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Superiamo il sistema delle funzioni non tariffabili in sanità

La  giunta Maroni si è impegnata a superare il meccanismo delle funzioni non tariffabili in sanità, responsabili di una parte consistente degli scandali che hanno coinvolto importanti strutture come Maugeri e San Raffaele. “È un risultato notevole perché il Consiglio regionale ha preso atto delle storture della passata gestione della sanità e ha deciso di imprimere un cambio di rotta – sottolinea in proposito il consigliere regionale Luca Gaffuri -. La discrezionalità e la generosità che hanno caratterizzato le non tariffabili negli scorsi anni in Lombardia sono state oggetto di rilievi della Corte dei Conti e anche del comitato dei controlli interno, nominato dalla giunta stessa. Con questa approvazione, che segue quella sui voucher, abbiamo dato una seconda spallata all’impianto formigoniano del sistema socio sanitario. Il prossimo obiettivo rimane la cancellazione della legge Daccò, su cui ancora PDL e Lega non intendono recedere”.

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Treni: dal 1° settembre nuovi rincari ma nessuna prospettiva di investimento

«Un nuovo incremento che, seppur limitato, influisce sui costi di famiglie e studenti ma senza la consapevolezza che le somme raccolte siano poi investite per il rinnovo delle infrastrutture ferroviarie che chiediamo da tempo». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene in seguito alla decisione, presa dalla Giunta regionale, di adeguare le tariffe del trasporto pubblico locale del 2,64% a partire dal 1° settembre. «In un anno il prezzo di biglietti e abbonamenti è cresciuto di oltre il 24% ma non abbiamo riscontrato benefici evidenti. I pendolari, infatti, continuano a registrare i soliti e numerosi disservizi che vanno dalla scarsa pulizia dei convogli alla mancata puntualità. Un nuovo incremento che, seppur contenuto (su una tratta di 50 chilometri, con un tagliando ordinario di 5 euro, l’aumento non supererà i 13 centesimi) sembra costituire l’ennesima beffa per gli utenti se si considera che il rincaro delle tariffe del trasporto pubblico locale è calcolato proprio su questi due parametri». Gaffuri, allo stesso tempo, torna a chiedere una maggiore attenzione alle infrastrutture ferroviarie: «Il futuro del treno in Lombardia non è circoscrittoalla sola Seregno-Saronno o al tracciato dell’Arcisate-Varese. C’è tutta una serie di importanti infrastrutture e servizi che hanno bisogno di interventi, anche urgenti. Sono anni, ad esempio, che denunciamo lo stato di incuria ed i disservizi che caratterizzano la stazione ferroviaria di Albate Camerlata, una stazione internazionale dato che è capolinea delle corse S10 per Bellinzona ma sui cui convogli non possono essere acquistati titoli di viaggio validi in Canton Ticino. Inoltre si tratta di un’infrastruttura dove abbondano le barriere architettoniche».

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Asili nido: va cambiata la normativa

Sempre meno famiglie disposte a spendere 500 (o più) euro al mese: ecco che la crisi entra anche all’asilo.

Intervista dal quotidiano “La Provincia” del 22 settembre 2011
L’obiettivo di Lisbona è di 33 posti nido ogni 100 bambini sotto i tre anni. Ci siamo?“Purtroppo no. Le percentuali di accesso delle famiglie agli asili nido sono basse. Il numero di posti disponibili ogni 100 bambini in Lombardia è del 18,3, a Como è ferma al 12,2. Si lavora sui nidi aziendali o i micronidi che hanno una compartecipazione alle spese nei primi due anni, poi le strutture vanno in afafnno perché non riescono a trovare risorse”.
Sono molto costosi.“Perché con un insegnante ogni 8 bimbi l’equilibrio economico nella gestione è difficilissimo da trovare, e poi ci sono le spese per l’affitto e quant’altro. Il tutto si ripercuote sulle tariffe che – soprattutto nei piccoli centri dove non c’è una struttura comunale – precludono l’inserimento dei bambini. Così salta il nido come percorso formativo”.
Miglioramenti in vista?“In aprile il consiglio regionale ha impegnato la giunta a modificare i criteri di accreditamento degli asili nido”.

