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“Nidi gratis”, pagamenti in ritardo

In una delle ultime sedute di questa legislatura, ho presentato un’interrogazione sulla misura “Nidi gratis 2017-2018” per sapere quali siano le motivazioni per le quali i Comuni non hanno ancora potuto rendicontare la spesa a carico della misura, ritardando così a loro volta l’erogazione dei fondi alle proprie strutture convenzionate. Infatti, succede che troppe di queste, che lavorano con il sistema regionale, si trovano, per inadempienze di Regione Lombardia, a fare “da banca”, aspettando di essere rimborsate e spesso andando in sofferenza. L’incertezza e i ritardi della fase istruttoria stanno mettendo a rischio l’operatività delle strutture.
L’assessore regionale che mi ha risposto ha ricostruito le fasi di attuazione della delibera che ha introdotto la misura nel luglio del 2017, assicurando una sua sistematizzazione e un incremento di risorse in funzione del numero di aderenti crescenti. Abbiamo chiesto nello specifico quando avverranno i trasferimenti ai Comuni. La mia impressione è infatti che il sistema sia stato ingolfato in questi mesi e a farne le spese sono state purtroppo le strutture che ogni mese erogano il servizio avendo a proprio carico costi di personale, derrate e servizi vari.

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Asili nido: va cambiata la normativa

Sempre meno famiglie disposte a spendere 500 (o più) euro al mese: ecco che la crisi entra anche all’asilo.

Intervista dal quotidiano “La Provincia” del 22 settembre 2011
L’obiettivo di Lisbona è di 33 posti nido ogni 100 bambini sotto i tre anni. Ci siamo?“Purtroppo no. Le percentuali di accesso delle famiglie agli asili nido sono basse. Il numero di posti disponibili ogni 100 bambini in Lombardia è del 18,3, a Como è ferma al 12,2. Si lavora sui nidi aziendali o i micronidi che hanno una compartecipazione alle spese nei primi due anni, poi le strutture vanno in afafnno perché non riescono a trovare risorse”.
Sono molto costosi.“Perché con un insegnante ogni 8 bimbi l’equilibrio economico nella gestione è difficilissimo da trovare, e poi ci sono le spese per l’affitto e quant’altro. Il tutto si ripercuote sulle tariffe che – soprattutto nei piccoli centri dove non c’è una struttura comunale – precludono l’inserimento dei bambini. Così salta il nido come percorso formativo”.
Miglioramenti in vista?“In aprile il consiglio regionale ha impegnato la giunta a modificare i criteri di accreditamento degli asili nido”.

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