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Meglio non chiudere le unità complesse

Ho presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Sanità a proposito della chiusura delle Unità complesse di Chirurgia dei presidi ospedalieri di San Fermo della Battaglia e di Menaggio, come previsto dalla direttiva sulle determinazioni delle linee guida regionali per l’adozione dei piani di organizzazione aziendale strategici.
Nell’atto chiedo all’assessore se non ritenga opportuno operare una deroga, favorendo, invece, interventi e investimenti che possano piuttosto promuovere la competitività e la capacità attrattiva verso le due strutture sanitarie pubbliche del territorio comasco. Dal mio punto di vista è, infatti, sbagliato ridurre le chirurgie, perché così si va a compromettere la competitività e la capacità attrattiva degli ospedali, impattando sulle liste d’attesa per gli interventi, creando disagi per l’utenza e incidendo negativamente sulla professionalità dei medici chirurghi.

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Fusione piccoli comuni: perché esclusi Menaggio e Tremezzina?

Due domande di fusione presentate da un insieme di piccoli comuni comaschi non sono state prese in considerazione dalla Giunta regionale. Si tratta dei comuni di Lenno, Mezzegra, Ossuccio e Tremezzo nel primo caso e di Menaggio, Grandola Ed Uniti, Plesio E Bene Lario nell’altro. In entrambi i casi le domande non risultano inserite tra gli undici progetti di legge di fusione deliberati nella Giunta del 2 agosto scorso. Le motivazioni non sono note ma l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, di tutta fretta, ha fatto sapere che prima di settembre non sono calendarizzate altre giunte regionali e pertanto sono rinviati al 2014 tutti i progetti di legge esclusi. Così facendo, però, si perde un anno di tempo senza apparenti motivi per dare il via ad un processo che intende migliorare i servizi per i cittadini e contenere i costi dell’ amministrazione.   Continua a leggere

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Riduzione dei tribunali: lo Stato non scompaia dal territorio

“Lo Stato non deve scomparire dal nostro territorio”. Così Luca Gaffuri, consigliere regionale del PD, ha commentato la mozione approvata dal Consiglio regionale con la quale si chiede al Ministero della Giustizia di valutare nel dettaglio la produttività e l’effettiva funzione svolta dalle sedi giudiziarie minori e di considerare le eccezioni che non meritano la chiusura. “Il voto è arrivato a larga maggioranza su una mozione inizialmente presentata dalla Lega Nord ma modificata in modo sensibile grazie ad un nostro emendamento come gruppo consiliare PD. La nostra opinione – sottolinea Gaffuri -  è che il riordino del sistema dei tribunali non debba tradursi in una scomparsa dello Stato dalle aree più o meno periferiche anche del comasco. Parafrasando una frase di Ezio Vanoni, una delle figure più significative del panorama politico degli anni ’50, mi sembra il caso di ricorda che la politica deve ricordarsi di ogni località, anche e soprattutto di quelle più disagiate sempre e non solo quando c’è bisogno oppure quando si viene incontro ad una loro necessità pratica. Ecco perché abbiamo ottenuto di scrivere nella mozione, che si chieda al Ministero di rinunciare ai tagli lineari e di definire dei criteri di merito, che tengano conto delle criticità di alcuni territori, su cui operare la razionalizzazione e riorganizzazione dei tribunali. I tagli lineari non fanno mai un buon servizio ai cittadini e per ridurre gli sprechi è sempre meglio intervenire con criteri oggettivi valutando i singoli casi”. Luca Gaffuri si riferisce soprattutto alla sede distaccata del Tribunale a Menaggio, località al centro di altri ‘tagli’ (dalle poste alla sede INPS) in parte rientrati. “Sul caso menaggino bisogna inoltre sottolineare che per iniziativa di alcuni Comuni è stato proposto a tutti e 53 i paesi del centro lago appartenenti all’ex mandamento di partecipare pro quota al costo per il mantenimento, ad esempio, dell’ufficio del Giudice di Pace, spesa da ripartirsi in proporzione al numero di abitanti di ciascun paese. Una dimostrazione concreta di come lo stesso territorio abbia a cuore la situazione e voglia intervenire per trovare una soluzione a questo problema anche se il tempo stringe”.