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Navigazione laghi: è tempo di concretizzare la regionalizzazione

L’attività della NaviLaghi e i suoi finanziamenti sono stati al centro di un incontro che si è tenuto a Desenzano del Garda giovedì 11 agosto alla presenza di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, nonché dei consiglieri regionali bresciani Gianbattista Ferrari e Gianni Girelli Gianni, nonché della candidata alle primarie come sindaco di Desenzano, Rosa Leso. “Grazie al dietrofront dei partiti di Governo sono stati ripristinati i fondi a favore della Navigazione dei Laghi: un’iniziativa presa grazie anche alle numerose sollecitazioni avanzate dal PD a livello regionale nonché dai parlamentari lariani che ha permesso di salvare, di fatto, la navigazione come servizio all’utenza nonché come posti di lavoro” ha commentato Luca Gaffuri in tema di finanziamento della NaviLaghi cui fa riferimento l’ultima campagna di affissioni del PD. La Navigazione Laghi Maggiore, di Garda e di Como (ovvero NaviLaghi) rappresenta una situazione particolare all’interno del sistema di trasporto lombardo in quanto si tratta di una Gestione Governativa (con unica direzione generale a Milano nonché tre direzioni d’esercizio, una per bacino, con sedi ad Arona, Como e Desenzano) ed anche perché, sola eccezione del Lario dove si effettua un servizio di trasporto pubblico passeggeri, svolge servizio di tipo turistico. Se è vero che è in questo modo non è stata oggetto dei diversi aumenti tariffari del TPL regionale (con la sola eccezione del lago d’Iseo, unico bacino che rientra nel sistema di trasporto pubblico lombardo) uno dei suoi punti critici è rappresentato dai finanziamenti. Negli ultimi anni (2009 e 2011, per il quale sono stati attribuiti 2 milioni di euro) questi sono stati assicurati dai cosiddetti decreti Milleproroghe che hanno permesso alla Gestione Governativa della Navigazione di Laghi di reimpiegare per i diversi esercizi gli avanzi di gestione delle annate precedenti derogando così temporaneamente all’articolo 4 della legge 614/1957 che prevede che tali avanzi siano invece incamerati dal bilancio statale (norma che comunque rimane vigente) e sanando le situazioni disastrose che avrebbero le leggi Finanziarie che prevedevano una pesante decurtazione dei finanziamenti (-40%, ad esempio, con la legge 220/2010). Tagli che avrebbero messo a rischio la continuità del servizio e i livelli occupazionali (peraltro la Navigazione offre impieghi anche di tipo stagionale, per l’estate) con conseguenze pure per quanto riguarda il turismo nelle zone dei laghi e per l’indotto. “Come ci ha sottolineato il direttore di NaviLaghi negli ultimi anni la Gestione Governativa ha contribuito a ridurre le spese migliorando i suoi risultati operativi e gestionali – rileva Gaffuri – ma questo non basta: occorre arrivare ora alla regionalizzazione del servizio, della quale si parla tanto e che avrebbe dovuto concretizzarsi nel 2010, ma che, nonostante le rassicurazioni sul “modus operandi” di questa trasformazione rilasciate dall’Assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, in seguito ad una nostra interrogazione nello scorso inverno, è ancora ben lungi da diventare realtà. La regionalizzazione, infatti, porterebbe ad uno sviluppo del servizio che verrebbe incontro a diverse esigenze del territorio per ciò che concerne la mobilità di persone e merci, in particolare laddove l’accesso viabilistico è insufficiente, per le condizioni morfologiche e infrastrutturali del territorio; uno sviluppo turistico nonché maggiore tutela territoriale visto che non si ripeterebbero i casi di acquisto di natanti che, per dimensioni e potenza producono danni alle rive, come accaduto anche nel recente passato ad opera della Gestione Governativa.

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Trasporti: Valentini difende gli aumenti regionali, ma vuole che condanniamo gli adeguamenti comunali

“Ci fa sorridere il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia Valentini che parla di Pd di lotta e di governo, non solo perché questo è un termine coniato da noi da anni e rivolto all’atteggiamento ambiguo della Lega, ma perché semmai è Valentini stesso che in questo caso dà il classico colpo al cerchio e contemporaneamente alla botte: se da un lato, infatti, difende gli aumenti tariffari smisurati e continui dell’assessore regionale Cattaneo, dall’altro vuole che noi condanniamo un necessario adeguamento, ormai già effettuato da tutte le altre province lombarde e rinviato come una patata bollente dal sindaco Moratti, dell’omologo comunale Maran”. E’ il commento alla polemica innescata dal capogruppo Pdl in Regione, di Luca Gaffuri, capogruppo regionale Pd, e Stefano Tosi, consigliere regionale che presidia il tema trasporto pubblico locale.

