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Quattro barche ferme nel lago. È la polizia nautica

La Polizia nautica provinciale è quel corpo specialistico nato per il pattugliamento dei laghi e dei fiumi della nostra regione e per la sicurezza delle imbarcazioni e delle persone, che è stata smantellata insieme alle Province. Di fatto, i mezzi sono rimasti in capo a queste ultime, mentre la competenza è tutta regionale, ma si è creato un vuoto amministrativo e soprattutto in termini di sicurezza. Accade, perciò, che nel lago di Como siano ancorate quattro imbarcazioni della polizia nautica, ma nessuno più ne faccia uso.
Durante l’ultimo consiglio regionale come opposizioni abbiamo presentato una mozione sul tema che, in barba alla maggioranza, è stata approvata.
Ora dunque la Regione non può più far finta di niente: si tratta di un segnale forte che ci ricorda l’importanza della questione della sicurezza nelle acque dei nostri laghi, evidentemente molto sentita non solo dalle minoranze perché al momento la situazione non è affatto presidiata.

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La Lombardia lascia mano libera al Governo e sconfessa il Consiglio delle Autonomie locali

Ieri la neonata Giunta della Regione Lombardia ha assunto una delibera sul riordino delle province lombarde in cui si chiede al Governo di lasciare intatta la suddivisione attuale. Una decisione che non piace al capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri.

“Questa è una delibera che consegna al Governo il compito di prendere una decisione sul riordino delle province lombarde, abdicando a ogni ruolo di indirizzo e confermando così la paralisi della più importante regione italiana – dichiara Gaffuri -. È un evidente cedimento nei confronti della Lega, fiera oppositrice del riordino delle Province, e non è un caso nelle pieghe della delibera la giunta sottolinei la necessità di salvaguardare la provincia di Varese, chissà perché solo quella, indicando come immotivata la decisione del Consiglio delle Autonomie locali di non concederle la deroga al pari di Sondrio, Mantova e Monza e Brianza. È del tutto evidente che il lavoro del Cal era improntato alla volontà di accorpare più province con un principio di omogeneità e di razionalità. In questo senso la provincia pedemontana di Como, Varese e Lecco avrebbe avuto un senso. Sottrarre il territorio che ha dato i natali a Bossi e Maroni a questo ragionamento non porterà a nulla, se non a negare al Governo l’elaborazione fatta dagli enti locali lombardi nel consiglio delle Autonomie”.

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Sosteniamo la proposta di accorpare Varese, Como, Lecco e Sondrio

Insieme ai colleghi del PDL (Gianluca Rinaldin e Paola Camillo, fa eccezione la Lega Nord) sosteniamo la proposta condivisa dal tavolo della competitività e che questa mattina il presidente della Camera di Commercio Paolo De Santis porterà all’audizione della delegazione comasca a  Milano. È un’opportunità un po’ obbligata, ma che la Provincia di Como deve sfruttare. Negli  ultimi anni ci siamo lamentati ripetutamente per la perdita di funzioni e di centralità della provincia di Como e del suo capoluogo. È necessario che venga costituita la Provincia Pedemontana e ci sono tutte le condizioni perché Como sia capoluogo. Ci dovrà essere sapienza da parte del Cal e di Regione Lombardia comprendendo che il capoluogo non potrà trovarsi vicino a Milano».

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Riordino delle Province, la Lega si sfila dalla discussione in Regione

Sede della Regione LombardiaLa Lega non vuole che si tocchino le province, ovvero che si applichi la riforma del governo Monti che mira a rivedere profondamente l’assetto istituzionale di questi enti. Oggi in Consiglio regionale, in riunione dei capigruppo, il Carroccio ha infatti annunciato che non parteciperà alla discussione che la Regione è chiamata a fare per definire il riordino delle province lombarde. Entro il prossimo 24 ottobre, salvo proroghe del Governo, il Pirellone, di concerto con i comuni, dovrà trovare una soluzione per le otto province lombarde che non rispondo ai due criteri fissati: almeno 350mila abitanti e almeno 2500 chilometri quadrati di superficie. Il capogruppo del Carroccio Stefano Galli si è anche rifiutato di partecipare alla calendarizzazione del provvedimento in Aula, fissato dagli altri capigruppo nelle giornate del 16 e del 22 ottobre.

“È passato molto tempo da quando la Lega si candidava insieme al Pdl che propugnava l’abolizione delle province, e ormai nel centrodestra c’è una spaccatura al giorno” dichiarano in una nota Maurizio Martina e Luca Gaffuri, rispettivamente segretario e capogruppo regionale del PD.

“Siamo impegnati finalmente in un tentativo di riordino e di razionalizzazione delle istituzioni territoriali – continuano gli esponenti democratici – e la Lega, come sempre avviene, si mette dalla parte della conservazione e degli interessi localistici, probabilmente cercando di lucrare un po’ di residuo consenso ma soprattutto di conservare qualche posto di potere. Ma se la loro strategia è quella del tanto peggio tanto meglio, non andranno da nessuna parte”.

