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Pizzo Cengalo: la situazione analizzata in Commissione Ambiente

Su mia richiesta, la Commissione Ambiente ha ospitato l’audizione con l’assessore alla Sicurezza e protezione civile, l’assessore al Territorio, urbanistica e difesa del suolo e gli amministratori del territorio di Sondrio in merito alle ripercussioni prodotte dalla frana del Pizzo Cengalo del 23 agosto scorso.
I problemi che la frana ha portato sono sostanzialmente due: da un lato, lo spostamento dei detriti sulla strada ne ha provocato la chiusura praticamente fino a fine novembre, con tutti i disagi del caso per coloro che, frontalieri e non, da lì passano per raggiungere il Canton Grigioni; dall’altro, il materiale che si è riversato nel fiume Mera ha prodotto tali e tanti danni che i pescatori professionisti del lago di Mezzola hanno il timore che non ci sia più vita né riproduzione e si chiedono se sia necessario il ripopolamento.
Ma almeno su questo fronte i tecnici della Regione, che accompagnavano gli assessori, sono stati rassicuranti: nel lago di Mezzola e quindi nell’alto lago di Como non ci sono stati ritrovamenti di pesci morti e, forse, quelli che ci sono si sono stabiliti sul fondo. In ogni caso, la situazione va monitorata per vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.
Diverso il discorso per la fruibilità della strada: sul lato grigionese gli amministratori svizzeri hanno deciso di creare una vasca di decantazione, che è stata anche ampliata, che dovrebbe riuscire a impedire all’eventuale frana di bloccare il passaggio per più di qualche giorno. Ma di fatto dal 23 agosto la strada principale è stata riaperta il 24 novembre. Quindi, nell’eventualità, il test è tutto da verificare. Ecco perché ci sembrava importante invitare a questa audizione anche il presidente del Canton Grigioni, con cui c’è un rapporto costante, ma un confronto diretto aiuta sempre. Invece, a dispetto della mia richiesta, questo invito non è stato fatto.

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PGT, niente proroghe per Como per gli altri 96 comuni comaschi

Non ci saranno ulteriori proroghe per i comuni che non avranno approvato il Pgt entro il 31 dicembre 2012. Di fatto non saranno possibili nuove lottizzazioni, anche su aree previste come edificabili nel piano regolatore vigente, fino a che il consiglio comunale non avrà approvato definitivamente il nuovo strumento urbanistico. La Giunta regionale aveva tentato di modificare fuori tempo massimo e per l’ennesima volta i termini della legge urbanistica, ma questa volta, con il Consiglio in ordinaria amministrazione, la maggioranza è riuscita unicamente ad approvare una norma minimale e comunque a forte rischio di impugnazione. Il Pd ha votato contro.

“Con il voto di oggi – dichiara in merito il capogruppo del Pd Luca Gaffuri – la Regione ha cercato di correggere fuori tempo massimo gli effetti di una legge urbanistica inadeguata. Dopo sette anni e mezzo dalla sua approvazione ci sono in Lombardia oltre 400 comuni su 1500 che non sono stati in grado di approvare il piano di governo del territorio e di questi 97 sono in provincia di Como, a partire dal capoluogo. Se tante amministrazioni, di diverso segno, si trovano in queste condizioni, significa che qualcosa in Regione non ha funzionato. Peraltro saranno beffate quelle amministrazioni, come quella di Como, che si erano fidate delle parole dell’ex assessore regionale al territorio Daniele Belotti, della Lega, che aveva promesso una proroga a chi avesse almeno adottato il Pgt, cioè approvato in prima lettura, entro la fine dell’anno. Ma a una cattiva legge e a una cattiva politica urbanistica, frutto delle scelte di Pdl e Lega, non si può certo rimediare con un provvedimento approvato in fase di ordinaria amministrazione, con la concreta possibilità che sia dichiarato illegittimo. Ora i comuni saranno in grave difficoltà e il settore dell’edilizia, già in forte calo, subirà un ulteriore riduzione, con inevitabili ricadute sull’ampio indotto che coinvolge artigiani e professionisti.”

Ecco il testo dell’art. 4

Art. 4

(Modifiche alla l.r. 12/2005)

 

 

1. Alla legge regionale 11 marzo 2005, n.12 (Legge per il governo del territorio) sono apportate le seguenti modifiche:

 

a) dopo il comma 1 bis dell’articolo 25 sono inseriti i seguenti:

 

“1 ter. In deroga a quanto previsto dal comma 1, primo periodo, i PRG vigenti dei comuni danneggiati dal sisma del 20 maggio 2012 inclusi nell’elenco allegato al decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 1° giugno 2012, nonché di quelli dichiarati in dissesto finanziario con deliberazione del consiglio comunale approvata entro il 31 dicembre 2012 conservano efficacia fino al 31 dicembre 2013, salvo quanto disposto dall’articolo 26, comma 3 quater. In caso di mancata adozione del PGT entro il 31 dicembre 2013, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 quater e 1 quinquies.

