Archivi tag: Sanità

Meglio non chiudere le unità complesse

Ho presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Sanità a proposito della chiusura delle Unità complesse di Chirurgia dei presidi ospedalieri di San Fermo della Battaglia e di Menaggio, come previsto dalla direttiva sulle determinazioni delle linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici.
Nell’atto chiedo all’assessore se non ritenga opportuno operare una deroga, favorendo, invece, interventi e investimenti che possano piuttosto promuovere la competitività e la capacità attrattiva verso le due strutture sanitarie pubbliche del territorio comasco. Dal mio punto di vista è, infatti, sbagliato ridurre le chirurgie, perché così si va a compromettere la competitività e la capacità attrattiva degli ospedali, impattando sulle liste d’attesa per gli interventi, creando disagi per l’utenza e incidendo negativamente sulla professionalità dei medici chirurghi.

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Maroni non faccia scarica barile e tenga in vita il punto nascita di Gravedona

Maroni per l’ospedale di Gravedona si deve assumere le sue responsabilità. L’organizzazione della sanità è di competenza regionale, non faccia scaricabarile su Roma”. Così risponde il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri risponde al presidente Maroni che accusa il Governo di aver imposto la chiusura dei punti nascita in Lombardia sotto la soglia di 500 parti. Gravedona, in particolare, sarebbe a rischio, in ballottaggio con l’ospedale di Chiavenna. “La decisione di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti fu una decisione del Governo Berlusconi, di cui Maroni era ministro, poi confermata dall’intesa tra Stato e Regioni – dichiara Gaffuri -. Per la Lombardia l’ok venne dato dall’allora assessore alla Salute, il leghista Luciano Bresciani. Nel 2015, su insistenza del Pd, il Governo Renzi ha introdotto la possibilità di prevedere deroghe per casi come quelli dei Continua a leggere

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Centro Prelievi Tavernerio, Maroni pensi alla sanità lombarda invece di inaugurare presidi già inaugurati

sanitaIl Centro Prelievi di Tavernerio, situato dal 2007 all’interno del Poliambulatorio A.Rossini in Piazza Don Benzoni, non cambia né nome né mission, continua a restare un centro di analisi (per prelievi di sangue e pap test) e intanto viene spacciato sui mass media e nelle inaugurazioni ufficiali come “primo presidio sanitario territoriale”, o Presst. Da quando è scaduta la convenzione con Synlab San Nicolò infatti, il Centro Prelievi ha firmato la convenzione con il Sant’Anna di Como (partita il primo febbraio) e da allora è stata una campagna marketing continua, per trasformare il Centro Prelievi di Tavernerio in un Poliambulatorio a tutti gli effetti. Solo nel nome, naturalmente. Il 14 marzo le autorità regionali e locali sono state invitate a re-inaugurare il Poliambulatorio già inaugurato nel 2007. “Invitiamo Maroni a non andare a inaugurazioni farlocche in vista della prossima campagna elettorale, quanto piuttosto ad occuparsi di sanità lombarda, dato che, mai come ora, ce ne sarebbe bisogno” attacca il consigliere Pd Luca Gaffuri.

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Frontalieri, Gaffuri: “Niente contributi sanitari. Ora subito i rimborsi”

Svizzera_Italia“Malgrado Maroni, i frontalieri non saranno tenuti a pagare il contributo al servizio sanitario nazionale. Il partito democratico ha mantenuto l’impegno e domani la Regione Lombardia riceverà la circolare che attesta che niente è dovuto. Adesso Maroni si adoperi affinché vengano immediatamente rimborsati i frontalieri che hanno già versato”.

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Sanità per frontalieri: ecco i numeri di chi ha pagato. E ora Maroni applichi una moratoria

Si terrà domani, giovedì 3 marzo 2016, l’audizione congiunta tra la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica e la III Commissione Sanità e politiche sociali per affrontare il tema del pagamento del servizio sanitario nazionale da parte dei frontalieri. Sarà presente anche Walter Bergamaschi, direttore generale della Sanità di Regione Lombardia.

“Adesso sappiamo anche quanti sono stati coloro che hanno già dovuto pagare e quanto hanno sborsato – annunciano Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd –: nel 2015, all’Asl della provincia di Sondrio hanno pagato in 5 per un totale di 6.170,79 euro; nel 2016, alla data del 24 febbraio, in quella che è diventata, nel frattempo, dopo la riforma sanitaria, l’Ats della Montagna, hanno pagato altri 5 iscritti per un totale di 4.924.94 euro”.