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Province: sbagliata la deroga per Isernia, Terni e Matera

“La maggioranza ci ripensi, introdurre deroghe per tre piccole province sarebbe un grave errore”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri dopo la notizia dell’approvazione, oggi in commissione bilancio al Senato, di un emendamento presentato con firme di esponenti di PD e PDL che salverebbe le province di Isernia, Terni e Matera dalla chiusura.
“Noi – aggiunge Gaffuri – siamo pronti ad accettare la sfida della costruzione di un nuovo assetto degli enti territoriali valutando l’accorpamento di province con territori popolosi ed estesi, come sono quella di Como, di Varese e di Monza e Brianza. Ma non possiamo assistere ad accordi al ribasso per i quali ogni volta che si prende una decisione c’è sempre qualcuno che propone deroghe incomprensibili, con argomenti francamente risibili rispetto al passaggio epocale che stiamo affrontando. In Lombardia abbiamo province consistenti per territorio, numero di abitanti e di comuni, che non sono nemmeno comparabili alle tre che si vorrebbero salvare. Noi vorremmo parlare, pur con qualche perplessità sui criteri adottati, di una revisione degli enti territoriali che vada incontro alle linee guida della spending review per razionalizzare i costi e garantire servizi migliori ai cittadini, ma se comincia il gioco delle deroghe la discussione perde di senso”.

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PDL e Lega in Regione Lombardia votano mozione per il mantenimento delle Province

Il Consiglio regionale della Lombardia, con il voto contrario del PD, ha votato una mozione di del PDL che mira a mantenere l’attuale assetto delle Province. “PDL e Lega votano in Consiglio regionale per mantenere le province così come sono – dichiarano Alessandro Alfieri, vicesegretario regionale del PD Lombardia e Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale -. Il Pd ha votato contro perché ritiene  urgente e necessaria una riforma complessiva delle funzioni attribuite ai diversi livelli di governo per risparmiare risorse ma soprattutto per dare servizi più efficienti avvicinando i luoghi delle scelte ai cittadini. Certo, un’era geologica sembra trascorsa da quando il PDL faceva campagna elettorale proprio annunciando l’abolizione delle province”.

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Province: deve prevalere l’interesse generale dei cittadini e non quello della sola Lega Nord

Rivedere il ruolo delle Province nell’attuale assetto degli Enti Locali e giudicarle secondo l’utilità che effettivamente rivestono per il territorio di competenza. L’On. Chiara Braga e Luca Gaffuri, capogruppo del Consiglio Regionale del PD, non sono affatto d’accordo su quanto dichiarato dal Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sul fatto che le Amministrazioni Provinciali così come sono siano Enti utili. «Che la Provincia di Como sia virtuosa ho molti dubbi – rileva l’On. Chiara Braga -. Basta dare un’occhiata agli ultimi bilanci che mi auguro il Presidente conosca. Quanto alla vicinanza di questo Ente ai piccoli Comuni immagino che Leonardo Carioni si riferisca alla concessione di contributi (sempre più scarsi) attribuiti con criteri spesso discutibili e riconducibili all’affinità politica di questa o quell’Amministrazione e non certo alle reali priorità del territorio. Se prendiamo invece come metro di riferimento la capacita di coordinamento e sostegno alle realtà locali, nonché le tematiche ambientali, energetiche o la gestione del territorio, l’Amministrazione Provinciale lariana è totalmente inefficace per non parlare poi del peso irrilevante che il nostro territorio ha sui tavoli istituzionali. Mi riferisco alle vicende che riguardano il secondo lotto della Tangenziale di Como nonché il progetto dell’autostrada Varese-Como-Lecco. Se la Provincia di Como sparisse anche domani nessuno ne noterebbe l’assenza!». Della stessa opinione il consigliere regionale Luca Gaffuri: «Penso che l’attuale ruolo ricoperto dalle Province vada sicuramente rivisto e di fronte a chi, come in Lombardia, trova nella loro attuale collocazione nell’assetto degli Enti Locali motivo di indiscusso successo partitico mi senso di sottolineare come la loro validità sia da valutare esclusivamente per l’utilità che queste rivestono per il rispettivo territorio di competenza. Spero che nei fatti Umberto Bossi smentisca, dunque, Leonardo Carioni altrimenti siamo davvero davanti a dei “quaqquaraqqà” il che è veramente preoccupante». Anche l’On. Braga concorda sul fatto che bisogni modificare il sistema degli Enti Locali: «Di fronte alla situazione seria e urgente in cui si trova oggi il Paese occorre trovare il coraggio di ripensarne seriamente e senza demagogia l’architettura istituzionale cosicché competenze oggi attribuite alle Province possano essere assorbite ad altri livelli, venga aumentata la capacità dei piccoli comuni di aggregare servizi e funzioni e siano generati, quindi, risparmi. Deve prevalere insomma l’interesse generale dei cittadini e non quello piccolo di bottega della Lega Nord».

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Manovra: sulla morte del federalismo fiscale ha ragione Formigoni

Formigoni dice bene: con i tagli della manovra correttiva il federalismo fiscale è davvero morto. Ma non occorreva attendere le misure allo studio per assecondare le richieste della BCE per capire che questo governo è nemico delle Regioni e dei Comuni. Ma attenzione, qualsiasi sia l’entità dei tagli alle Regioni, la giunta lombarda non pensi di gravare ulteriormente sui cittadini senza prima aver fatto le necessarie economie. A cosa servono, per esempio, le varie sedi territoriali, i cosiddetti Pirellini, che la Regione ha nei capoluoghi di provincia? E certe spese inutili come la duplicazione del call center della sanità lombarda, prima spostato a Paternò, in Sicilia, e ora pronto a riaprire anche in Lombardia? E se Formigoni ha ragione nel sostenere che i sacrifici li devono fare prima di tutto i ministeri, non si deve dimenticare la riduzione dei costi della politica, con i parlamentari e i consiglieri regionali che devono dare l’esempio. Su questo fronte siamo stati i primi a depositare un progetto di legge regionale aprendo il dibattito, poi sono sopraggiunti anche la Lega e infine il PDL. Se c’è la volontà della maggioranza bastano poche settimane per arrivare a una riforma condivisa ed efficace.

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