 

1 quater. Nei comuni che entro il 31 dicembre 2012 non hanno approvato il PGT, dal 1° gennaio 2013 e fino all’approvazione del PGT, fermo restando quanto disposto dall’articolo 13, comma 12 e dall’articolo 26 comma 3 quater sono ammessi unicamente i seguenti interventi:

 

a) nelle zone omogenee A, B, C e D individuate dal previgente PRG, interventi sugli edifici esistenti nelle sole tipologie di cui all’articolo 27, comma 1, lett. a), b) e c);

 

b) nelle zone omogenee E e F individuate dal previgente PRG, gli interventi che erano consentiti dal medesimo PRG o da altro strumento urbanistico comunque denominato;

 

c) gli interventi in esecuzione di piani attuativi approvati entro la data di entrata in vigore della presente disposizione, la cui convenzione, stipulata entro la medesima data è in corso di validità.

 

1 quinquies: Nei comuni di cui al comma 1 quater, dal 1° gennaio 2013 e fino all’approvazione del PGT, non sono applicabili le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5 e 6 della legge regionale 13 marzo 2012, n.4 (Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia); sono fatte salve le istanze di permesso di costruire e le denunce di inizio attività presentate entro il 31 dicembre 2012”.

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Autismo: più attenzione alle famiglie

Assicurare ad ogni persona affetta da patologia autistica cure adeguate ed alle famiglie sostegno da parte delle Amministrazioni Pubbliche, Comune innanzitutto, ma non solo quando si parla di bambini bensì anche nel periodo dell’adolescenza e della vita adulta. E’ questa una delle riflessioni più significative emerse nel corso del convegno “Autismo – il welfare che vorrei” che si è svolto sabato 27 ottobre presso la sala Conferenze della sede territoriale di Como di Regione Lombardia. Un appuntamento, organizzato dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale insieme alle associazioni dei familiari delle persone affette da questa patologia, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti istituzionali del Comune di Como e di Regione Lombardia, nonché di genitori che quotidianamente devono affrontare l’autismo nella loro vita, esponenti della realtà sanitaria, associativa e della scuola comasca, quest’ultima rappresentata dal Dirigente Scolastico Provinciale, Claudio Merletti, nonché da numerosi Presidi. Prendendo spunto da alcune testimonianze che hanno descritto come la patologia influisca sulla vita non solo degli affetti ma anche delle famiglie in età infantile ed adolescenziale, il convegno ha cercato di abbozzare delle risposte a vari livelli. Innanzitutto soluzioni alle famiglie che si trovano troppe volte lasciate sole ed incapaci di affrontare nel modo più opportuno i comportamenti dei bambini affetti da autismo. Una maggiore vicinanza che deve anche tradursi in più occasioni di socializzazione e aggregazione. Dalla discussione è emerso come sia fondamentale arrivare il prima possibile ad una diagnosi precoce dell’autismo. I genitori, infatti, rischiano di accorgersi che il loro bambino ne è affetto soltanto intorno al terzo anno di vita e la susseguente risposta degli attori sanitari, siano questi pubblici o privati, non è celere ma arriva a diluirsi addirittura in un arco di ulteriori tre anni. Un periodo, quindi, troppo lungo che rischia di creare ulteriori problemi nel recupero del bambino. E’ risultato come sia necessaria una maggiore conoscenza dell’argomento da parte dei pediatri di base (ed a Como si è svolto recentemente un apposito corso) e in caso di difficoltà diventi più semplice avvalersi di centri specializzati che forniscano una diagnosi accurata in tempi brevi. Infine è fondamentale che il percorso di vicinanza ai familiari di persone affette da questa patologia non si esaurisca concluso il ciclo della scuola dell’obbligo (come comunque devono essere assicurate più occasioni di integrazione e aggregazione perché il rischio è quello che i bambini affetti siano un corpo “estraneo” alla classe) ma prosegua anche successivamente, ovvero durante il periodo dell’adolescenza, quando la persona si avvicina ad entrare nel mondo del lavoro ed anche durante la vita adulta. Tutti, famiglie in testa, chiedono un intervento puntuale che innanzitutto restituisca alle persone affette da autismo la dignità che spesso, nei fatti, gli viene negata. «Come Partito Democratico ci siamo impegnati in questa legislatura, ormai giunta alla sua conclusione, a dare giusta rilevanza ad un argomento come l’autismo– ha sottolineato Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Abbiamo fatto approvare Ordini del Giorno, Mozioni nonché modifiche al Piano Socio Sanitario Regionale. Prossimamente speriamo di essere chiamati a governare questa Regione e dare così attuazione a questi che sono stati i nostri obiettivi in questi anni ed a fare in modo che le famiglie non si sentano più sole». «Crediamo davvero che la sensibilità verso questa forma di patologia sia stata troppo spesso messa ai margini del discorso sociale e quindi vogliamo invece che venga approfondita perché sono in costante aumento i casi riscontrati in Lombardia e nel resto del nostro Paese» ha sottolineato il consigliere regionale, Mario Barboni presente anche lui ai lavori del convegno.