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Presenza INPS nel Centro e Alto Lago e Porlezzese

Me ne sono occupato a livello personale quando è emerso il problema ed ho aderito con entusiasmo al documento promosso lunedì 18 marzo dal Tavolo della competitività:

Il “Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della Provincia di Como”, espressione di tutte le Organizzazioni ed Istituzioni rappresentative della realtà economico-produttiva, sociale e politica del territorio comasco ed espressione dei rappresentanti locali nelle Istituzioni Provinciali, Regionali e Nazionali, vuole con la presente esprimere forte preoccupazione e contrarietà all’ipotesi della chiusura dell’Ufficio Inps di Menaggio.
Tale eventualità, che con il passare delle settimane appare sempre più concreta, provocherebbe un ulteriore inutile disagio a migliaia di cittadini ed imprese che, in una zona già problematica dal punto di vista viabilistico, si vedrebbero costretti, per l’espletamento delle normali pratiche previdenziali ed assistenziali, a percorrere decine di chilometri su una via stradale tra le più problematiche dell’intero sistema viabilistico lombardo.
L’Ufficio INPS di Menaggio è oggi punto di riferimento per tutto il sistema economico e produttivo del Centro e Alto Lago e del Porlezzese, che non può, dopo il tribunale, permettersi di perdere anche questo importante presidio amministrativo.
Si chiede quindi alla Direzione INPS di garantire la continuità della Sua presenza con un Ufficio per il Centro e Alto lago e Porlezzese valutando l’eventuale ipotesi di una sede in comuni limitrofi a Menaggio che soddisfino il medesimo bacino d’utenza”.

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Agenzia delle Entrate di Menaggio: si cerchi soluzione condivisa per evitare la chiusura

«Auspico che possa essere trovata una soluzione che consenta all’Agenzia delle Entrate di lasciare aperti i propri uffici di Menaggio. Se dovesse infatti essere confermata, per motivi economici, la chiusura di questa sede, ed il trasferimento di tutte le attività a Como, ci troveremmo di fronte all’ennesimo elemento di disagio per la popolazione che risiede sulla sponda occidentale del lago che, già, quotidianamente vive in un contesto dove i problemi, soprattutto per quanto concerne gli spostamenti, non mancano». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, da sempre attento a tutto ciò che accade nel variegato territorio lambito dalle acque del Lario, non manca di esprimere la propria opinione sulla ventilata chiusura di questo ufficio decentrato: «La sede territoriale di Menaggio dell’Agenzia delle Entrate serve ben 42 Comuni, circa 50mila abitanti nonché le numerose imprese presenti in questo contesto. Per tutto il comprensorio la sua soppressione, che dovrebbe diventare realtà a partire dal prossimo mese di settembre, non si tradurrebbe dunque in un risparmio effettivo per la spesa pubblica bensì in maggiori disagi per l’utenza». «Così come per altri servizi, siano questi scolastici e giudiziari come abbiamo avuto modo di sottolineare in passato, in un territorio di particolare conformazione come quello del lago, ritengo sia quindi necessario mantenere l’operatività di questo ufficio decentrato – conclude Gaffuri – auspicando l’Agenzia delle Entrate possa trovare una soluzione condivisa con i Comuni del territorio”.

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Istituto Vanoni di Menaggio: Butti ora si muove ma aveva votato la riforma Gelmini

“Il problema dell’istituto polifunzionale di Menaggio non si risolve con una interrogazione parlamentare, soprattutto se a presentarla è uno di coloro che ha approvato la riforma che è all’origine dei problemi attuali”. Il capogruppo del PD in Regione Luca Gaffuri commenta così l’iniziativa dell’onorevole Alessio Butti sull’istituto Vanoni di Menaggio che rischia di vedere ridimensionato l’indirizzo tecnico turistico, con la soppressione di una sezione delle classi terze e con il possibile spostamento di alcuni studenti ad altri istituti. Anche le prime sarebbero tre anziché quattro e dunque l’offerta per gli studenti si ridurrebbe.