Per quanto riguarda, invece, l’Ats Insubria, alla data del 26 febbraio, “i frontalieri che avevano pagato ‘per il rinnovo dell’assistenza sanitaria’, così viene definitiva, sono stati 25, per un totale di 58.817,73 euro – aggiungono i consiglieri Pd –. E ancora oggi abbiamo notizie di qualche altra richiesta di pagamento che ci fa sospettare che il numero stia salendo e la cifra lieviterà ben oltre le 70mila euro già non dovute. Questo è il punto, secondo noi: nessuno avrebbe dovuto sborsare per avere un servizio di cui ha diritto, come ha chiarito il Governo in Aula alla Camera”.

Ora, “in attesa della risposta del Ministero della Salute, che si è preso ufficialmente un impegno, chiediamo ancora una volta al presidente Maroni di applicare una moratoria e fermare queste richieste di pagamento. E intanto restituisca i soldi a coloro dai quali sono stati ingiustamente pretesi”, concludono Gaffuri e Alfieri.

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Società svizzera costretta a star fuori dallo stomatologico perché in Lombardia lavorano i lombardi

palazzolombardiaAnche la Svizzera è indirettamente chiamata in causa nell’ennesimo arresto avvenuto in Regione Lombardia. Sull’ordinanza emessa dal Tribunale di Monza si legge di una società service svizzera che avrebbe avuto interessi a entrare nel mercato lombardo, ma che viene stoppata dalle persone coinvolte nella vicenda. “A leggere le intercettazioni si scopre che «le attenzioni del gruppo affaristico si erano anche rivolte all’Istituto stomatologico italiano che aveva deciso di affidare la propria gestione operativa ad una società esterna e che, per le dimensioni della struttura, avrebbe comportato dei guadagni estremamente significativi, in confronto ai quali quelli fino a quel momento ottenuti rappresentavano ben poca cosa», come si evince dall’ordinanza del Tribunale – riporta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, carte alla mano –. Secondo i magistrati «ancora una volta, alla trattativa con i vertici dell’ Istituto da parte dell’ imprenditrice Canegrati, era affiancato il pesante intervento della coppia Longo-Rizzi che, proprio facendo pesare il proprio ruolo istituzionale, di fatto coartavano la volontà dei dirigenti, propensi a valutare anche l’offerta di una concorrente svizzera, il fondo di Private Equity Xenon», che in una intercettazione viene definito dallo stesso Longo una società di service svizzera che ha assorbito il gruppo di Rottoli, già socio della Canegrati”. Continua a leggere

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Arresti in sanità, è ora che la Giunta si fermi

A41471arresti_facce_536[1]“La Lega di governo sta dando una cattiva prova di sé e la Giunta regionale dovrebbe fermarsi qui. Quella che doveva essere una legislatura della rinascita e del recupero della dignità dell’istituzione regionale si sta dimostrando l’esatto contrario. E al centro di tutto, purtroppo, c’è ancora il settore delicatissimo della sanità. Ogni euro che prende una via diversa dalla cura dei malati è un pugno nello stomaco di ognuno di noi. Maroni aveva una missione e ha fallito. Ora è necessario da un lato aspettare che la magistratura faccia fino in fondo il suo lavoro e faccia totale chiarezza sulla vicenda, dall’altro bisogna attivare con decisione senza ulteriori ritardi forme di trasparenza e di controllo. Esistono proposte di legge depositate che non possono più rimanere nei cassetti della struttura burocratica, quali la regolamentazione dei rapporti tra gli eletti e i portatori d’interesse. In questo caso sarebbe stato quanto mai un utile strumento di prevenzione.”
Lo dichiara Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Sanità, in merito all’ennesimo scandalo che ha portato all’arresto del presidente della stessa Commissione Fabio Rizzi, leghista molto vicino a Maroni e padre della riforma sanitaria.