“Altro che il Pd o la Giunta Pisapia: è stato il governo di centrodestra a rompere il patto con i pendolari lombardi, tagliando le risorse per il trasporto pubblico locale e costringendo gli enti locali ad aumentare le tariffe – incalza Tosi –. La Regione, dal canto suo, ha abdicato al proprio ruolo politico verso un governo che ha sostenuto. Nel contempo non vi sono stati miglioramenti qualitativi nel sistema di trasporto regionale”.

E nessun silenzio da parte del Pd, anzi, tutt’altro: Gaffuri e Tosi ricordano che proprio oggi, durante la diretta on line su www.blogdem.it in cui si parlava di trasporto pubblico locale (il video è tuttora visibile), il capogruppo ha risposto chiaramente sul tema aumenti tariffari in Atm a un utente che aveva postato la domanda: “Dopo i tagli del Governo nazionale e il rinvio, da gennaio, della decisione da parte della Moratti, un adeguamento è necessario – aveva detto Gaffuri –. Piuttosto bisogna cercare di incidere il meno possibile e andare nella direzione di favorire gli abbonamenti per aumentare la fidelizzazione dell’utente e utilizzare al massimo il trasporto pubblico locale”.

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Trasporti: voi volete biglietti più cari?

A quanto sembra, Pdl e Lega si…

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Treni: presentato il nuovo orario. Nessuna miglioria, ma biglietti più cari

I cambiamenti dell’orario ferroviario in vigore dal 12 giugno e illustrati ieri dall’assessore regionale Raffaele Cattaneo non sono una soluzione ai problemi dei pendolari comaschi.

Sono state presentate oggi, a una settimana dall’entrata in vigore del nuovo orario, alcune migliorie sulla Milano Asso a partire da settembre, una linea con molti problemi di puntualità, mentre viene accorciato da dicembre il servizio da Bellinzona ad Albate-Camerlata per il quale l’arrivo finale risulta a San Giovanni, stando al progetto d’orario per il 2012 dell’Ufficio federale svizzero dei trasporti. Sfuma così la possibilità di valorizzare le numerose corse della linea, con cadenzamento ogni mezz’ora nelle ore di punta, ogni ora nel resto della giornata, per realizzare una navetta d’attraversamento nord-sud del territorio di Como. Una politica più attenta avrebbe saputo mantenere un servizio che, se ben valorizzato, poteva essere di grande utilità.

Il vero problema del servizio ferroviario regionale è la mancanza di risorse determinata dai pesantissimi tagli del Governo che la Regione non è riuscita ad evitare. E senza le risorse la qualità del servizio non può migliorare in modo significativo, come gli utenti del servizio ferroviario si aspettano. Ma al problema si aggiunge la beffa delle tariffe, che aumenteranno ancora dal primo agosto, come ha confermato l’assessore Cattaneo, determinando un incremento rispetto all’inizio dell’anno del 25%. Un salasso che purtroppo servirà soprattutto a compensare i tagli del Governo, non a migliorare il servizio.

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Lago, mozione bipartisan sulla regolazione delle acqua. Concessioni e canoni in fase di revisione?

La revisione della concessione della regolazione delle acque del Lago di Como è al centro di un’interrogazione sottoscritta dai consiglieri regionale del Pd Luca Gaffuri e Carlo Spreafico. Nel testo si ricostruisce storicamente l’origine dell’opera regolatrice, ricordando che è stata affidata fin dal 1938 al Consorzio dell’Adda e che dal 1942 la concessione prevede la formula dell’esonero dal canone.
“Per l’utilizzo delle acque le società idroelettriche e i consorzi irrigui versano al Consorzio dell’Adda 700mila euro all’anno e a Regione Lombardia quasi 11 milioni di euro”, si legge nel documento bipartisan, in quanto primo firmatario è il consigliere del Pdl Gianluca Rinaldin. Il Consorzio dell’Adda, a sua volta, versa annualmente alle Provincie di Como e di Lecco 17mila euro ciascuna e l’erogazione è sospesa dal 2010. Denaro che non è nemmeno sufficiente a finanziare l’incubatoio di Fiumelatte che garantisce la semina ittica e prende 50mila euro l’anno sia dalla Provincia di Como che da quella di Lecco.
Non solo: “I Comuni del lago, a causa delle oscillazioni significative del livello del Lario, sono soggetti a una serie di disagi, quali esondazioni, crolli di muri d’argine, affioramento delle fognature, allagamenti di proprietà edilizie e di manufatti stradali, moria di pesci, porti in secca”, fanno presente i consiglieri regionali nel documento.

