda i rimborsi dopo i dieci giorni di passione successivi al 9 dicembre quando l’introduzione del nuovo software di gestione del personale provocò la quasi paralisi dei convogli anche dalle direttrici lariane verso il capoluogo milanese: «Alla nostra richiesta di un forte indennizzo per i pendolari, fino alla concessione dell’abbonamento gratuito per questo mese di gennaio, non solo non sono corrisposte risposte adeguate da parte di Trenord, che ha anzi annunciato come non tutti viaggiatori delle tratte interessate dai disagi, cioè praticamente la totalità, potranno usufruire di agevolazioni a causa dei disservizi registrati a dicembre. E’ stata invece deciso un incremento nel bonus, che passa dal 20 al 25%, e che riguarderà comunque le direttrici comasche e la Canzo-Asso» sottolinea Gaffuri che non lesina una critica finale a chi ha continuato per anni a sostenere che tutto in Lombardia fosse “eccellente”: «Nel momento di crisi più acuta, a dicembre, Roberto Formigoni tuonò dal suo 31° piano contro Trenord minacciano i proverbiali “fuoco e fiamme” se la società non avesse adottato forme di risarcimento adeguate dopo i disservizi. Sono passate solo due settimane ed il clima natalizio ha certamente rabbonito il Presidente in scadenza visto che da allora (era il 15 dicembre) non ha speso più una parola sull’argomento».

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Lombardia e treni: 2 anni e mezzo in 4 minuti

Luca Gaffuri è intervenuto al convegno “I treni storici” organizzato dal Treno Club Brianza sabato 27 ottobre ad Asso. Nel corso dei lavori sono state espresse riflessioni sulle linee ferroviarie storico/turistiche e sui tentativi di promozione della locomozione ferroviaria in Lombardia, nel comasco in particolare, con un occhio di riguardo alla direttrice Como-Lecco.

Ecco il video dell’intervento di Luca Gaffuri:

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Un mese di settembre “nero” per i collegamenti ferroviari tra Como e Milano

«Un inizio di autunno che mi sento fin da subito di definire “nero” per il trasporto pendolare ferroviario da Como verso Milano». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulle difficoltà che stanno interessando le direttrici di Trenord, sia sulla linea FNM Saronno-Milano sia su quella Trenitalia Monza-Milano, nelle ultime settimane. «Se è vero che il guasto di due settimane fa, l’11 settembre, provocato da un mezzo pesante che ha rovinato una conduttura del gas a Garbagnate non è certo da imputare alla rete ferroviaria ed ai convogli Trenord la stessa cosa non la si può dire per quanto è accaduto successivamente sulla direttrice Como-Saronno-Milano. Martedì 18 oltre un’ora di pesanti disagi per i pendolari passeggeri dei convogli diretti a Milano tra le 8.00 e le 9.00 per un calo di tensione ad una centralina tra le stazioni milanesi di Bovisa e Cadorna; quest’oggi treni in partenza da Como Lago con 22’ di ritardo e qualche giorno fa il caso di una giovane studentessa che scesa da un convoglio per agevolare l’uscita di altri utenti non è stata più fatta salire sullo stesso treno col risultato che è arrivata a scuola con un’ora di ritardo. Non meno eclatanti i fatti verificatisi sulla linea Como-Monza-Milano. Il 17 settembre, ad esempio, è stato un giorno infausto per questa direttrice. Il treno delle 7.42 del mattino è stato soppresso per il guasto al locomotore e la cancellazione è stata comunicata agli utenti 10 minuti dopo l’orario della prevista partenza. La sera dello stesso giorno il treno in partenza dalla stazione di Milano Porta Garibaldi delle 18.39 è partito con 25 minuti di ritardo ed, inspiegabilmente, ha sostato ben 10 minuti a Cantù/Cermenate senza alcuna comunicazione all’utenza. Il 21 settembre, infine, il convoglio Tilo delle 7.11 è stato fermo più di 30 minuti su un binario laterale della stazione di Seregno». «Quotidianamente, comunque, molti convogli, soprattutto sulla linea Como-Saronno-Milano, arrivano con un fardello in più quantificato mediamente tra i 7 ed i 4 minuti alle stazioni di arrivo. Va bene, mi si dirà, non sono ritardi che giustificano il ricorso al cosiddetto bonus ma allora i vertici di Trenord dovrebbero comunicare l’utenza che gli orari affissi alle stazioni e sul sito internet sono “relativi”. Affermazione che susciterà il risentimento dei vertici aziendali e dell’Assessore ai trasporti, Raffaele Cattaneo, ma purtroppo amara realtà quotidianamente riscontrata dai pendolari in arrivo e partenza da Milano non solo da Como ma anche dal Varesotto e dalla Brianza, cosa che si riscontra effettivamente ogni giorno. E dire che in un recente convegno che abbiamo organizzato le Ferrovie dell’Alto Adige hanno affermato che i loro treni hanno una puntualità del 98% eppure i vertici non sono certo soddisfatti perché l’obiettivo deve essere la puntualità sempre».