“I vertici dell’Ufficio Scolastico Provinciale hanno tutti gli elementi per valutare bene i disagi che deriverebbero agli studenti e alle loro famiglie se si desse corso alla riduzione delle sezioni dell’indirizzo turistico. Lo sbocco turistico è un indirizzo particolarmente apprezzato per le possibilità professionali che assicura a questo territorio – rileva Gaffuri -. La decisione di istituire tre classi prime e di formare una sola classe terza crea evidenti problemi alle famiglie ed agli studenti. Già in passato ho fatto notare come la difficoltà dovuta ai collegamenti stradali con Como e il resto della provincia si ripercuoteranno sulla vita di questi ragazzi nel caso siano impossibilitati a frequentare l’istituto di Menaggio. Sono infatti numerosi gli esempi di giovani che hanno deciso di iscriversi a Como e che poi hanno rivisto la loro decisione per le evidenti difficoltà derivanti dagli spostamenti da casa a scuola e viceversa con i mezzi pubblici. Ricordiamo che stiamo parlando di adolescenti per i quali è ancora previsto l’obbligo scolastico e che lo Stato deve quindi assicurare loro l’istruzione. Auspico che, come insegna la recente esperienza vissuta per ciò che concerne il liceo scientifico menaggino, l’Ufficio Scolastico Provinciale riveda la sua posizione ripristinando le classi che da tempo caratterizzano questo importante istituto superiore per il prossimo anno scolastico”.

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Istituto Vanoni Menaggio: prima di eliminare classi occorre assicurare l’obbligo scolastico

“Confido in un’attenta valutazione della situazione da parte dei vertici dell’Ufficio Scolastico Provinciale affinché, dopo aver scongiurato la diminuzione di nuove classi per il liceo scientifico nel prossimo anno scolastico, ora non sia l’istituto tecnico turistico a pagarne le conseguenze. I disagi per i ragazzi coinvolti e per le loro famiglie, infatti, non sono di poco conto in un contesto oltretutto complesso come quello del lago di Como reso ancor più delicato dall’attuale situazione economica”. Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene sulla prospettata nuova organizzazione dell’indirizzo tecnico turistico dell’istituto polifunzionale Vanoni di Menaggio per l’anno scolastico 2012/13. L’Ufficio Scolastico Provinciale, infatti, ha recentemente comunicato alla segreteria ed ai genitori interessati che da settembre non sarà più possibile mantenere tutte e due le future classi terze dell’attuale ciclo di studi mentre le classi prime, per tanti anni suddivise in quattro sezioni, saranno solo tre. Nel primo caso si dovrebbe, dunque, procedere ad un accorpamento degli alunni che hanno appena concluso gli studi della classe seconda sennonché il numero di studenti, 37, supera di sette unità i limiti imposti dalla Legge. Per questi adolescenti, e per le loro famiglie, il rischio concreto è quello di essere costretti a cambiare scuola o indirizzo, oppure proseguire in questo corso di studi ma in un’altra località della provincia di Como con evidenti ripercussioni in termini di spostamento e di tempo. Per ciò che concerne, invece, l’organizzazione delle future classi prime, finora, all’istituto Vanoni venivano allestite quattro sezioni per l’ambito tecnico che riguarda gli sbocchi turistico e ragioneria. L’Ufficio Scolastico Provinciale ha annunciato che non è possibile assicurare l’organizzazione di quattro sezione che, dunque, saranno portate a tre. “Lo sbocco turistico è un indirizzo particolarmente apprezzato per le possibilità professionali che assicura a questo territorio – rileva Gaffuri -. La decisione di istituire tre classi prime e di formare una sola classe terza crea evidenti problemi alle famiglie ed agli studenti. Già in passato ho fatto notare come la difficoltà dovuta ai collegamenti stradali con Como e il resto della provincia si ripercuoteranno sulla vita di questi ragazzi nel caso siano impossibilitati a frequentare l’istituto di Menaggio. Sono infatti numerosi gli esempi di giovani che hanno deciso di iscriversi a Como e che poi hanno rivisto la loro decisione per le evidenti difficoltà derivanti dall’andare a scuola e tornare a casa con mezzi pubblici”. “Un altro punto su cui l’Ufficio Scolastico Provinciale e quello Regionale dovrebbero riflettere attentamente, prima di prendere una decisione definitiva, è che stiamo parlando di adolescenti per i quali è ancora previsto l’obbligo scolastico. Lo Stato deve, quindi, assicurare loro istruzione. E’ questo il dovere delle Istituzioni, non quello di creare problemi ai ragazzi ed alle loro famiglie. Auspico che, come insegna la recente esperienza vissuta per ciò che concerne il liceo scientifico menaggino, l’Ufficio Scolastico Provinciale riveda la sua posizione ripristinando le classi che da tempo caratterizzano questo importante istituto superiore del lago di Como per il prossimo anno scolastico”.