Regione Lombardia ne è ampiamente informata, assicurano gli esponenti di Pd e Pdl: negli anni vi sono state riunioni e incontri con i vari assessori regionali alle Reti ed energie, all’ultimo dei quali, Marcello Raimondi, i consiglieri Gaffuri e Spreafico, assieme a Rinaldin, chiedono di sapere “se corrisponde al vero che la concessione, i canoni per l’utilizzo del demanio idrico e più precisamente del lago di Como, sia ora in fase di revisione; se si sia già provveduto alla realizzazione di una nuova bozza e, se sì, quali siano i punti del testo della nuova concessione; se si intenda vincolare l’utilizzo dei proventi introitati con i canoni; se si intenda prevedere di destinare una quota dei canoni incassati dalla Regione alle Province di Como e Lecco oltre ai 250mila euro l’anno (per Como) attualmente utilizzati per il registro delle piccole derivazioni”.

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Pedemontana: da Castelli rassicurazioni sui tempi ma non sulle risorse e sui pedaggi

Planimetria del sistema viabilistico "Pedemontana"

La notizia positiva è che il crono programma per la realizzazione della tratta A, da Cassano Magnago a Lomazzo, e dei primi lotti delle tangenziali di Varese e Como è stato finora rispettato e la conclusione lavori potrebbe davvero arrivare entro la fine del 2013. Quella negativa è che le risorse ancora non sono garantite e che il pedaggio dei primi lotti delle tangenziali è parte integrante del piano finanziario. È questo sostanzialmente l’esito dell’incontro tenuto oggi in Consiglio regionale tra la commissione territorio, il viceministro Roberto Castelli e l’assessore regionale Raffaele Cattaneo sulle sorti della Pedemontana. Un incontro chiesto dal PD per fare luce sugli aspetti critici del piano finanziario e progettuale, che oggi ha tenuto banco per tutto il pomeriggio.
“Lo scoglio da affrontare – spiega il capogruppo del PD Luca Gaffuri – è la raccolta dei 3 miliardi di euro a carico degli investitori privati sugli oltre 4 di costo dell’opera. Quanto ai pedaggi, nel piano finanziario oggi sono previsti, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Cattaneo”. Su questo punto, infatti, si è registrata una divergenza tra l’assessore e il viceministro. Secondo il primo dalle gare si otterrà un risparmio di circa il 20% che andrà, grazie a una clausola inserita nella delibera del Cipe del 2009, a scongiurare il pedaggiamento. Molto più cauto Castelli, secondo cui prevarrà un’altra clausola, voluta dal ministro Tremonti, che prevede che i risparmi vadano ad abbattere la somma che nel 2043 sarà corrisposta alla Pedemontana Lombarda Spa a copertura degli investimenti privati.
“Abbiamo anche appreso da Castelli – aggiunge Gaffuri – che i tracciati del secondo lotto della tangenziale, ed eventualmente dell’autostrada Varese Como Lecco, non saranno definiti dal Governo perché spettano alla Provincia, in quanto ente programmatore. La palla passa dunque in mano a Carioni. Ma devo anche rilevare che a precisa domanda in merito alle risorse pubbliche per il secondo lotto non è stata data alcuna risposta.”

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Treni: bonus ritardi, servizi peggiori e nuovi rincari

Nel mese di Dicembre 2010, sono 24 – su 31 – le direttrici del Servizio Ferroviario Regionale che non hanno soddisfatto l’indice di affidabilità del servizio. Gli abbonati di queste direttrici potranno acquistare l’abbonamento per il mese di Marzo 2011 con uno sconto del 20%.I dati pubblicati sul sito della Regione restituiscono un quadro desolante, il peggiore da tre anni a questa parte.

Le linee che attraversano la provincia di Como non godono certo di miglior salute rispetto alla media regionale e, anzi, si può dire che si distinguano per inefficienza: la Milano-Seregno-Chiasso ha un indice pari a 7,26 (la soglia di normalità si attesta sul 5,10), la Como – Molteno – Lecco 7,02; solo per fare qualche esempio. Tra le linee della Nord, la Milano –Canzo – Asso è la peggiore. La situazione dei viaggiatori ha del paradossale, non solo le tariffe sono aumentate, ma oltre al danno la beffa: le biglietterie internet –che molti abbonati usano per non dover fare lunghissime file allo sportello quando comprano l’abbonamento – non prevedono la possibilità di avere il bonus oltretutto, a maggio è previsto un ulteriore aumento del 10% sul costo del biglietto: è inammissibile che i viaggiatori debbano pagare di più per un servizio che peggiora.

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