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Treni: dal 1° settembre nuovi rincari ma nessuna prospettiva di investimento

«Un nuovo incremento che, seppur limitato, influisce sui costi di famiglie e studenti ma senza la consapevolezza che le somme raccolte siano poi investite per il rinnovo delle infrastrutture ferroviarie che chiediamo da tempo». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene in seguito alla decisione, presa dalla Giunta regionale, di adeguare le tariffe del trasporto pubblico locale del 2,64% a partire dal 1° settembre. «In un anno il prezzo di biglietti e abbonamenti è cresciuto di oltre il 24% ma non abbiamo riscontrato benefici evidenti. I pendolari, infatti, continuano a registrare i soliti e numerosi disservizi che vanno dalla scarsa pulizia dei convogli alla mancata puntualità. Un nuovo incremento che, seppur contenuto (su una tratta di 50 chilometri, con un tagliando ordinario di 5 euro, l’aumento non supererà i 13 centesimi) sembra costituire l’ennesima beffa per gli utenti se si considera che il rincaro delle tariffe del trasporto pubblico locale è calcolato proprio su questi due parametri». Gaffuri, allo stesso tempo, torna a chiedere una maggiore attenzione alle infrastrutture ferroviarie: «Il futuro del treno in Lombardia non è circoscrittoalla sola Seregno-Saronno o al tracciato dell’Arcisate-Varese. C’è tutta una serie di importanti infrastrutture e servizi che hanno bisogno di interventi, anche urgenti. Sono anni, ad esempio, che denunciamo lo stato di incuria ed i disservizi che caratterizzano la stazione ferroviaria di Albate Camerlata, una stazione internazionale dato che è capolinea delle corse S10 per Bellinzona ma sui cui convogli non possono essere acquistati titoli di viaggio validi in Canton Ticino. Inoltre si tratta di un’infrastruttura dove abbondano le barriere architettoniche».

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Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza

Giovedì 12 aprile 2012, alle 21, nel Salone dei Convegni di piazza Marconi 1, a Cantù, si terrà l’incontro pubblico sul tema della Pedemontana ferroviaria briantea dal titolo “Diretto Lecco-Cantù-Lugano: sfida per la Brianza”.
Saranno presenti Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Carlo Spreafico, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza regionale, Mauro Porcelli, rappresentante della Cgil, Salvatore Bordonaro, delegato delle Ferrovie del Gargano, Antonio Pagani, candidato sindaco di Cantù. Sarà presente Margherita Moioli dell’Ordine degli architetti di Como.
Durante l’incontro sarà proiettata la simulazione virtuale del viaggio ferroviario da Lecco a Lugano. L’obiettivo della serata è, infatti, quello di sollecitare una volta di più, e come sta facendo da tempo il Partito democratico, l’interesse verso una linea, la Pedemontana ferroviaria, che ha molto più potenzialità di quelle che si stanno sfruttando. Un primo passo è stato fatto con i nuovi convogli, adesso, secondo il Pd, bisogna risistemare le stazioni e soprattutto rivedere l’orario, non solo per il trasporto locale, ma anche nell’ambito della potenziale via di collegamento tra la Brianza e il Ticino, per mettere in comune le opportunità economiche e occupazionali da una parte all’altra della frontiera.

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Stazione FNM Lomazzo: i lavori vanno conclusi!