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Tribunale Menaggio: la soppressione non si tradurrebbe in risparmi ma solo in disagi

Mantenere operativa la sezione giudiziaria distaccata di Menaggio e non procedere al suo accorpamento con il tribunale di Como. Con questa finalità ieri sera il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una mozione firmata da tre rappresentanti del territorio comasco: Luca Gaffuri (capogruppo del PD), Dario Bianchi (Lega Nord) e Gianluca Rinaldin (PDL). La mozione, che ha anche ottenuto l’appoggio di altri dieci consiglieri di tutte le forze politiche, chiede alla Giunta regionale di effettuare un intervento diretto al Ministero della Giustizia ed al Consiglio Superiore della Magistratura affinché la sede del Tribunale di Menaggio, così come quelle di altre zone particolarmente svantaggiate dal punto di vista territoriale della nostra Regione, siano mantenute in attività. “Per gli abitanti della sponda occidentale del lago di Como l’eventuale soppressione del Tribunale di Menaggio non si tradurrebbe in un risparmio effettivo della spesa pubblica, bensì esclusivamente in disagi per l’utenza – sottolinea Luca Gaffuri –. In un territorio di particolare conformazione come quello del lago credo sia quindi necessario mantenere l’operatività della sede territoriale giudiziaria”. Della stessa opinione anche Gianluca Rinaldin: “Il risparmio in termini di risorse dall’accorpamento della sezione del Tribunale di Menaggio con Como non è giustificato dai disagi che si verrebbero a creare non solo per i cittadini. Inoltre, per la spesa pubblica, questo si tradurrebbe in maggiori oneri. Basta pensare alle continue trasferte in Como da parte delle forze dell’ordine. Praticamente una chiusura che produrrà esclusivamente difficoltà”. “Sarebbe interessante chela Giuntaregionale procedesse ad effettuare una verifica interna su quali siano le sedi giudiziarie distaccate meritevoli di essere conservate per ragioni logistiche e territoriali, perché ubicate in zone montane o in località dove i collegamenti sono difficoltosi – rileva Dario Bianchi -. La stessa Giunta dovrebbe, quindi, fare una proposta al Governo finalizzata al mantenimento di tali sezioni. Il rischio concreto, infatti, è che l’accorpamento in corso di attuazione per tutte le sezioni dei Giudici di Pace sia soltanto preambolo ad un analogo destino per i Tribunali. Occorre predisporre, quindi, una proposta organica in tempi brevi al fine di tutelare questi ambiti particolari, come Menaggio, dove il servizio va assolutamente mantenuto».

