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Cecchetti rispetti i patti e convochi il Consiglio per giovedì


Prima l’affossamento della legge elettorale in commissione da parte del Carroccio, poi la mancata convocazione della seduta di giovedì: il PD accusa la Lega di usare in modo strumentale le istituzioni e punta il dito contro il presidente del Consiglio regionale, il leghista Fabrizio Cecchetti. “Cecchetti rispetti i patti e convochi il Consiglio per giovedì – dichiara il capogruppo democratico in Regione Luca Gaffuri – non accettiamo furbate per tenere in vita artificialmente una legislatura già finita. Tutti i capigruppo hanno convenuto che il 25 ottobre si sarebbe discussa la nuova legge elettorale, quella che abolisce il listino bloccato, come ultimo atto di questo Consiglio. Poi la Lega ha cambiato idea e in commissione ha impedito in modo apertamente strumentale che si trovasse un accordo. Se l’intenzione della Lega è quella di utilizzare i propri ruoli in seno al Consiglio per fare melina, nonostante tutti gli scandali che ormai quotidianamente affiorano, noi lo denunceremo in ogni modo possibile perché i lombardi sappiano chi fa sul serio e chi fa il furbo”.

“Giovedì – conclude Gaffuri – abbiamo formalmente chiesto che venga discussa in aula la nostra proposta di legge, che abolisce il listino, preserva il premio di maggioranza, pone il limite di due mandati per il presidente e introduce la possibilità di esprimere la doppia preferenza uomo – donna. Cecchetti convochi il Consiglio per il 25 e discuteremo sul nostro testo”.

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Il Consiglio regionale si impegna a discutere in tempi brevi la riforma della legge elettorale

Entro sessanta giorni il Consiglio regionale della Lombardia inizierà l’iter di approvazione della nuova legge elettorale lombarda. È l’impegno che il Consiglio regionale della Lombardia si è preso oggi votando all’unanimità una mozione presentata dal Partito democratico con Idv, Sel e Udc il cui scopo è la riforma della legge elettorale abolendo il listino bloccato, riconoscendo la rappresentanza di genere e di tutti i territori, tenendo fermo il numero massimo di 80 consiglieri. Il Consiglio si riserva di ragionare sul merito delle proposte, ma ciò che rimane è, finalmente, l’avvio della riforma, finora sempre osteggiata. Soddisfatto il PD, che con Luca Gaffuri sottolinea l’importanza del passo compiuto oggi: “La riforma della legge elettorale è necessaria – dichiara il capogruppo democratico – e il Pd lo sostiene dall’inizio di questa legislatura. Occorre approvare una norma che abolisca il listino bloccato, istituto che è ormai pesantemente screditato, e ridia ai cittadini la possibilità di scegliere tutti i propri rappresentanti. Occorre anche mettere fine ai tripli e quadrupli mandati per il presidente, accogliendo in modo inequivocabile il limite dei due mandati già contenuto nella legga nazionale. Abbiamo compiuto un passo, ora vigileremo che si arrivi presto e bene ad approvare la nuova legge”.

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Rinviata la discussione sulla legge elettorale

Sede della Regione LombardiaLega e PDL fanno mancare il numero legale in Consiglio per non discutere la mozione urgente dell’opposizione che chiedeva la riforma della legge elettorale. Il documento, corredato dalle firme di PD, IDV, Sel e UDC chiedeva di sottoporre entro sessanta giorni al Consiglio regionale una proposta di riforma della legge elettorale contenente l’abolizione del listino bloccato, la rappresentanza di tutti i territori, l’accesso paritario alle liste elettorali e l’equilibrata rappresentanza di genere. Pdl e Lega, al momento della discussione della mozione urgente immediatamente precedente, hanno chiesto la verifica del numero legale dopodichè tutti i consiglieri di maggioranza in Aula non hanno premuto il tasto della presenza. Risultato, seduta sciolta e tutto rinviato.

“Pdl e Lega fuggono a gambe levate dalla discussione sulla legge elettorale – commenta il capogruppo del PD Luca Gaffuri -. Vogliono conservare il più possibile la legge che contiene il listino bloccato, che non riporta espressamente il limite di due mandati per il presidente e che non garantisce la rappresentanza di tutti i territori. Tutto ciò che rimanda alle elezioni, a parte qualche sterile proclama domenicale, Pdl e Lega lo vedono come fumo negli occhi”.

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Legge elettorale: approvarla a marzo senza listino

“Egregio Presidente, quale garante della programmazione e dell’efficienza delle attività dell’Assemblea, Le scriviamo per sollecitare l’urgente discussione in Consiglio in merito a una nuova legge regionale elettorale”. Inizia così la lettera inviata oggi, giovedì 12 gennaio 2012, a Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, dai gruppi di opposizione. Luca Gaffuri, Pd, Stefano Zamponi, Idv, Chiara Cremonesi, Sinistra ecologia e libertà, Gianmarco Quadrini, Udc, e Filippo Penati, Gruppo Misto, aggiungono che “stante la potestà che l’articolo 122 della Costituzione, novellato nel 2001, attribuisce alla Regione in materia, non si può attendere ulteriormente a superare limiti e difetti della normativa statale che ancora regola il processo elettorale regionale in Lombardia”. Qual è la ratio di questa richiesta? “Per evitare che si ripetano fatti simili a quelli registrati in occasione delle consultazioni del 2010 e per restituire ai cittadini la designazione effettiva di tutti i componenti del Consiglio regionale – scrivono le opposizioni –, riteniamo che la nuova legge elettorale debba escludere la previsione del cosiddetto ‘listino del Presidente’, assicurando in forme migliori delle attuali la formazione di maggioranze stabili, e debba innovare in termini di semplificazione e rafforzata garanzia le modalità di presentazione delle liste concorrenti. L’adozione di una nuova legge elettorale è inoltre indispensabile al fine di recepire nell’ordinamento regionale il principio fissato dalla legge 165/2004 di non immediata eleggibilità del Presidente dopo il secondo mandato consecutivo; occorre altresì eliminare la possibilità di superare il tetto massimo di 80 consiglieri eletti, come verificatosi nella VI legislatura (1995-2000)”. E per quanto riguarda i caratteri di rappresentanza, secondo Gaffuri, Zamponi, Cremonesi, Quadrini e Penati è necessario garantire che “ogni territorio provinciale della Lombardia esprima almeno un membro del Consiglio regionale” e che si prevedano “modalità adeguate a realizzare pari accesso di donne e uomini alle liste di candidati”. I tempi sono stretti per l’opposizione di Regione Lombardia: “Una nuova disciplina elettorale regionale ha carattere impellente e la discussione deve svolgersi il prima possibile”, con l’approvazione entro il primo trimestre del 2012.

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