Completare e migliorare i lavori che Ferrovie Nord ha promosso, dopo anni di richieste da parte dei pendolari, presso la alla stazione ferroviaria di Lomazzo. Interventi, come detto, attesi da tempo ma realizzati in modo imparziale e che attualmente rischiano di creare più disagi che benefici agli utilizzatori del treno. “Occorre che Ferrovie Nord completi quanto ha iniziato e non lasci la stazione di Lomazzo nelle condizioni attuali”. E’ con questo auspicio che il capogruppo in Consiglio Regionale del PD, Luca Gaffuri, ha visitato quest’oggi la stazione ferroviaria di Lomazzo, la più importante sulla tratta Milano Cardona-Como Lago tra Como e Saronno e dove si fermano anche i convogli diretti. La stazione è stata oggetto di alcuni lavori che si sono conclusi due settimane fa. In modo particolare l’intervento ha riguardato l’innalzamento di parte delle banchine al fine di favorire l’accesso ai nuovi treni TSR portando i marciapiedi agli stessi livelli delle porte dei convogli: “I lavori attesi da anni e richiesti dagli stessi pendolari non sono completi – ha sottolineato Gaffuri -. Le richieste avanzate prevedevano l’innalzamento della banchina in tutta la sua interezza e la realizzazione di una pensilina. A tutt’oggi la banchina è stata alzata solo parzialmente e della banchina, invece, non v’è traccia. Lavori incompleti, quindi, che creano più disagi che benefici perché, ad esempio, le persone che hanno difficoltà di mobilità devono per forza stare attente a salire sulle prime o sulle ultime carrozze nella stazione di partenza, confidando che a Lomazzo il treno si fermi accanto alla banchina più alta. Le ultime carrozze dei convogli per Milano, ad esempio, si fermano oltre la nuova banchina”. Gaffuri ha sottolineato, inoltre, la presenza di altri disagi in stazione cui non è messa mano come la mancanza di scivoli o di ausili che consentano alle carrozzine di accedere agevolmente al binario 2, quello per Como, senza attraversare i binari. In questo momento, infatti, i sottopassi non prevedono alcun macchinario per agevolare le persone in carrozzina. All’incontro ha preso parte anche il sindacalista Mauro Porcelli (CGIL) che da anni si occupa di trasporti pubblici: “Questi lavori erano richiesti ma sono stati eseguiti in modo incompleto. Noi chiediamo che l’intera banchina venga alzata e che si provveda ad effettuare altri miglioramenti come realizzare la tettoia, così che si possa aspettare il treno lungo tutta la banchina senza sottostare alle intemperie, che venga ripristinata l’obliteratrice sul binario 2 per Como e che si realizzino nuovi accessi che favoriscano la mobilità delle persone in carrozzina sullo stesso binario”.

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Trenord investa sulla Como-Lecco

«Un impegno di Trenord per potenziare la linea Como-Lecco è quanto mai opportuno. La domanda di trasporto c’è. Piuttosto sembra manchi la voglia di intervenire su un’infrastruttura già esistente». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene dopo l’ennesimo disservizio relativo alla linea ferroviaria tra i due capoluoghi di provincia sulle sponde del Lario. «Visto lo stato di congestionamento da traffico delle nostre strade è assurdo che non si migliorino i collegamenti via ferro nella nostra Provincia. Sarebbe semplice creare corse che permettano di spostarsi comodamente tra Erba, Cantù e Como eppure la linea Como-Lecco rimane ai margini del trasporto ferroviario del nostro territorio con convogli vecchi, perennemente in ritardo, inattiva i giorni festivi e con i pochi coraggiosi utenti che non riescono nemmeno ad ottenere il bonus previsto da Trenord per le linee che superano frequentemente gli standard di puntualità. Tutto questo deve finire anche perché è il territorio che lo chiede. Occorre riqualificare la “Pedemontana ferroviaria” tra Como e Lecco per favorire gli spostamenti delle persone con il treno e studiare l’integrazione tariffaria con la linea FNM Milano-Asso visto che la stazione di Merone è servita dai convogli delle due tratte mettendo fine allo scandalo dell’impossibilità di dover fare un biglietto via Seveso-Camnago per andare fino a Como o viceversa. Lunedì prossimo, 27 febbraio, la direzione mobilità di Regione Lombardia ha convocato alle 17 l’associazione dei pendolari per esaminare le problematiche della linea ferroviaria Como-Lecco. Invito coloro che possono ad intervenire ed a raccontare la propria esperienza e i disservizi»

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