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Navigazione Lago di Como: i Comuni rivieraschi non devono arrendersi all’attuale situazione del trasporto lacuale

La decisione del sindaco di Menaggio Alberto Bobba di respingere, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso, la mozione presentata dalla minoranza con la quale veniva richiesto di prendere posizione nei confronti dello stato di crisi della Navigazione Laghi non manca di suscitare perplessità da parte di Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, che da anni si occupa dei problemi che affliggono la gestione di battelli e aliscafi. «La presa di posizione da parte del sindaco Bobba e della sua maggioranza – ha commentato Gaffuri – denota una mancanza di interesse nei confronti dei pendolari e degli studenti che ogni giorno utilizzano i mezzi della Navigazione Laghi. Ancora più incomprensibile appare la mancanza di volontà da parte di un comune importante come Menaggio di porsi a capo di una battaglia per un servizio che è anche fonte di sviluppo economico per tutto il Centro Lago. Infatti l’obiettivo finale deve essere di arrivare alla regionalizzazione del servizio che porterebbe ad uno sviluppo positivo per il territorio, per ciò che concerne la mobilità di persone e merci, in particolare laddove l’accesso viabilistico è insufficiente». Gaffuri non manca di sottolineare come non bisogna rassegnarsi allo stato di fatto per ciò che concerne l’attuale situazione in cui versa la Navigazione Laghi: «Sicuramente le rassicurazioni date non più di un mese fa da parte del senatore Butti sulla copertura del disavanzo non hanno visto finora concretizzazione, ma non per questo i nostri comuni devono arrendersi a una situazione che deve essere necessariamente modificata».

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Liceo scientifico a Menaggio: ripristinare due classi prime per il prossimo anno scolastico

«Auspico che l’Ufficio Scolastico Regionale, e la sua sede Provinciale di Como, ritornino sulla decisione di non concedere l’istituzione di due classi prime per il liceo scientifico dell’istituto polifunzionale Vanoni di Menaggio. Se dovesse infatti essere confermata la costituzione di una sola prima classe ci troveremmo di fronte ad un nuovo elemento di disagio per la popolazione del lago di Como che, già, quotidianamente vive in un contesto dove i problemi, soprattutto per quanto concerne gli spostamenti, non mancano». Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, non fa mancare il suo appoggio a genitori e vertici scolastici di uno degli istituti superiori più importanti del Lario che, come ormai capita da anni, si trova a dover convivere con decisioni prese da organismi superiori ma che non tengono nella dovuta considerazione le peculiarità del territorio compreso tra lago e Prealpi, preannunciando che invierà al più presto una lettera al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico, Giuseppe Colosio. «L’Istituto Vanoni rappresenta uno dei complessi scolastici più importanti della sponda occidentale del Lario – sottolinea Gaffuri -. Ogni anno è frequentato dai ragazzi del territorio. La decisione di istituire una sola classe prima crea evidenti problemi alle famiglie ed agli studenti in quanto, se è pur vero che possono iscriversi a Como, con l’inizio delle lezioni la difficoltà dovuta ai collegamenti stradali con il capoluogo, ed ora anche nella navigazione, si ripercuoteranno sulla vita di questi ragazzi. Già negli ultimi anni, infatti, giovani che avevano deciso di frequentare istituti analoghi a Como hanno poi rivisto la loro decisione nell’arco di qualche settimana dall’inizio delle lezioni per le evidenti difficoltà derivanti dall’andare a scuola e tornare a casa con mezzi pubblici». La bontà di avere due classi prime di liceo scientifico a Menaggio trova ulteriori conferme dopo che alcuni giovani dell’alto lago hanno visto rifiutata la loro iscrizione all’analogo indirizzo di studi di Morbegno: «Si tratta di giovani che potrebbero benissimo frequentare l’istituto menaggino – rileva Gaffuri -. Appunto per questo, considerando i ragazzi già iscritti, i potenziali studenti e coloro che, pur avendo optato per Como guarderebbero con favore a frequentare il liceo a Menaggio, credo che l’Ufficio Scolastico Regionale dovrebbe rivedere la sua posizione ripristinando le due classi prime per il prossimo anno scolastico».

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