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Linee ferroviarie comasche come un bollettino di guerra

In Commissione Trasporti del consiglio regionale l’assessore si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde, tra cui due mie sulla linea Milano–Chiasso-Como e sulla Como-Molteno-Lecco.
Nel primo caso, nei mesi di giugno e luglio la tratta è stata protagonista di gravi situazioni di sicurezza e pericolo, nonché di ripetute soppressioni e forti ritardi, guasti del materiale rotabile e costanti disservizi. In merito, l’assessore ha riportato dati per nulla rassicuranti, confermando che gli indicatori di puntualità della linea sono sotto il requisito minimo richiesto dalla Regione.
Insomma, quello che ci ha presentato sembra più un bollettino di guerra che un servizio ferroviario. Vorrei vedere l’assessore molto più arrabbiato nei confronti di chi effettua un tale servizio che rischia di mandare in tilt una linea di valenza internazionale, Regione Lombardia non può accettare una situazione di questo tipo.
Stesso discorso per la Como-Molteno-Lecco per la quale avevo segnalato un peggioramento consistente della qualità del servizio a partire dal 12 giugno scorso, in concomitanza con il cambio di orario: nonostante la sostituzione di buona parte del materiale rotabile, questa linea ha raggiunto nei mesi estivi il record dei disservizi, soprattutto ritardi e continue soppressioni (tra l’11 e il 28 giugno ben 26).
I dati sono sotto gli occhi di tutti e parlano chiaro: questa linea avrebbe molte potenzialità, ma i continui disservizi non favoriscono certamente la vita dei pendolari. Spero che con una maggiore attenzione da parte di Regione Lombardia, grazie all’introduzione di nuovi mezzi e anche grazie all’apertura dell’Arcisate-Stabio che consentirà una nuova pedemontana ferroviaria, si possa tornare a puntare su questa linea in termini di investimento.

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La Commissione speciale con la Svizzera è sparita nel nulla

Dal Canton Ticino i giornalisti chiedono informazioni sulla seduta che dovrebbe veder riunita la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica con la sua ex presidente, ora assessore regionale. E io che sono segretario di quella Commissione non ne so assolutamente nulla.
Mi chiedo che senso abbia tenere in vita un organismo che non si riunisce da mesi, esattamente da fine marzo, quando abbiamo ricambiato, dopo anni, la visita al Gran consiglio a Bellinzona. Un’occasione per mettere sul piatto i molti temi ancora aperti, ma che nel nostro caso è rimasta totalmente in sospeso.
E gli argomenti, appunto, non solo non mancano, ma crescono di mese in mese: se le questioni legate ai frontalieri e alla posizione della politica ticinese nei loro confronti è sempre in cima all’agenda, ricordo che i progetti sul trasporto ferroviario rimangono aperti: dovremmo verificare il rispetto del cronoprogramma dell’Arcisate-Stabio, ma vorremmo saperne di più anche sulla Milano-Chiasso e sugli interventi nella stazione svizzera.
Quest’estate si è aggiunta la vicenda della frana del Pizzo Cengalo che, sebbene sia più legata al Canton Grigioni, ha necessità di essere affrontata in Commissione speciale, visto interessa le nostre popolazioni e il traffico frontaliero in quella zona. Sempre sul fronte delle novità, la Giunta regionale ha approvato un progetto di legge di legge di ratifica relativo alla cooperazione culturale tra Regione Lombardia, i Cantoni Ticino e Vallese e la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, che dovrebbe passare in consiglio regionale, ma non è stata per ora calendarizzata. E naturalmente, men che meno, è previsto se ne parli in Commissione.
Da segretario ho più volte sollecitato, via lettera, il presidente della Speciale a convocare almeno una seduta e reitererò l’invito. Non mi resta che incrociare le dita e attendere.

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Milano-Chiasso, sulla sicurezza solo una risposta formale

Avevo più volte interpellato l’assessore regionale ai Trasporti in merito agli incidenti mortali che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Milano-Chiasso. Ho atteso tre mesi per avere una risposta e finalmente l’ho ottenuta, prima delle vacanze estive. Peccato che fosse assolutamente di rito, senza veri impegni. Non ci resta che auspicare che la Giunta si attivi per davvero affinché certi episodi non si ripetano più.
Nello specifico, l’interpellanza si riferiva al terribile incidente avvenuto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago lo scorso 11 aprile. Con riferimento ai ripetuti incidenti mortali, anche oltre la linea di confine, chiedevo esplicitamente all’assessore se fossero state verificate le condizioni di sicurezza del treno coinvolto e se la Regione intendesse aumentare le misure di sicurezza lungo questa linea, per prevenire altre sciagure. Ma la risposta, appunto, non è stata molto articolata.

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Legge trasporti: ennesima proroga della Giunta Maroni che costa alla Lombardia 145 milioni di euro di risparmi mancati

“In un anno e mezzo, da quando è stata approvata la riforma del trasporto pubblico locale, non sono stati fatti i significativi passi avanti che tutti auspicavamo. Gran parte della responsabilità è di Regione Lombardia che aveva il compito di dirigere e nel caso controllare che tutto procedesse secondo quanto prevede la legge. Continua a leggere

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Pulizia treni: la Regione intervenga!