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La tangenziale di Como ridotta a “moncherino” per finanziare l’autostrada Pedemontana

Il dimezzamento di un’opera attesa a Como dagli anni ’60, ovvero la tangenziale, è stato sancito martedì 11 ottobre dalla riunione del Collegio di Vigilanza sull’accordo di programma per la realizzazione della Pedemontana. «La Finanziaria 2006 ha destinato risorse statali al sistema Pedemontana, ma ha stabilito che dovevano servire a finanziare prioritariamente le tangenziali di Como e Varese visto che l’autostrada vera e propria sarebbe stata fatta essenzialmente con fondi di concessionari privati – sottolinea un seccato Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Viene da pensare che la tangenziale debba essere iniziata soltanto per poter dire che si rispetta quella priorità fissata dalla legge, ma intanto la si riduce a un moncherino per poter trasferire risorse pubbliche sul troncone principale dell’autostrada, sempre più a rischio finanziamento. Como, però, non ha bisogno di una foglia di fico ma di una tangenziale vera».

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Beldosso: quale futuro per l’ex ospedale

Si è svolto stamattina a Villa Gallia un incontro tra gli amministratori provinciali e i consiglieri regionali per discutere degli sviluppi futuri dell’area dell’ex Ospedale Beldosso di Longone.

La riunione di stamattina è stata positiva iniziare a riflettere sul destino di un’area strategica per tutto il triangolo lariano, già ex ospedale di Longone al Segrino, attualmente destinato ad ospitare una sede scolastica. È importante che al prossimo incontro partecipino i proprietari dell’area, ossia l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e l’INPS, insieme al Comune di Eupilio. Per quanto riguarda i problemi contingenti è importante intervenire sullo stato di conservazione del parco che ospita la struttura  e realizzare al più presto una palestra per la scuola.

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Varese-Como-Lecco: clamorosa assenza dei vertici politici comaschi!

tangenziale como

 “Oltre a Carioni, che tra l’altro figurava come relatore conclusivo della mattinata, ma la cui assenza era già praticamente data per scontata, mancava l’assessore alle infrastrutture e al territorio della Provincia, Sergio Mina, così come il consigliere regionale Pozzi, presidente della Commissione regionale Territorio – fa notare Luca Gaffuri, capogruppo regionale del Pd –.  Assenze che sono state  notate e sottolineate, oltre che dal pubblico, anche dai relatori”.

Dicono le consigliere provinciali del Pd comasco Rosangela Arrighi e Maria Rita Livio, presenti all’incontro: “E’ un’abitudine del presidente Carioni quella di sfuggire le responsabilità e di non avere il coraggio di sostenere con fermezza e coerenza delle posizioni politiche chiare, nemmeno quando potrebbe, come in questo caso, farsi portavoce della posizione unanime del Consiglio Provinciale in merito ai problemi e alle proposte che sono sul tavolo e sui quali la politica ha il dovere di pronunciarsi con chiarezza. Occorre ricordare che il consiglio provinciale nello scorso mese di luglio aveva votato all’unanimità un documento sulle priorità viabilistiche in provincia, che rivendica  prima di tutto la realizzazione del secondo lotto della Tangenziale di Como (come previsto dall’accordo di programma della Pedemontana) e della variante della Briantea e che si esprime negativamente sulla realizzazione dell’autostrada Varese-Como-Lecco”. “Da più voci è stata richiesta alla politica responsabilità e capacità di fare  scelte utili per il territorio. Un richiamo più che condivisibile, ma non si può fare a meno di sottolineare l’inadeguatezza di una classe amministrativa comasca, Lega Nord compresa, evidentemente incapace non solo di decidere, ma anche di affrontare a viso aperto un confronto serio e responsabile su temi così importanti”, commenta l’onorevole Pd Chiara Braga. Uscendo dalla presentazione di Busto Arsizio Gaffuri aggiunge: “Le associazioni di categoria pongono un problema reale: le difficoltà della mobilità nel territorio pedemontano. La soluzione proposta, cioè la costruzione di una nuova autostrada, non tiene però conto della realizzazione della Pedemontana che sgraverà la viabilità ordinaria e consentirà collegamenti più rapidi. Per la crescita del nostro territorio, riteniamo fondamentale che il confronto sia il più approfondito possibile poiché si tratta di questioni che segneranno il futuro della nostra provincia”.

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