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Sanità dei frontalieri, Regione Lombardia prima ha interpretato la circolare e solo ora ha chiesto delucidazioni

sanita“È Regione Lombardia che ha dato una lettura restrittiva della circolare del Ministero della Salute, quasi un anno fa, e solo la scorsa settimana si è premurata di chiedere conferma della propria interpretazione. Intanto, forte di questa, ha fatto pagare fior di soldi ad alcuni frontalieri per avere ciò che gli spetta gratuitamente, ovvero il Servizio sanitario nazionale. Ribadiamo la nostra richiesta a Maroni di restituire a questi lavoratori il contributo preteso ingiustamente”, lo ripetono, a distanza di pochi giorni dal chiarimento arrivato direttamente dal Governo nell’Aula della Camera, Luca Gaffuri e Alessandro Alfieri, consiglieri regionali del Pd, a proposito della vicenda sul pagamento del Ssn da parte dei lavoratori frontalieri. Continua a leggere

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Una riforma sanitaria incompiuta

sanita

Nella riforma della sanità lombarda, approvata in Consiglio regionale dopo un lungo confronto, il Pd ha ottenuto ben sette delle dieci richieste di modifica avanzate alla vigilia dell’inizio della discussione in Aula. Il duro ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato 25mila ordini del giorni e quasi tremila emendamenti, ha portato Maroni ad accettare di intavolare una trattativa che ha portato numerosi risultati.

Ecco i punti che sono stati recepiti:

 

1.       I superticket su visite ed esami saranno modulati per reddito e saranno esenti i cittadini con reddito familiare fino a 30mila euro.

2.       I manager sanitari non saranno più scelti liberamente dalla Giunta ma verranno individuati all’interno di una short list (ampia da due a tre volte il numero delle figure da nominare) selezionata da una commissione indipendente secondo criteri di merito. Gli stessi manager saranno poi valutati attraverso indicatori di risultato che riguardano l’efficienza, la qualità dei servizi, la riduzione delle liste d’attesa e gli esiti sulla salute dei cittadini e non più esclusivamente il rispetto dei budget;

3.        L’Agenzia di Controllo potrà verificare che l’appropriatezza delle cure effettuate. Sarà nominata dai gruppi di minoranza.

4.       I DRG per le prestazioni più complesse saranno graduati secondo standard di qualità delle cure: le strutture saranno premiate o penalizzate in base all’adesione o meno a criteri che misurano le performance, i tempi di attesa e la qualità, premiando le migliori prassi e penalizzando le peggiori;

5.       Le funzioni non tariffate (un miliardo di euro l’anno erogato secondo criteri discrezionali), alla base di molti scandali, saranno ridotte drasticamente, limitate ai pochi casi in cui la tariffazione è davvero impossibile.

6.       Sarà incentivata la possibilità di prenotare visite ed esami, pagare il relativo ticket e ottenere i referti on-line, oppure direttamente in farmacia;

7.       Sono stati reintrodotti i distretti sociosanitari, attraverso i quali i sindaci e le conferenze dei sindaci parteciperanno alla programmazione dei servizi sociosanitari del loro territorio. Tuttavia questi afferiranno alle ATS e non alle ASST, come avrebbe voluto il Pd.

 

Inoltre, sempre al tavolo tra i relatori e le opposizioni, sono stati inseriti in legge il piano regionale della prevenzione, che la prima formulazione cancellava, e l’osservatorio epidemiologico.

Sono invece state respinte le proposte di cancellare le Ats in un’ottica di semplificazione e di istituire i piani sociosanitari territoriali.

 

Questo il commento del consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri: “Incassiamo alcuni risultati molto importanti, in primis la riforma dei ticket che saranno finalmente un po’ più equi, come il Pd chiede da anni. Avremo anche una sanità meno condizionata dalla politica e strumenti per scongiurare gli scandali del passato. Possiamo dire senza timore di smentite che il contributo dell’opposizione ha migliorato notevolmente il testo della maggioranza. Ma rimane una riforma a metà, largamente incompiuta e senza copertura finanziaria soprattutto sulle parti più innovative. Già a settembre la commissione dovrà affrontare la modifica di altri novanta articoli della legge 33 ed entro ottobre già riverificare gli accorpamenti degli ospedali decisi oggi”.

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Taglio dei ticket: risultato atteso da anni. Ora le risposte alle altre nostre richieste

sanitaAl tavolo della trattativa sulla riforma della sanità i gruppi di opposizione ottengono un risultato atteso da anni: l’introduzione dell’esenzione dai ticket su visite ed esami per i redditi bassi e la rimodulazione per fasce per i redditi superiori. A questo esito si è giunti durante l’incontro con l’assessore al bilancio Massimo Garavaglia. L’accordo raggiunto al tavolo prevede che per le esenzioni la regione stanzi 55 milioni di euro (10 dei quali condizionati al mantenimento da parte del governo degli impegni sul fondo nazionale sanità), e alla scrittura in legge, con apposito emendamento, del principio della progressività per reddito dei ticket. Continua a leggere

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