A che punto è lo stato di attuazione della legge di riforma del trasporto pubblico locale approvata in Consiglio regionale l’anno scorso?  E ancora, come la Regione intende intervenire sul progressivo peggioramento del servizio ferroviario lombardo e del livello di pulizia dei vagoni? Questi, in sintesi, i punti della lettera inviata al del presidente della commissione Trasporti. Alessandro Sala.  Continua a leggere

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La Regione fa perdere a Como 5 milioni di euro di fondi europei

“La Giunta dia il via libera in tempi brevi al progetto altrimenti si corre il serio rischio di perdere un’occasione importante per tutto il territorio comasco. Il comune di Como, con l’approvazione del pgt ha fatto la sua parte, così come Rfi e Pedemontana che ha già previsto la presenza della nuova stazione nel progetto di collegamento tra il primo lotto della tangenziale di Como (svincolo Acquanera) e la via canturina. La regione invece temporeggia troppo e Como non se lo può permettere visti i tempi stretti per l’ottenimento del finanziamento Por che indica come data ultime dicembre prossimo”. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri intervenuto in merito al progetto della nuova fermata passeggeri Albate Camerlata, sulla rete Rfi, in corrispondenza della stazione Como Camerlata, dell’adiacente rete ferrovie nord. Un’opera importante per la viabilità comasca che permetterà di avere maggiore sinergia tra le direttrici ferroviarie Milano – Como lago, Milano – Como San Giovanni – Lugano e Como – Lecco che punta sull’intermodalità ferro – gomma, grazie alla nuova area parcheggio e alla stazione degli autobus. Continua a leggere

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Altro che TAV: è Alptransit l’infrastruttura che dal 2016 determinerà lo sviluppo del nostro territorio

“Nel nostro Paese si discute quasi ogni giorno di TAV. Eppure, a breve periodo, è il collegamento Alptransit che ci interessa di più”. Così il consigliere regionale Luca Gaffuri al termine di un incontro che ha avuto presso la sede del Consiglio Regionale con i vertici lombardi di Legambiente, nelle figure del presidente, Damiano Di Simine, e della direttrice, Barbara Maggetto. Un incontro che ha permesso di discutere a 360° su tante tematiche: dalle infrastrutture ai trasporti, dai Piani di Governo del Territorio al servizio idrico integrato. A proposito di infrastrutture non sono mancati i riferimenti al collegamento Alptransit, il cui cantiere sta entrando nella fase conclusiva. “A dicembre si effettueranno le prime prove di connessione da ambo le direzioni di quello che sarà il più lungo tunnel ferroviario del mondo: ben 57 chilometri – sottolinea Gaffuri -. Una galleria che vedrà i convogli sfrecciare ad oltre 200 chilometri orari in modo sicuro ed a brevi intervalli grazie alle quattro cabine di comando elettroniche per la sicurezza. Semplici dati che evidenziano come, al momento, più che la TAV, Alptransit avrà una evidente ripercussione per il nostro territorio: nell’arco di 20 anni, infatti, è previsto un incremento nel numero di passeggeri e di merci in transito. Ad una riduzione del traffi­co merci transalpino pari a 650.000 tir l’anno si prevede che già nel 2019 l’infrastruttura ferro­viaria transalpina sarà in grado di assor­bire circa 1.200.000 spedizioni annue di traffico combinato, in aggiunta alle 900.000 dell’anno pre-crisi 2008. I primi treni nel tunnel di base del San Gottardo circoleranno da dicembre 2016. Il tutto per ribadire un concetto: Alptransit rappresenta buona parte del futuro per il nord Italia, per la Lombardia e per Como. Cose che, personalmente, ripeto da anni”.

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Alptransit: occorre potenziare la tratta Como-Milano. Il Consiglio d’Europa vigila

“Crediamo non sia arrivato il momento in cui non si possa più tergiversare. Occorre attuare una politica concreta di potenziamento del collegamento ferroviario Chiasso-Como-Milano. Alptransit è ormai alle porte”. L’On. Chiara Braga e Luca Gaffuri, Consigliere Regionale, tornano ad occuparsi delle ripercussioni che potrebbe avere nel nostro territorio Alptransit, ovvero il nuovo sistema di corridoi ferroviari alpini che entrerà in vigore tra tre anni. Alcune indiscrezioni nel mondo del web, infatti, riportano che il Consiglio d’Europa si farà garante del rispetto della Convenzione Italo-Svizzera per quanto concerne gli interventi ferroviari ormai non più procrastinabili lungo la tratta ferroviaria Chiasso-Como-Milano dove, anche negli ultimi giorni, si sono verificati disservizi per ciò che concerne il traffico locale. “La preoccupazione, a livello locale, è che alcuni interventi di potenziamento che riguarderebbero il tratto a nord di Milano del famoso corridoio ferroviario Rotterdam-Genova, ovvero il collegamento Chiasso-Milano, sono stati prorogati se non abrogati – sottolinea Gaffuri-. Se infatti è vero che è stato stabilito di procedere ad attuare accorgimenti di natura tecnica finalizzati ad accrescere la sicurezza sull’attuale sistema a doppio binario invece di procedere al quadruplicamento, ciò non escluderebbe il rischio di un collasso della rete ferroviaria lombardia all’altezza del capoluogo milanese e lungo una linea dove, peraltro, i disagi non mancano come i pendolari ben sanno. Il nord Lombardia, e Como in particolare per la sua posizione – conclude Gaffuri-, hanno bisogno di una linea ferroviaria efficiente per sostenere il carico di transiti dovuti dall’entrata in funzione del sistema Alptransit pena un collasso del sistema viabilistico viste le stime di mezzi pesanti che passeranno dalla strada alla ferrovia. Proprio per questo sto predisponendo un’interrogazione che verrà presentata al nuovo Assessore ai Trasporti di Regione Lombardia così che si assuma subito le proprie responsabilità per risolvere una questione che non riguarda solo Como bensì l’intero sistema dei trasporti ferroviari lombardi”.

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Caos Treni: bonus subito ai pendolari!

«Confido che non siano solo ipotesi ma che l’assessore Gilardoni e i vertici di Trenord concedano effettivamente il bonus ai pendolari comaschi, vittime dei disagi occorsi lungo le linee ferroviarie regionali nel mese di dicembre, a breve senza far aspettare la scadenza dei tre mesi». Luca Gaffuri, consigliere regionale del PD, commenta l’incontro avvenuto tra l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia, Andrea Gilardoni, l’amministratore delegato di Trenord, Luigi Legnani, e i vertici aziendali. «Il  Partito Democratico ha da subito richiesto che venisse perseguita la strada del rimborso indipendentemente dalla verifica degli indici di affidabilità per l’ottenimento del bonus e quindi senza aspettare i tre mesi di tempo necessari per essere pubblicati. E’ un bene che Regione e Trenord stiano andando in questa direzione ma auspichiamo che venga preso questo giusto provvedimento già nel mese di gennaio senza aspettare le verifiche”.

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Trasporto ferroviario in crescita in Lombardia

Si tratta di dati sicuramente incoraggianti che dimostrano concretamente quello che da anni vado affermando insieme ad altri consiglieri regionali del PD: il futuro della nostra mobilità non deve essere affidato alle esclusivamente alle automobili ma anche e soprattutto ai treni”. Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale commenta i dati pubblicati da Legambiente nella ricerca “Pendolaria”, ovvero l’analisi degli spostamenti dei lavoratori, e le ultime dichiarazioni sul trasporto ferroviario a livello nazionale da parte della NTV, la società che gestisce i convogli ad alta velocità “Italo”. “La ricerca di Legambiente ha constatato come negli ultimi tre anni il numero di pendolari che utilizza il treno per gli spostamenti quotidiani è cresciuto del 19,8% nella nostra Regione. Continuando sulla strada degli investimenti sul materiale rotabile e sull’affidabilità delle linee, complice anche la situazione della nostra viabilità, il treno sarà sempre più importante e nel prossimo futuro questi dati così estremamente positivi potrebbero interessare anche alcune linee come la Como-Lecco cui auspichiamo una maggiore valorizzazione” sottolina Gaffuri che guarda con ottimismo al domani in considerazione anche delle dichiarazioni relative all’utilizzo generale del treno nel nostro Paese: “Sapere che i numeri hanno confermato come per la prima volta dal dopoguerra, nel settore dei trasporti, il mezzo ferroviario ha sottratto traffico al mezzo stradale (utenza cresciuta di ben 4 milioni di passeggeri, per un +10-15%) è un motivo di grande soddisfazione per chi, come me, crede nel treno e nella cosiddetta “cura del ferro” per l’Italia. Purtroppo decenni di completo disiniteresse nei confronti delle nostre ferrovie non si possono cancellare così come le indubbie difficoltà economiche che riguardano la gestione delle linee, soprattutto di quelle regionali. In ogni caso sono fiducioso. Pur tra mille difficoltà anche incredibili, come le due settimane di odissea per migliaia di pendolari a causa dei problemi al nuovo software di gestione del personale di Trenord, nel nostro territorio il treno è sempre più utilizzato. Se potessimo contare sempre su materiale di prim’ordine e su una gestione impeccabile l’utenza sarebbe senza dubbio ancora più numerosa. E’ quindi nostro dovere impegnarci per raggiungere questo obiettivo, ovvero l’eccellenza nei trasporto ferroviari, e questo sarà sicuramente un risultato cui punterà la nuova amministrazione regionale se i cittadini daranno fiducia alle forze civiche e di centrosinistra che sostengono il candidato presidente Umberto Ambrosoli”.

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